Comprare azioni Sony (e vendere): come fare e se conviene

Come comprare le azioni Sony? In questa guida completa sulle azioni Sony, vedremo tutto quanto concerne la quotazione in Borsa di questo popolarissimo marchio giapponese.

Il quale da decenni produce prodotti tecnologici all’avanguardia, con incursioni anche di successo nei videogame con il lancio negli anni ‘90 della consolle Play Station, giunta alla sua quinta edizione. Nata per caso da un progetto poi saltato con un altro colosso nipponico: la Nintendo.

La Sony è anche un interessante asset sul quale puntare. E sebbene la storicità del marchio spinga a non avere dubbi sulla bontà dell’investimento, in realtà occorre sempre non lasciarsi limitare dalle apparenze. Ma occorre soprattutto effettuare una analisi tecnica e fondamentale, al fine di avere un quadro completo.

Anche perché nel mondo attuale le cose cambiano costantemente e ciò vale anche per le multinazionali. Che negli anni vivono diverse stagioni.

Oltre a ciò, occorre anche però capire bene dove investire. Quindi, su quali Broker investire sulle azioni Sony.

Dunque, bando alle ciance e vediamo tutto quanto concerne lo stock del colosso tecnologico del Sol Levante.

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Sony di chi si occupa

Andiamo a monte della nostra analisi, descrivendo in breve di cosa si occupa la Sony Corporation. Si tratta di una multinazionale giapponese con sede a Kōnan, nel distretto di Minato, sito nella capitale Tokyo.

Parliamo di uno dei principali produttori mondiali di prodotti elettronici di consumo e professionali. Ma come detto, anche di quella che è diventata la consolle di videogiochi più importanti: la PlayStation. Nonché la seconda più grande casa discografica al Mondo, oltre ad essere una delle società di media più complete al Mondo e col fatturato più grande di tutto il Giappone.

Dunque, alla luce di ciò, sarebbe un grosso errore ritenere Sony una semplice produttrice di stereo o Tv. Bensì, la società negli anni ha saputo diversificare il proprio raggio di azione. E ciò è molto importante poiché i settori possono controbilanciarsi in caso di crisi generalizzate o riguardanti una sola nicchia.

Tra i numeri principali, c’è il fatto che Sony, da solo, costituisca la metà della quota del mercato dei sensori di immagine. Inoltre, si trova al primo posto per quanto concerne i semiconduttori e al quinto dal 2015 per la produzione di televisori.

E’ protagonista poi del mercato delle TV di grandi dimensioni (dai 55 pollici in su).

Sony Corporation comprende, tra le altre:

  • Sony Electronics
  • Sony Semiconductor Solutions
  • Sony Pictures
  • Sony Music
  • Sony Interactive Entertainment
  • Sony Financial Holdings

Ha cambiato diversi slogan nel corso della sua storia, quello attuale è: Be Moved.

Le azioni Sony sono quotate alla Borsa di Tokyo dal 1970 e fa parte degli indici Nikkei 225 e TOPIX Core30. con una quotazione aggiuntiva sotto forma di ricevute di deposito americane quotate alla Borsa di New York

La prestigiosa classifica Fortune Global 500 del 2020 posiziona Sony al 122mo posto.

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Azioni Sony storia

L’azienda Sony trae le sue origini dal secondo dopoguerra. In particolare, dal 1946, quando Masaru Ibuka aprì un negozio di elettronica a Shirokiya, vicino Tokyo. Con un capitale iniziale di ¥ 190.000 e 8 dipendenti.

Nel maggio dello stesso anno, ad Ibuka si aggiunse come socio Akio Morita e fondarono la Tokyo Tsushin Kogyo.

Questa ditta è passata alla storia in Giappone per aver realizzato il primo registratore a nastro nipponico: il Type-G. Nel 1958, prese la denominazione attuale di “Sony”.

Il nome “Sony” deriva dalla combinazione di due parole: “sonus”, che è la radice del suono e “sonny”, usato negli anni ’50 negli Usa per chiamare un ragazzino. Diventata molto diffusa anche nel Sol Levante.

Il primo prodotto a marchio Sony fu una radio a transistor TR-55, del 1955. Anche se la società prese quel nome solo 3 anni dopo.

Il co-fondatore di Sony Akio Morita ha fondato la Sony Corporation of America nel 1960. Prendendo in prestito dagli americani anche la forte mobilità occupazionale, con la quale anche i cinquantenni passano facilmente da una azienda all’altra. Importandola così in Giappone.

Nei decenni a seguire, la Sony ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del Giappone come potente esportatore durante gli anni ’60, ’70 e ’80. Dando anche credibilità al cosiddetto “made in Japan” negli Usa. Paese diventato forte alleato in chiave anti-cinese, malgrado la tragedia di Hiroshima e Nagasaki del 1945.

Il Giappone fu investito da una profonda recessione negli anni ‘80, che ovviamente non risparmiò Sony. Costretta a tagliare i prezzi dato il crollo di domanda per i prodotti tecnologici.

Anzi, qualche analista già vedeva Sony al tramonto, ritenendo che i migliori anni fossero alle spalle. Ed invece, quando Norio Ohga ha assunto il ruolo di presidente, ha incoraggiato lo sviluppo di due prodotti che si sono rivelati poi salvifici per l’azienda:

  • il Compact Disc negli anni ’70 e ’80
  • la PlayStation all’inizio degli anni ’90

Inoltre, Ohga ha spinto per l’acquisto della CBS Records nel 1988 e della Columbia Pictures l’anno seguente. Il che ha fatto sì che la società diversificasse il proprio operato verso i mass-media.

Nel 2005, arriva un’altra svolta: come Ceo viene per la prima volta designato uno straniero. L’americano Howard Stringer. Una novità non solo per Sony, ma per tutto il Giappone. Dato che fino ad allora nessuno straniero aveva rivestito tale ruolo in una importante multinazionale.

La mossa però si è rivelata azzeccata, dato che Stringer ha incoraggiato ad investire in blockbuster come Spider-Man. Ma ha anche deciso per il taglio di 9mila posti di lavoro.

Inoltre, Stringer ha puntato a riportare Sony alle origini. Concentrando di nuovo il marchio verso soprattutto la produzione tecnologica e disimpegnandosi dagli altri settori.

Gli anni 2000 sono stati molto difficili e nel 2012 Kazuo Hirai è stato nominato nuovo CEO. Il motto di Hirai è stato “One Sony”, cercando di concentrare l’azione della multinazionale verso 3 binari:

  • imaging technology
  • gaming
  • mobile technology

Nel febbraio 2014, Sony ha ceduto la sua divisione Vaio PC e ha trasformato la sua divisione TV in una propria società. Al fine di ridurre l’emorragia di perdite degli anni precedenti.

Ha chiuso inoltre 20 negozi e venduto 9,5 milioni di azioni di Square Enix per $ 48 milioni.

Sempre nello stesso anno, ha creato 2 joint venture con Shanghai Oriental Pearl Group, al fine di vendere la PlayStation e il relativo software in Cina.

Non solo cessioni però. L’anno seguente, ha rilevato l’attività di sensori di immagine di Toshiba.

Nel 2017, ha ceduto la produzione di batterie agli ioni di litio alla Murata Manufacturing. Mentre 2 anni dopo ha deciso di unificare le sue attività di telefonia mobile, TV e fotocamera.

Il 1° aprile 2020, Sony Electronics Corporation diventa una Holding, mentre il mese dopo ha annunciato di modificare il suo nome entro la stessa data del 2021 togliendo la parola Electronics dalla denominazione.

Ha poi deciso di lanciare anche Sony Financial Holdings in Borsa.

Conviene investire in Azioni Sony?

Vediamo ora alla questione che più interessa i trader: conviene investire in azioni Sony?

Partendo dall’analisi tecnica, vediamo il suo andamento in Borsa negli anni. Soffermandoci, come preferiamo di solito fare, sull’ultimo quinquennio. Un dato di medio termine per capire l’evoluzione degli ultimi anni.

Lanciato in Borsa nel 2000, anno funesto per la bolla dot-com, negli ultimi anni le azioni Sony hanno vissuto un iniziale crollo per poi registrare una lunga risalita. Partendo dai 2200 JPY del febbraio 2016 per arrivare a più del doppio nel luglio 2017.

Poi una leggera caduta e una nuova ripresa dall’autunno dello stesso anno, quando il titolo è arrivato a sfiorare i 7mila JPY nel giro di un anno. Poi un nuovo periodo difficile, toccando i 4600 JPY nel marzo 2019 ed una nuova ripresa fino a sfiorare gli 8mila JPY nel gennaio 2020.

L’esplosione del Covid-19 ha però portato il titolo sui 6700 JPY nel marzo seguente, ma riprendendosi repentinamente fino a sfiorare gli 8900 JPY nell’agosto 2020. Poi un nuovo calo e una nuova ripresa.

Ecco la situazione attuale del titolo Sony sulle Borse:

Dunque, un continuo zig zag e parlando in termini di dollari, parliamo di un titolo che negli ultimi anni ha toccato come punto minimo di 44 dollari ed un massimo di 85 dollari.

Abbiamo visto come Sony ha vissuto almeno due periodi molto difficili dopo la Golden age degli anni ‘60-’70. Ovvero gli anni ‘80, ma per una recessione di tutto il Sol Levante e gli anni zero del 2000.

Tuttavia, è anche vero che la multinazionale ha sempre saputo rispondere con modifiche al proprio modus operandi. Ristrutturando la propria attività, ora allargandola, ora stringendola. Diversificando anche i settori, riuscendo pure a primeggiare.

Si pensi al settore dei videogiochi con la Play Station e a quello discografico. Sebbene il web abbia comunque portato quest’ultimo ad una profonda crisi.

Sony è un marchio facilmente riconoscibile avendo lanciato prodotti di qualità come i Compact disc, dove ha primeggiato o i Televisori anche di grandi dimensioni.

Molto importanti poi si sono rivelate le soluzioni di imaging e rilevamento (I&SS), diventando fornitore di colossi della telefonia quali Apple, Samsung e Huawei.

Il settore I&SS, tra l’altro, costituisce un quarto del suo fatturato, con un profitto cresciuto del 66%. E si preannuncia ancora in crescita, garantendo nei prossimi anni ancora delle entrate per Sony.

Dunque, per dare una risposta alla domanda se conviene comprare azioni Sony, possiamo dire che sicuramente è un investimento molto interessante. Poiché basato su una società che ha ormai oltre 80 anni di storia alle spalle, capace di lanciarsi in nuove sfide e superare le tempeste.

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