Blockchain: cos’è e come funziona

Probabilmente negli ultimi mesi vi sarà capitato di leggere o di sentire parlare di blockchain. Solitamente questa parola viene collegata ai Bitcoin, ma il suo utilizzo non si ferma lì. Vediamo quindi di capire innanzitutto di cosa si tratta e poi quali applicazioni può avere.

blockchain
Blockchain, il registro internazionale sicuro basato sulla tecnologia peer-to-peer

Cos’è la blockchain

Quando parliamo di blockchain ci riferiamo ad un registro internazionale sicuro, condiviso da tutti i soggetti che agiscono all’interno di una determinata rete di computer, basato sulla tecnologia peer-to-peer. La catena ha la peculiarità di registrare ed archiviare tutte le transazioni che vengono effettuate all’interno di quel network, non rendendo necessaria la presenza di terze parti, cosiddette fidate. Il nome blockchain ha origine proprio dalla natura della struttura: ciascun nodo della rete ha una specifica funzione nell’accertamento delle informazioni inserite, che vengono trasmesse al nodo successivo in una catena formata da blocchi, i blockchain.

Fino ad un paio di anni fa la sequenza di blocchi era usata solo dai Bitcoin, criptovaluta creata nel 2009, come una sorta di libro contabile. Sono in essa registrate tutte le transazioni effettuate fino ad oggi e verificate direttamente dal sistema. Le transazioni, infatti, sono realizzabili solo se ricevono l’approvazione da parte del 50%+1 dei nodi. Se ci allontaniamo dalla moneta virtuale, possiamo ipotizzare l’uso della blockchain ovunque esista un rapporto tra più gruppi o più individui finalizzato allo scambio di azioni, titoli, atti notarili, etc.
La blockchain è rimasta nell’ombra dei Bitcoin per poi uscire allo scoperto alla fine del 2014. Se già nel 2015 ha iniziato a far girare capitali e nel corso di quest’anno vedrà un incremento dei finanziamenti, gli analisti si attendono un vero e proprio boom per il 2017.

Le principali caratteristiche della blockchain

Nella catena dei blocchi tutto diventa un codice, contratti, divise monetarie, documenti. E questo non va affatto a discapito della loro concretezza, anzi tutto il contrario. Tutto può diventare digitale, con un grande beneficio sia in termini di spazio che di tempo. Ma vediamo insieme quali sono le peculiarità della blockchain.
La catena è innanzitutto molto solida. Grazie alle sue proprietà crittografate, non è consentito variare o apportare delle modifiche agli anelli già saldati della catena. I dati in essa salvati sono quindi attendibili, non manipolabili e poco esposti alle truffe. Inoltre si ha la possibilità di mettere in atto anche transazioni irrevocabili, provviste di una traccia ancora più precisa.
Conseguentemente la blockchain risulta essere altamente affidabile. Non essendo un sistema guidato da un nucleo centrale ma garantendo completa libertà d’accesso, è sì meno governabile ma anche meno vulnerabile. E questo perché se anche uno dei nodi venisse danneggiato, gli altri seguiterebbero a funzionare tenendo stabile la catena, senza alcuna perdita di dati. Proprio perché l’accesso è libero e non esiste una stanza di comando, la catena si fonda quindi sulla trasparenza: tutti i partecipanti possono, infatti, prendere visione di tutte le transazioni.

Il successo della blockchain

Il fenomeno della blockchain è in costante crescita. Le imprese che, al momento, sono legate al business dei blocchi sono 120; aziende che hanno fatto girare circa un miliardo di dollari, la metà dei quali nell’ultimo anno. In questo lasso di tempo, gli investimenti hanno subito delle diversificazioni: partendo da Bitcoin, valute e sistemi di pagamento, si sono infatti indirizzati su altri settori, a partire dalla gestione di titoli e contratti.

Negli Stati Uniti d’America, la blockchain ha scatenato l’interesse della società Nasdaq che ha dato mandato alla startup Chain di progettare una piazza borsistica di scambio basata proprio sulla sua tecnologia, e di Microsoft che la vorrebbe utilizzare nel cloud. Visa e MasterCard avevano manifestato il loro interesse già nel 2014. Ma non è solo una questione di innovazioni imprenditoriali. Più di quaranta importanti banche mondiali (citiamo tra le altre Citi, J.P. Morgan, BNP Paribas, Commonwealth Bank of Australia, UBS, Royal Bank of Scotland, Credit Suisse, Wells Fargo, ING Bank, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Barclays e le italiane UniCredit e Intesa Sanpaolo) hanno recentemente creato un consorzio con la startup newyorkese R3 per approfondire lo studio e valutare il futuro della blockchain.

Il successo della catena è testimoniato anche dall’interesse dimostrato recentemente da parte della Banca Centrale Europea; quest’ultima sembra intenzionata ad indagare le opportunità e le sfide insite in questa nuova tecnologia, soprattutto per quanto concerne i possibili servizi offerti agli istituti di credito (come ad esempio per i pagamenti, il regolamento titoli e le garanzie).

Applicazioni future della blockchain

Come abbiamo avuto modo di vedere la blockchain è una tecnologia dal notevole impatto rivoluzionario. Accorciando la catena degli intermediari, proprio perché sprovvista di una gestione centralizzata, la blockchain permette di inviare dati rapidamente, semplicemente, in tutta sicurezza, nonché con un risparmio economico. E si sa riduzione dei costi e mancanza di intermediari fanno gola a molti soggetti economici. Oltre che nel campo della finanza e della moneta virtuale, potrebbe quindi essere utilizzata in differenti comparti: dalla sanità alla pubblica amministrazione, dal commercio ai mass media.

Facciamo qualche esempio. Nel campo bancario e finanziario potrebbe consentire transazioni sicure, veloci e vantaggiose economicamente. E non sarebbe neanche più necessaria la presenza di un’autorità di garanzia centralizzata. Proprio per questa ragione molti istituti si stanno muovendo, come abbiamo visto, in direzione blockchain.
Un altro campo nevralgico è quella della salute, campo nel quale i dati sensibili sono assolutamente da tutelare. La blockchain potrebbe consentire di gestire più efficacemente dati medici e cartelle cliniche al fine di renderli facilmente reperibili e consultabili da tutti gli operatori interessati.

Nel settore della pubblica amministrazione, la digitalizzazione è solo nella fase di partenza. Pensiamo per esempio all’identità digitale Spid. Ma in futuro la blockchain potrebbe permettere di gestire le risorse pubbliche, creando un archivio digitale, in maniera più veloce e più trasparente, con una conseguente diminuzione di truffe e di eventi corruttivi. Oppure i blocchi potrebbero essere utilizzati per rendere più sicuro le votazioni elettroniche o il sistema elettorale nel suo complesso.
Per quanto riguarda il comparto dei media, pensiamo ai diritti d’autore che potrebbero venire accertati fedelmente e rapidamente. Oppure pensiamo alla vendita di contenuti singoli (ad esempio articoli, canzoni, etc.), vendibili senza commissioni e senza abbonamenti.

La blockchain, inoltre, può essere un valido supporto per connettere diversi dispositivi elettronici in diversi parti del mondo, per creare un sistema di pagamenti diverso dai contanti e dalle carte di debito e di credito, per scambiare contratti in tutta sicurezza (ad esempio un passaggio di proprietà di una vettura o un contratto di fornitura d’energia). Per finire, la catena dei blocchi potrebbe risultare di fondamentale importanza nella gestione delle migrazioni da un continente all’altro.