Volkswagen: taglio di un miliardo di investimenti

Ieri il nuovo consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen ha approvato l’“efficiency program” che stabilisce innanzitutto la riduzione per un miliardo di euro all’anno degli investimenti previsti per il marchio principe della casa di Wolfsburg, al fine di coprire gli oneri connessi allo scandalo delle emissioni dei veicoli diesel emerso il mese scorso. Inoltre prevede una nuova strategia sui diesel e una nuova architettura elettrica.

Il gruppo ha fatto sapere infatti che il marchio Volkswagen “cambierà strategia” per quanto concerne i motori diesel con l’adozione “il prima possibile” della tecnologia di riduzione selettiva catalitica (SCR con additivo AdBlue) sui veicoli diesel in circolazione nel Vecchio Continente e in Nord America. Le vetture diesel saranno quindi equipaggiate solo con sistemi di scarico delle emissioni che sfruttano le migliori tecnologie ambientali.
Inoltre si sottolinea come Volkswagen sia al lavoro su una “architettura elettrica standardizzata” per le automobili e i veicoli commerciali leggeri che permetterà di realizzare “veicoli particolarmente emozionali” con autonomia fra i 250 e i 500 km. La nuova berlina Phaeton, per esempio, verrà lanciata in versione totalmente elettrica.

Continuano intanto le ripercussioni finanziarie. Pesanti i risultati in Borsa del titolo del gruppo di Wolfsburg: dall’inizio dell’anno l’azione ha perso oltre il 40% del suo valore. Ma i problemi non rimangono all’interno dell’azienda. Lo scandalo Volkswagen, insieme al rallentamento della crescita dei mercati emergenti, sembra infatti aver avuto un pesante effetto sull’indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche che è calato a 1,9 punti dai 12,1 di settembre.

Chiudiamo con una curiosità. Aldilà dell’oceano l’interesse verso il caso dieselgate non è solo penale, ma riveste ormai anche un interesse mediatico. La Paramount ha infatti fatto sapere che il tema è destinato a diventare presto un film con Leonardo Di Caprio. La casa cinematografica ha acquistato i diritti sul libro che scriverà Jack Ewing, corrispondente economico dall’Europa per The International New York Times.