Fondi pensione giapponesi valutano l’investimento in Bitcoin

Il più grande fondo pensione del mondo, il Government Pension Investment Fund (GPIF) del Giappone da 1,5 trilioni di dollari, sta valutando la possibilità di investire una quota del suo patrimonio in Bitcoin.

La notizia, conferma l’interesse crescente del mondo istituzionale nei confronti della criptovaluta.

Come sempre si tratta di indiscrezioni che non significano che domani i fondi inizieranno a comprare Bitcoin.

Cerchiamo allora di valutare come il contesto economico e normativo giapponese potrebbe favorire nuovi investimenti in cripto da parte dei grandi fondi pensione nazionali.

Nell’ultimo periodo ci sono molti analisti che sostengono che il vero rialzo di Bitcoin non l’abbiamo visto proprio perché molti fondi pensione potrebbero investire pesantemente.

Sarà il caso del fondo giapponese? Cerchiamo di capirne di più.

Bitcoin arrivano fondi pensione Giappone

🔽 SUGGERIMENTO 🔽

Se volete investire in criptovalute potete utilizzare la piattaforma regolamentata di AvaTrade (clicca qui per attivare un conto demo gratuito).

E’ un broker che può essere utilizzato anche sfruttando la funzionalità di Copy Trading, cosa che permette di copiare le posizioni di altri trader automaticamente. Per attivare un conto sono poi sufficienti 100$ per iniziare subito, oltre al conto demo gratuito.

Per saperne di più sulle criptovalute su AvaTrade vai qui sul sito ufficiale.

79% dei trader retail perde soldi facendo trading con questo broker CFD. Dovresti considerare i rischi di perdita di denaro

GPIF cerca informazioni sul Bitcoin

Il Government Pension Investment Fund (GPIF) del Giappone, il più grande fondo pensione del mondo con asset under management pari a 1,5 trilioni di dollari, ha avviato una ricerca di informazioni sul Bitcoin come potenziale strumento di diversificazione del portafoglio.

L’annuncio è arrivato direttamente dal GPIF, che ha emesso una richiesta pubblica di raccogliere dati su asset illiquidi tra cui Bitcoin ed oro L’obiettivo è valutare se in futuro studiare l’inserimento di queste nuove asset class per innovare le strategie d’investimento, in risposta ai cambiamenti economici, sociali e tecnologici.

La ricerca di informazioni non implica ancora che il GPIF sia pronto ad investire concretamente in Bitcoin. Ad oggi il fondo giapponese ha investito solo in asset tradizionali come azioni, obbligazioni, real estate e private equity.

L’apertura Bitcoin, quando e se si concretizzerà, avrebbe un enorme impatto simbolico e pratico. Il GPIF determinerebbe un effetto domino sugli investitori istituzionali e confermerebbe definitivamente Bitcoin come asset strategico del futuro.

Qui vedete un estratto del documento che trovate a questo indirizzo:

Fondo pensione Giappone chiede info su Bitcoin

Tassi a zero e stipendi record spingono la domanda

L’interesse del GPIF per Bitcoin matura in un contesto economico giapponese favorevole ad una maggiore domanda di investimenti in criptovalute.

Da un lato, la Bank of Japan ha appena posto fine alla politica ultra-espansiva durata oltre un decennio, portando i tassi di interesse da -0,1% a zero. Ciò significa rendimenti ancora prossimi allo zero sui titoli di stato giapponesi, spingendo gli investitori verso asset più redditizi come Bitcoin.

Dall’altro, i salari in Giappone hanno raggiunto il picco degli ultimi 30 anni, con una crescita del 3,8% su base annua. Ciò implica che le aziende dovranno accantonare più risorse nei fondi pensione dei dipendenti, aumentandone le dimensioni. E questi fondi saranno alla ricerca di nuove opportunità di investimento appetibili.

Inoltre la domanda retail di criptovalute in Giappone è già solida, come conferma l’aumento del volume di scambio di Bitcoin sulla coppia JPY negli ultimi mesi.

Il quadro generale è dunque favorevole ad un maggiore interesse verso Bitcoin da parte dei grandi fondi pensione nipponici.

Bitcoin: arriveranno più fondi pensione?

L’iniziativa del GPIF potrebbe fare da apripista e incoraggiare altri fondi pensione giapponesi ad investire in Bitcoin. Se il più grande fondo pensione al mondo si espone sulle criptovalute, è probabile che molti altri lo seguano a ruota.

Attenzione: questo non significa che da domani il fondo pensione inizierà ad acquistare Bitcoin!

Del resto, a livello globale la tendenza sembra già delineata. Un sondaggio del 2022 del CFA Institute ha rilevato che il 94% dei fondi pensione statali e governativi ha già investito in qualche modo in asset crypto-correlati. Anche il 62% dei fondi pensione corporate ha fatto altrettanto.

Certo dopo il bear market ci sono stati alcuni ripensamenti e molti sono ancora scettici. Ma con la rinnovata esplosione di Bitcoin, la prospettiva di inserirlo nei portafogli pensionistici torna d’attualità. E il Giappone potrebbe essere uno dei primi Paesi a compiere questa svolta.

Conclusioni

L’apertura del fondo pensione GPIF al Bitcoin, seppur ancora solo ipotetica, è un segnale importante dell’evoluzione in atto.

Conferma come gli investitori istituzionali non possano più ignorare le criptovalute e stiano cercando il modo migliore di inserirle nei loro portafogli. E’ iniziato tutto con l’approvazione degli ETF spot su Bitcoin a Gennaio 2024 e potrebbe proseguire con altri ETF.

In più molti analisti (es: Bloomberg) iniziano ad affermare che quando i fondi pensione USA allocheranno parte delle loro quote in Bitcoin, il prezzo di BTC potrebbe tornare a salire in modo consistente.

Naturalmente le previsioni degli analisti non devono essere considerate come un consiglo finanziario, ognuno deve fare le proprie valutazioni in tema di investimenti.

Se volete fare trading sulle principali criptovalute vi consigliamo il broker eToro che consente anche fare social trading e disporre di strumenti di trading professionali.

Apri subito il tuo account demo su eToro cliccando qui.

51% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando opera con questo fornitore di CFD. Dovreste valutare se potete permettervi di correre il rischio elevato di perdere il vostro denaro.