Dieselgate Volkswagen: solo 36.000 auto coinvolte

Era il 21 settembre quando l’EPA statunitense fece scoppiare lo scandalo irregolarità sulle emissioni dei motori Volkswagen, ribattezzato subito Dieselgate. Ora a distanza di quasi tre mesi, arriva una buona notizia per la casa di Wolfsburg: è stato notevolmente ridimensionato il numero delle vetture coinvolte. Per quanto riguarda le manipolazioni delle emissioni di CO2, infatti, si scopre ora che sono interessati solo nove modelli e, quindi, circa 36 mila veicoli. Le previsioni iniziali fatte dallo stesso gruppo automobilistico parlavano invece di una cifra ben maggiore: le auto ritenute a rischio erano 800 mila. Questi nuovi dati hanno dato un nuovo input al titolo azionario VW che è salito del 5%.

Il comunicato ufficiale VW

“In seguito a dettagliate indagini interne e controlli delle misurazioni, è ora chiaro che quasi tutte le vetture prese in esame hanno i valori dichiarati di CO2 in regola. Ciò significa che le vetture posso essere messe in commercio e vendute senza alcuna limitazione. Il sospetto che i dati relativi ai consumi dei veicoli della produzione attuale fossero stati illegalmente modificati non è stato confermato. Nel corso delle nuove misurazioni sono state identificate minime variazioni solo per 9 versioni della marca Volkswagen. I dati di queste versioni Volkswagen saranno nuovamente verificati entro Natale da un ente neutrale sotto la supervisione delle Autorità preposte. Nei casi in cui la correttezza dei dati originali venisse confermata, non ci saranno conseguenze. Queste vetture potranno essere quindi vendute senza alcuna limitazione. In caso di eventuali scostamenti, i dati saranno rettificati, come richiesto, nel corso delle normali procedure. I circa 800.000 veicoli inizialmente stimati dal Gruppo Volkswagen non sono pertanto confermati. Le variazioni di pochi grammi in media di CO2 dei dati sono state riscontrate soltanto in nove versioni Volkswagen e corrispondono a un aumento del ciclo dei consumi (NEDC) approssimativamente da 0,1 a 0,2 litri per 100 chilometri. Con una produzione annuale di circa 36.000 veicoliqueste versioni corrispondono solo allo 0,5% del volume della marca Volkswagen. Anche le altre marche del Gruppo (Audi, SEAT, ŠKODA e Volkswagen Veicoli Commerciali), seguendo la medesima procedura, hanno già definito con le autorità competenti la loro posizione. I valori reali di consumo non cambiano e non è necessario alcun intervento tecnico. Pertanto l’impatto negativo sugli utili, inizialmente previsto attorno ai 2 miliardi di Euro, non è stato confermato. Se vi sarà un lieve impatto economico, dipenderà dai risultati delle nuove misurazioni”. Da quanto si sa, le verifiche sarebbero state realizzate anche dall’organo statale Kraftfarth-Bundesamt.

Il futuro del colosso di Wolfsburg

Intanto, il management del gruppo Volkswagen si è riunito, presumibilmente per l’ultima volta quest’anno, per definire la nomina del presidente del personale. A partire dal prossimo gennaio entrerà in carica Karlheinz Blessing, cinquantottenne manager dell’acciaio, che prende il posto di Horst Neumann, andato in pensione da novembre. Il presidente del consiglio di sorveglianza Hans-Dieter Poetsch ha commentato la nomina con queste parole: “Blessing è una personalità dalle alte competenze imprenditoriali e sociali” che ha dimostrato in passato di “saper gestire molto bene situazioni del genere“. Il presidente del consiglio di fabbrica Bernd Osterloh ha aggiunto: “Ha saputo affrontare situazione difficili del punto di vista economico con responsabilità e senso di giustizia sociale“.
Al momento il gruppo dà da lavorare, a livello globale, a 600 mila persone. Nonostante lo scandalo Dieselgate e le sue ripercussioni mondiali, i vertici hanno più volte ribadito di non voler ricorrere a tagli di personale. A rischio ci sono però i lavoratori interinali: i primi trecento dei quali, ad Hannover, vedranno il loro contratto decadere senza un rinnovo proprio il prossimo gennaio.