Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza: il salvataggio ha le ore contate

I due istituti di credito veneti Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza sarebbero ad un passo dalla soluzione di salvataggio: la fusione

Dopo le vicende disastrose e le perdite ingenti e spaventose che hanno tenuto sul filo spinato i risparmiatori e gli azionisti di Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza, questi primi giorni del mese di aprile rappresentano un punto di “svolta “ e di soluzione al dissesto finanziario del comparto bancario. D’altronde, è da segnalare il fatto che questo crack abbia dimensioni più spaventose di quello della Parmalat con le manovre fraudolente di Tanzi. Ci si interroga sulle soluzioni del dissesto e sui tanti fattori contingenti e non che hanno profondamente giocato sull’aggravamento della situazione debitoria: l’egoismo del Top Management delle Banche, la labile situazione e scenario macroeconomico, la forma societaria della cooperativa e l’avidità del team e elle professionalità, oltre che degli interessi economici in gioco.

Si attende anche la pronuncia dell’Unione Europea e della Banca Centrale Europea (BCE) in merito ad una possibile soluzione di salvataggio che argini i “buchi” ed i conti in rosso ravvisabile dalla lettura dei dati economici sui documenti economici dei bilanci bancari con quartier generale in Veneto. Innegabile è il fatto che i due istituti di credito siano un punto di riferimento per tutto il tessuto imprenditoriale dell’Italia del Nord Est e, anche se le operazioni di aumento di capitale e l’intervento del Fondo Atlante o “Fondo di investimento alternativo chiuso riservato” siano servite a poco ad arginare l’assai compromessa situazione debitoria delle banche, ci si attende tra poche ore o pochi giorni una pronuncia ed un intervento di Bruxelles.

Quello che è certo, in merito alla vicenda che ruota al crack bancario  veneto, è che serve una ricapitalizzazione urgente di Banco Popolare di Vicenza e di Veneto Banca e, intanto, ieri il tavolo della BCE, Banca d’Italia, Antitrust e Tesoro hanno argomentato in merito al possibile rilascio di una dichiarazione di solvibilità degli istituti di credito veneti, utile a deliberare in merito all’aumento atteso del capitale ed all’entrata del Tesoro per scongiurare il bail-in. L’unica soluzione appare la fusione tra i due istituti di credito ma l’ultima parola spetta a Bruxelles.

 

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