Voli: Klm atterra su WhatsApp, mentre Ryanair cambia regole bagagli

Importanti cambiamenti in vista per chi viaggia in aereo. Da parte di due compagnie di bandiera molto importanti, autentici colossi nei propri rispettivi Paese: Olanda e Ryanair. Parliamo di Klm e Ryanair, con la prima che si adegua alle app di messaggistica per dare informazioni e la seconda che cambia la propria politica in materia di bagagli. Vediamo in cosa consistono queste novità.

KLM, prima compagnia ad informare tramite WhatsApp

L’Olanda ancora una volta si conferma paese all’avanguardia. La compagnia aerea del paese, Klm, sarà la prima in assoluto ad utilizzare la app di messaggistica più in voga del momento con i suoi 2 miliardi di utenti sparsi nel Mondo, WhatsApp, per dare info in tempo reale ai suoi passeggeri. E siamo sicuri che questa novità all’avanguardia sarà emulata da tante altre compagnie in futuro.

Klm e WhatsApp hanno stretto un accordo lanciando il servizio in fase di test. Tramite messaggi WhatsApp la compagnia olandese darà conferma della prenotazione, notificherà i check-in, invierà perfino la carta d`imbarco e aggiornerà costantemente il cliente sul volo. Ma, come diceva il grande Corrado, non finisce qui. Klm mette a disposizione una interazione diretta con i clienti in 10 diverse lingue.

La novità raggiungerà anche l’Italia, Paese non interessato per ora alla fase di test. Il tutto, stando attenti alla privacy. Di fatto, sfruttando la tecnologia crittografica peer-to-peer, tutte le notizie inviate tramite messaggi sulla app di messaggistica, saranno letti solo dal passeggero e dalla compagnia olandese. Pienamente e ovviamente orgoglioso della novità Pieter Elbers, numero uno della multinazionale olandese.

Ha infatti sottolineato il fatto che Klm sia la prima compagnia aerea al mondo ad avere un account WhatsApp. E tramite esso puntano ad offrire uno strumento veloce ai clienti in tutto il mondo, al fine di ricevere info utili sui voli e rispondere ad ogni esigenza della clientela in tempo reale. Klm sfrutta dunque la novità WhatsApp business, pensata dalla società entrata nelle lunghe grinfie di Mark Zuckerberg nel 2014 proprio per le comunicazioni aziendali. Diventando così a tutti gli effetti una ulteriore novità interessante della app più amata nel Mondo. Di seguito vediamo di cosa si tratta WhatsApp Business.

WhatsApp Business, arriva la spunta verde

Klm diventa la prima azienda di volo dunque a sfruttare la grande novità WhatsApp Business. Che porterà con sé un’altra novità: la spunta verde.

Di cosa si tratta? La app di messaggistica vuole infatti evitare le truffe, consentendo alle aziende di essere riconoscibili proprio grazie alla spunta verde ed evitare che truffatori si celino dietro il nome delle aziende per fregare il prossimo. Del resto, sulla app circolano spesso truffe nelle quali si inviano messaggi di finte promozioni, che invitano a cliccare su link per avere maxi sconti allettanti. Vari marchi sfruttati sono stati Ikea, Decathlon Ray-Ban, Coop, Perugina. Lo scopo è quello di ottenere dati sensibili degli utenti, soprattutto gli estremi delle loro carte di pagamento. Il vero problema è che ci si può cascare facilmente, visto che sono messaggi inviati, ovviamente involontariamente, dai propri stessi contatti. Dei quali ci si fida e si è portati a cliccare in buona fede.

E così, i “profili business” e le spunte verdi faranno riferimento proprio ai contatti ufficiali delle aziende. Le quali per ottenere il riconoscimento verde, dovranno registrare i propri dati sul social dimostrando così di essere realmente loro. Quindi la spunta verde non apparirà sotto al messaggio, come le tre già previste (una e la doppia spunta trasparenti per certificare l’invio e l’arrivo del messaggio, e la doppia spunta blu quando il messaggio viene letto dal destinatario), bensì accanto al nome o al numero del contatto (se non lo si è ancora registrato). Ciò confermerà che l’account del mittente è stato verificato e si tratta di un “account business” aziendale di cui ci possiamo fidare.

Un’ottima iniziativa che conferma quanto la app di messaggistica curi la sicurezza dei suoi utenti. Oltre che il loro divertimento e il piacere di comunicare. Nella speranza però che i cybertruffatori non si aggiornino anch’essi e raggirino la novità trovando il modo di far comparire la spunta verde di fianco al nome falso. Purtroppo, dopo tanti anni di diffusione del web, abbiamo imparato quanto sappiano velocemente aggiornarsi e attuare contromosse.

Klm, l’unica compagnia di bandiera a non aver cambiato mai nome

KLM sta per Koninklijke Luchtvaart Maatschappij, che tradotto in italiano corrisponde a Compagnia Reale d’Aviazione. E’ come detto la compagnia aerea di bandiera dei Paesi Bassi e ha come unico hub l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol. Che poi è quello della capitale olandese e il più importante dell’Olanda.

La società fu fondata quasi un secolo fa, il 7 ottobre 1919, da Albert Plesman e, come da titolo, vanta il record di essere la compagnia aerea più vecchia del mondo ad aver operato sempre sotto lo stesso nome. Il primo volo risale al 17 maggio 1920, da Londra ad Amsterdam, trasportando due giornalisti inglesi ed alcuni giornali. Vanta anche di essere tra i fondatori, nel 1949, della “Société Internationale de Télécommunications Aéronautiques” (nota anche con l’acronimo SITA).

Klm, acquisti e cessioni

KLM vantava altresì varie compagnie sussidiarie: KLM Cityhopper, KLM Exel e KLM Alpi. Entrando poi in possesso per l’80% di Transavia Airlines, per il 50% di Martinair e per il 26% della Kenya Airways. Negli anni però si sono verificati dei cambi di strategia: KLM Exel e KLM Alpi sono state vendute, mentre la partecipazione azionaria è stata incrementata in Transavia Airlines e Martinair. Nel 1989, Klm entra anche nella compagnia aerea americana Northwest Airlines con il 20%. accordo che però è cessato nel 2010, quando Northwest Airlines è stata inglobata nella Delta Air Lines. Creando così un’unica compagnia: la Delta.

Nel 1993 la società aveva anche aperto un hub presso l’aeroporto di Amsterdam, ancora oggi mantenuto attivo dalla Delta. Nel 1997, KLM stringe un accordo strategico anche con la nostra Alitalia, da cui poi nascono 2 joint-venture per il settore passeggeri e cargo. Tuttavia, l’accordo dura solo tre anni per volontà della società olandese, che interrompe unilateralmente il contratto, forse accortasi di come andavano le cose nella compagnia di bandiera italiana. Ancora oggi nel caos più totale. Il che porta l’allora amministratore delegato di Alitalia Domenico Cempella a contestare la brusca risoluzione del contratto presso l’arbitrato internazionale. Nel 2002, a spuntarla è proprio Alitalia, con KLM costretta a pagare una penale netta di circa 170 milioni di euro.

Ad oggi la compagnia aerea controlla:

  • KLM Cityhopper
  • KLM Asia
  • KLM Cargo
  • Martinair Holland
  • Transavia.com
  • KLM Flight Academy
  • Kenya Airways (rispetto alle precedenti, controllate al 100 percento, essa è controllata al 26%, ma essendo comunque la maggior azionista).

Arriva Airfrance

Nel settembre 2003, si consuma una importante svolta per la multinazionale. KLM viene assorbita dalla compagnia di bandiera francese Air France, facendo così sorgere il gruppo Air France-KLM. nell’accordo era previsto che KLM mantenesse la propria indipendenza identitaria per i primi cinque anni, per poi fondersi in Air France. Allo stesso tempo, la compagnia olandese e la sua alleata americana Northwest Airlines entrano a far parte dell’Alleanza SkyTeam, di cui sono partecipi pure Air France e Alitalia il 15 settembre 2004. KLM è oggi quotata nelle borse di Parigi (Euronext Paris) e Amsterdam (Euronext Amsterdam).

Quali sono le classi di viaggio di Klm

Fino al 2009, KLM prevedeva sui suoi aerei solo due classi di viaggio: la business e la economy. Per poi aggiungere la classe intermedia premium-economy. Sebbene i velivoli di tipo narrow-body e regional sono rimasti con le sole due classi iniziali. World Business Class è invece la classe utilizzata per i voli a lungo raggio. KLM Europe Select è la business class destinata ai voli di medio raggio (nel vecchio continente e verso Tripoli e Tel Aviv). Anche la KLM Economy Comfort Zone è la premium-economy class disponibile sui voli a lungo raggio. Infine, la Economy Class è presente su tutti i voli. Con l’acquisizione da parte di Air France, è stata avviata nel 2005 anche la promozione Flying Blue, che premia i passeggeri che viaggiano spesso sui voli Air France, KLM e le compagnie aeree a loro collegate. Trattasi di un’unificazione di due programmi già previsti dalle due compagnie: Fréquence Plus di Air France e Flying Dutchman della KLM. Vanta anche tanti accordi di codesharing con varie compagnie, tra cui Alitalia.

Klm copre praticamente tutti i continenti e buona parte dei Paesi del Mondo. In Italia approda nelle seguenti città, prevalentemente al Nord:

  • Bologna
  • Firenze
  • Genova
  • Milano
  • Roma
  • Torino
  • Venezia
  • Catania

Klm e il più grave incidente della storia aerea

Purtroppo, il colosso olandese viene anche ricordato per il più grave incidente della storia dei voli. Non a caso ribattezzato “disastro aereo di Tenerife”. La tragedia si consumò il 27 marzo 1977 alle ore 17:06:56, tra due aerei passeggeri Boeing 747 sulla pista dell’aeroporto di Los Rodeos dell’isola spagnola di Tenerife, nell’arcipelago delle Canarie.

Le vittime totali furono 583, ad oggi ancora un triste record nella storia dell’aviazione. Morirono infatti tutti i 248 passeggeri a bordo del volo KLM 4805 e buona parte di quelli presenti sul Pan Am 1736 (335, mentre i superstiti furono 61). In pratica, come fu poi ricostruito, l’aereo olandese colpì in fase di decollo il dorso del Jumbo statunitense, che stava invece rullando in direzione opposta. I due velivoli presero immediatamente fuoco e andarono completamente distrutti. In realtà, il fato volle che si verificassero una serie di eventi. Il volo Pan Am 1736 stava rullando verso una posizione d’attesa accodato al volo KLM 4805, invece in procinto di decollare. Non essendo stato possibile usare allo scopo i raccordi dato che quel giorno essi erano sovraffollati di velivoli in sosta, i due 747 si trovarono entrambi a manovrare sulla pista di volo dell’aeroporto di Tenerife. Eseguendo così le istruzioni impartite dai controllori del traffico a terra dell’aeroporto spagnolo. Ma a mettersi di traverso furono le scarse condizioni di visibilità causate dalle avverse condizioni meteorologiche. Pertanto, i due aerei non riuscivano a vedersi né a vedere la torre di controllo. Riuscendo a muoversi solo tramite istruzioni via radio, che peraltro non fu neanche perfetta dato lo scarso inglesi del personale sulla torre. Il che è una cosa alquanto grave.

E proprio la pecca linguistica dell’addetto alla comunicazione fu fatale per tutti quegli ignari passeggeri. Il capitano olandese, credendo che il Pan Am avesse liberato la pista e che quindi avesse l’autorizzazione a decollare, si allineò a fondo pista e lanciò l’aereo a tutta velocità. Scontrandosi con l’aereo americano. Altra concausa fu la disorganizzazione dei soccorritori, i quali furono avvisati con ritardo e data la scarsa visibilità non si accorsero per quasi mezz’ora che sulla pista ci fosse l’altro aereo Pan Am, ancora pieno di superstiti, concentrandosi così solo sul KLM. Dove invece i passeggeri erano già morti. Così non fecero altro che aggravare il bilancio delle vittime. Quindi, i due aerei ebbero solo una parte minima di responsabilità nella tragedia.

Ma prima ancora delle responsabilità dell’aeroporto di Tenerife, ci si mise un attentato, che portò il dirottamento del traffico aereo verso quello scalo. Che risultò così congestionato. E ciò quindi spiega anche il fatto che i raccordi fossero pieni di aerei in sosta. Infatti, i due aerei protagonisti della vicenda, non dovevano proprio approdare lì ma furono dirottati a Los Rodeos dalle autorità spagnole. Peraltro anche con tono autoritario, dato che, sebbene fossimo nel 1977, il traffico aereo era gestito dall’Ejército del Aire; l’aeronautica militare dell’età franchista, finita da due anni. Non a caso, il Pan Am mostrò un certo disappunto, dato che tra ritardi e un scalo a New York, era in viaggio da 15 ore. Alle ore 13:15 di quel maledetto 27 marzo 1977, una bomba esplose in un negozio di fiori ubicato nel terminal dell’aeroporto di Las Palmas (quello verso cui i due aerei erano diretti) causando 8 feriti, anche grazie alla preventiva evacuazione della zona dopo una telefonata che lo preannunciava. Tuttavia, dopo soli pochi minuti arrivò una nuova telefonata alle Forze dell’Ordine, nella quale l’attentato venne rivendicato da un portavoce del Movimento per l’Autodeterminazione e l’Indipendenza dell’Arcipelago Canario (conosciuto anche con l’acronimo MPAIAC), un movimento che combatteva per la l’indipendenza delle isole Canarie. Si avvisavano le autorità della presenza di un secondo ordigno celato tra i banchi del check-in dell’aeroporto. La minaccia venne ritenuta credibile, anche perché poco prima, nel gennaio dello stesso anno, sempre il MPAIAC aveva compiuto un altro attentato contro la sede della South African Airways nella capitale delle Canarie. Dunque, si preferì chiudere l’aeroporto di Las Palmas e di far dirottare i voli verso Los Rodeos, al fine di consentire l’intervento degli artificieri.

La bomba non fu mai trovata, ma è come se fosse realmente esplosa. Causando anzi più vittime di quelle che avrebbe fatto un vero ordigno. Il fato, ma anche le cattive condizioni metereologiche e la pessima organizzazione dell’aeroporto spagnolo, fecero il resto. Dopo quella tragedia, negli aeroporti fu introdotto l’obbligo di utilizzare termini tecnici standard per capirsi meglio, mentre l’aeroporto di Los Rodeos è stato declassato solo per voli locali. Del resto, qui accaddero altri due incidenti pesanti: nel 1972, che causò 155 vittime e nel 1980, con 146 vittime.

Ryanair, arrivano nuove regole per i bagagli a manovrando

E passiamo ora all’altra compagnia di bandiera europea: Ryanair, orgoglio dell’Irlanda. Dal primo novembre, la compagnia dell’isola di smeraldo ha modificato le regole riguardanti sia i bagagli a mano che quelli da stiva. A bordo, infatti, si potrà portare un solo bagaglio, quindi non più due. Ma in compenso, quelli da porre nella stiva potranno pesare di più. Si passa infatti dagli attuali 15 chili ai 20 chilogrammi massimi. Non solo, costeranno meno al momento della prenotazione (passano dalle attuali 35 sterline a 25). Se saranno invece aggiunti aggiunti in un secondo momento, il prezzo allora salirà a 40 sterline. Occorre poi aggiungere che la misura ha effetto retroattivo, quindi vale anche per chi ha prenotato già per voli che partiranno dal primo novembre. Dunque, chi aveva prenotato confidando nella bontà di Ryanair di portare due bagagli a mano, dovrà rifare i propri calcoli e forse essere costretto a portare anche un bagaglio da stiva. Se non due se già ne aveva messo in preventivo uno.

Ancora, i passeggeri che acquistano l’imbarco prioritario, che attualmente costa tra le cinque e le sei sterline, potranno portare in cabina entrambi i bagagli. Che dovranno essere uno di dimensioni regola (55x40x20 centimetri, vale a dire uno zaino o una piccola valigia) e uno più piccolo (35x20x20 centimetri). Vale la pena dire che quanti vorranno comunque continuare a risparmiare sull’imbarco, potranno farlo portando con sé due bagagli. Ma il più grande sarà alloggiato in stiva, senza comunque subire costi aggiuntivi.

Novità anche per quanto riguarda l’imbarco: in linea di massima non cambierà, ma saranno previste due diverse code: una per l’imbarco prioritario, per quanti hanno due bagagli a disposizione, e una per tutti gli altri passeggeri, a cui ne verrà ritirato uno. Per i passeggeri accompagnati da neonati, è concessa la possibilità di portare con sé una piccola valigia personalizzata, la quale però non potrà superare i 5 Kg di peso. Quali sono i motivi di questi cambiamenti? A spiegarli è Kenny Jacobs, chief marketing officer della multinazionale irlandese. Questi sono maturati in seguito ai numerosi rallentamenti che sono stati verificati dalla compagnia durante le operazioni di imbarco durante i mesi estivi. Quando i viaggiatori sono tanti e dato che ognuno portava con sé 2 valigie, si sono verificati ritardi.

Ryanair in Italia

Le novità investiranno ovviamente anche gli italiani, dato che Ryanair vanta molti voli nel nostro Paese e, tra l’altro, ha anche deciso di incrementarli. Con un massiccio investimento di un milione di euro dirottati – è proprio il caso di dirlo – sul nostro Paese.

Una decisione in controtendenza con la precedente, che voleva la chiusura dei voli da Alghero e Pescara. Quest’ultima poi salvata. In programma di fatti 44 nuovi voli da Roma e Milano (rispettivamente 21 e 23) e un maggiore investimento nelle altre città italiane. Tra cui Napoli, città che fino a qualche anno fa era esclusa dai voli della compagnia irlandese, dove la multinazionale nordeuropea proprio qualche giorno fa ha annunciato l’attivazione di nuove rotte: Bologna, Budapest, Bruxelles Charleroi, Dublino, Cracovia, Malta, Porto, Salonicco e Breslavia. Ryanair punta così ad un target di crescita di oltre 3 milioni di passeggeri (+10% degli attuali), arrivando quindi a superare i 35 milioni di clienti da/per gli aeroporti italiani entro quest’anno. Con ripercussioni positive ovviamente sull’occupazione, dato che questi nuovi investimenti porteranno oltre duemila posti di lavoro negli aeroporti italiani.

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