Vino biologico, mercato in espansione: l’Italia è pronta?

Il vino biologico guadagna sempre più terreno, sia nelle vigne che nei mercati. Stimolate da un profondo cambiamento nei consumi, con una domanda di sempre maggiore qualità e sicurezza nel bicchiere, una quota crescente di aziende sta innovando i propri vigneti per renderli biologici. E al Vinitaly 2016 di Verona un’area dedicata presso il padiglione 8, VinitalyBio, propone una vetrina per tutte quelle aziende che hanno tra i propri prodotti almeno un’etichetta certificata bio. Ecco con quali prospettive di mercato.

Vino biologico, scelta di consumo sostenibile e in espansione

Vini bio in fiera. Credits Revolweb flickrLa domanda di vini biologici è in lenta ma continua crescita, sia nel mercato domestico sia in quello internazionale. Secondo un’analisi di Wine Monitor – Nomisma, in Italia una famiglia su venti tra quelle che acquistano prodotti alimentari biologici, ossia più della metà dei consumatori, compra almeno in una occasione vino biologico. E secondo Coldiretti, il 62% degli italiani è disposto a pagare di più un alimento bio, ancor più se ogm free.
All’estero la quota più consistente di domanda arriva dagli Stati Uniti, il mercato vinicolo più rilevante a livello globale, nel quale i vini biologici italiani si situazione in terza posizione nel settore di competenza, con una quota pari al 13% del totale dei vini importati.
Anche in Europa, che assorbe oltre la metà dell’export di vini italiani, la domanda di vini biologici è in crescita, soprattutto in Germania o in Scandinavia dove è più forte la sensibilità verso stili di consumo più salutari e responsabili sia nel food che nel beverage. Consumatori che sono disposti a sborsare un premium price, a fronte di prodotti che offrono garanzie di sostenibilità per l’uomo e per l’ambiente.

Vini biologici, una produzione di qualità ma ancora di nicchia

Credits Ipernity flickrSpinte dalla domanda in espansione, ma anche dalle politiche agricole comunitarie, una quota crescente di aziende vitivinicole italiane sta avviando una conversione biologica della produzione, o almeno una parte di essa, fornendo un contributo di qualità al generale aumento di fatturato del settore vitivinicolo italiano.
Al momento, secondo i dati di Wine Monitor – Nomisma, in Italia sono riservati alla produzione di vini biologici 53 mila ettari di vigneto, ossia circa il 6,5% del totale. Nel mondo soltanto la Spagna ha una quantità assoluta di ettari vitati bio maggiore (57 mila), e soltanto l’Austria dedica ai vini biologici una quota maggiore della propria produzione vinicola (8,6).
Quella del vino biologico resta dunque una produzione di nicchia, ma con una decisa tendenza alla crescita. Negli ultimi anni, le superfici vitate bio sono aumentate di ben il 67% dal 2003 al 2011, inserendosi armonicamente all’interno di un trend che coinvolge tutta l’agricoltura italiana: con un incremento del 12% solo nell’ultimo anno per un totale di quasi 50 mila imprese bio, quella italiana è diventata l’agricoltura più green d’Europa, davanti a Spagna (circa 30 mila imprese) e Polonia (circa 26 mila imprese).Vinitaly a Verona. Credits br1dotcom flickr
A trainare la produzione di vini biologici in Italia è la Lombardia, che dal 2008 ad oggi, come ha spiegato il Presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini in occasione dell’apertura di Vinitaly 2016, ha visto un aumento di vigneti bio di ben il 150%, con un salto da 870 a 2.200 ettari. Un vero e proprio boom, che investe ormai oltre un decimo dei vigneti della regione