Vivendi-Mediaset: Bolloré indagato per aggiotaggio

Il primo azionista di Vivendi, Vincent Bolloré, dopo la scalata nella partecipazione azionaria in Mediaset avvenuta nel dicembre scorso, comprando il 28,8% delle quote, è ora indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di reato di aggiotaggio.

Il gruppo italiano non solo si era rivolto all’Agcom e alla Consob, ma aveva presentato anche un esposto alla Procura con il quale ha mosso l’accusa al gruppo francese di “aver creato le condizioni” dopo aver ritirato il contratto d’acquisto di Premium, in cambio del 3,5% delle azioni tra Vivendi-Mediaset.

Secondo la famiglia Berlusconi, Bolloré, attraverso questa manovra scorretta avrebbe fatto scendere artificiosamente il titolo di Mediaset per poi procedere con la sua scalata.

Sommario

Mediaset-Vivendi l’inizio della diatriba

Da quando dichiarato dal Biscione, tutto ha avuto inizio l’estate scorsa quando tra le due società era stato raggiunto un accordo.

Vivendi avrebbe acquistato Mediaset Premium pagandolo con un pacchetto di azioni, il 2,96% del capitale sociale, mentre Mediaset avrebbe girato il 3,5% del proprio capitale.

Dopo l’estate però, il colosso multimediale ha fatto dietrofront perché la condizione finanziaria di Premium era molto più grave di quanto avessero prospettato. Lo scontro ha fatto scendere in Borsa il titolo italiano e Bolloré se ne sarebbe approfittato per avviare la sua scalata ostile.

La risposta di Vivendi

Nel frattempo sono state rilasciate le prime dichiarazioni dall’Ad di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, nelle quali ha sostenuto che l’intesa iniziale era diversa da quanto era stato detto ed è per questo motivo che si sono tirati indietro.

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