Bitcoin crolla sotto il 50% per la prima volta in 3 anni, il suo dominio è destinato a finire?

La presenza sul mercato di Bitcoin si è recentemente indebolita e, in concomitanza dell’offerta pubblica iniziale di Coinbase, ha registrato un crollo importante. Infatti dopo aver dominato il panorama delle criptovalute per quasi tre anni, con quotazioni e valori intorno ai 61.000 dollari, ha invertito la marcia arrivando a bruciare il 22%.

Questa perdita ha spinto la valuta digitale sotto la soglia di 50.000 dollari, provocando anche la caduta di altre altcoin, come ad esempio Ripple ed Ethereum.

Insomma il market cap relativo alle criptovalute ha perso più di 300 miliardi di dollari, ma a cosa è dovuto questo storico crollo?

E quali potrebbero essere le conseguenze per gli investitori e il mercato delle criptovalute?

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Inizia la stagione alternativa?

Secondo la storia di Bitcoin, ogni volta che la criptovaluta è crollata, le altcoin hanno sempre registrato un miglioramento. Le altre valute digitali infatti raccoglievano il margine lasciato “vuoto”, ma questa volta le cose potrebbero andare diversamente.

Questo perché dopo l’iniziale crollo Bitcoin si è stabilizzata e i grafici della risorsa hanno mostrato che quota e capitalizzazione di mercato complessiva erano appena del 50,1%. Cifre che sicuramente non hanno giovato ai trader di Bitcoin.

D’altro canto sono sicuramente più sollevati gli investitori di altcoin che, grazie all’indebolimento di Bitcoin, dopo quasi tre anni possono sperare in una crescita e rivalutazione delle criptovalute alternative.

Insomma potrebbe essere davvero l’inizio di una nuova stagione per le valute digitali, dove a “comandare” potrebbe non essere la storica criptovaluta.

Crollo di Bitcoin: i motivi

Indicare con precisione quali siano i motivi del crollo subito da Bitcoin non è certamente così facile. È noto infatti che le criptovalute sono molto volatili e per questo non sono nuove a grossi sbalzi di mercato, in positivo o in negativo.

Questo è sicuramente uno dei motivi per cui la finanza si è inizialmente tenuta lontana dal settore delle criptovalute, anche se ora questi strumenti sono entrati con forza nel mercato.

In ogni caso a giocare un ruolo nella caduta di Bitcoin potrebbe essere stato un emendamento portato avanti dal Presidente Biden. Nello specifico si tratterebbe di un aumento delle aliquote del 43% sui redditi più elevati.

Di avviso totalmente diverso sono alcuni analisti, in particolare di Luno, secondo cui quella di Bitcoin sarebbe una correzione, come già si era vista nella storia di questa criptovaluta.

Va detto che questa ipotetica correzione supera di gran lunga le precedenti, -22% in soli 7 giorni, e ha modificato il valore di scambio di Bitcoin che ora si attesta a 47.900 dollari.

Ecco invece la situazione attuale:

Non solo Bitcoin a picco

Come abbiamo detto, stando ai precedenti storici, ogni qualvolta Bitcoin perde terreno le altcoin avanzano, prima tra tutte Ethereum. Questa situazione si è presentata sia nel 2017 che nel 2018 e ha visto le criptovalute alternative ottenere rapidi guadagni fino a giungere al picco.

Successivamente Bitcoin recupera il terreno perso in precedenza e si va a conformare un contesto di nuovo equilibrio. Perciò se la storia dovesse ripetersi i trader di altcoin assisterebbero a un cambio al vertice che gioverebbe ai loro investimenti. Ma le cose stavolta potrebbero andare diversamente.

Sembra infatti che anche Ether sia destinato ad arretrare e, anche se continua a mantenere la sua scia rialzista, ha incassato -7,5%. E se Ethereum chiude con un valore di 2.217 dollari, anche il destino di Ripple è tinto di rosso. XRP, la criptovaluta legata alla piattaforma decentralizzata Ripple, è addirittura scesa a -37,3%, per un valore di 1,04 dollari.

Discorso analogo per Dogecoin, la valuta digitale nata come meme e ritenuta interessante anche da Elon Musk, fino a poco tempo fa si trovava nell’olimpo delle criptovalute. Ora invece, dopo aver toccato i massimi storici con 0,44 dollari, ha iniziato a calare su diverse borse, registrando un -40% per il cambio DOGE/USD.

Si tratta di numeri che farebbero impallidire anche il trader più ottimista, soprattutto se messi a confronto con le vette raggiunte da alcune criptovalute in quest’ultimo periodo. Tuttavia bisogna tenere presente che il mercato delle criptovalute è estremamente volatile, motivo per cui grosse oscillazioni come queste possono essere del tutto normali.

Del resto questi sbalzi avvengono in archi temporali anche brevi, perciò e facile pensare che Bitcoin, come altre cripto, possa risalire la china, proprio come ha fatto in precedenza.

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