Volumi nel Trading: cosa sono e come si usano

Cosa sono i volumi nel trading? Come si usano i volumi nel trading?

In questa guida vediamo dunque cosa sono i volumi di trading e perché è importante utilizzarli. Sebbene il termine volumi dovrebbe già rievocare qualcosa.

Infatti, si parla di tutti gli scambi a cui un certo asset ha dato vita in un determinato lasso di tempo. Ed è un ottimo indicatore tecnico, per valutare la tendenza di un asset. La sua direzione e la sua volatilità, per esempio. Ma non solo.

Generalmente, il volume di un asset risulta più alto quando il suo prezzo diventa vantaggioso. Quindi spinge molti trader ad investici, in attesa di un rialzo futuro che li faccia guadagnare. Viceversa, ha poca appetibilità.

Un volume di trading può cambiare in base a vari fattori. E dipende anche dalla natura dell’asset in questione.

Per esempio, se un asset è un azione, può incidere il suo bilancio di fine anno, che è la cartina di tornasole del suo stato finanziario. Oppure, il lancio di un nuovo prodotto o servizio. O, ancora, la crisi del settore cui fa parte.

Se è una materia prima, può incidere il clima, le guerre, un Golpe, le crisi diplomatiche, gli scioperi sindacali, nuove scoperte tecnologiche.

Per i cambi di valute nel Forex, dipende da come stanno messi gli Stati da un punto di vista economico (Pil, disoccupazione, recessione) o i tassi di interesse imposti dalle Banche centrali. E così via. :

A fine articolo, vedremo anche come utilizzare i dati espressi dai volumi di trading al meglio. Quindi, quali sono i Broker migliori per farlo.

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Volume di trading cos’è

Cos’è il volume di trading? Come accennato nell’incipit, si tratta del totale degli scambi di un asset nel corso di un determinato lasso di tempo. Quindi, più alto sarà il numero di scambi, più alto sarà il volume di trading per un determinato asset.

Il lasso di tempo che vogliamo analizzare lo decidiamo noi di volta in volta. Può essere da un minuto fino ad un giorno o più giorni. Dipenderà dalla nostra esigenza riguardo il periodo che ci interessa e entro quanto vogliamo “agire”.

Infatti, come vedremo, il volume di trading è un ottimo indicatore che ci fa capire se effettivamente un trend è realmente rialzista o meno. E se siamo di fronte ad un breakout concreto o solo apparente e illusorio.

Volumi nel trading perché important

Perché i volumi nel trading sono importanti? I volumi di trading ci aiutano a capire quali sono gli asset che stanno andando per la maggiore. Ma anche per capire quali saranno i movimenti futuri dei suoi prezzi.

Per esempio, possiamo avere il caso in cui un asset viva un rialzo dei prezzi ma il volume degli scambi ad esso relativi tenda a calare.

Questo significa che molto probabilmente il rally rialzista sta per perdere forza e il prezzo dell’asset è destinato a cominciare la discesa.

Pertanto, potremmo approfittarne per investire al ribasso, quindi short. O, comunque, potremmo evitare di investire al rialzo, quindi long, come invece volevamo fare alla luce del rialzo del suo valore. In quanto avremo quasi sicuramente incassato una perdita.

Volumi di scambio nel trading: cos’è il breakout e il breakin

Altro fenomeno da tenere in considerazione è il Breakout. Cos’è? Gli esperti di analisi tecnica usano questo termine per indicare la possibilità per il prezzo di un asset di rompere il muro della resistenza o del supporto, e quindi assumere con decisione una direzione.

Quindi, se si tratta di un rialzo deciso dei prezzi che riesce a rompere una resistenza che perdurava da giorni, allora siamo di fronte ad un breakout che darà vita ad un rally rialzista.

Supponiamo che da giorni il prezzo delle azioni Amazon tendevano al rialzo ma si fermavano sempre intorno ai 20 dollari. Accade poi che un rialzo più deciso, porti il prezzo delle azioni Amazon a superare i 20 dollari e muoversi decisamente verso i 30 dollari o più.

Viceversa, se il trend ribassista si ferma sempre su un certo livello di prezzo, per poi tornare a salire, ma poi ad un certo punto continuano a scendere, allora si è verificato il breakout che dà vita al ribasso del titolo.

Tornando sempre all’esempio delle azioni Amazon, mettiamo che da alcuni giorni il titolo tendeva al ribasso, ma si fermava sempre sui fatidici 20 dollari. Tuttavia, ad un certo punto ha iniziato a scendere oltre quel livello e ad avvicinarsi ai 10 dollari.

In realtà, il termine breakout viene usato quando si viola una resistenza. Invece nel secondo esempio, quando ad essere violato è un supporto, allora si parla di breakin.

In caso di breakout, saremo di fronte ad un volume di scambio molto alto.

Tuttavia, anche nel trading online “non è tutto oro quello che luccica”. Potremmo infatti trovarci di fronte ad un falso breakout, detto anche “bull trap” o “bear trap”.

Si tratta di breakout falliti, con i prezzi che tornano dopo un po’ ai livelli precedenti. E’ come quando, metaforicamente parlando, si attende una bella onda grossa per cavalcarla col surf. Magari all’inizio ci sembra quella giusta ma dopo un po’ scema la sua forza. Deludendoci.

Comunque, ci si può difendere dal breakout tramite lo strumento degli stop loss. Posizionandolo sul primo swing di prezzo antecedente la rottura. O in alternativa, ancora sopra (o sotto) i livelli di congestione (rettangolo).

Ecco perché, prima di farsi prendere da facili entusiasmi di fronte ad un breakout, occorre valutare quali siano i volumi di trading sottostanti.

Come analizzare volumi nel trading

Possiamo dire che sono tre i fattori da prendere in considerazione quando analizziamo i volumi nel trading:

1. Un volume di trading deve accompagnare i prezzi al rialzo

In caso di trend rialzista dei prezzi, dobbiamo valutare che siano sostenuti dai volumi.

Qualora ad un rally non corrisponda un volume di trading, allora vuol dire che molto probabilmente è solo momentaneo e destinato a cadere presto.

Rapportare questi due aspetti, non ci aiuta solo a capire che il rialzo durerà poco, ma anche il prossimo movimento del prezzo di un asset.

Uno strumento molto utile per capirlo è il grafico candlestick (detto anche delle candele giapponesi, per la forma che gli istogrammi che si formano rievoca). Dobbiamo leggerlo al meglio per capire quando il rialzo si ferma, quanto tempo l’andamento resta laterale per poi provare una nuova rottura del livello di resistenza.

2. Generalmente i volumi di trading nei trend ribassisti risultano bassi

Di solito, si crea questo fenomeno, tranne alcuni casi in cui il trend si muove deciso verso il basso.

Nei trend ribassisti, infatti, il livello dei prezzi può calare anche perché mancano dei compratori che sostengano la domanda. E quindi il valore dell’asset ne risente.

3. Divergenza rialzista e ribassista

Torniamo un po’ al discorso fatto al primo punto. Se un rialzo di prezzi, magari anche con tanto di breakout, non è corrisposto da un volume di trading importante riguardo quell’asset, allora siamo di fronte ad un finto breakout e ad un finto rally.

Non solo, potremmo trovarci di fronte ad una divergenza ribassista nel caso in cui i volumi tendono perfino a diminuire. Mentre in caso di discesa del prezzo, se i volumi tendono ad aumentare ed i i prezzi a scendere, ci troviamo in presenza di una divergenza rialzista. Quindi il prezzo sarà destinato a risalire.

Migliori indicatori per stabilire volume nel trading

Stabilito cosa sia, come funziona e perché è importante un volume nel trading, vediamo quali sono i migliori indicatori per leggerlo al meglio.

Indicatore On Balance Volume

Ideato da Joseph Granville nel 1963, è ancora oggi considerato forse il migliore in assoluto per “leggere” un volume di trading.

L’indicatore On Balance Volume, anche chiamato con l’acronimo OBV, si basa sul seguente assunto: Un aumento dei volumi in entrata simboleggia un rialzo dei prezzi di un asset. E viceversa per quello in uscita.

L’indicatore OBV viene usato per convergenza. Ciò significa che i prezzi si muovono nella sua stessa direzione.

L’indicatore OBV può essere usato quando si viene a creare una divergenza tra l’andamento dei prezzi ed esso stesso. Divergenza che sorge quando entrambi si muovono all’opposto.

Abbiamo quindi una divergenza di tipo rialzista quando l’indicatore OBV forma dei minimi crescenti. Mentre i prezzi formano minimi decrescenti. Ciò vuol dire anche che c’è un potenziale rialzo del prezzo di un asset

La divergenza ribassista si forma quando l’indicatore OBV tende a formare dei massimi di tipo decrescente. Mentre i prezzi formano massimi di direzione opposta, quindi crescenti. In questo caso, all’opposto del precedente, siamo di fronte ad un potenziale ribasso del prezzo di un asset analizzato.

Indicatore Money Flow Index

Questo indicatore usa entrambi – prezzo e volume – al fine di calcolare il momento giusto per andare long o short.

Ideato da Gene Quong e Avrum Soudack, è noto pure come l’indicatore RSI che si basa sui volumi di trading.

Il punteggio varia in una forbice tra 0 e 100. Ed è sfruttato soprattutto per comprendere se ci sono variazioni di trend in atto e quindi sfruttarle con la puntata giusta.

E’ possibile per esempio individuare le zone di ipercomprato e ipervenduto.

Nel primo caso, l’indicatore Money Flow Index si trova al di sotto del valore 20. che alcuni trader preferiscono calare a 10 per avere un risultato più attendibile. Sebbene ne riceverà di meno ovviamente, perdendo più occasioni di guadagno.

L’ipervenduto vuol dire un imminente rialzo nei prezzi.

Nel secondo caso, questo indicatore si trova al di sopra del valore 80. ed anche in questo caso, ci sono trader che preferiscono alzarlo ulteriormente fino a 90. Sempre per avere un valore molto più attendibile, sebbene anche in questo caso, il rischio è che si perdano più occasioni.

Tendenzialmente, al contrario del precedente, l’ipercomprato segnala un potenziale imminente ribasso nei prezzi.

Volumi nel trading: le piattaforme adatte

Quali sono le piattaforme adatte per sfruttare i volumi nel trading? Occorre riferirsi sempre a Broker con regolare licenza CySEC e che siano spread-only. Ovvero, prevedano solo lo spread sul trading e non pure il pagamento di commissioni.

Commissioni che saranno inevitabili sui servizi, ma quanto meno, devono essere le più basse del mercato.

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