Amazon e Mastercard prevederanno criptovalute: i rispettivi progetti

Amazon pronta ad entrare nel mondo delle criptovalute. La creatura di Jeff Bezos, pronto a passare da Ceo a Presidente, preludio forse ad una uscita definitiva di scena nel prossimo futuro, ormai non si ferma più. Forte di un 2020 durante il quale ha beneficiato a piene mani del Lockdown mondiale a cui siamo stati costretti complice la Pandemia innescata dal nuovo Coronavirus Covid-19.

Il che ha costretto molti allo shopping online, ma anche avvicinato a questa modalità virtuale di fare acquisti quanti fino a quel momento ne erano esclusi. Assicurandosi così nuovi clienti per il futuro.

Amazon fin dalla sua nascita ha messo a segno colpi su colpi che gli hanno garantito una crescita costante. Ultima notizia, l’ingresso nel mondo del calcio. Prima assicurandosi la trasmissione su Amazon Video della migliore partita del mercoledì di Champions league a partire dal 2021-22. Preludio probabilmente a qualcosa di più grosso.

Poi sta per entrare anche nel campionato di calcio italiano di Serie A. Due colpi, anche questo, messi a segno sempre per quanto accaduto nel 2020, che ha messo in ginocchio i club assetati di introiti. Anche causa il ritiro di molti sponsor e il venir meno del pubblico negli stadi.

Ed ora, il prossimo passo Amazon lo compie nel mondo delle criptovalute. Ecco cosa ha in progetto.

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Amazon lancerà una criptovaluta in Messico

Amazon ha in progetto di lanciare una “valuta digitale” in Messico. L’annuncio non è ancora ufficiale, ma gli analisti hanno intravisto il progetto da una serie di mosse che il colosso dell’e-commerce sta compiendo.

Questo però il post che smaschera il progetto:

“Questo prodotto consentirà ai clienti di convertire i loro contanti in valuta digitale attraverso la quale i clienti possono usufruire di servizi online, incluso l’acquisto di beni e / o servizi come Prime Video”.

La divisione Digital and Emerging Payments (DEP) di Amazon intende lanciare il prodotto prima in Messico in modalità sperimentale. Un secondo annuncio suggerisce che il prodotto sembra essere ampiamente rivolto ai mercati emergenti. Amazon sta assumendo ingegneri di sviluppo software “a tutti i livelli” per il lancio definitivo.

Del resto, spesso i paesi in via di sviluppo fanno da cavia. E non solo per i vaccini, come avviene da decenni, ma ora anche per i prodotti Hi-tech, approfittando anche della loro alta popolosità. Si pensi all’India, dove spesso i colossi della telefonia lanciano device mobili con hardware e software diversi per capirne funzionalità e difetti.

E Amazon ha ben pensato di sfruttare il Messico per lanciare un nuovo sistema di pagamento basato sulle criptovalute.

Ora occorre anche capire quanto questo progetto sia in linea con il precedente “Amazon Coins”. Quest’ultimo consente a chi lo possiede di effettuare transazioni in criptomonete emessa da Amazon attraverso i giochi web.

Per approfondimenti: Come comprare azioni Amazon.

Quotazione Azioni Amazon

Vediamo intanto come sta andando Amazon in Borsa:

Anche Mastercard prevederà criptovalute

Intanto, il consenso dell’economia mainstream continua ad allargarsi. Mastercard prevede di offrire ai commercianti la possibilità di ricevere pagamenti in criptovaluta entro la fine dell’anno. Si tratta però di indiscrezioni e non è ancora arrivata, anche in questo caso una comunicazione ufficiale.

D’altronde, il CEO Michael Miebach aveva già annunciato per il quarto trimestre di integrare i pagamenti in valuta digitale “direttamente sulla nostra rete” promettendo la massima flessibilità a clienti e commercianti allo stesso modo.

Già Mastercard prevedeva indirettamente transazioni limitate di criptovaluta tramite alcuni partner come Wirex e Uphold. Ma quei programmi coprono solo il pagamento, non la liquidazione. Infatti, le criptovalute vengono convertite in valuta fiat prima di essere accreditate al commerciante presso cui abbiamo acquistato.

La nuova iniziativa promette di ribaltare quella dinamica tra i proprietari dei negozi e le aziende che aderiscono. Saranno in grado di condurre la loro attività oltre i limiti dell’ecosistema fiat, supponendo, ovviamente, che i loro clienti abbiano criptovalute che sono disposti a spendere.

Non è certo una scommessa sicura dato il mantra buy-and-hold che pervade la più grande criptovaluta del mondo. La fonte ha sottolineato che la maggior parte degli acquirenti di bitcoin (BTC, + 1,96%) tratta le proprie monete principalmente come veicoli di investimento, non come strumenti di pagamento. E la fonte ha sottolineato che non esiste alcuna garanzia che l’iniziativa di regolamento crittografico di Mastercard supporterà bitcoin.

Invece, le criptovalute saranno valutate rispetto al framework dei “Principi per le partnership blockchain” di Mastercard 2019, ha detto la fonte. Pubblicato sulla scia dell’uscita da Libra di Mastercard, il documento ha posto l’accento sulla stabilità, la protezione dei consumatori e la conformità normativa nel vagliare potenziali partner.

“Molte delle 2600 valute digitali odierne non riescono a farlo”, ha detto Mastercard all’epoca.

Fatto sta che oggi come oggi ancora pochi commercianti attualmente accettano criptovalute, bitcoin o altre che siano. I piani dichiarati di Tesla di vendere auto in cambio di bitcoin rimangono tutt’oggi ancora ipotetici. Un’economia crittografica diffusa è ancora lontana dalla realtà. Ma forse il nuovo rally del Bitcoin potrebbe dare nuova linfa verso un passaggio dell’economia reale verso le criptovalute.

Vediamo intanto come sta andando Mastercard in Borsa:

Opinione di O’Leary sul Bitcoin

L’incoerenza di Kevin O’Leary sul Bitcoin: ne parla male ma poi investe massicciamente

In attesa di capire cosa farà Amazon sulle criptovalute, l’investitore Kevin O’Leary mostra tutta la sua incoerenza sul tema. Infatti, da un lato afferma che il bitcoin è un “gigantesco hamburger del nulla” paragonandolo al gioco d’azzardo. Ma poi lo possiede e con esso altre criptovalute.

Possiede infatti un wallet su Coinbase dal 2017. Ma ne parla come se fosse tutto partito da un gioco:

“stavo insegnando alla Harvard Business School e gli studenti mi hanno sfidato a essere un investitore in criptovaluta. E ho detto: ‘Sai cosa? Non ho problemi con ciò. Tutt’al più rischierò cento dollari.”

Con i suoi $ 100, O’Leary, che è presidente di O’Shares ETF, ha in effetti acquistato circa $ 16 per ogni moneta digitale disponibile all’epoca, che includeva bitcoin, ether, XRP, bitcoin cash, litecoin e XLM. A partire dal 2 febbraio, O’Leary ha affermato che il valore del suo portafoglio è sceso a $ 88,97.

Poi spiega perché non abbia sfondato:

“Come mai non ho guadagnato un sacco di soldi? Perché non tutte le criptovalute sono uguali “, dice. “Ecco perché non amo davvero questa roba crittografica. Devi indovinare quale moneta si muoverà. “

Poi ammette che l’unico che gli abbia dato soddisfazioni sia stato il Bitcoin:

“l’unico che ha funzionato davvero è bitcoin. Tutto il resto sono criptovalute. “

Tuttavia, non ci impiegherà altri soldi, poiché troppo volatile, tanto da cambiare in alto o in basso fino al trenta percento al giorno il suo valore.

O’Leary però spiega anche quale sia il problema delle criptovalute:

la criptovaluta in generale non è supportata da nulla. È solo supportato dalla tua speranza. È una scarsità ingegnerizzata”, riferendosi al fatto che c’è una fornitura finita di bitcoin. Ben calcolata a prescindere.

Alla fine, continua O’ Leary, tutto dipende dall’atteggiamento dei trader. Se essi mantengono la loro quota credendo che il prezzo aumenterà, il bitcoin davvero lo farà. Ma chi è cauto sul bitcoin avverte che si tratta di una bolla di mercato.

O’ Leary, che insegna anche alla prestigiosa Università di Harvard, ammette ai suoi studenti che si sta divertendo molto con le criptovalute. Anche se alla fine ha perso 18 dollari.

Leggendo il suo commento sulle criptovalute, viene da parafrasare una famosa canzone della compianta Amy Winehouse: crypto is a losing game. Ma il suo è un punto di vista sulle criptovalute, come tanti. Forse troppi.