Vendita di ebook, come funziona a livello fiscale?

vendita di ebook

La scrittura è sempre stato quello che più ti ha appassionato e finalmente anche ad internet e alle tante opportunità sei riuscito a dar voce alla tua passione, diventare un autore, più che uno scrittore e ad elaborare il tuo primo ebook. Sei pronto a lanciarlo e probabilmente ti sei chiesto come funziona la materia fiscale riguardo la vendita di ebook. Un altro caso in cui può interessarti l’argomento è quando ad esempio possiedi un blog e decidi di monetizzarlo vendendo delle guide settoriali in formato ebook per crearti un’entrata e chiaramente, ogni entrata va dichiarata sempre rispettando la normativa fiscale, anche per redditi online, come abbiamo già approfonditamente spiegato in questa guida per gli hobbisti.vendita di ebook

Qual è la prima decisione importante per la vendita di ebook?

Il primo punto fondamentale è decidere quale modalità di vendita di ebook intraprendere, ossia per cessione diretta o indiretta (attraverso degli appositi portali, degli intermediari). Ognuna delle due ha una normativa differente. Vediamole insieme.

Vendita di ebook: la cessione diretta

La cessione diretta è una vera e propria vendita effettuata in maniera indipendente tramite il proprio sito o proprio blog che permette una gestione pulita e trasparente di quelli che sono i possibili flussi di reddito che si potrebbero generare. Generalmente la vendita viene effettuata tramite un funnel di vendita costituto da una serie di landing page che invitano i visitatori ad azioni specifiche, ma tutte sostanzialmente finalizzate all’acquisto dell’ebook. E’ chiaro che in questo caso i problemi fondamentali sono quelli di marketing: se non si riesce a portare sufficiente traffico, ma soprattutto è doveroso specificare, sufficiente traffico targhettizzato, allora la vendita non sarà così “diretta” e consequenziale al semplice click sulla landing. A riguardo ci sono una vasta serie di strategie spiegate in rete da internet marketer di tutto il mondo che possono fare chiarezza e orientare verso le strategie migliori evitando quindi: perdite di tempo e perdite di soldi.

La normativa fiscale in questi casi fa rientrare la vendita di ebook nella disciplina del commercio elettronico diretto (e-commerce diretto), secondo quanto previsto dall’articolo 7 del Regolamento n.  282/2011, secondo il quale rientrano nella disciplina dell’e-commerce diretto:

i servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione

Tutto ciò tradotto in parole povere significa che “trasforma” colui che vende ebook in un soggetto che esercita professionalmente un’attività commerciale. Di conseguenza, sarà necessaria l’apertura di una partita Iva, l’iscrizione presso la Camera di Commercio, l’iscrizione alla Gestione commercianti dell’Inps, e alla presentazione della Comunicazione di avvio della propria attività nel Comune di residenza. Tuttavia, va ricordato come valgano anche in questo caso i principi della partita Iva già spiegati in precedenza su come e quando è conveniente aprirla. Va specificato come in seguito, per ogni copia del proprio ebook venduta, dovrà essere emessa una fattura per il cliente come previsto dall’articolo 22 del DPR n. 633/72.

Ad ogni modo è fondamentale aprire la partita Iva per la vendita di ebook indipendentemente dal volume che verrà fatto, considerata un’attività commerciale a tutti gli effetti e che non può assolutamente essere considerata come una prestazione occasionale. Per questo è una decisione che deve essere assolutamente ponderata.

Se non si vuole dunque aprire una partita Iva per questo motivo, allora si potrà effettuare una cessione indiretta.

L’alternativa meno “laboriosa” per la vendita di ebook: la cessione indiretta

Come già accennato, in questo caso, gli autori che non vorranno districarsi commercialmente e legalmente per la vendita dei propri scritti potranno appoggiarsi su appositi portali intermediari per pubblicare le proprie creazioni, ma cedendo a questi terzi i diritti di sfruttamento economico dell’opera. L’autore può dunque cedere questo diritto in cambio di una percentuale sulla vendita che verrà effettuata al pubblico finale da parte degli intermediari, terzi.

I vantaggi sono chiari: non c’è la necessità di aprire la partita Iva, ma soprattutto non ci sono costi di marketing e “perdite di tempo” per la creazione dei già nominati funnel di vendita con le varie landing page etc. I portali in questione che possono fungere da intermediari sono numerosi: da Amazon a Ibs a Clickbank. L’autore stringerà un contratto per la cessione dei diritti di sfruttamento dell’ebook al portale online che effettuerà la vendita finale.

Lo scrittore possiede anche il diritto d’autore sull’opera, dal momento in cui la crea. Per poter però rendere effettivo tutto ciò, dovrà registrare il tutto alle SIAE. Il diritto d’autore non è soggeto all’applicazione dell’Iva, quindi non è necessario aprire la partita Iva. Questo è disciplinato dalla Legge n. 633/1941. Il diritto d’autore può essere suddiviso in tre parti: il diritto di pubblicizzare l’opera, di utilizzarla economicamente e di rivendicarne la paternità. I primi due sono di carattere patrimoniale e l’ultimo di carattere personale.

A livello fiscale per la cessione del diritto d’autore, a quest’ultimo spettano deduzioni forfettarie pari al:

  • 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Su queste entrate, al netto delle deduzioni sopra indicate, se l’editore o il portale web sono soggetti fiscalmente residenti in Italia, deve essere applicata da questi una ritenuta d’acconto del 20%.

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