Versamenti su Conto Corrente: arrivano i controlli del Fisco

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La lente del Fisco si fa sempre più attenta e per i contribuenti italiani sembra che non ci si più alcuna tregua.

I conti correnti dei risparmiatori italiani sono sempre più controllati, monitorati e sembra che le ispezioni siano destinate ad aumentare sempre di più.

Paura? Per i prossimi mesi si prevede che i risparmiatori-correntisti dovranno giustificare ogni movimento contabile sul proprio conto corrente. E’ quanto ha sancito la Cassazione: tutte le somme versate sul conto corrente dovranno essere oggetto di accertamento fiscale da parte del Fisco e dovranno essere necessariamente giustificate.

Sommario

Accertamenti fiscali del denaro: cosa dice la Corte Suprema

Gli accertamenti fiscali del denaro che viene versato all’interno del proprio conto corrente sono ritenuti legittimi.

Secondo quanto sancito dalla Cassazione (Sentenza n. 19806 del 9 agosto 2017): tutte le somme che vengono versate all’interno del proprio conto corrente possono essere oggetto di accertamento fiscale da parte del Fisco italiano e devono essere necessariamente giustificate.

Secondo la sentenza della Corte Suprema se tutte le somme depositate sul conto corrente da un soggetto risparmiatore non possiedono una giustificazione vengono considerati soldi “in nero”.

Da adesso è meglio che i correntisti comincino a temere il Fisco italiano, il quale nell’ambito delle sue funzioni di ispezione e di monitoraggio, non risparmierà davvero nessuno.

I contribuenti dovranno giustificare al Fisco tutti i movimenti che avvengono sul conto corrente bancario e/o postale.

Sotto la “lente” del Fisco: soggetti interessati

Si tratta di un provvedimento che riguarda tutti i liberi professionisti, tutti i lavoratori dipendenti, i pensionati e tutta la collettività che è titolare di un conto corrente bancario e/o postale.

Per comprendere meglio immaginiamo che un soggetto riceva da un’altro soggetto 3.000 euro in contanti e li depositi sul proprio conto corrente.

L’Agenzia delle Entrate, durante l’espletamento dei controlli, nota il versamento in contanti “sospetto” sul conto bancario e può chiedere la giustificazione dell’accredito sul conto corrente.

Il contribuente deve essere subito pronto a giustificare il versamento durante l’accertamento fiscale. In pratica, le indagini finanziarie possono essere eseguite nei confronti di tutte le persone fisiche, comprese quelle non titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, compresi i liberi professionisti.

Un solo versamento sul proprio conto corrente e “scattano” i controlli; si tratta di una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione (Sentenza n. 19806 del 9 agosto 2017) secondo cui basta un semplice versamento sul conto di un libero professionista o di un privato per permettere all’Agenzia delle Entrate di avviare un accertamento su probabili redditi non dichiarati.

L’ultima Sentenza della Corte di Cassazione è chiara ed estende anche ai liberi professionisti, la presunzione di evasione fiscale in caso di versamenti ingiustificati.

Il Fisco, oltre a monitorare i bonifici ricevuti da terzi soggetti, esegue ispezioni anche sui versamenti effettuati direttamente dal contribuente (libero professionista e dipendente).

Chi è titolare di un conto corrente postale e/o bancario dovrà sempre stare più attento ai versamenti sul proprio conto e ricordarsi di giustificare la provenienza dei vari versamenti.

Anche i lavoratori dotati di Partita Iva, come i liberi professionisti e gli autonomi, dovranno conservare qualsiasi documentazione attestante tutti i movimenti che avvengono sul conto.

In pratica, basta un versamento mai dichiarato nel 730 per far presumere ad un comportanto elusivo o ad un’evasione fiscale.

Fisco: Finalità dell’ispezione e accertamenti fiscali

L’obiettivo principale dell’ispezione fiscale che viene avviata dal Fisco italiano è quello di garantire il gettito erariale da parte dei cittadini-contribuenti e combattere l’evasione fiscale.

Inoltre, il Fisco negli ultimi anni ha semplificato e snellito profondamente i rapporti con il cittadino avvalendosi anche di consulenti esterni per sviluppare un network di sistemi informatici e informativi che sia coerente possibile con le attuali tecnologie hardware e software.

Il rapporto futuro che viene ad instaurarsi con il contribuente deve essere assolutamente trasparente e collaborativo, non più conflittuale e competitivo come in passato.

L’Agenzia delle Entrate può, nell’espletamento delle proprie funzioni di vigilanza, notificare l’accertamento fiscale laddove vi sia presente un versamento sul conto corrente di un risparmiatore che non sia giustificato a tutti gli effetti.

Anche i versamenti fatti dal proprietario del conto sono a rischio: il Fisco può richiedere, a distanza di diversi anni, la provenienza di queste somme.

È necessario prestare la massima attenzione: le indagini finanziarie possono scattare nei confronti di tutte le persone fisiche e persone giuridiche. Occhio al Fisco!

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