Voucher: il Governo diviso sul Referendum del 28 maggio

Il Consiglio dei Ministri ha fissato la data per il Referendum sul Jobs Act e l’abolizione dei Voucher, si terrà il 28 maggio, tuttavia a Palazzo Chigi si sta tentando di trovare una soluzione alternativa per “depotenziare” la consultazione con un decreto ad hoc, da varare già questo venerdì e convertirlo in legge prima della data del Referendum.

Il nuovo Testo dovrebbe intervenire su i due quesiti non ancora risolti dopo l’esame della Corte Costituzionale: norme sugli appalti e voucher, per quest’ultimo si pensa a limitarne l’utilizzo alle famiglie ma il Governo non ha ancora raggiunto un accordo, nello specifico Pd e Ncd non sembrano riuscire a trovare una linea comune.

Referendum: spaccatura nel Governo

Nel Governo pare dunque esserci una spaccatura in due, da un lato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in lizza alle primarie del Pd contro Emiliano e Renzi, vorrebbe che si lasciasse spazio al Parlamento per non andare al Referendum. Dall’altro Ncd e una parte del Pd non vorrebbero intervenire per non stravolgere il Jobs Act, scommettendo sul fatto che difficilmente si riuscirà a raggiungere il quorum.

Matteo Renzi prende le distanze

Dopo la disastrosa sconfitta con il Referendum Costituzionale di dicembre, l’ex Premier Matteo Renzi, prende le distanze dalla diatriba. Ai ministri e capigruppo del Pd impartisce ha impartito un ordine che non lascia margine d’errore: “abbiamo di fronte la battaglia congressuale e le amministrative, concentriamoci su quelle”.

Michele Emiliano ha invece espresso un parere favorevole al Referendum: “voterò due volte sì perché le norme sul lavoro vanno azzerate e riscritte da capo”.

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