Wirecard dichiara bancarotta: motivo e conseguenze per clienti italiani

Wirecard sta gettando il mondo della finanza nel panico. Soprattutto quella che funziona completamente online. Detta appunto Fintech.

Con il termine Fintech si intende la finanza 2.0 che sta prendendo piede da alcuni anni. Quella basata sulla tecnologia, in particolare, il web. Dove funzionano al 100%, senza bisogno di filiali fisiche o agenti in carne ed ossa, tutti i prodotti finanziari.

Si tratta proprio della combinazione di due termini: Finance e technology. E negli ultimi anni abbiamo visto il proliferare di carte e conti.

Tuttavia, per quanto la modernità possa essere comoda e affascinante, nasconde le sue avversità. E problematiche che in fondo afferiscono all’economia tangibile.

Infatti, in questi giorni si è verificato il primo vero e proprio, nonché di una certa rilevanza, buco di bilancio di una società Fintech.

Il gruppo Wirecard ha deciso di avviare le procedure per l’insolvenza, essendo sprofondata in uno scandalo a causa di un buco di bilancio da circa 1,9 miliardi. Sebbene qualcuno parli anche di 1,75 miliardi.

Il consiglio di amministrazione del gruppo Wirecard ha presentato presso il Tribunale di Monaco la richiesta al fine di aprire un procedimento di insolvenza. Alla luce del rischio di non essere in grado di pagare e per eccessivo indebitamento.

La situazione sta travolgendo anche le controllate di Wirecard, tra le quali Curve. Una carta lanciata oltre un anno fa, contenitrice a sua volta di altre carte di credito.

Il titolo Wirecard è, manco a dirlo, subito crollato sulla Borsa di Francoforte dove è quotato. Arrivando così a 2.55 euro, facendo registrare un -80%). Praticamente il punto più basso registrato da agosto 2011.

Wirecard perché ha chiuso

Il motivo principale alla base dello scandalo Wirecard, riguarda il fatto che il CEO e fondatore Markus Braun è stato arrestato su richiesta della Procura di Monaco di Baviera. Poi rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 5 milioni di euro. Ovviamente, è stato costretto a dimettersi dal proprio incarico.

L’accusa principale rivolta al Ceo Braun riguarda il fatto che probabilmente ha gonfiato i conti della società fin dal 2002. Col fine di renderla maggiormente appetibile agli occhi del mercato.

In fondo, sebbene con mezzi sleali, ci è riuscito piuttosto bene. Considerando che il gruppo tedesco Wirecard vanta 5.800 dipendenti distribuiti in 26 Paesi diversi.

Inoltre, faceva parte dell’indice azionario Dax 30, che riprende le società tedesche quotate in Borsa meglio performanti.

Wirecard bancarotta conseguenze

Ovviamente, questa sorta di bancarotta dichiarata da Wirecard ha pesanti conseguenze.

Innanzitutto, per i gruppi bancari, come ABN Amro Bank NV, Commerzbank AG e ING Groep NV. Oltre a diverse realtà del settore, con tanto di azzeramento di ogni residua comunicazione e relazione tra le parti.

Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha già parlato del primo grande scandalo di questo settore. Sollecitando al contempo una maggiore sorveglianza degli organismi di controllo preposti, affinché non si ripetano casi simili.

Ma non solo le banche sono finite travolte nel tifone Wirecard. Le pesanti conseguenze hanno riguardato anche la carta Soldo, versione business di Mastercard. Ancora bloccata al momento della scrittura.

Così come Bunq ed altre carte che continuano a non funzionare.

Come si può dedurre da tutto ciò, la conseguenza del fallimento di una società Fintech ha pesanti ripercussioni sull’economia reale. Tanto delle aziende quanto dei privati. Quindi, l’economia virtuale non va presa sotto gamba in quanto ogni problema andrà comunque a creare problemi su più fronti.

Ciò deve anche esortare le istituzioni a fare di più in seno ai controlli.

Comunque, è opinione diffusa che le carte nei prossimi giorni riprenderanno tutte a funzionare. Come già successo a carta Curve.

Carta Curve funziona?

Proprio in queste ore, infatti, carta Curve ha ripreso a funzionare. Con il ripristino dei servizi ad essa collegati. Salvo alcuni malfunzionamenti comunque normali, dovuti presumibilmente ai ritardi nel passaggio ad un nuovo service.

Pertanto, per motivi indipendenti dalla stessa Curve.

E’ la stessa carta a farlo sapere sui propri profili Social:

Siamo entusiasti di informarti che, dopo una breve interruzione, a partire da lunedì 29 giugno puoi spendere normalmente con la tua Curve Card, sia in negozio che online, con la tua carta fisica. Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay dovrebbero essere disponibili per l’uso entro la fine della giornata”

Poi avvisa su alcune modifiche:

“Abbiamo dovuto apportare alcune modifiche al back-end, quindi dovrai aggiornare l’app per utilizzarla. E potrebbe essere necessario verificare nuovamente alcune carte”

Poi invita a restare aggiornati:

“Segui il thread Wirecard per ulteriori informazioni su altre funzionalità sulle quali stiamo ancora lavorando per ripristinare. Ed altri aggiornamenti”

Problemi per SisalPay

La bancarotta di Wirecard ha portato seri problemi ai clienti di Sisalpay. Che si sono visti respingere i pagamenti effettuati con la propria carta. Nonché i tentativi di effettuare dei prelievi presso gli sportelli.

Come ha spiegato lo stesso staff di SisalPay, ciò è una conseguenza della decisione da parte della FCA (praticamente la Consob britannica), di bloccare tutte le carte orbitanti intorno a Wirecard. Tra le quali appunto SisalPay.

Ha anche rassicurato che nei prossimi giorni i clienti SisalPay saranno contattati per vedersi trasferire il proprio saldo verso altre carte prepagate. Come quella emessa in partnership con Banca 5 – Gruppo Intesa Sanpaolo. Al fine di poter tornare agevolmente ai propri pagamenti e prelievi in totale tranquillità.

SisalPay si mette anche a disposizione dei propri clienti per ogni eventuale delucidazione.

Wirecard cos’è

Wirecard AG è un fornitore di servizi finanziari fondato in Germania nel 2002. Offre servizi di transazione di pagamento elettronico e gestione del rischio. Ancora, ha tanto di licenza per emettere carte fisiche, anche per conto di altri brand. Come visto, per esempio in Italia per conto di SisalPay.

Ha anche una consociata in Gran Bretagna, la Wirecard Card Solutions Ltd. (WDCS). Per poter espletare il servizio di transazioni virtuali ed emissione carte anche sul territorio britannico.

Wirecard, inoltre, da alcuni anni lancia anche app per poter beneficiare dei suoi servizi comodamente tramite device mobili.

Wirecard Bank AG vanta una licenza bancaria in Germania, oltre a quelle per colossi quali Visa e Mastercard.

In questi anni, ha stretto accordi con vari canali di livello internazionale, impegnati nei servizi di pagamento virtuale. Come American Express, Alipay, WeChat Pay, Apple Pay, China UnionPay e così via

Nel marzo 2017 è arrivata anche la svolta oltreoceano. Lanciando negli Usa, tramite la Citi Prepaid Card Servicese, la Wirecard North America.

In questo modo, ha concesso di emettere ed acquisire servizi e applicazioni di pagamento multicanale anche sul territorio americano.

La sede principale è a Aschheim, piccola cittadina situata a Monaco di Baviera. Fa (o, per meglio dire) faceva parte dell’indice azionario Dax 30 (il primo caso di una società facente parte che fallisce), essendo quotata sulla Borsa di Francoforte.

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