XVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

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La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è giunta alla 18a edizione ma quest’anno tutta l’attenzione è concentrata sul disastro siriano e la perdita del suo immenso patrimonio artistico, che se da un punto di vista culturale è inestimabile, dal punto di vista economico non è nemmeno quantificabile.

Non a caso partecipa quest’anno l’ultimo direttore all’ente turismo di Palmira, Mohamad Saleh, invitato al convegno “Distruzione del patrimonio culturale e disintegrazione delle identità” che si terrà a Pæstum il 30 ottobre. Numerosi i relatori che interverrano, da Stefania Battistini della Rai fino a Paolo Matthiae, direttore della Missione in Siria della Facoltà di Archeologia della Sapienza di Roma.

A Khaled Al-Asaad, il direttore degli scavi di Palmira ucciso dall’Isis nel tentativo di difendere i reperti architettonici della citta, sara dedicato il premio International Archaeological Discovery Award, consegnato in occasione dello stesso convegno.

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è oggi divenuta una manifestazione chiave e fonte di ispirazione per l’archeologia del Mar Mediterraneo, forse la più ricca di storia con le innumerevoli civiltà che l’hanno abitato. Ad organizzarla e crearla la Leader srl, che ha così riunito addetti ai lavori e appassionati in un evento culturale che si svolge a Paestum dal 29 ottobre al 1 novembre 2015. L’anno scorso sono stati oltre 10 mila i visitatori della manifestazione che prevede anche una regione e una nazione ospite. Quest’anno saranno India e Lazio i due ospiti d’onore.

Chi vorra visitare la Borsa troverà ad accoglierlo più di 100 espositori provenienti da più di 20 paesi per quello che viene considerato un evento unico al mondo per la promozione del turismo archeologico. Presenti anche 30 buyers scelti dall’Ente Nazionale del Turismo e la possibilità di visita in un ambiente unico come quello dell’area archeologica di Paestum.

Tra le attrazioni anche l’ArcheoVirtual, una visita virtuale nell’antichità, in cui vivere il clima dei Fori Romani o del Oppidium di Numancia.