Social trading: sono veramente soldi facili?

Nel panorama del trading, anche forex, un trend interessante è rappresentato dal social trading. Social networking e mercato delle valute: come interagiscono questi due universi? A giudicare dalle evidenze raccolte nelle community, interagiscono piuttosto bene. Quello che è iniziato come un esperimento è diventato una realtà importante e – soprattutto – potenzialmente molto proficua per i trader.

Come funziona il social trading? Il meccanismo è molto semplice. Vengono organizzate delle community sui social network tradizionali (ma anche su altri creati ad hoc). I membri della community si scambiano consigli sulle strategie e sulla interpretazione dei dati. Non solo: si scambiano anche le indicazioni sulle posizioni aperte e chiuse. Questo pone in essere alcune dinamiche interessanti, tra cui la possibilità di copiare.

Tutto facile dunque? E’ sufficiente iscriversi a una community e riprodurre fedelmente le azioni altrui? Non esattamente. O, almeno, non solo. Occorre innanzitutto saper copiare. I contesti cambiano, dunque la prima difficoltà consiste nell’adattare l’operato altrui alla propria situazione. Una necessità imprescindibile, poi, è scegliere bene… i secchioni. Se è vero che il social trading permette di copiare proprio come si faceva durante i compiti in classe, allora è bene prestare attenzione allo “studente” dal quale si intende copiare.

Non si tratta di un punto da prendere sottogamba. Se si pone a proprio riferimento un trader poco esperto il rischio è quello di affondare insieme a lui. Per fortuna, ad aiutare nella scelta interviene un fattore: la reputazione. Ogni trader ha una reputazione e questa è ben visibile. Non sono valutazioni soggettive e arbitrarie, bensì giudizi sostenuti da evidenze numeriche. In particolare, quelle che ritraggono i loro successi e le loro sconfitte. Un trader buono si riconosce dal tasso di “vittorie” e queste sono ben visibili negli storici personali.

Un’altra raccomandazione è quella di fidarsi. Di che cosa? Della potenza dell’intelligenza collettiva. E’ questo il principio che sta alla base non solo del social trading, ma dell’universo social in generale. Questo mondo si basa proprio sulla convinzione che la collaborazione tra le menti produca risultati superiori alla semplice somma delle idee. Ciò vale anche per il social trading. Anzi, se è possibile vale ancora di più. Se l’unione di teste pensanti produce risultati di rilievo, figuriamoci se ad unirsi sono “teste esperte”. Ovviamente, affinché si realizzi questo proposito, è necessario frequentare le community migliori.

Purtroppo le valutazioni su queste ultime non sono semplici da fare. In questo caso si va a intuiti o, nel peggiore dei casi, a tentativi. Alla luce di tutte queste informazioni, la domanda sorge spontanea: frequentare il social trading vuol dire guadagnare soldi facili? Ovviamente no, niente è gratis a questo mondo, soprattutto se si parla di mercato. Oltre alla difficoltà nello scegliere i riferimenti e nello scegliere la community, c’è l’ostacolo “tempo”. Se un trader individua un percorso proficuo, lo batterà per primo e l’esclusiva (come è giusto) andrà a lui. Altri lo seguiranno a ruota, e più il tempo passerà minore sarà il rendimento offerto da quel percorso. Vitale è arrivare prima degli altri, ma c’è comunque un limite: nella migliore delle ipotesi, si arriva secondi.