ETF

VWCE o SWDA: quale ETF World scegliere nel 2026? Confronto completo

Confronto VWCE vs SWDA 2026: TER ridotto a 0,14%, rendimenti, composizione e mercati emergenti.

VWCE e SWDA sono i due ETF azionari globali più comprati dagli investitori italiani, ai primi posti nelle classifiche di vendita su broker come Fineco e Directa. Ma qual è meglio?

Una premessa sui nomi. SWDA è il ticker con cui l’iShares Core MSCI World (ISIN IE00B4L5Y983) è quotato su Borsa Italiana, in euro. Nei forum e nei video in inglese lo trovi spesso come IWDA. E’ in pratica lo stesso fondo, cambia solo il ticker ad Amsterdam e a Londra.

Quindi il portafoglio, il TER e i rendimenti sono identici, cambia solo la borsa su cui lo compri. Lo stesso vale per il Vanguard FTSE All-World, che su Borsa Italiana si chiama VWCE come su Xetra.

La differenza tra i due semmai riguarda i mercati emergenti. VWCE replica l’indice FTSE All-World e li include. SWDA replica l’MSCI World che non li contiene. Quindi con il VWCE compri anche Cina, India, Taiwan e Brasile in automatico. Se invece investi sull’ETF SWDA resti sui paesi sviluppati e decidi tu se aggiungere gli emergenti, magari con un secondo ETF.

Nel 2026 sono cambiate alcune cose. La prima riguarda i costi. Dal 28 luglio 2026 Vanguard ha tagliato il TER di VWCE a 0,14% annuo. Adesso è più economico di SWDA, fermo allo 0,20%. Come vi dico sempre, gli ETF passivi hanno dei costi veramente bassi, niente a che vedere con gli ETF a gestione attiva.

La seconda riguarda i rendimenti. Dopo anni di dominio delle azioni statunitensi, VWCE ha iniziato a battere SWDA grazie alla ripresa dei mercati emergenti. Nei 12 mesi al 23 settembre 2026, VWCE ha reso il 22,46% contro il 20,84% di SWDA.

Andiamo a mettere allora a confronto i due ETF punto per punto.

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FTSE All-World e MSCI World: due indici, due filosofie di investimento

Come funziona l’indice FTSE All-World

Il FTSE All-World è un indice azionario globale gestito da FTSE Russell, divisione del London Stock Exchange Group. Raccoglie circa 4.200 titoli di media e grande capitalizzazione distribuiti su quasi 50 paesi. La copertura comprende i mercati sviluppati (Stati Uniti, Europa, Giappone, Australia) e una quota di mercati emergenti (Cina, India, Taiwan, Brasile, Sudafrica).

Il peso dei mercati emergenti nell’indice si aggira intorno al 10-12% della capitalizzazione totale. Chi acquista un ETF sul FTSE All-World ottiene automaticamente un’esposizione agli emergenti proporzionale al loro peso nel mercato mondiale. Non serve fare altro.

Un aspetto tecnico che spesso sfugge: FTSE Russell classifica la Corea del Sud tra i mercati sviluppati. MSCI la considera emergente. Questo spiega parte delle differenze nella composizione geografica tra i due indici, al di là della questione emergenti. Se vuoi approfondire le differenze di metodo tra i due provider, trovi tutto nella guida MSCI vs FTSE.

Approfondimento Migliori ETF Emerging Markets 2026 Leggi l'approfondimento →

Come funziona l’indice MSCI World

L’MSCI World è il benchmark azionario globale più seguito. Gestito da MSCI Inc., copre 1.280 titoli (al 31 agosto 2026) di 23 paesi sviluppati. La copertura raggiunge l’85% del flottante aggiustato della capitalizzazione di ciascun paese.

Ecco la quotazione in tempo reale:

Indice MSCI World (USD) attraverso l'ETF

Xtrackers MSCI World UCITS ETF 1C
Da inizio anno+17,6%
1 anno+20,8%
3 anni+69,8%
5 anni+81,7%

Grafico: TradingView, prezzo in borsa del fondo. Rendimenti: valore della quota pubblicato dall'emittente, in euro, dividendi reinvestiti.

Il peso degli Stati Uniti nell’indice è molto elevato, parliamo del 72,14%. Giappone e Regno Unito seguono con il 5,78% e il 3,53%. I settori trainanti sono Information Technology (29,81%), servizi finanziari (16,58%) e industriali (11,13%).

L’MSCI World esclude i mercati emergenti. Se vuoi aggiungerli devi prendere un ETF separato, per esempio l’iShares Core MSCI EM IMI, che su Borsa Italiana ha il ticker EIMI (ad Amsterdam lo trovi come EMIM).

Approfondimento Migliori ETF MSCI World 2026 Leggi l'approfondimento →

Il peso dei mercati emergenti nella scelta

I mercati emergenti sono il nodo del confronto VWCE vs SWDA. Se ti interssano per il tuo portafoglio, il FTSE All-World li inserisce in automatico, con pesi che rispecchiano la capitalizzazione di mercato. Nel portafoglio di VWCE Taiwan conta per il 3,2%, la Cina per il 2,8%, la Corea del Sud per il 2,4%.

Negli ultimi quindici anni i mercati emergenti hanno reso meno dei mercati sviluppati, frenati dal rallentamento cinese e dal dominio delle big tech americane. Ma la situazione si sta rovesciando. Nel 2025 e nel 2026 India, Taiwan e Corea del Sud hanno sovra performato, e da inizio anno EIMI guadagna il 27,72% in euro.

Vediamo un confronto punto per punto tra questi due colossi.

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VWCE e SWDA: scheda tecnica e caratteristiche a confronto

Caratteristica

VWCE

SWDA

Nome completo

Vanguard FTSE All-World
UCITS ETF USD (Acc)

iShares Core MSCI World
UCITS ETF USD (Acc)

ISIN

IE00BK5BQT80

IE00B4L5Y983

Ticker su Borsa Italiana

VWCE

SWDA
(IWDA ad Amsterdam e Londra)

Indice replicato

FTSE All-World

MSCI World

Emittente

Vanguard

BlackRock (iShares)

TER

0,14% p.a.

0,20% p.a.

AuM (patrimonio gestito)

52.760 mln €

130.840 mln €

N. titoli in portafoglio

3.758

1.280

Copertura geografica

~50 paesi
(sviluppati + emergenti)

23 paesi
(solo sviluppati)

Mercati emergenti

Sì (10-12%)

No

Metodo di replica

Fisica
(campionamento ottimizzato)

Fisica
(campionamento ottimizzato)

Politica dividendi

Accumulazione

Accumulazione

Domicilio fiscale

Irlanda

Irlanda

Data di lancio

23 luglio 2019

25 settembre 2009

Valuta del fondo

USD

USD

Peso USA

61,6%

72,1%

Volatilità 1 anno (EUR)

10,31%

10,72%

Fonte: Vanguard, iShares, MSCI. Dati al 23 settembre 2026; peso USA da factsheet Vanguard (31 luglio) e indice MSCI World (31 agosto)

Guardiamo i numeri. Il VWCE ha il TER più basso: 0,14% contro 0,20% di SWDA. Fino a ottobre 2025 costava di più (0,22%), ma i due tagli consecutivi di Vanguard hanno ridotto i costi.

SWDA gestisce circa due volte e mezzo il patrimonio di VWCE: 130,8 miliardi di euro contro 52,8. Un divario che nasce sicuramente da una storia più lunga (è nato 17 anni fa) oltre dalla diffusione del marchio iShares, che ti ricordo è di proprietà di Blackrock.

Costi reali a confronto

Il doppio taglio del TER di VWCE: da 0,22% a 0,14%

E’ evidente che gli emittenti combattono a colpi di costi. Dal lancio nel 2019 fino a ottobre 2025, il TER era stabile allo 0,22%. Il 7 ottobre 2025 Vanguard lo ha portato a 0,19%. Il 28 luglio 2026 ha applicato un secondo taglio, a 0,14%. Due riduzioni in dieci mesi, per un calo complessivo del 36%.

Che significa tutto questo? Su 10.000 euro investiti, il costo annuo scende da 19 a 14 euro. Su 50.000 euro da 95 a 70. Su 100.000 euro da 190 a 140. Un risparmio totale per i detentori del fondo stimato dalla stessa Vanguard di ben 37 milioni di dollari l’anno.

VWCE ora costa 6 punti base meno di SWDA. Anche altri emittenti stanno spingendo i prezzi verso il basso. Ad esempio ad Aprile 2026 Xtrackers ha lanciato un ETF FTSE All-World con TER a 0,12%, anche se con un patrimonio ancora contenuto (146 milioni di euro). Ma ci sono altri prodotti come UBS Core MSCI World UCITS ETF (USD) Acc che arrivano addirittura a 0,06% di TER.

Tracking difference: il costo che il TER non mostra

Il TER è il costo dichiarato, ma non sempre coincide con quello effettivo. La tracking difference misura lo scarto tra il rendimento dell’ETF e quello dell’indice. Tiene conto di commissioni, delle tasse sui dividendi esteri, slippage nelle operazioni di mercato e ricavi da prestito titoli.

VWCE ha registrato una tracking difference media intorno a -0,20% annuo dalla data di lancio, coerente con il TER dell’epoca. SWDA si posiziona su valori simili, tra -0,15% e -0,20%. Con il nuovo TER a 0,14%, la tracking difference di VWCE dovrebbe migliorare nei prossimi trimestri.

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Rendimenti storici dal 2019 al 2026: il confronto anno per anno

Performance cumulativa e annuale a confronto

Andiamo a vedere un confronto tra i due.

Nel 2023 SWDA ha avuto la meglio: +19,55% contro +17,78% di VWCE. Il rally dell’intelligenza artificiale, concentrato sulle mega cap statunitensi, ha premiato l’indice con più peso USA.

Stessa dinamica nel 2024: SWDA +26,24%, VWCE +24,65%. Nvidia, Microsoft e Apple hanno continuato a salire, e SWDA ne ha beneficiato.

Nel 2025 la tendenza si è ribaltata: VWCE +8,36%, SWDA +7,12%. I mercati emergenti hanno recuperato terreno. India, Taiwan e Corea del Sud sono stati tra i listini più performanti dell’anno.

Nel 2026 VWCE ha confermato il vantaggio: da inizio anno al 23 settembre segna +17,74% contro +16,33%. Il rendimento a un anno vede VWCE a +22,46% e SWDA a +20,84%. Anche sul triennio VWCE è leggermente avanti: +68,39% contro +67,46%.

Perché il vantaggio di SWDA si sta assottigliando

Tra il 2020 e il 2024 le azioni americane hanno dominato i rendimenti mondiali. SWDA, con il 72% del portafoglio negli Stati Uniti, ha cavalcato quel trend in modo più aggressivo di VWCE (62% USA). Ma la concentrazione che lo ha premiato è anche un rischio: se Wall Street dovesse rallentare, SWDA ne risentirebbe per primo.

Dal 2025 i mercati emergenti sono tornati competitivi. La crescita dell’India, il ciclo dei semiconduttori in Asia orientale e una maggiore attenzione alla diversificazione hanno iniziato a premiare VWCE. Nessuno può dire se questo trend proseguirà, ma dimostra che la scelta tra i due ETF ha conseguenze concrete a seconda della fase di mercato.

Vediamo i rendimenti in quesa infografica.

Rendimenti in EUR, dividendi reinvestiti, 2026 da inizio anno al 23 settembre

Composizione del portafoglio: geografia, settori e concentrazione

Distribuzione geografica e peso degli Stati Uniti

La distribuzione geografica è la differenza più evidente tra i due ETF. In VWCE gli Stati Uniti pesano il 61,6%, il Giappone il 6,0%, il Regno Unito il 3,3%, Taiwan il 3,2% e la Corea del Sud il 2,4%. In SWDA il peso americano sale al 72,1%, con Giappone al 5,8% e Regno Unito al 3,5%.

Una decina di punti percentuali di differenza sul peso USA. Con SWDA, quasi tre quarti del tuo investimento finiscono a Wall Street. VWCE distribuisce parte di quella quota verso l’Asia emergente, l’America Latina e l’Africa. Se sei preoccupato di una eventuale correzione del mercato americano allora con VWCE hai una protezione in più. Se credi invece nel dominio USA, puoi puntare sun ETF molto concentrato sugli USA come SWDA.

Allocazione settoriale

Settore

VWCE

SWDA

Information Technology

33,4%

29,81%

Finanza

15,7%

16,58%

Industriali

12,6%

11,13%

Beni voluttuari

11,3%

8,82%

Salute

7,9%

9,27%

Beni di prima necessità

4,0%

4,91%

Energia

4,1%

4,09%

Comunicazione

3,3%

7,90%

Materiali

3,1%

3,47%

Utilities

2,7%

2,39%

Immobiliare

1,8%

1,64%

Fonte: factsheet Vanguard (classificazione ICB, 31 luglio 2026) e indice MSCI World (classificazione GICS, 31 agosto 2026)

A livello settoriale i due ETF non sono poi così diversi. L’IT domina in entrambi: un terzo del portafoglio in VWCE, il 30% in SWDA. La differenza più betta sta nella Comunicazione: in SWDA pesa il 7,90%, in VWCE solo il 3,3%.

La ragione è metodologica: FTSE Russell usa la classificazione ICB, MSCI la GICS, e aziende come Alphabet e Meta finiscono nella tecnologia nel primo caso e nei servizi di comunicazione nel secondo.

Per la tua scelta finale, la distribuzione settoriale non dovrebbe essere il fattore che ti fa decidere su quale investire.

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Le dieci partecipazioni principali a confronto

#

VWCE: titolo

Peso

SWDA: titolo

Peso

1

NVIDIA Corp.

4,44%

Apple Inc.

5,48%

2

Apple Inc.

4,23%

NVIDIA Corp.

5,04%

3

Microsoft Corp.

3,27%

Microsoft Corp.

3,56%

4

Amazon.com

2,50%

Amazon.com

2,55%

5

Alphabet Inc. A

1,99%

Alphabet Inc. A

2,18%

6

TSMC

1,73%

Broadcom Inc.

1,95%

7

Broadcom Inc.

1,72%

Alphabet Inc. C

1,73%

8

Alphabet Inc. C

1,58%

Meta Platforms

1,33%

9

Meta Platforms

1,16%

Micron Technology

1,10%

10

JPMorgan Chase

0,89%

JPMorgan Chase

1,05%


Top 10 totale


23,51%


Top 10 totale


25,97%

Fonte: Dati al 31 luglio 2026 (VWCE) e al 30 luglio 2026 (SWDA)

Le prime cinque posizioni coincidono, anche se in ordine diverso. NVIDIA, Apple, Microsoft, Amazon e Alphabet. Dalla sesta in poi emergono le differenze. In VWCE compare TSMC, il più grande produttore mondiale di chip, che nell’MSCI World non c’è perché Taiwan è un mercato emergente secondo MSCI. Al suo posto, SWDA ha Micron Technology.

Il peso complessivo delle prime dieci posizioni è 23,51% per VWCE e 25,97% per SWDA. Un quarto del portafoglio nelle mani di dieci aziende, in entrambi i casi. La concentrazione sulle mega cap è un tratto strutturale degli indici ponderati per capitalizzazione: non cambia scegliendo l’uno o l’altro.

Approfondimento Come creare un portafoglio investimenti Leggi l'approfondimento →

Quando scegliere VWCE: semplicità e copertura globale completa

VWCE è pensato per chi vuole un solo ETF che copra tutto il mercato azionario mondiale. Compri un unico strumento e ottieni esposizione a oltre 3.700 aziende di quasi 50 paesi, mercati emergenti compresi. Niente decisioni sulla quota emergenti, niente ribilanciamento, un solo ordine al mese.

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★ Pro: Esposizione a oltre 3.700 aziende di quasi 50 paesi · Mercati emergenti compresi
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La semplicità conta soprattutto per chi investe con un PAC di importi contenuti. Se il tuo piano prevede 100 o 200 euro al mese, con VWCE fai un singolo acquisto. Con la strategia SWDA + EIMI servirebbero due ordini, e a seconda del broker questo può significare commissioni doppie. Per importi piccoli, il costo delle transazioni rischia di superare il risparmio teorico di una strategia modulare.

Sui costi, VWCE è il più conveniente: 0,14% di TER annuo contro lo 0,20% di SWDA. Su un PAC da 200 euro al mese per 20 anni (48.000 euro versati), con un rendimento medio del 7% annuo, la differenza di 6 punti base nel TER vale circa 700 euro in più nel portafoglio finale. Non cambia la vita, ma è un vantaggio che non costa nulla.

VWCE ti conviene se fai un PAC mensile e vuoi un portafoglio senza manutenzione, se credi nella diversificazione globale con emergenti inclusi, se cerchi il TER più basso su un ETF di queste dimensioni, o se sei alle prime armi e preferisci partire con un solo prodotto.

Approfondimento Come fare un Piano di accumulo ETF con Scalable Capital Leggi l'approfondimento →

Quando scegliere SWDA: flessibilità e controllo sull’allocazione

SWDA ti dà il controllo sulla composizione del portafoglio. Con il solo SWDA copri i mercati sviluppati. L’esposizione ai mercati emergenti diventa una decisione separata che puoi prendere in un secondo momento.

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Questa flessibilità ha senso in diversi scenari. Se pensi che gli emergenti siano troppo volatili per il tuo profilo, non li includi e basta. Se al contrario ritieni che il 12% del FTSE All-World sia troppo poco rispetto al potenziale di India o Sud-Est asiatico, puoi sovrappesarli con una quota maggiore di EIMI: un 80/20 al posto del classico 88/12.

SWDA ha un track record più lungo. Esiste dal settembre 2009. Ben diciassette anni di dati reali che coprono il ciclo post-crisi 2008, il crollo Covid del 2020 e il bear market del 2022. Per chi analizza le serie storiche prima di investire, questo conta.

Il patrimonio gestito è un altro punto a favore. Abbiamo circa 130,8 miliardi di euro di capitalizzazione e quindi di fatto più grande ETF MSCI World in Europa. La liquidità è alta e lo spread bid-ask stretto su tutte le borse europee. VWCE con 52,8 miliardi non è certo poco liquido, ma SWDA ha volumi superiori.

SWDA ti conviene se vuoi gestire in autonomia l’esposizione agli emergenti, se costruisci un portafoglio multi-ETF con ribilanciamento annuale, se apprezzi un fondo con storia lunga e patrimonio molto ampio, o se hai già posizioni sugli emergenti tramite altri strumenti.

SWDA + EIMI vs VWCE: la strategia modulare vale la pena?

Molti investitori italiani combinano SWDA con EIMI (iShares Core MSCI Emerging Markets IMI UCITS ETF, il ticker diventa EMIM ad Amsterdam) in proporzione 88/12 per replicare la copertura geografica del FTSE All-World.

EIMI ha un TER dello 0,18%, un patrimonio di circa 40 miliardi di euro e include anche le small cap dei mercati emergenti (è un indice IMI, “Investable Market Index”). Il numero di titoli combinati arriva a circa 4.270, più dei 3.758 di VWCE.

Il costo medio ponderato della strategia 88/12 è circa 0,20%: (0,20% × 0,88) + (0,18% × 0,12) = 0,198%. Con il TER di VWCE sceso a 0,14%, la strategia modulare costa 6 punti base in più all’anno.

Ci sono però dei vantaggi in questa strategia combinata. Comprando SWDA ed EIMI, puoi “dosare” il peso degli emergenti e accedere alle small cap. Cosa che VWCE non copre.

Questo modo di operare ha anche degli svantaggi. In pratica fai due ordini di acquisto ogni mese con possibili commissioni doppie, ribilanciamento periodico per mantenere le proporzioni, un TER combinato più alto e una gestione meno immediata.

Approfondimento Come fare il ribilanciamento del portafoglio Leggi l'approfondimento →

Combinare i due ETF (SWDA + EIMI) può avere senso per portafogli sopra i 50.000 euro con ribilanciamento almeno annual. Per i PAC con versamenti sotto i 300-500 euro al mese, VWCE è quasi sempre il più efficiente da tenere e conservare.

Ho messo a confronto queste strategie in questa infografica.

VWCE contro la combinazione SWDA + EIMI: TER, titoli, ribilanciamento e peso USA

Fonte Vanguard, iShares, MSCI. Dati settembre 2026

Dove comprare questi ETF

VWCE e SWDA sono entrambi quotati su Borsa Italiana (segmento ETFplus) e negoziabili in euro con questi due ticker. Lo stesso fondo di SWDA lo trovi come EUNL su Xetra e come IWDA su Euronext Amsterdam e a Londra. VWCE mantiene lo stesso ticker su Xetra e ad Amsterdam.

Trovi questi ETF sui seguenti broker che puoi usare per investire in ETF:

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Investire comporta rischi. Il tuo capitale è a rischio.

Su Borsa Italiana gli spread possono essere un po’ più ampi, soprattutto per VWCE che ha volumi leggermente inferiori. Verifica con il tuo broker se comprare su Borsa Italiana o su Xetra cambia le commissioni.

Ad esempio Fineco applica costi identici su entrambi i mercati. Altri broker possono avere dei costi in più per le borse estere. Per acquisti mensili nell’ambito di un PAC, la differenza di spread è trascurabile sul rendimento di lungo periodo.

Per ordini su Xetra o su Gettex ad esempio Scalable Capital è l’ideale, e da questo mese è diventato anche sostituto d’imposta quindi si occupa della gestione delle tasse.

VWCE o SWDA? Il confronto completo (costi, rendimenti, rischi)

Domande frequenti su VWCE e SWDA (FAQ)

SWDA e IWDA sono lo stesso ETF?

Sì. Hanno lo stesso ISIN (IE00B4L5Y983), lo stesso portafoglio e lo stesso TER dello 0,20%. SWDA è il ticker su Borsa Italiana, IWDA quello di Amsterdam e della linea in dollari di Londra. Per un investitore italiano la scelta più comoda è di solito SWDA, quotato in euro sul mercato di casa.

Posso passare da SWDA a VWCE senza vendere?

No. Devi vendere le quote SWDA e comprare VWCE: l’eventuale plusvalenza è tassata al 26% in Italia (i dettagli sono nella guida alla tassazione degli ETF). Un’alternativa pratica è tenere le quote SWDA già in portafoglio e indirizzare i nuovi versamenti del PAC su VWCE.

VWCE o SWDA per un PAC da 100 euro al mese?

Per importi piccoli VWCE ha un vantaggio operativo: un solo ordine, una sola commissione, nessun ribilanciamento. Con SWDA dovresti comprare anche EIMI per gli emergenti: due ordini al mese, commissioni doppie. Il TER di VWCE (0,14%) è anche più basso.

Il TER di VWCE potrebbe scendere ancora?

Vanguard ha tagliato il TER due volte in dieci mesi. Xtrackers ha già un ETF FTSE All-World a 0,07%. La pressione competitiva è forte: nuove riduzioni sono possibili se la concorrenza continua a spingere.

VWCE e SWDA nel 2026: quale scegliere alla fine?

Tra VWCE e SWDA non c’è un vincitore assoluto. Sono due strumenti di grande qualità con profili diversi. La scelta dipende da quanto valore dai alla semplicità rispetto alla flessibilità.

Se parti da zero con un PAC e cerchi l’opzione più semplice, nel 2026 VWCE è ottimo. Un ETF, un ordine al mese, copertura globale completa, il TER più basso tra i fondi di queste dimensioni. Se gestisci un portafoglio più complesso e vuoi calibrare il peso di ogni area geografica, allora SWDA ti offre questa opportunità. E magari ci puoi aggiungere EIMI.

Vale la pena ricordare un dato. La differenza di rendimento tra i due ETF è minima, in tutti gli scenari degli ultimi sette anni. Nei periodi migliori per SWDA (2023-2024) il divario è stato di 1,5-2 punti percentuali l’anno. Nei periodi migliori per VWCE (2025-2026) il vantaggio è stato di 1-1,5 punti. Su 20-30 anni, i rendimenti cumulativi tenderanno probabilmente a convergere.

Come ti dico sempre, l’errore più costoso non è scegliere uno al posto dell’altro. È aspettare. Il tempo passato a pesare differenze marginali è tempo in cui il tuo capitale non produce rendimenti. Qualunque dei due scegli, investi in un ETF globale a basso costo, diversificato e a replica fisica. E quindi sono due ottimi strumenti.

Per iniziare è fondamentale partire da broker regolamentati. Vi lasciamo con i link ufficiali che sono mediati dal server di WebEconomia in modo da garantire l’accesso sicuro:

Sono le migliori piattaforme con cui potete operare su ETF ed azioni.

Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.

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