Vivere di rendita non è un sogno: 5 consigli utili per investimenti sicuri

Ecco cinque utili consigli e un esempio pratico di caso-campione per vivere di rendita

Quanti di noi vorrebbero vivere di rendita? Probabilmente un po’ tutti. Magari grazie a investimenti sicuri, basati su un portafoglio risparmi che ci consenta davvero di vivere di rendita. Ciò, in fondo, non è solo un sogno, ma qualcosa di molto fattibile. Magari anche in un Paese, come l’Italia, non certo particolarmente “amico” degli investimenti. Basti pensare al fatto che la tassazione delle rendite finanziarie è più che raddoppiata tra il 2011 e il 2014, passando dal 12,5% al 26% (titoli di Stato a parte). Infatti, per vivere di rendita, facendo fruttare i propri investimenti, bisogna soppesare accuratamente le componenti del proprio portafoglio in base ad alcuni fattori cardine: età, profilo di rischio e personali specifiche necessità reddituali.

vivere di rendita
Vivere di rendita è un pò il sogno di tutti. Un sogno realizzabile con i giusti consigli

Come ricorda Raffaele Zenti, fondatore di Advise Only e responsabile dell’ufficio financial strategies group, ci sono almeno cinque consigli per sicuri investimenti per vivere di rendita. I quali valgono un po’ per tutte le categorie di investitori. Eccoli di seguito.

Primo consiglio per vivere di rendita: diversificare gli investimenti

Per avere un buon portafoglio per vivere di rendita, occorre innanzitutto diversificare i propri investimenti, stando attenti soprattutto ai rischi che si corrono anche su base internazionale e valutaria. Infatti, non bisogna mai dimenticare che anche gli Stati possono fallire.

Secondo consiglio per vivere di rendita: puntare su cedole e dividendi alti

Passiamo al secondo consiglio. Meglio puntare su strumenti con cedole e dividendi alti, poiché maggiormente in grado di generare reddito con una certa regolarità. In questo modo, potranno  garantirci un flusso sicuro di entrate a scadenze, come avviene ad esempio per altre fonti di reddito puntuali. Si pensi all’accredito mensile di uno stipendio o di una pensione.

Terzo consiglio per vivere di rendita: proteggersi da inflazione

Il terzo consiglio, definibile perfino regola d’oro, al fine di attuare investimenti per vivere di rendita, è il proteggersi dall’inflazione. Infatti, in economia è noto come l’aumento dei prezzi divori il potere d’acquisto. Sebbene nel nostro Paese la deflazione (come noto opposta all’inflazione, dunque l’abbassamento dei prezzi) è sempre dietro l’angolo ormai da anni, è altrettanto possibile che la dinamica del caro prezzi torni a crescere. In generale, comunque, bisogna stare attenti all’inflazione del Paese nel quale intendiamo attuare investimenti per vivere di rendita.

Quarto consiglio per vivere di rendita: puntare su strumenti liquidi

Il quinto consiglio per vivere di rendita è quello di costruirsi un portafoglio di investimenti basato su strumenti liquidi. Il che significa, di strumenti vendibili in qualsiasi momento di necessità. Alla luce di ciò, sconsigliati sono dunque gli immobili, perché, come ha dimostrato la recente crisi, quando i prezzi crollano è molto difficile cederli. Almeno che non lo si faccia sottocosto, andandoci a perdere parecchio.

vivere di rendita
Godersi il sole mentre i propri investimenti per vivere di rendita fruttano

Quinto consiglio per vivere di rendita: non puntare a ritorni a doppia cifra

Veniamo al quinto ed ultimo consiglio per vivere di rendita. Quello di non sforzarsi di puntare a guadagni a doppia cifra. Meglio puntare su una crescita moderata del capitale, che garantisca cedole periodiche, una protezione dall’inflazione e soprattutto eviti di bruciare il capitale nei cosiddetti periodici “cigni neri” che colpiscono periodicamente le Borse.

Un esempio di portafoglio per vivere di rendita

Il miglior modo per spiegare determinate dinamiche è come sempre un esempio pratico. Immaginiamo il portafoglio di investimenti di un ingegnere 45enne con un patrimonio di 1,5 milioni dei euro, arrivato in gran parte dalla vendita di un appartamento di 150 metri quadrati in città. Si tratta di un’asset allocation prudente, che destina all’azionario solo il 5% della “torta” complessiva, puntando ad azioni con alti dividendi.

Quanto all’obbligazionario, il portafoglio prevede un 20% di titoli governativi area euro, un 15% di bond corporate, un altro 15% di titoli governativi non euro e il 15% di obbligazioni agganciate all’inflazione. Più altre piccole “fette” di bond high yield (con alti rendimenti ma rischi altrettanto elevati) e dei Paesi emergenti.

Alla luce di tutto ciò, quali saranno i rendimenti per l’ingegnere? Secondo lo studio uffici Consultique, che ha elaborato il caso-campione, sono pari all’inflazione più il 2%. Pertanto, ipotizzando un’inflazione media all’1%, si andrebbe dunque al 3%, ossia 3750 euro lordi al mese. Niente male no? Certo, non sarete dei Paperoni. Ma avrete un mensile sostanzialmente doppio rispetto a quello di un impiegato. Il tutto, particolare non trascurabile, senza praticamente lavorare. In bocca al lupo!