Verizon Q1 2026: ricavi a 36,4 miliardi di dollari e oltre un milione di nuovi abbonati

Le grandi telco americane non fanno normalmente notizia come Apple o Nvidia. Ma ogni tanto arriva un trimestre che costringe il mercato a fermarsi e guardare. Quello di Verizon nel Q1 2026 è uno di questi.

Pubblicati ieri mattina, i numeri hanno sorpreso gli analisti su quasi tutti i fronti che contano: il fatturato operativo ha raggiunto i 36,4 miliardi di dollari, battendo le stime di consenso di 35,9 miliardi. L’EPS rettificato si è attestato a 1,09 dollari, sopra le attese di 1,06. Tutto bene, quindi.

Ma la vera notizia è un’altra: gli abbonati. Verizon ha registrato oltre un milione di aggiunte nette totali tra mobilità e banda larga, il dato migliore da quando la compagnia tiene questa statistica, ovvero dalla fine del 2019.

Di questi, 616.000 sono postpaid phone net adds, la categoria più preziosa in un’industria dove la fidelizzazione si misura in anni e l’ARPU (ricavo medio per utente) è il termometro del business.

Verizon arriva a questo traguardo dopo mesi in cui T-Mobile ha continuato a fare la voce grossa sul mercato, rubando quote di mercato con offerte bundle aggressive e una rete 5G mid-band che ha attratto milioni di clienti.

I dati di questo Q1 2026, suggeriscono che la risposta strategica stia iniziando a funzionare.

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I numeri che contano: fatturato, EPS e wireless service revenue

Partiamo dal quadro generale. I 36,4 miliardi di ricavi operativi rappresentano una crescita modesta ma stabile rispetto all’anno precedente.

Il numero che gli analisti guardano con più attenzione, però, è il wireless service revenue, cioè un dato che esclude i sussidi sui dispositivi e riflette la qualità ricorrente del business.

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In questo Q1 ha mostrato una crescita di circa il 3% anno su anno, in linea con le attese ma sufficiente a confermare che il repricing graduale dei piani che Verizon ha applicato negli ultimi trimestri sta producendo i risultati attesi.

L’EPS rettificato a 1,09 dollari è in leggero calo rispetto al Q1 2025, la compagnia continua a portare i costi di una rete 5G che richiede investimenti miliardari e non è ancora pienamente monetizzata in tutte le sue potenzialità.

Ma il confronto con le stime di consenso è positivo, e questo, nel linguaggio dei mercati, è ciò che conta di più nel giorno degli earnings.

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Il boom degli abbonati: postpaid in testa, broadband fisso in accelerazione

Il cuore della trimestrale è nei numeri degli abbonati. Incremento fino a 616.000. Nel 2024 e nei primi mesi del 2025, Verizon aveva sofferto una perdita netta di abbonati in alcune categorie, segno che la concorrenza stava erodendo la base clienti. Ora il trend si è invertito, e il mercato risponde positivamente.

Altrettanto interessante è la crescita del Fixed Wireless Access (FWA), il broadband fisso che Verizon offre usando la sua rete 5G invece dei cavi in rame o della fibra ottica.

Decine di migliaia di nuovi clienti broadband aggiunti nel trimestre confermano che questo segmento sta diventando un driver di crescita rilevante, soprattutto in aree suburban dove la fibra ottica tradizionale fatica ad arrivare.

Il FWA non è solo un prodotto: è la risposta di Verizon alla domanda crescente di connettività domestica, in un’epoca in cui lavorare da casa e fare streaming ad alta definizione sono diventati la normalità.

Anche il segmento business ha mostrato tenuta. Le aziende continuano a investire in connettività 5G privata e in soluzioni di edge computing, aree in cui Verizon ha costruito una posizione competitiva rilevante negli ultimi anni, nonostante le incertezze macro legate alla crisi energetica e ai tassi elevati.

La partita a tre con AT&T e T-Mobile: il duello non è finito

Il mercato americano delle telecomunicazioni è un oligopolio dove ogni punto base di quota si conquista con investimenti enormi in marketing, sussidi sui dispositivi e qualità di rete.

T-Mobile, guidata da Mike Sievert, ha costruito nell’ultimo decennio la reputazione di sfidante vincente: la fusione con Sprint e il roll-out della rete mid-band 5G le hanno dato un vantaggio di copertura e velocità che ha attratto milioni di clienti dalla concorrenza.

Verizon ha risposto con una strategia diversa: puntare sulla qualità della rete nelle aree urbane dense, sviluppare bundle sempre più articolati che combinano mobile, home internet e streaming, e migliorare la customer experience.

AT&T aveva riportato risultati positivi a metà aprile, crescita più contenuta ma stabile, e il duello tra i tre grandi operatori americani è tutt’altro che chiuso.

Quello che il Q1 di Verizon cambia è la percezione: Big Red non è più solo sulla difensiva. Ha ritrovato la capacità di attirare nuovi clienti in modo significativo.

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Prospettive per il 2026

Durante la conference call con gli analisti, il management ha confermato la guidance per l’intero anno fiscale 2026 senza variazioni di rilievo.

In un contesto macro che lascia poco spazio all’ottimismo facile, con il petrolio ai massimi, la Fed in transizione e i tassi che non scendono, questa stabilità delle previsioni è stata accolta come un segnale positivo.

La vera sfida sarà mantenere questo momentum nel secondo trimestre (Q2), quando le condizioni potrebbero diventare più difficili.

Ma per ora, Big Red ha risposto come ci si aspettava, e forse un po’ di più.

Giuseppe Greco

Esperto di mercati finanziari e trading online Laureato in Economia, mi occupo di mercati dal 2014 e scrivo guide per il sito Webeconomia.it