Volkswagen dichiara guerra a Toyota e Gm

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Come in un conflitto commerciale intercontinentale (in cui Europa, Asia e Stati Uniti sono idealmente rappresentati da Volkswagen, Toyota e General Motors), il mercato auto ha avviato la lunga corsa che condurrà uno dei tre principali pretendenti a conquistare lo scettro della principale compagnia auto del mondo.

A contendersi la poltrona sono Volkswagen, Toyota e General Motors. Ognuna con le sue storie, e ognuna con le proprie previsioni. La prima sembra essere la più agguerrita nel perseguire l’ambizioso obiettivo, ma è anche quella più attardata – in termini di volumi – rispetto agli altri due competitors. La seconda ha vissuto un inizio decennio molto complicato, turbato da quanto accaduto in Giappone e in Thailandia (tsunami e alluvioni docet). La terza ha vissuto momenti difficili, ma ora sembra essere in grado di reggere adeguatamente l’urto della concorrenza.

La più dinamica e, forse, realmente la favorita per il raggiungimento dell’obiettivo finale, è Volkswagen. La società di Wolfsburg parte in realtà in terza posizione, ma ha tracciato una rotta molto forte che potrebbe consentirle di ridurre e azzerare il gap già nel prossimo triennio: una rotta che partendo dalla Germania attraversa rapidamente l’Europa (dove le vendite sono inesorabilmente in calo) e approda in Cina (dove le vendite sono cresciute del 43 per cento nel solo mese di gennaio), Stati Uniti (+ 16,2 per cento) e America del Sud (+ 6,2 per cento in Brasile).

Oltre ai dati commerciali, a sorridere agli analisti di Volkswagen sono anche i piani industriali e i prototipi dei nuovi modelli. Anche in questo caso la strategia della società europea sembra essere piuttosto chiara: da una parte spingere con le varianti dei modelli di successo già disponibili sul mercato (per la sola Golf sono in fase di ultimazione 40 varianti); dall’altra parte, spingere sulla nascita di nuovi modelli, sportivi e non, senza dimenticare il segmento eco-sostenibile, con nuovi modelli elettrici, a metano, ibride.

Una parte fondamentale della strategia passa inoltre per le auto low cost, che la società vorrebbe realizzare per i mercati di Cina e India. Un tassello indispensabile in un nuovo piano industriale che vanta il lusso di partire da numeri di gran rilievo: 9,3 sono i milioni di veicoli venduti nel 2012, 10 sono quelli che la società dovrebbe vendere nel 2018, per un target che – tuttavia – gli analisti sussurrano possa essere raggiunto già nel 2015.

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