Volkswagen, dopo lo scandalo dieselgate a rischio 30 mila posti lavoro

Sono in corso le trattative tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici Volkswagen sul taglio dei posti di lavoro e la riduzione dei costi aziendali. Dopo lo scandalo dieselgate che si è concluso con un risarcimento di oltre 14 miliardi, Volkswagen sta valutando un piano per ridurre i costi con il quale sarebbero previsti 30 mila licenziamenti, di cui 10 mila negli USA e 20 mila in Germania, risparmiando 3,7 miliardi di euro.

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Riduzione dei modelli Volkswagen

Oltre alla riduzione del personale, il piano dovrebbe prevedere anche un’importante riduzione dei modelli prodotti, facendo aumentare del 25% la produttività. Lo scandalo che ha investito la famosa casa automobilistica tedesca, rappresenta ancora uno scoglio difficile da superare, solo con la chiusura del terzo trimestre, Volkswagen, ha visto un flebile miglioramento ricavando un utile di 2,28 miliardi di euro e un tesoretto anti-scandalo di 18,2 miliardi.

Volkswagen chiude lo scandalo dieselgate con il patteggiamento

Lo scandalo dieselgate si è concluso con il patteggiamento tra Volkswagen e Governo americano, stando ad alcune indiscrezioni, la casa automobilistica dovrebbe riacquistare o riparare le 80.000 macchine coinvolte nello scandalo, di queste 60.000 verrano riparate mentre le restanti 20.000 saranno riacquistate poiché troppo vecchie per essere sistemate. Per quanto riguarda l’Europa al momento non è stato ancora previsto nessun accordo, l’Amministratore Delegato, Matthias Mueller, ha infatti comunicato che Volkswagen non riuscirà a far fronte ad un ulteriore rimborso danni, senza far affondare la società automobilistica, scatenando le ire dei consumatori.

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