Chainlink: cos’è e come funziona, LINK crypto

In questa guida parliamo di Chainlink, uno dei progetti più importanti nel settore delle criptovalute.

Chainlink è una blockchain che consente di mettere in comunicazione il mondo crypto con i dati provenienti da fonte esterne. Per farlo utilizza una rete di oracoli decentralizzata che permette l’invio di flussi di dati affidabili ed attendibili ad altre blockchain per permettere di eseguire azioni da parte degli smart contract.

La blockchain funziona anche grazie alla sua coin LINK che risulta essere anche un potenziale asset su cui investire a medio e lungo termine.

Ma come funziona Chainlink? E perché è importante per il mondo crypto? In questo approfondimento cerchiamo di capire cos’è Chainlink, quali sono le sue applicazioni e i futuri aggiornamenti.

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Che cos’è Chainlink?

Una blockchain è un database o registro distribuito su più nodi di una rete, in cui vengono archiviate delle transazioni. Per come è progettata essa può avere accesso solo a dati “interni” alla rete e dunque ad una serie di funzioni limitate.

Una blockchain è progettata per essere deterministica cioè se rieseguissimo le transazioni dal primo blocco a quello attuale dovremmo ottenere lo stesso stato consistente.

Chainlink

Chainlink espande notevolmente le capacità degli smart contract consentendo l’accesso ai dati del mondo reale per effettuare calcoli al di fuori della catena, e fornisce questi dati in formato comprensibile assicurandone l’affidabilità grazie alla propria tecnologia.

Per farlo utilizza gli oracoli, un concetto che spiegheremo tra poco.

Chainlink è quindi una rete di oracoli decentralizzata che consente, tramite la sua piattaforma, alle blockchain di accedere a dati provenienti dal modo esterno (off-chain). E’ quindi un componente middleware in grado di collegare gli smart contract a flussi di dati assicurandone l’attendibilità. Per fare questo utilizza più nodi in grado di assicurare informazioni corrette ed affidabili.

Tutte le aziende che utilizzano Chainlink possono accedere alle principali blockchain come Ethereum, Solana e tutte le altre. Possiamo dunque definire progetti come Chainlink una sorta di ponte tra il mondo decentralizzato della blockchain e quello tradizionale.

Chainlink quindi offre una serie di servizi grazie alla sua infrastruttura:

  • rete decentralizzata: grazie alla decentralizzazione è in grado di garantire l’affidabilità dei dati con i suoi nodi grazie alle API fornendo prove crittografiche di sicurezza
  • API (Application Programming Interface): connessioni affidabili in grado di recuperare dati tramite API ed integrarsi con qualsiasi blockchain
  • oracoli: le soluzioni proposte da Chainlink sono collaudate nel tempo e questo ha consentito di proteggere i fondi a cui accedono le applicazioni decentralizzate più utilizzate del mercato crypto
  • automazione: la rete utilizza un servizio di Chainlink Automation in grado di automatizzare molto operazioni e ridurre gli interventi manuali

Prima di vedere come funziona Chainlink, cerchiamo di riepilogare il funzionamento di un oracolo crypto.

👍 Cosa èRete di oracoli decentralizzati che che permette di accedere a fonti dati esterne alla blockchain e renderli disponibili.
✅ CaratteristicheOracoli / Connessioni API / Automazioni
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Come funziona un oracolo nella blockchain?

Un oracolo crypto è un componente dell’architettura che consente di interfacciarsi con la blockchain per l’invio di dati esterni (off chain). In buona sostanza è in grado di catturare dati da varie fonti dati per poi impacchettarli e fornirli alla blockchain in un formato “comprensibile”.

Il problema degli Smart Contract

Gli smart contract sono stati introdotti per estendere la funzionalità di una blockchain ma sono in alcuni casi limitati. Sono dei contratti intelligenti o software che eseguono azioni sulla blockchain, ma hanno bisogno di qualcosa per l’accesso a dati esterni. Uno smart contract, infatti, non può interagire con dati e sistemi esistenti al di fuori dell’ambiente (blockchain nativa) in cui vive e opera.

Gli oracoli sono molto utili per gli smart contract in quanto costituiscono la base delle applicazioni decentralizzate. Gli smart contract funzionano in base a delle condizioni che si innescano nel momento in cui si verifica un evento.

Il funzionamento di un Oracolo

Molte Dapps non sarebbero in grado di funzionare senza l’accesso ad alcuni dati, pensiamo banalmente alle quotazioni delle criptovalute.

In questo grafico possiamo schematizzare il suo funzionamento:

Come funziona un Oracolo

Un oracolo, quindi, non rappresenta il dato in sé ma funziona da interfaccia in grado di scambiare dati trasmettendo e ricevendo informazioni dagli smart contract.

Prima dell’arrivo di Chainlink, i contratti intelligenti non avevano accesso ad alcun dato fuori dalla blockchain (es: il prezzo di un token). Ora invece possono avere accesso a queste informazioni.

L’affidabilità dei dati

Ovviamente un oracolo deve essere affidabile e deve essere in grado di fornire informazioni che arrivano da fonti attendibili, altrimenti costituisce un problema per la sicurezza.

Un oracolo che viene compromesso,i fatto compromette anche lo smart contract con cui comunica.

Durante la progettazione di Chainlink, il team ha anche pensato a come fare in modo che i nodi si comportino in maniera onesta. Perchè un nodo dovrebbe fornire dati affidabili e veritieri?

In Chainlink c’è un meccanismo di incentivo per i nodi della rete che ricevono ricompense nel token LINK. In caso di comportamento malevolo possono essere rimossi e ricevere un punteggio che ne determina la reputazione.

A proposito di Chainlink

Chainlink è una rete di oracoli decentralizzata che è stata lanciata nel 2019 da Sergey Nazarov and Steve Ellis. E’ un progetto la cui idea nasce con un whitepaper nel 2017.

Il token di governance LINK è un token ERC-20 compatibile col mondo Ethereum.

La rete di oracoli di Chainlink ha molti casi d’uso ed infatti viene usata in vari settori come quello degli NFT, del gaming e delle applicazioni di finanza decentralizzata.

L’obiettivo di Chainlink è quello di espandersi con nuovi casi d’uso supportando ancora di più gli smart contract ibridi. Oggi la rete supporta più di 1000 progetti.

Cerchiamo di capire quelle che sono le caratteristiche del progetto per poi passare alla architettura e ai servizi offerti.

Caratteristiche del progetto Chainlink

Il progetto è fondamentale per via di alcune caratteristiche che lo rendono diverso da tutti gli altri progetti. Per questo motivo ha attirato da subito l’attenzione degli investitori.

Le caratteristiche più interessanti che si traducono poi in prodotti e servizi sono i seguenti:

  • Markets and Data Feeds: supporto ai feed di dati decentralizzati. Chainlink è in grado di aggregare dati da varie fonti sicure
  • VRF (Verifiable Random Function): funzionalità per la generazione di numeri casuali sicuri. Ci sono applicazioni come i giochi, le lotterie ed altri che richiedono funzioni di casualità affidabili e sicure. Chainlink è in grado di fornire anche delle funzioni per generare numeri effettivamente casuali. Ad esempio Chainlink VRF viene usato in Axie Infinity dove ci sono degli NFT con metadati relativi ai personaggi che possono essere resi rari attraverso un processo di distribuzione casuale che sia verificabile crittograficamente (tramite appunto questa funzionalità di Chainlink).
  • Automazione: gli smart contract di Chainlink sono in grado di automatizzare molte funzioni semplificando la gestione
  • Proof of reserve: consente di monitorare lo stato delle riserve in modo automatico attraverso procedure di contabilità avanzata utilizzando la crittografia
  • Interoperabilità Cross Chain: chainlink è in grado di mettere in comunicazione blockchain diverse tra loro consentendo lo scambio di messaggi, token ed altre azioni

Markets and Data Feed

Chainlink fornisce moltissimi feed di dati decentralizzati. Queste fonti dati sono considerate sicure ed affidabili oltre ad essere disponibili in modo decentralizzato.

I data Feed di chainlink consentono di fornire agli smart contract moltissime informazioni utili. Così come abbiamo i feed di dati nei siti web quando usiamo gli RSS per aggregare varie fonti di informazione, qui abbiamo una tecnologia dedicata a questo tipo di informazione.

Questi servizi sono usati da applicazioni note come AAVE, Syntetix, Compound, dYDX, ENS.

Vediamo come funziona ad esempio una lettura di un prezzo da parte della rete. Come vedete in questo schema:

Chainlink Data Feeds
  1. Come prima cosa i data aggregators ovvero i nodi che si occupano di leggere i dati grezzi dagli exchanges , aggregano i dati da varie fonti. I data providers possono
  2. I nodi chainlink leggono questi prezzi di mercato da parte di questi fornitori certificati e aggregano i risultati. Come vedete in Reference Contract i nodi chainlink forniscono risultati affidabili e di qualità
  3. Infine i nodi aggregano questi dati off chain per generare un report dell’oracolo che viene reso disponibile agli smart contract. Come vedete qui negli user contract troviamo gli utilizzatori di Chainlink, piatttaforme note come ad esempio AAVE, Compound, 1Inch.

Data provider

Chainlink ha una struttura flessibile e consente dai fornitori di dati (data provider) di poter operare fornendo l’accesso alle API tradizionali o gestendo direttamente un nodo Chainlink.

Oggi i fornitori di dati offrono l’accesso ai loro dati mettendo a disposizione delle API con cui forniscono i risultati. Il modello è in genere in abbonamento. Ad esempio siti come CryptoCompare offrono questi dati tipicamente come un JSON. In genere si può interrogare l’API un certo numero di volte, poi si deve pagare mensilmente o annualmente secondo l’abbonamento scelto.

Oppure utilizzano degli adattatori per scambiare dati con nodi esistenti. In questo modo non devono cambiare nulla del loro modello, gli basta esporre questi dati all’esterno. Questo è il modello tradizionale.

Un’altro modello invece è quello della gestione diretta di un nodo Chainlink in modo da vendere direttamente agli smart contract senza passare da altri nodi.

Ad esempio Huobi utilizza questo modello. Il vantaggio di questo modello consiste nella firma crittografica dei dati. In questo modo gli smart contract che ricevono questi dati possono essere sicuri che non siano stati manomessi durante il percorso.

Feeds di dati

I feed di dati di Chainlink contribuiscono a rendere sicuro l’ecosistema degli smart contract con dati decentralizzati. Il servizio offerto ha alcune caratteristiche:

  • i feed vengono gestiti attraverso una rete di nodi indipendenti e distribuiti geograficamente in varie parti del mondo
  • i dati vengono forniti da una serie di API certificate e sicure
  • i software sono utilizzati con successo da anni e hanno protetto nel corso del tempo decine di miliardi di dollari utilizzati dagli smart contract
  • i dati on chain sono immutabili e verificabili, in pratica ogni Data Feed può essere controllato da chiunque
  • i Data Feed supportano qualunque blockchain

Vediamo qui sotto in questa schermata un esempio di Data Feed relativo al prezzo di Ethereum rispetto al dollaro (ETH/USDT):

Chainlink Data Feed: ETH/USD

come vedete abbiamo un’informazione verificata (Trusted), la data dell’ultimo aggiornamento e gli oracoli che hanno risposto fornendo la quotazione.

Chainlink è in grado di controllare tutte queste fonti per fornire agli smart contract un prezzo che non si discosti da quello reale. Come vedete sono necessari un certo numero di oracoli per calcolare una risposta verificata.

Proof of Reserve

Una Proof of Reserves (PoR) rappresenta una prova o un audit indipendente che garantisce che un’entità detenga gli asset che dichiara effettivamente.

Chainlink fornisce un servizio in grado di verificare on chain che un asset sia effettivamente collateralizzato attraverso una rete di nodi decentralizzati che si occupano delle verifiche.

I leader di settore utilizzano Chainlink Proof of Reserve per la sua sicurezza ed affidabilità perché è in grado di fornire maggiore trasparenza per gli utenti. Alcune società come Armanino e Paxos utilizzano questi servizi.

In questo grafico vediamo come funziona brevemente il servizio:

Proof of Reserve

che può avvenire per verifiche on chain che off chain. Nel caso off chain potremmo avere ad esempio una Banca e voler verificare che ci sia l’effettiva collateralizzazione. Chainlink è in grado anche di fare verifiche on chain ed in questo caso si vuole verificare la collateralizzazione di token presenti su un’altra blockchain.

Gli utenti che operano in Defi possono richiede alle applicazioni di accedere ai dati di Proof of Reserve per ottenere trasparenza ed operare in modo sicuro. Vogliamo sapere effettivamente se le applicazioni su cui operiamo hanno una riserva reale e certificata in modo da poter investire.

In mezzo come vedete c’è uno smart contract Proof of Reserve che si occupa di fornire le informazioni alle applicazioni decentralizzate. Un ulteriore caso d’uso potrebbe essere ad esempio la possibilità che non vengano creati token ulteriori rispetto a quelli garantiti dalle riserve.

Come funziona Chainlink: architettura Blockchain

Cerchiamo ora di capire come funziona la blockchain di Chainlink studiando l’architettura.

L’architettura di Chainlink è composta da elementi semplici che cercheremo di spiegare in modo semplice entrando comunque nel dettaglio di alcuni aspetti tecnici.

In questo schema possiamo vedere come si compone l’architettura di base di Chainlink:

Chainlink Architettura

Chainlink connette gli smart contract con dati esterni utilizzando la sua rete di oracoli. Le richieste API di Chainlink sono gestite aggregando i dati da più oracoli, in modo da ottenere risposte più affidabili.

Si tratta di un’aggregazione che avviene on chain in cui i dati sono aggregati da una rete di nodi indipendenti. E’ un modello che abbiamo visto prima quando abbiamo parlato dei Data Feeds.

L’architettura è stata ancora migliorata grazie all’Off-Chain Reporting (OCR), un meccanismo che consente di far comunicare tutti i nodi in modalità peer to peer.

Ogni nodo riporta meno dati aggregando una firma e si trasmette un’unica transazione aggregata, un po’ come avviene con i rollups.

Chainlink Node operator

I Node operators sono uno dei componenti fondamentali dell’architettura di Chainlink.

Essi sono infatti responsabili della gestione dell’infrastruttura degli oracoli e devono garantire che gli smart contract abbiamo accesso ai dati di cui hanno bisogno.

Abbiamo visto prima alcuni nodi in grado di gestire le reti Data Feed per fornire i prezzi ad esempio.

Vediamo in questa schermata come viene gestita l’archiettura:

Chainlink Node Operators

Come vedete i nodi operatori della rete gestiscono l’infrastruttura degli oracoli sia hardware che software. Questi operatori si occupano di controllare la blockchain per le richieste di dati, di recuperare le informazioni dalle API e consegnare i dati richiesti sulla chain che li richiede dove possono essere consumati dagli smart contract ed attivare l’esecuzioni.

Il termine Node Operator si usa per indicare il fatto che queste entità possono essere individuali o imprese che si occupano della gestione dei nodi.

Le reti di oracoli (Oracle Network) aggregano i dati di più nodi Chainlink in modo da ridurre qualsiasi errore che si potrebbe verificare nella raccolta dei dati stessi e nella consegna alla blockchain di destinazione.

Come vedete, l’insieme delle reti di oracoli costituisce la rete Chainlink.

Quindi come abbiamo capito, la rete Chainlink è una rete scalabile costituita da reti di oracoli indipendenti. Ogni oracolo esegue il software di base di Chainlink (client) e quindi opera in maniera indipendente da qualsiasi altro oracolo.

La rete di Chainlink è permissionless, ciò significa che un oracolo può far parte di diverse reti di oracolo, una struttura estremamente potente.

Tuttavia ogni rete di oracoli può limitare il raggio di azione di un singolo oracolo. Non esiste, infatti, un meccanismo di consenso unificato.

Ogni nodo che vuole diventare operatore e fornire dati esterni deve soddisfare dei requisiti tecnici per essere considerato affidabile. I componenti di base includono

  • Chainlink Node client : il software del client del nodo chain link
  • On-chain oracle contract: il contratto on chain dell’oracolo ovvero lo smart contract che si occupa di monitorare le richieste dati
  • Data source subscriptions: le sottoscrizioni alle fonti dati ovvero le API delle fonti off chain a cui si collega un nodo Chainlink
  • External monitoring systems: sistemi per monitorare le prestazioni e l’affidabilità di un nodo chainlink

Ma come fa un nodo Chainlink ad accedere alle fonti dati esterne?

Ogni nodo Chainlink può connettersi a qualsiasi API e fornire dati alle blockchain utilizzando degli adattatori (external adapters), componenti modulari che espandono le capacità del nodo.

Ad esempio, gli External Adapters esterni possono essere utilizzati per eseguire calcoli fuori catena sui dati (producendo una media delle risposte dei nodi) o per accedere ad API. Questi assicurano che la rete Chainlink possa espandersi per supportare nuove funzionalità.

I node operators possono essere considerati come una sorta di validatori del network in quanto si occupano della messa in sicurezza.

Questi nodi sono presenti anche sui marketplace (ad esempio su market.link) dove elencano i loro servizi di oracoli, le certificazioni e tutte le informazioni utili.

Chi vuole sviluppare smart contract quindi può avere un punto di riferimento e utilizzare la piattaforma dei nodi Chainlink per analizzare le caratteristiche di ogni nodo e capire se è adatto a soddisfare le proprie esigenze.

Chainlink Nodi (Oracoli)

La rete Chainlink è dunque composta da rete di oracoli. I singoli nodi sono detti anche “Chainlink node” e rappresentano la fonte dati primaria.

Chainlink supporta una rete decentralizzata di oracoli che competono tra loro per fornire risposte affidabili e verificabili.

Chainlink Node

Un oracolo, come abbiamo visto, fornisce in sintesi una riposta ad una query (domanda) che uno smart contract può fare (es: Qual è il prezzo di ETH rispetto al dollaro?).

Per avviare un nodo Chainlink non ci sono requisiti richiesti, si può fare anche avendo 0 LINK. Tuttavia ci sono delle richieste che richiedono un deposito in LINK e a queste ovviamente non si potrà partecipare.

Chi intende ottenere il dato può infatti richiedere un deposito in LINK come quantità cauzionale e penalità in caso non venga soddisfatta la richiesta. In caso di comportamento malevolo, infatti, si può ricevere un punteggio negativo che va a determinare la reputazione di quel nodo.

Chainlink smart contracts

Ma come funzionano gli smart contract su Chainlink?

Sono essenzialmente dei componenti software che si occupano di fare determinate azioni al verificarsi di determinate condizioni.

Sono quindi dei contratti che eseguono un compito specifico. Poiché i contratti intelligenti esistono su una blockchain, essi sono immutabili e non possono essere modificati. Inoltre assicurano che verranno rispettati i parametri dichiarati nell’accordo aumentando il livello di fiducia tra le parti sul fatto

Come rendere disponibili i dati alle blockchain? E’ necessario quindi che gli smart contract forniscano dati in modo “comprensibile”. Per questo motivo i dati esterni (off chain) devono essere presentati in un formato on-chain.

Chainlink risolve questi problemi con la sua rete di nodi decentralizzata in grado di fornire dati provenienti da fonti off-chain a degli smart contract on chain tramite i suoi oracoli.

In Chainlink abbiamo alcuni tipi di smart contract che eseguono compiti diversi:

Chainlink Smart Contracts
  • Requesting Contract
  • Service Level Agreement (SLA) Contract che si divide a sua volta in 3 sottocontratti ovvero Reputation Contract, Order-Matching Contract, e Aggregating Contract.

Il processo di richiesta dati parte su blockchain atraverso uno smart contract che richiede informazioni, questo è detto Requesting Contract.

Ad esempio un contratto vuole sapere il prezzo di un asset e fa una richiesta al network. Questa richiesta viene registrata dalla rete Chainlink come un evento.

Subito dopo la richiesta passa ad un contratto chiamato Service Level Agreement (SLA) Contract che consente l’accesso ai dati off chain cioè fuori dalla blockchain. Lo SLA Contract crea quindi tre sottocontratti:

  1. Reputation Contract: valuta la reputazione di un oracolo nel corso del tempo tenendo conto della storia delle performances e dell’autenticità ed affidabilità delle risposte. I nodi considerati poco affidabili possono essere quindi scartati dal network di Chainlink. Dunque questo contratto verifica se la nostra fonte di informazioni è attendibile
  2. Order Matching Contract: questo contratto si occupa di inviare la richiesta ai nodi affidabili (trusted) facendo una query. Da questa lista sceglie quindi una serie di nodi adatti a fornire la risposta. Da un punto di vista tecnico, Chainlink converte la richiesta dello smart contract che è in un linguaggio di programmazione specifico in un altro linguaggio di programmazione in modo da poter accedere ai dati esterni su Internet
  3. Aggregating contract: infine l’ultimo contratto che si occupa di validare i dati da più sorgenti raccogliendoli da vari oracoli ed aggregarli. Chainlink così ha a disposizione una serie di dati convertiti in un formato comprensibile per gli smart contract e può renderli disponibili per la consegna

Sintetizzando possiamo dire che le applicazioni usano e pagano Chainlink per trovare nodi affidabili (Reputation Contract). Si effettua quindi la richiesta per trovare una risposta affidabile (Order Matching contract). Infine si utilizza Chainlink per ricevere quella risposta da più fonti di informazione (Aggregating Contract).

Smart Contract ibridi (Hybrid Smart Contract) e Casi d’Uso

Chainlin è in grado di unire quindi i dati provenienti dal mondo off-chain all’esecuzione degli smart contract on-chain tramite i suoi oracoli.

Di fatto utilizza degli smart contract ibridi. Ma cosa sono ?

Gli smart contract ibridi sono in grado di combinare il codice eseguito su blockchain (on chain) alle computazioni e calcoli eseguiti fuori dalla catena (off chain). Questi software hanno tutti i benefici degli smart contract tradizionali e sfruttano i servizi degli oracoli off chain per avere accesso a nuove funzionalità.

Questi servizi di fatto offrono un modo per collegare le infrastrutture esistenti alle reti blockchain senza doverle modificare. Questo potrebbe avere un impatto su molti settori, ecco ad esempio alcuni casi d’uso:

  • Finanza: gli smart contract ibridi possono definire le regole per la compravendita di asset mentre gli oracoli possono occuparsi di fare calcoli su dati esterni e altre procedure come quelle di KYC
  • Identità: le informazioni sull’identità possono essere verificate in modo automatizzato rispettando la privacy. Ad esempio informazioni sensibili potrebbero essere verificate memorizzandole in un sistema esterno senza esporle
  • Giochi: piattaforme di gaming possono utilizzare gli smart contract per stabilire come distribuire le ricompense (ad esempio lotterie) mentre gli oracoli possono occuparsi di verificare eventuali manomissioni al gioco, collegarsi ai feed di dati esterni e via dicendo.
  • Assicurazioni: gli smart contract possono occuparsi di definire le procedure per i risarcimenti o i premi assicurativi mentre gli oracoli si possono occupare di collegarsi ai feed di dati esterni e verificare in modo riservato le informazioni sulle identità

Il Token LINK

La blockchain di Chainlink ha un token di governance nativo che si chiama LINK.

La supply massima del token è di 1 miliardo (1 billion) ed è stata decisa con una ICO nel 2017. Attualmente abbiamo un circolante di 491 milioni di token, pari a circa il 49% della supply.

Link tokenomics

Di questi il 35% è destinato ai node operators che mettono in sicurezza la rete e agli oracoli, il 30% è destinato al team per lo sviluppo della blockchain e dell’ecosistema, mentre il 35% è stato venduto all’inizio durante la ICO.

LINK è un token che segue lo standard a ERC-677 (derivato da ERC-20) che implementa funzioni aggiuntive che consentono di includere dati nel trasferimento di token.

Chainlink Wallet

Abbiamo visto come LINK sia un token ERC dunque per custodire questa coin abbiamo bisogno di un wallet compatibile con Ethereum.

Ad esempio è possibile utilizzare i wallet che utilizziamo già per i token di questo tipo come Metamask o usare un hardware wallet come Ledger.

Naturalmente è possibile utilizzare i wallet integrati degli exchange che consentono di fare compravendita di LINK. Tuttavia oggi la soluzione più sicura è quella costituita da hardware wallet e della custodia delle proprie chiavi private.

Chainlink VRF

Chainlink VRF (Verifiable Random Function) è una funzionalità che consente di generare dei numeri casuali da fornire agli smart contract in modo sicuro.

Il problema della generazioni di numeri “effettivamente” casuali in Informatica esiste da tempo ed ottenere dei valori a prova di manomissione su una blockchain è complesso. Con questa funzione VRF consente di generare dei valori casuali insieme ad una prova crittografica sul modo in cui questi vengono calcolati.

Prima che gli smart contract ci possano accedere viene pubblicata una prova sulla chain e questo migliora la sicurezza in quanto i dati diventano immutabili e nessuno può modificarli, compresi i node operators che gestiscono gli oracoli.

Senza una prova crittografica, infatti, ci potrebbero essere degli oracoli compromessi o malevoli che potrebbero fornire informazioni sbagliate agli smart contract con un impatto diretto sulla sicurezza degli utenti.

Vediamo in questo schema come funziona:

Chainlink VRF

ad ogni richiesta Chainlink VRF genera un numero casuale, usando una serie di blocchi e una combinazione di chiavi degli oracoli, ed una prova crittografica su come è stato calcolato quel numero. La prova viene così pubblicata e verificata on chain prima di essere resa disponibile per l’utilizzo agli smart contract.

Questo processo è verificabile ed a prova di manomissioni.

I casi d’uso e le applicazioni sono tante, è possibile grazie a VRF:

  • sviluppare giochi basati su lotterie ed NFT
  • assegnare compiti o risorse in modo casuale
  • scegliere dei nodi validatori in modo casuale

Attualmente siamo arrivati alla versione v2 che è in mainnent.

Chainlink Automation: i Keepers

Un’altra funzione utilissima riguarda le automazioni ed i cosiddetti Chainlink Keepers. Di cosa si tratta?

Gli smart contract, come sapete, hanno rivoluzionato molte applicazioni di finanza decentralizzata. Non sono però in grado di attivarsi automaticamente in base a condizioni predefinite ma hanno bisogno di essere attivati, ad esempio con dei trigger.

Quindi gli sviluppatori sono costretti ad intervenire spesso manualmente e questo comporta anche i un rischio per le applicazioni come gli exploit a cui devono mettere mano i developer.

Per migliorare e risolvere questi problemi Chainlink ha pensato ad una soluzione automatizzata che si chiama Chainlink Keepers. Questi componenti consentono agli gli smart contract di automatizzare le loro funzioni in modo più efficiente e decentralizzato.

In questo schema vediamo riassunto il funzionamento base delle automazioni di Chainlink:

Chainlink Automation

Come vedete, i Chainlink Keepers fanno in pratica dei check continui per verificare se le condizioni che definiamo sono verificate. Tali condizioni possono riguardare il tempo, calcoli o vari tipi di informazione. Se le condizioni si verificano viene richiesta l’esecuzione ad un Upkeep Contract che invia la notifica di esecuzione on chain. Viene tenuta poi traccia delle automazioni tramite un registro. In caso negativo si passa a fare il check del prossimo nodo.

Questo ha un impatto diretto anche su costi che si vanno a risparmiare per le automazioni interne oltre alla manutenzione di una infrastruttura che diventerebbe complessa da gestire.

Cosa si può fare con le automazioni di Chainlink. Ecco alcuni casi d’uso comuni:

  • previsioni di mercato: PancakeSwap utilizza questa funzione per previsioni di mercato che avvengono ogni 5 minuti sulla propria applicazione
  • exchange decentralizzati: è possibile automatizzare ordini su dex, liquidare automaticamente posizioni al verificarsi di condizioni oppure gestire strategie di trading automatico
  • yield optimizers: alcune applicazioni come ad esempio Alpaca Finance utilizzano i servizi di Chainlink per rendere automatiche alcune funzioni come la gestione della liquidità, lo sblocco dei token, la gestione delle ricompense
  • money markets: utilizzano il servizio per verificare quando liquidare le posizioni di prestiti
  • NFT: alcune dapps utilizzano i keepers per automatizzare la generazione dgli NFT
  • giochi su blockchain: è possibile automatizzare alcune funzioni come lo start delle partite o la gestione delle rewards e dei premi
  • stablecoin: le automazioni vengono impiegate da alcune applicazioni per funzionalità di ribilanciamento o sblocco dei token

Insomma ci sono tantissime applicazioni che possono trarre benefici da Chainlink Automation.

Chainlink 2.0: gli aggiornamenti futuri e lo Staking

Chainlink continua a sviluppare i suoi servizi ed ha già presentato la sua visione in un whitepaper dal titolo Chainlink 2.0: Next Steps in the Evolution of Decentralized Oracle Networks “.

Verranno introdotte nuove funzionalità come lo staking nativo ed un meta layer decentralizzato in grado di rendere gli smart contract più potenti tramite forme di calcolo off-chain più scalabili e veloci.

Con lo staking inoltre l’obiettivo è quello di garantire un comportamento corretto degli oracoli del network usando degli incentivi nel token LINK e punendo i nodi malevoli.

In particolare introdurranno un super-linear staking, un meccanismo che richiede al nodo malevolo molte più risorse in un rapporto quadratico rispetto ai depositi di tutti i nodi del network.

Chainlink 2.0 - Linear Staking

Grazie all’espansione dell’ecosistema di Chainlink, la sua attrattiva nei confronti degli utenti potrebbe aumentare. Nuovi servizi, costi bassi e maggiore utilità della rete potrebbe portare ad una crescita del network. Ed in questo senso lo staking potrebbe contribuire ad una maggiore adozione.

Il lancio della versione beta iniziale di Chainlink Staking (v0.1) è previsto in mainnet di Ethereum a Dicembre 2022.

Chainlink Video

Per concludere questa guida vi segnaliamo questo video che abbiamo pubblicato sul nostro canale YouTube che spiega l’architettura di Chainlink, come operare con gli smart contract e le principali funzioni come Data feeds, Proof of Reserve, VRF e automazioni.

Chainlink (LINK): un progetto crypto utile che devi conoscere
In questo video parliamo di Chainlink, uno dei progetti più importanti nel settore delle criptovalute.Chainlink è una blockchain che consente di mettere in c…
Chainlink (LINK): un progetto crypto utile che devi conoscere

The video was uploaded on 14/11/2022.

You can view the video here.

The video lasts for 34 minutes and 4 seconds.

Chainlink: le domande frequenti

Cos’è Chainlink?

Chainlink è la più grande rete di oracoli decentralizzati, in grado di fornire dati in tempo reale a blockchain mettendo in comunicazione il mondo crypto (on chain) con i dati esterni (off chain).

Dove comprare Chainlink?

E’ possibile fare trading su Chainlink sulle piattaforme di trading regolamentate oppure comprare il token LINK sui principali exchange centralizzati.

Cos’è un oracolo blockchain?

Un oracolo blockchain è un componente che fornisce agli smart contract dati provenienti da fonti esterne in un formato comprensibile. Un oracolo si interfaccia con feed di dati tramite API estrapolando le risposte richieste dallo smart contract.

Chainlink Riepilogo

Conclusioni

In questa guida abbiamo presentato Chainlink, un progetto molto interessante che rappresenta lo standard per quanto riguarda i servizi di oracoli decentralizzato.

E’ un progetto fondamentale in quanto tutte le applicazioni di finanza decentralizzata oggi usano i servizi di Chainlink. Parliamo di una blockchain che permette agli smart contract di accedere ai dati esterni, fondamentali per il loro funzionamento.

Abbiamo visto l’archiettettura ed il funzionamento di Chainlink con uno sguardo anche sul token LINK in ottica di potenziale investimento. La blockchain risulta essere molto interessante dal punto di vista tecnologico ed è uno dei progetti che seguiremo in futuro.

Sarà sufficiente a rendere Chainlink uno dei protocolli più adottati nel mondo crypto? Non ci resta che seguirne lo sviluppo e valutare quale sarà la possibile adozione.

Se vi interessa investire su Chainlink potete utilizzare le piattaforme regolamentate o i classici exchange.

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