Criptovalute

Stablecoin: cosa sono e come funzionano (2026)

Immagina di voler inviare denaro dall’altra parte del mondo, pagare un fornitore in un paese con forte inflazione, o semplicemente proteggere i tuoi risparmi dalla volatilità dei mercati crypto, tutto questo con la velocità di un messaggio e una commissione vicina allo zero. Le stablecoin rendono possibile tutto ciò, e nel 2026 sono diventate molto più di un semplice strumento per i trader: sono diventate infrastruttura finanziaria globale.

Il termine stablecoin deriva dall’insieme di due parole: stable e coin. Si tratta quindi di criptovalute il cui valore è agganciato a un asset di riferimento stabile, il dollaro americano nella maggior parte dei casi, ma anche l’euro, l’oro, persino materie prime fisiche.

Le stablecoin hanno risolto uno dei problemi storici delle criptovalute: la volatilità. Bitcoin può perdere il 20% in una settimana. Ethereum ha oscillato tra 90 e 4.000 dollari in pochi anni. Le stablecoin, invece, valgono (o cercano di valere) sempre 1 dollaro. O 1 euro. Ed è questa stabilità, unita all’efficienza della blockchain, che ha spinto la loro capitalizzazione complessiva oltre i 315 miliardi di dollari nel marzo 2026.

In questa guida troverai tutto quello che ti serve sapere: come funzionano i diversi meccanismi di stabilizzazione, le differenze concrete tra Tether (USDT), USD Coin (USDC) ed Ethena (USDe), le tre protagoniste assolute del settore, il panorama delle stablecoin in euro dopo il MiCA, e il quadro normativo internazionale che si è finalmente consolidato con il GENIUS Act americano di Luglio.

Spoiler: non tutte le stablecoin sono uguali. Alcune sono garantite da riserve bancarie verificabili, altre da criptovalute in sovracollateralizzazione, altre ancora, e qui la storia di Terra/UST nel 2022 è una lezione durissima, non hanno collaterale reale e si sono rivelate estremamente fragili.

Conoscere queste differenze non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: è una competenza fondamentale per chiunque voglia muoversi con consapevolezza nel mercato crypto del 2026.

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Sommario

Stablecoin: cosa sono?

Cosa sono le stablecoin? Come detto, il loro nome dice tutto. Si tratta di criptovalute dal valore stabile, legato ad una valuta FIAT.

Se ti sei mai chiesto come mai Bitcoin sia così volatile ma alcune criptovalute sembrano non muoversi mai di prezzo, la risposta è semplice: quelle ‘criptovalute stabili’ sono proprio le stablecoin. Tecnicamente, sono token digitali emessi su blockchain la cui stabilità di prezzo è garantita dall’ancoraggio, o “peg“, in gergo tecnico a un asset esterno. I

l caso più comune è il dollaro americano: 1 USDT vale 1 USD, 1 USDC vale 1 USD, e così via.

Stablecoin cosa sono
Come funzionano le stablecoin?

La volatilità delle criptovalute e il problema che le stablecoin risolvono

Pensaci: se una valuta potesse dimezzarsi di valore dall’oggi al domani, chi la userebbe per pagare l’affitto o comprare la spesa? Nessuno. Questo è esattamente il problema delle criptovalute tradizionali: sono ottimi strumenti speculativi, ma pessimi mezzi di pagamento quotidiano. Le stablecoin nascono per colmare questo divario, offrire i vantaggi tecnologici della blockchain (transazioni istantanee, accessibili a chiunque abbia uno smartphone, senza frontiere geografiche) senza dover rinunciare alla prevedibilità del valore.

I numeri parlano chiaro. In Europa occidentale, le stablecoin rappresentano già il 52,36% di tutte le transazioni in criptovalute registrate tra il 2022 e il 2024. In America Latina e in Africa, dove le valute locali soffrono spesso di inflazione a doppia o tripla cifra, la domanda di stablecoin in dollari è cresciuta oltre il 40% anno su anno nel 2025.

Non è un fenomeno di nicchia: è un cambiamento strutturale nelle abitudini finanziarie di milioni di persone.

Stablecoin: la definizione tecnica e il concetto di ‘peg’

“Peg” dall’inglese “piolo” o “chiodo” indica l’ancoraggio del prezzo di una stablecoin all’asset di riferimento. Mantenere il peg significa che il valore di mercato della stablecoin rimane il più vicino possibile a quello dell’asset sottostante, tipicamente 1:1. Non è un prezzo garantito per legge, ma un equilibrio tenuto in piedi da meccanismi economici specifici che variano a seconda della tipologia di stablecoin.

Vale la pena fare una distinzione importante che molti trascurano: il “peg” (il valore target) e il “collaterale” (l’asset fisico o digitale che garantisce la stablecoin) non sono necessariamente la stessa cosa.

Una stablecoin può essere ancorata all’euro ma garantita da un paniere misto di euro e oro. Un’altra può essere ancorata al dollaro ma garantita da altre criptovalute. Capire questa distinzione è essenziale per valutare quanto sia solida, o fragile, la stabilità di una stablecoin. Quando questa distinzione si rompe e il prezzo di mercato si discosta significativamente dal peg, si parla di “de-peg”: un segnale di allarme che può anticipare crisi anche gravi.

Come fanno dunque le stablecoin ad essere ancorate ad esempio al dollaro e rimanere stabili?

Per capirlo dobbiamo approfondire il loro funzionamento cercando di comprendere quali sono le caratteristiche e chi si occupa di emettere i token.

👍 Cosa sonoCriptovalute dal valore stabile, legato ad una valuta FIAT.
💻 CaratteristicheProteggono dall’inflazione, Prezzo stabile
💰Principali stablecoinTether (USDT), USDC, Ethena USDe, Binance USD (BUSD)
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Come funziona una stablecoin

Ma come funziona una stablecoin? Come viene creata? In generale abbiamo due modi principali di creazione di stablecoin:

  • tramite una collateralizzazione ovvero con un deposito in Banca del controvalore o collaterale
  • tramite un algoritmo (cioè uno smart contract) che ne manipola il prezzo

Sono chiamate“pegged” dal “currency peg”, vale a dire il tasso di cambio fisso (o ancorato) che le banche centrali usano per stabilizzare la valuta di un Paese.

Come funziona una stablecoin

E’ possibile creare una stablecoin ancorata al prezzo del dollaro ad esempio, o al prezzo dell’oro o ad altri token.

Le stablecoin ancorate ad una valuta FIAT (come dollaro, euro, yen) sono chiamate “fiat pegged token”, perché rappresentano digitalmente una valuta fiat, di livello nazionale o internazionale.

Le stablecoin possono essere di vari tipi quindi:

  • backed: sono quelle che hanno un controvalore depositato di 1$ per ogni $ di stablecoin, quindi in un rapporto 1:1. Ci deve essere dunque una riserva in Banca garantita in cui per ogni token ci sia l’equivalente in valuta fiat.
  • pegged: il valore viene mantenuto stabile ad 1$ (ad esempio tramite un algoritmo)
  • sovra-collateralizzate: per ogni 1$ di stablecoin vengono depositate garanzie in altri token sotto forma di collaterale, in altre criptovalute per un valore superiore a 1$ in modo da mantenersi stabili se i prezzi oscillano

Tipologie di Stablecoin

Ma come si crea una stablecoin? Il circolante di stablecoin è in costante aumento da un po’ di anni. Questo significa che vengono create molte stablecoin ed immesse nel sistema.

Abbiamo visto prima che una stablecoin cioè un asset digitale o virtuale viene creato sulla base di un asset fisico, questo meccanismo si chiama collateralizzazione.

Andiamo a vedere 4 meccanismi principali

Stablecoin fiat-collateralizzate: il modello 1:1 con riserve bancarie

Il primo modello di emissione o di creazione di stablecoin è quello della collateralizzazione.

Stablecoin: la collateralizzazione

È la categoria più intuitiva: ogni token emesso è coperto da un corrispondente in valuta fiat (dollari, euro, sterline) detenuto dall’emittente presso banche o custodi regolamentati.

Funziona così: depositi 100.000 dollari presso Tether o Circle, loro mettono quei soldi in riserva ed emettono 100.000 USDT o USDC. Vuoi riscattare? Restituisci i token, loro li ‘bruciano’ e ti ridanno i dollari.

Questo processo costituisce un primo modello di creazione di token su blockchain o di emissione è chiamato tokenizzazione. La cosa importante da capire è che questo processo non viene fatto da una Banca Centrale o da uno Stato ma da società private.

La collateralizzazione è del 100% e si chiamano quindi completamente collateralizzate cioè per ogni $ di stablecoin c’è 1$ depositato in una banca. Quindi grazie al collaterale si può fare sempre la conversione.

Sono centralizzate ed emesse da società private. Sono dunque aziende che possono gestire male i fondi oppure possono fallire. E questo porta a dei rischi per gli utenti finali. Non c’è dunque il Tesoro che emette la moneta o uno Stato che garantisce. In più spesso queste società hanno sede in paradisi fiscali o comunque fuori dalla comunità europea e dunque lasciano qualche dubbio.

Questo pone la necessità che ci sia una regolamentazione o comunque un Audit da parte di una società esterna che dovrebbe certificare che le riserve siano mantenute in sicurezza. Molto spesso i fondi vengono investiti e dunque bisognerebbe assicurarsi che il controvalore

Ad esempio USDC viene emessa da Circle società che fa capo all’exchange Coinbase. USDT è emessa da Tether Limited, BUSD è la stablecoin di Binance e così via.

La stabilità del prezzo si mantiene grazie all’arbitraggio: se USDT sale a 1,01 dollari, conviene acquistare token a 1$ dall’emittente e rivenderli sul mercato a 1,01$, finché il prezzo non torna al peg.

Se scende a 0,99$, conviene comprarlo a mercato e riscattarlo a 1$ dall’emittente. Un meccanismo automatico, efficiente, purché le riserve siano reali e verificabili. Ed è proprio su questo punto che emergono le differenze critiche tra Tether e USDC, come vedremo tra poco.

Stablecoin collateralizzate

Esempi: USDT, USDC, PYUSD, USD1, RLUSD.

Stablecoin crypto-collateralizzate e sovracollateralizzazione

Un altro tipo di stablecoin che adotta un approccio differente è quello delle stablecoin sovracollateralizzate.

Questo tipo di stablecoin nascono sui protocolli di finanza decentralizzata o Defi e quindi in questo caso il collaterale viene garantito da uno o più asset che possono essere ad esempio criptovalute.

Qui il collaterale non sono dollari in banca, ma criptovalute come ETH o BTC. E siccome le cripto sono volatili, il meccanismo usa la sovracollateralizzazione: devi depositare un valore superiore a quello dei token che vuoi ottenere.

Esempio concreto con DAI di MakerDAO: depositi 1.000 dollari in ETH in uno smart contract (‘vault’) e ricevi al massimo 750-800 DAI. Quella differenza, il “cuscino” del 150%, serve a proteggere il sistema se il prezzo di ETH dovesse scendere bruscamente. E’ il meccanismo della sovracollateralizzazione, cioè c’è più sottostante rispetto al controvalore.

Stablecoin sovra collateralizzate

Il grande vantaggio è la decentralizzazione: nessuna banca, nessun emittente centrale che potrebbe diventare insolvente o congelare i fondi. Tutto gestito da smart contract.

Lo svantaggio? Se ETH crolla velocemente e il valore del collaterale scende sotto la soglia di liquidazione, il vault viene liquidato automaticamente. Nei cosiddetti “cigni neri” del mercato come crolli improvvisi e violenti, le liquidazioni a cascata possono diventare problematiche.

Per evitare questo, in queste situazioni si viene liquidati dalla piattaforma, e si rimane con le stablecoin prese in prestito. Da notare che la quantità di stablecoin che si prende in prestito non può mai superare il valore del collaterale, anzi spesso non può superare il 50-60%.

Quindi, la piattaforma fa in modo da avere a garanzia degli asset che seppur volatili superano di gran lunga la quantità di stablecoin emessa. Qui nell’esempio vedete un tipico rapporto 2:1 cioè il collaterale in controvalore vale il doppio della quantità di stablecoin emesse. In molti casi è nettamente superiore.

Altro rischio è quello legato agli smart contract e dei possibili errori di programmazione del software che può subire un attacco hacker

Esempi principali: DAI/USDS (MakerDAO/Sky), LUSD (Liquity), crvUSD (Curve Finance).

Stablecoin algoritmiche

Un’altra modalità è quella algoritmica ovvero guidata da uno smart contract. Questa costituisce una alternativa interessante alla collateralizzazione anche se presenta pro e contro.

Modelli di emissione: stablecoin algoritmica

Nessun collaterale fisico, nessun deposito bancario: solo algoritmi e smart contract che regolano l’offerta in circolazione per mantenere il peg. In teoria elegante, come una banca centrale completamente automatica.

Le stablecoin algoritmiche sono le più rischiose in assoluto anche se costituiscono un esperimento interessante

Il molti casi il peg viene mantenuto con un meccanismo di signoraggio in cui prezzo viene mantenuto a 1$ aumentando o diminuendo la supply, e bruciando i token come meccanismi di incentivo.

Ci sono dunque rischi di andare in bank run nel caso in cui le condizioni di mercato vanno a incidere sull’offerta E poi naturalmente quelli legati allo smart contract che può funzionare male o essere attaccato.

In pratica, si è rivelato pericoloso. Il caso Terra/UST del maggio 2022 è il più tragico esempio della storia recente delle criptovalute. UST manteneva il peg tramite arbitraggio con LUNA (il token nativo): si poteva sempre scambiare 1 UST con 1 dollaro di LUNA.

Quando un attacco coordinato ha innescato riscatti massivi di UST, il protocollo ha dovuto coniare quantità enormi di LUNA per sostenere il peg. L’iperinflazione dell’offerta di LUNA ne ha azzerato il valore in pochi giorni, trascinando UST in una spirale discendente irreversibile.

Bilancio finale: oltre 50 miliardi di dollari di market cap combinato evaporati, oltre 400 miliardi di impatto sull’intero mercato crypto. Do Kwon, il fondatore di Terra, è stato condannato per frode nel 2025. Da allora, le stablecoin puramente algoritmiche sono guardate con diffidenza crescente sia dal mercato che dai regolatori.

Stablecoin algoritmiche

Alcune caratteristiche:

  • Un vantaggio risiede nel fatto che non c’è alcuna riserva fisica dunque nessun asset da depositare come abbiamo visto nel caso della collateralizzazione.
  • E’ poi un tipo di stablecoin facile da controllare in quanto basta fare dei controlli sugli smart contract che come sapete però possono essere hackerati. Dunque c’è rischio non nullo di exploit da considerare
  • c’è un problema di volatilità in quanto il prezzo oscilla molto a causa dello smart contract che si occupa di stabilizzare il prezzo
  • altro problema riguarda la supply che viene manipolata per cercare di ripristinare il peg

Stablecoin commodity-backed: oro e materie prime tokenizzate

C’è poi una quarta categoria, meno nota ma interessante: le stablecoin ancorate a materie prime fisiche.

L’esempio più eloquente è PAX Gold (PAXG): ogni token rappresenta esattamente 1 oncia d’oro fisico, custodita in caveau certificati da Paxos. Vuoi investire in oro ma non vuoi comprare lingotti da conservare a casa? Con PAXG puoi farlo in modo frazionato, anche pochi dollari, e spostare il tuo oro digitalmente in pochi secondi, ovunque nel mondo.

Una precisazione importante: PAX Gold non è “stabile” in senso assoluto, il suo valore riflette le fluttuazioni del mercato dell’oro, che nel 2026 oscilla intorno ai 5.300 dollari all’oncia. Ma elimina il rischio di controparte della custodia fisica e rende accessibile il mercato delle materie prime a chiunque abbia un wallet crypto.

È stabile rispetto all’oro, non rispetto al dollaro.

Confronto tipologie di stablecoin

TipoMeccanismoEsempi principaliVantaggiRischi principali
Fiat-backedRiserve 1:1 in valuta fiat presso bancheUSDT, USDC, PYUSD, USD1Semplicità, liquidità elevata, ampia adozioneRischio controparte, opacità riserve, rischio bancario
Crypto-backedSovracollateralizzazione con cripto (150%+)DAI/USDS, LUSD, crvUSDDecentralizzata, senza fiducia in emittente centraleRischio liquidazione, complessità tecnica
AlgoritmicaSmart contract regolano offerta senza collateraleUST (dismessa), FRAX ibridaTeoricamente scalabile senza riserveDeath spiral, vulnerabilità sistemica, rischio totale
Commodity-backedToken ancorato a materia prima fisica (oro, ecc.)PAX Gold (PAXG), XAUTProtezione inflazione, accesso frazionato a commodityValore non stabile in USD; dipendenza da custode fisico
Sintetica (nuova)Delta-neutral hedging su derivati cryptoEthena USDeRendimento integrato, nessuna banca custodeFunding rate negativi, rischio CEX, non decentralizzata

Vediamo dunque quali sono le principali tipologie di stablecoin.

Migliori Stablecoin del 2026

Il mercato è in continua evoluzione e molte stablecoin sono state sostituite o scomparse, alcune invece sono nel mercato da deceni. Ma quali sono le migliori stablecoin del 2026? Vediamole in rassegna.

Tether (USDT): la stablecoin più grande del mondo

Se le stablecoin fossero un paese, Tether ne sarebbe la superpotenza: con 183,62 miliardi di dollari di capitalizzazione nel marzo 2026, USDT rappresenta da sola oltre il 58% dell’intero mercato.

Tether è l’esempio più noto di Stablecoin, essendo collegata al dollaro americano. Lanciata nel 2014, fa ormai parte stabile della top five del market cap delle criptovalute.

❓StablecoinTether
📊 SimboloUSDT
💻 BlockchainQuasi tutte
🥇Tipologia riserve:Titoli stato USA, Depositi in banche

E’ stata all’inizio rilasciata sul protocollo di Bitcoin, per poi essere allargate su altre blockchain. Preservando comunque buona parte della sua offerta su Ethereum, nella forma di token ERC-20.

Terza criptovaluta al mondo per market cap dopo Bitcoin ed Ethereum, scambia ogni giorno circa 84 miliardi di dollari, spesso più di BTC stesso. Nata nel 2014 come “Realcoin”, emessa da Tether Ltd. (controllata da iFinex, la stessa società dietro Bitfinex), USDT è oggi lo strumento di liquidità dominante nel trading crypto globale.

Come Tether mantiene il peg con il dollaro: riserve e meccanismo di arbitraggio

USDT è una stablecoin fiat-backed: ogni token in circolazione dovrebbe essere coperto da un corrispondente in asset liquidi detenuti da Tether Ltd. come riserva.

Nel 2026, le riserve di Tether sono composte principalmente da buoni del Tesoro americani a breve termine (la quota maggiore), depositi bancari, oro, Bitcoin e altri asset liquidi. Non c’è una singola banca custode: Tether ha diversificato geograficamente su più istituti.

Il meccanismo di stabilizzazione si basa sull’arbitraggio istituzionale: gli operatori accreditati possono creare nuovi USDT depositando dollari direttamente presso Tether, oppure riscattarli, permettendo al prezzo di mercato di convergere automaticamente verso $1.

Questa funzione di “market making” è riservata agli operatori istituzionali, il singolo investitore retail interagisce con USDT solo tramite exchange.

USDT è disponibile su decine di blockchain: Ethereum, Tron (la più usata per i bassi costi di trasferimento), Solana, BNB Chain, Avalanche e molte altre.

Controversie, trasparenza e il nodo MiCA: USDT in Europa nel 2026

La storia di Tether non è tutta rose e fiori. Per anni l’azienda si è rifiutata di pubblicare audit completi e indipendenti delle proprie riserve, alimentando dubbi sulla loro effettiva composizione. Nel 2021, la CFTC americana l’ha multata per 41 milioni di dollari, accusandola di aver dichiarato falsamente di detenere sempre copertura piena in dollari liquidi.

Da allora, Tether ha migliorato la trasparenza, pubblica rendiconti trimestrali, ma non ha ancora ottenuto un audit completo da parte delle grandi società di revisione internazionali.

Ecco ad esempio l’ultimo report:

Tether: ultimo report riserve

Il capitolo europeo è il più critico. Tether non ha ottenuto la licenza EMI richiesta dal MiCA, e le conseguenze sono state immediate: Coinbase ha deslistato USDT per gli utenti dell’UE dal dicembre 2024, Crypto.com ha imposto restrizioni nel gennaio 2025, e molte altre piattaforme europee hanno seguito.

Se ti trovi in Europa e vuoi operare su exchange regolamentati nell’UE, USDT non è più l’opzione predefinita. La corsa degli investitori europei verso USDC è stata significativa, anche se non ha scalfito la dominanza globale di Tether sui mercati asiatici, latinoamericani e africani.

Tether nel 2026: dati di mercato e posizione competitiva

Nonostante le pressioni normative, Tether continua a crescere a livello globale in modo impressionante: da 83 miliardi di dollari a inizio 2023 agli attuali 183,62 miliardi, quasi un raddoppio in tre anni.

L’azienda ha investito parte dei profitti generati dagli interessi sulle riserve (sostanziali, dato che detiene buoni del Tesoro USA per decine di miliardi) in Bitcoin, infrastrutture di intelligenza artificiale e telecomunicazioni nei mercati emergenti, diversificando ben oltre il suo ruolo originale di emittente di stablecoin.

Per chi investe o opera nell’UE, il consiglio pratico è chiaro: verifica sempre le restrizioni della tua piattaforma prima di assumere posizioni significative in USDT.

Per chi opera fuori dall’Europa, Tether rimane lo strumento di liquidità più immediato e capillare del mercato crypto globale, ma è essenziale monitorare l’evoluzione della sua posizione normativa internazionale.

USD Coin (USDC): la stablecoin regolamentata di Circle

Se Tether è la stablecoin del mercato globale, USDC è quella delle istituzioni, degli sviluppatori e degli investitori europei.

Seconda per capitalizzazione con 75,19 miliardi di dollari nel marzo 2026, emessa da Circle Internet Financial, USDC si è costruita negli anni una reputazione di trasparenza e affidabilità che la differenzia nettamente dalla concorrenza. Non per niente è la scelta di riferimento per banche, fintech, grandi aziende tech e praticamente tutte le piattaforme DeFi che richiedono un token USD verificabile e sicuro.

❓StablecoinUSD Coin
📊 SimboloUSDC
💻 BlockchainEthereum, Polygon, Avalanche, Solana, Algorand
🥇Tipologia riserve:Titoli stato USA, Depositi in banche

Circle, la trasparenza delle riserve e la conformità MiCA

La vera differenza tra USDC e USDT non è il logo, è la struttura. Circle pubblica ogni mese attestazioni indipendenti delle proprie riserve firmate da Grant Thornton, una delle sei maggiori società di revisione mondiali. Le riserve di USDC sono composte quasi interamente da buoni del Tesoro americano a breve termine e depositi bancari in istituti regolamentati negli USA. Ogni USDC in circolazione è coperto 1:1, e puoi verificarlo.

Sul fronte europeo, Circle ha fatto la mossa giusta al momento giusto: nel luglio 2024 ha ottenuto la licenza di Istituto di Moneta Elettronica (EMI) dalla Banca di Francia (ACPR), diventando la prima stablecoin di rilievo pienamente conforme al MiCA.

Risultato: mentre Tether veniva delisted dalle borse europee, USDC diventava la stablecoin predefinita per chi opera nell’UE. Un vantaggio competitivo strutturale che si è tradotto in crescita significativa delle quote di mercato europee.

USDC vs USDT: differenze strutturali e posizionamento nel 2026

Mettere USDC e USDT a confronto è utile per capire le priorità del mercato. In termini di volume puro, USDT vince senza discussione: 84 miliardi di dollari al giorno contro 10,5 miliardi di USDC.

Ma il volume di transazioni mensili racconta una storia diversa: Chainalysis ha documentato per USDC una crescita da 3,21 miliardi di dollari mensili (giugno 2024) a 1,54 trilioni (giugno 2025), una crescita del 47.000% in dodici mesi, trainata dall’adozione istituzionale e dai pagamenti B2B cross-border.

Dal punto di vista tecnico, USDC è disponibile su oltre 15 blockchain, Ethereum, Solana, Base, Avalanche, Arbitrum, Polygon e molte altre, con integrazione nativa in Coinbase e nell’ecosistema Base. La scelta tra i due dipende dal contesto: se operi principalmente in Europa o con istituzioni che richiedono conformità normativa, USDC è la scelta ovvia. Se hai bisogno della massima liquidità su mercati globali e exchange asiatici, USDT è ancora insostituibile.

Il momento SVB e la resilienza di USDC: cosa impara l’investitore

Marzo 2023: Silicon Valley Bank crolla. Notizia sconvolgente per la Silicon Valley, ma anche per Circle, che teneva circa 3,3 miliardi di dollari delle riserve USDC proprio in quella banca. Il panico si è diffuso rapidamente nel mercato: USDC ha perso il peg toccando 0,87 dollari in poche ore, un de-peg significativo per una stablecoin considerata ultra-sicura. Poi le autorità americane hanno garantito i depositi di SVB, e USDC è tornato a 1 dollaro.

La lezione? Anche le stablecoin considerate “sicure” non sono immuni da rischi di controparte bancaria. Il rischio non riguarda solo l’emittente del token, ma l’intero sistema finanziario che sorregge le riserve.

Circle ha risposto diversificando le riserve su più banche e aumentando ulteriormente la quota in buoni del Tesoro. Per te investitore, questo episodio suggerisce di non concentrare eccessivi capitali in una sola stablecoin, anche quella apparentemente più solida, e di tenere d’occhio la composizione delle riserve, non solo il nome del token.

Ethena (USDe): la stablecoin sintetica che ha rivoluzionato il settore

Ethena USDe è la più originale, e probabilmente la più incompresa, delle stablecoin di grande capitalizzazione. Non è fiat-backed, non è crypto-collateralizzata nel senso tradizionale: è un “dollaro sintetico” una stablecoin costruita su una strategia finanziaria sofisticata che prende in prestito strumenti dalla finanza dei derivati.

Con 6,04 miliardi di capitalizzazione nel marzo 2026 (il picco era stato 15 miliardi durante il bull market del 2025), è la terza stablecoin USD per market cap, avendo superato DAI nella corsa al rialzo dell’anno scorso.

Ethena Stablecoin USDe

Il meccanismo delta-neutral: come Ethena mantiene la stabilità senza riserve tradizionali

Il cuore del sistema Ethena si chiama delta-neutral hedging. Sembra complicato, ma il principio di fondo è elegante. Quando depositi ETH (o stETH, BTC, altri asset) per ottenere USDe, Ethena Labs apre contemporaneamente una posizione short di uguale valore sui futures perpetui delle stesse criptovalute su exchange centralizzate come Binance, Bybit e OKX.

Risultato: se ETH sale, il tuo collaterale guadagna ma la posizione short perde la stessa cifra. Se ETH scende, il collaterale perde ma la short guadagna. Il risultato netto è sempre zero, “delta-neutral”, appunto e USDe vale sempre $1.

A differenza delle riserve bancarie di USDC o delle riserve in BTC di Tether, qui non ci sono banche o custodi fisici nel mezzo: il meccanismo è gestito algoritmicamente in tempo reale.

Il limite di scalabilità esiste: a capitalizzazioni molto elevate, il peso delle posizioni short sui mercati dei futures può comprimere i funding rate, riducendo l’efficienza del sistema. Ethena gestisce questo attraverso limiti di capacità e diversificazione del collaterale.

sUSDe e il rendimento: opportunità e rischi del modello Ethena

Ecco il vero elemento differenziante di Ethena: la capacità di generare rendimento nativo, integrato direttamente nel meccanismo della stablecoin.

Metti in staking i tuoi USDe e ottieni sUSDe (Staked USDe), un token che accumula automaticamente i guadagni del protocollo. Da dove vengono questi guadagni? Da due fonti: il funding rate dei futures perpetui (in mercati rialzisti, chi è short riceve pagamenti periodici da chi è long) e il rendimento da staking di ETH, circa 3-4% annuo. Nei periodi di mercato fortemente toro, i rendimenti di sUSDe hanno superato il 20-30% annuo.

Ma attenzione: il modello ha rischi specifici che vanno compresi bene prima di investire. Il primo è il funding rate negativo: nei mercati ribassisti, i funding rate possono invertirsi e Ethena inizia a pagare anziché ricevere, erodendo le riserve.

Il secondo è la dipendenza dalle exchange centralizzate: le posizioni short sono aperte su piattaforme come Binance e Bybit, e un loro fallimento o hack, ome dimostrato dal noto hack di Bybit nel febbraio 2025, può generare perdite al sistema.

USDe è innovativa, ma non è decentralizzata nel senso pieno del termine.

Ethena nel 2026: market cap, sviluppi e prospettive future

Dopo il picco di 15 miliardi di primavera 2025, la contrazione del mercato crypto della seconda metà dell’anno ha ridotto la capitalizzazione di USDe a 6,04 miliardi nel marzo 2026. Un ridimensionamento fisiologico, non un de-peg: il meccanismo ha retto.

Nel Q1 2026, Ethena ha annunciato due nuovi prodotti basati sulla stessa architettura delta-neutral, potenzialmente con scala comparabile a USDe. È attesa anche l’attivazione del ‘fee switch’: un meccanismo che distribuirà parte dei ricavi del protocollo ai detentori del token di governance ENA, aumentandone il potenziale valore.

Ethena rappresenta la direzione più innovativa del settore delle stablecoin: strumenti che uniscono stabilità del valore e generazione di rendimento in modo nativamente integrato, senza fare affidamento su banche tradizionali. È un modello ancora in evoluzione e con rischi specifici non trascurabili, ma è anche una delle sperimentazioni finanziarie più interessanti dell’ecosistema crypto degli ultimi anni.

Dai (DAI)

Passiamo quindi ad un tipo di stablecoin differente che è DAI, un esempio di stable sovra collateralizzata.

❓StablecoinDAI
📊 SimboloDAI
💻 BlockchainEthereum
🥇Tipologia riserve:Sovracollateralizzate

E’ una stablecoin backed con collaterale crypto ovvero non ci sono depositi in dollari ma viene creata mettendo a garanzia altri crypto asset che sono volatili. Dai viene quindi creata con una sovracollateralizzazione minima del 150% cioè il controvalore depositato in crypto deve essere più del doppio.

Facciamo un esempio: se vogliamo 1000 DAI dovremo mettere a collaterale almeno 1500$. Questo per contrastare i problemi di volatilità che abbiamo visto prima.

E’ un asset dunque molto più rischioso e molto più volatile. Non sorprende infatti vedere DAI oscillare anche di qualche punto percentuale sotto il dollaro a causa di questo meccanismo che ne determina l’emissione.

Non c’è quindi un audit esterno che garantisce che ci sia la riserva e quindi è considerata dagli analisti molto più risk on.

DAI è collateralizzata da vari token come Ethereum, Compound ed altri. Il funzionamento è abbastanza complesso come quello di Maker e dunque richiede un approfondimento a parte.

L’aspetto se vogliamo positivo è che si tratta di una stable decentralizzata.

Top Stablecoin per capitalizzazione - Aggiornata a Marzo 2026

Stablecoin in euro: il mercato europeo dopo il MiCA

Per chi vive e opera in Europa, il mercato delle stablecoin in euro è diventato rilevante in modo inaspettatamente rapido. Prima dell’entrata in vigore del MiCA, praticamente tutto il mercato era dominato dalle stablecoin in dollari.

Poi, tra il luglio 2024 e l’ottobre 2025, la capitalizzazione totale delle stablecoin EUR è raddoppiata, raggiungendo i 680 milioni di dollari, con volumi mensili che sono cresciuti di circa 9 volte, da meno di 500 milioni a 3,83 miliardi al mese.

Non è ancora un mercato maturo, ma la traiettoria è chiara.

Le principali stablecoin in euro: EURC, EURS, EURCV e le nuove emissioni bancarie

EURC di Circle è la stablecoin in euro più liquida e nota, costruita sulla stessa infrastruttura di USDC, con licenza EMI in Francia e piena conformità MiCA. EURS di STASIS, una realtà maltese, è tra le più longeve: ha registrato una crescita del 644% nel 2025, raggiungendo 283,9 milioni di dollari di market cap, con audit KYC/AML condotti da KPMG che ne garantiscono la solidità.

EURCV di SG-Forge, la divisione blockchain di Société Générale. è invece l’ingresso di una grande banca europea nel settore, pensata soprattutto per transazioni interbancarie e settlement istituzionale.

In controtendenza, EURT di Tether, la stablecoin euro dell’emittente di USDT, è sotto pressione per la non conformità al MiCA, perdendo quote in Europa. L’ecosistema è completato da realtà come EUROP di Membrane Finance (Finlandia) e altri emittenti che hanno ottenuto licenze MiCA nei paesi nordici. A gennaio 2026, nell’UE erano già state emesse 53 licenze MiCA per operatori di criptovalute.

Il progetto delle banche europee: la stablecoin euro di ING, UniCredit e CaixaBank

La notizia più clamorosa nel panorama europeo delle stablecoin euro è arrivata nel settembre 2025: nove delle principali banche del continente, ING, UniCredit, CaixaBank, Danske Bank, DekaBank, Banca Sella, KBC, SEB e Raiffeisen Bank International, hanno annunciato la creazione di una nuova società con sede ad Amsterdam per emettere una stablecoin in euro comune. Il lancio è previsto per la seconda metà del 2026.

L’ingresso delle grandi banche tradizionali nel mercato delle stablecoin euro è potenzialmente trasformativo. Una stablecoin emessa da un consorzio bancario porterebbe con sé standard di compliance, infrastruttura e soprattutt, fiducia del pubblico retail che nessun operatore fintech può replicare.

Se il progetto dovesse andare in porto nei tempi previsti, potrebbe diventare lo standard di pagamento digitale per l’eurozona, con applicazioni che vanno dai pagamenti istantanei consumer alle transazioni commerciali B2B all’interno del mercato unico.

Top stablecoin per market cap — Marzo 2026

RankNomeSimboloMarket CapTipoConf. MiCA (UE)
#3TetherUSDT$183,62 mldFiat-backed (USD)NO — delistata da borse EU
#6USD CoinUSDC$75,19 mldFiat-backed (USD)SÌ — licenza Circle
#17Ethena USDeUSDe$6,04 mldSintetica delta-neutralNon applic. (non UE)
#18DAIDAI$5,37 mldCrypto-backedVerifica in corso
#20World Liberty Fin. USDUSD1$4,70 mldFiat-backed (USD)NO
#22PayPal USDPYUSD$4,20 mldFiat-backed (USD)Verifica in corso
#39Global DollarUSDG$1,77 mldFiat-backed (USD)NO
#46Ripple USDRLUSD$1,50 mldFiat-backed (USD)NO

Fonte: CoinMarketCap, marzo 2026 — elaborazione webeconomia.it

A cosa servono le stablecoin: i casi d’uso reali nel 2026

Le stablecoin non sono più solo un rifugio temporaneo per i trader che vogliono “mettere in pausa” le proprie posizioni crypto. Nel 2026, i loro casi d’uso si sono moltiplicati in modo impressionante: dai pagamenti internazional, dalla DeFi al settlement istituzionale, fino alla protezione dall’inflazione nei mercati emergenti.

Con volumi mensili che hanno sfiorato il trilione di dollari nel corso del 2025, le stablecoin sono diventate una delle reti di pagamento digitale più grandi del pianeta.

Pagamenti cross-border e DeFi

Vuoi mandare 1.000 euro a un familiare in Brasile? Con i sistemi tradizionali, paghi dal 3% all’8% di commissione e aspetti 2-5 giorni lavorativi. Con 1.000 USDC su Solana o Polygon, il trasferimento avviene in pochi secondi e costa meno di un centesimo. Questo scenario, che sembrava futuristico fino a pochi anni fa, è oggi una realtà quotidiana per milioni di persone.

Le stablecoin stanno rivoluzionando il mercato globale dei pagamenti, che vale circa 800 miliardi di dollari all’anno.

Nel settore corporate, le stablecoin permettono il settlement istantaneo di transazioni internazionali tra imprese, eliminando i rischi di cambio nel breve periodo e riducendo la complessità della gestione della liquidità su scala globale.

Piattaforme come BVNK, Stripe e Circle offrono già infrastrutture di pagamento B2B in stablecoin per aziende di ogni dimensione.

Nella DeFi, le stablecoin alimentano exchange decentralizzati, protocolli di lending come Aave e Compound, e strategie di yield farming, con liquidità totale bloccata che supera i 50 miliardi di dollari.

Stablecoin come riserva di valore

In Argentina, dove l’inflazione ha superato il 100% annuo per diversi anni consecutivi, tenere i risparmi in pesos equivale a vederli evaporare. Convertirli in USDT su Tron, con commissioni di pochi centesimi, permette di preservare il potere d’acquisto ancorandolo al dollaro, senza aprire un conto bancario in valuta estera (spesso impossibile per le restrizioni valutarie locali). Lo stesso schema si replica in Venezuela, Zimbabwe, Nigeria, Turchia.

Chainalysis documenta una crescita superiore al 40% anno su anno delle transazioni in stablecoin nei mercati emergenti nel 2025. Interessante il dato sulla preferenza: in questi mercati domina quasi sempre USDT, non per le sue qualità di trasparenza normativa, ma per la capillare disponibilità su Tron (TRC-20), una rete con costi bassissimi che permette microtransazioni economicamente sostenibili anche per chi maneggia somme modeste.

Le stablecoin nel trading e nella liquidità DeFi: lending e pool

Per il trader crypto, le stablecoin svolgono due funzioni essenziali.

Prima: preservare i profitti realizzati durante un rally senza dover convertire in euro o dollari (con i relativi tempi e costi di prelievo). Seconda: accedere a opportunità di rendimento tramite la DeFi.

Depositare USDC o USDT su Aave, Compound o Morpho genera interessi variabili, tipicamente tra il 3% e il 10% annuo, derivati dalla domanda di prestiti degli altri utenti della piattaforma.

Nei pool di liquidità di Curve Finance, specializzato proprio nelle coppie di stablecoin (USDC/USDT, FRAX/USDC e simili), puoi fornire liquidità e guadagnare commissioni sulle transazioni, con rendimenti storicamente più stabili rispetto ai pool che includono asset volatili.

Attenzione però: questi meccanismi, pur con rendimenti interessanti, introducono rischi specifici come impermanent loss, vulnerabilità degli smart contract e liquidità non immediatamente disponibile in periodi di alta volatilità.

Prima di entrare in qualsiasi protocollo DeFi, studia a fondo il meccanismo specifico.

Stablecoin e regolamentazione: MiCA in Europa e GENIUS Act negli USA

Fino a pochi anni fa, le stablecoin operavano in un vuoto normativo: nessuna legge specifica, interpretazioni divergenti tra giurisdizioni, incertezza totale su chi poteva emettere cosa e con quali obblighi.

Tutto questo appartiene al passato. Il 2025-2026 ha segnato un punto di svolta normativo senza precedenti, con due grandi quadri legislativi, uno europeo, uno americano che per la prima volta regolano in modo esplicito l’emissione, la circolazione e la gestione delle stablecoin.

MiCA: come il regolamento europeo ha ridisegnato il mercato delle stablecoin

Il MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) è entrato pienamente in vigore il 30 dicembre 2024, con le disposizioni specifiche sulle stablecoin operative dal 30 giugno 2024.

Il regolamento classifica le stablecoin in due categorie: e-money tokens (EMT) ancorati a una singola valuta fiat come dollaro o euro ,e asset-referenced tokens'(ART), ancorati a panieri di asset.

Per entrambi, gli emittenti devono ottenere una licenza EMI nell’UE, mantenere riserve al 100% in asset di alta qualità e segregati, pubblicare white paper conformi e garantire il diritto di rimborso ai detentori.

L’impatto concreto è stato immediato. Tether, senza licenza EMI, è stata delistata da Coinbase, Crypto.com e molte altre piattaforme europee tra dicembre 2024 e i primi mesi del 2025.

Circle, con licenza EMI in Francia dal luglio 2024, ha visto USDC affermarsi come stablecoin di riferimento nell’UE. Un dettaglio importante per chi investe: MiCA vieta agli emittenti di pagare interessi ai detentori di stablecoin. Questo ha costretto Circle a modificare alcune funzionalità di rendimento di USDC per il mercato europeo.

Il GENIUS Act americano: la prima legge federale sulle stablecoin (Luglio 2025)

Dall’altra parte dell’Atlantico, gli Stati Uniti si sono mossi in modo altrettanto deciso, ma con una filosofia diversa più orientata all’innovazione che alla protezione.

Il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act) è stato approvato con ampio consenso bipartisan, 68-30 al Senato il 17 giugno 2025, 308-122 alla Camera il 17 luglio, e firmato dal Presidente Trump il 18 luglio 2025. È la prima legge federale americana dedicata specificamente alle stablecoin.

I punti chiave: le stablecoin di pagamento non sono classificabili come securities, una questione che per anni aveva bloccato molti operatori, gli emittenti devono garantire copertura 1:1 con dollari o asset a basso rischio, con obblighi periodici di divulgazione pubblica.

Il framework entrerà pienamente in vigore entro la fine del 2026. L’effetto atteso è un’accelerazione significativa dell’adozione istituzionale: banche, fintech e grandi aziende tech americane hanno ora la certezza giuridica per sviluppare prodotti basati su stablecoin senza il rischio di essere perseguiti per emissione non autorizzata di securities.

Confronto MiCA (UE) vs GENIUS Act (USA)

AspettoMiCA — Unione EuropeaGENIUS Act — USA
Entrata in vigoreLuglio 2024 (stablecoin)
Dic. 2024 (completo)
Luglio 2025 (firmato)
Fine 2026 (operativo)
Tipo di stablecoinEMT (fiat) e ART (paniere)Payment stablecoins
Requisiti riserve100% asset alta qualità segregati1:1 con USD o asset a basso rischio
DivulgazioneAudit indipendente periodicoDivulgazione pubblica periodica
Interessi ai detentoriVIETATINon vietati
ClassificazioneNon è securityNon è security
Effetti principaliDelisting USDT; promozione USDCCertezza giuridica; adozione istituzionale

Rischi delle Stablecoin

Anche le stablecoin, nonostante abbiano dei vantaggi, presentano dei rischi che è bene conoscere. Ecco i principali:

  • Uno dei primi è quello del cosiddetto rischio percepito. Attenzione agli interessi che si possono guadagnare sulle varie piattaforme. Siamo portati infatti ad associare questi asset a qualcosa che conosciamo come il dollaro o l’euro ad esempio. E quindi siamo portati a pensare che le stablecoin siano sicure al 100% e quindi non ci siano rischi. Dunque avere dei rendimenti del 7-10% o superiori tutto sommato lo consideriamo come qualcosa di imparagonabile rispetto al tenere i soldi in banca che ci rendono lo 0,5% o 1%.
  • L’errore comune è quindi quello di pensare che tutto sommato abbiamo un rischio nullo nel mettere stablecoin in earning rispetto che a tenere soldi in banca che non rendono nulla oltre ai costi del conto, l’inflazione e tutto il resto.
  • Altro pericolo è sulla gestione delle riserve da parte di queste società. Come vengono gestite queste riserve? USDC o Paxos sono certificate ad esempio ma fanno siamo sicuri che USDT abbia effettivamente quel controvalore depositato o garantito? Ricordiamo che USDT ma la stessa USDC fanno riserva frazionaria e dunque non hanno il collaterale depositato al 100%
  • Nessuna assicurazione. Quando mettiamo i soldi in Banca o in un conto deposito abbiamo comunque una assicurazione da parte dello Stato. In Italia ad esempio i depositi sono garantiti fino a 100.000 euro dallo Stato anche in caso di fallimento della Banca. Negli Stati Uniti ad esempio fino a 250.000 $. Se quindi fallisce l’emittente della stablecoin non abbiamo nessuno che ci garantisce. Pensiamo ad esempio a coloro che hanno investito su Terra USD depositando su Anchor Protocol per guadagnare il 20% di interessi. Dopo il fallimento del sistema finanziario di Terra il loro investimento vale Zero, nessuno gli ridà indietro i dollari che avevano scambiato per la stablecoin.
  • alcune società sono controllate da Audit ma non c’è trasparenza su alcuni dati.

Stablecoin: video

Per concludere questa guida abbiamo preparato un video sul nostro canale YouTube dal titolo “Stablecoin: cosa sono e quali sono le più sicure?” che spiega come viene emessa una stablecoin, come funzionano e quali sono le principali da usare nel mercato crypto:

Stablecoin: cosa sono e quali sono le più sicure?
Le stablecoin sono delle criptovalute il cui valore è “ancorato” al valore di un altro asset (valuta FIAT, materia prima) con un tasso di cambio “stabile”.📈…
Stablecoin: cosa sono e quali sono le più sicure?

The video was uploaded on 7/7/2022.

You can view the video here.

The video lasts for 30 minutes and 41 seconds.

Domande frequenti sulle Stablecoin

Cosa sono le stablecoin?

Si tratta di un particolare tipo di criptovalute, ancorate al valore di un asset stabile. Come una valuta FIAT, una materia prima o più criptovalute controbilanciate.

Quali tipi di stablecoin esistono?

Abbiamo tre tipologie: quelle collegate ad una valuta Fiat o ad un metallo prezioso collateralizzati. Quelle collegate a cripto ma sempre collateralizzate e le stablecoin di ultima generazione non collateralizzate.


Quali sono i rischi principali?

Non del tutto: i rischi principali sono quello di controparte verso l’emittente (insolvenza o riserve inadeguate), quello bancario sulle riserve (come accaduto a USDC durante il crollo di SVB nel 2023), il rischio normativo e quello tecnologico degli smart contract.
USDC in Europa offre oggi il profilo di rischio più contenuto grazie alla conformità MiCA, ma nessuna stablecoin equivale a un deposito bancario garantito.


Qual è la differenza tra una stablecoin in dollari e una in euro?


Una stablecoin in dollari come USDT o USDC vale 1 USD ed è la valuta dominante nel trading crypto globale; una in euro come EURC o EURS vale 1 EUR, è preferita per transazioni nell’eurozona e rispetta il MiCA. Se investi in Europa, la scelta tra le due dipende dall’esposizione valutaria: USDC introduce un rischio cambio EUR/USD, le stablecoin euro lo eliminano.

Conclusioni

Le stablecoin sono un particolare tipo di criptovaluta che hanno come caratteristica quella di avere un valore stabile, proprio perché garantito da contromisure. Le quali possono essere valute FIAT, commodities, ma di recente sono state lanciate anche quelle non collateralizzate che cercano di renderle del tutto indipendente.

Pochi anni fa, le stablecoin erano considerate uno strumento ausiliario, un modo per parcheggiare liquidità nell’attesa di tornare sul mercato. Oggi sono qualcosa di profondamente diverso: infrastruttura finanziaria globale, con oltre 315 miliardi di dollari di capitalizzazione aggregata e volumi giornalieri che si avvicinano ai 100 miliardi.

Il mercato si è consolidato intorno a pochi protagonisti dominanti: Tether (USDT) regna incontrastata a livello globale per liquidità e accessibilità; USDC si è affermata come la scelta delle istituzioni e degli utenti europei, forte della conformità MiCA e della trasparenza delle riserve.

Il 2025-2026 resterà nella storia come il biennio della maturità regolamentare delle stablecoin.
Il messaggio è uno solo: conoscere a fondo cosa sono le stablecoin, come funzionano e in cosa si distinguono le une dalle altre è fondamentale.
Le stablecoin non sono criptovalute speculative m l’architettura portante del denaro digitale del futuro.

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Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute.

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