Valore azioni Ferrari: come sta andando in Borsa

Dal 4 gennaio il Cavallino rampante si è scorporato da FCA

Lunedì 4 gennaio 2016 è stato un giorno storico per la Ferrari: il Cavallino rampante ha una sua vita propria in Borsa, dopo la scissione da Fca Chrysler. La separazione della Ferrari da Fiat Chrysler (Fca), che alla fine del 2015 ne controllava l’80%, è avvenuta dunque attraverso tutta una serie di operazioni che si sono completate il 3 gennaio. Attraverso questi passaggi, Fca ha distribuito l’80% del capitale della casa emiliana a tutti i propri azionisti e obbligazionisti a conversione obbligatoria, secondo un rapporto di con cambio di uno a dieci, ossia un titolo della Rossa ogni dieci di Fiat Chrysler automobiles. Ma qual è il valore azioni Ferrari? Come sta andando in Borsa fino ad oggi?

Valore azioni Ferrari: tutti i passaggi della separazione Ferrari da Fca

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Presentazione Ferrari in Borsa

Gli azionisti di Fiat hanno però dovuto attendere qualche giorno prima della consegna “fisica” delle azioni della Rossa. “L’assegnazione dell’80% di Ferrari ai soci Fca e ai detentori di obbligazioni convertibili dell’azienda olandese è avvenuta nel corso della prima settimana del 2016, con data di efficacia (record date) martedì 5 gennaio e assegnazione fisica il 6 o 7 gennaio a seconda che i titoli Fca siano detenuti presso Montetitoli o altrove. Il primo giorno di quotazione regolare delle azioni Ferrari assegnate nell’ambito della separazione sarà dunque venerdì 8 gennaio, mentre le azioni Fiat Chrysler inizieranno a essere negoziate ex-scorporo fin da lunedì. Alla luce di ciò, solo a partire da venerdì 8 che si è capito meglio quale impatto ha avuto tale operazione.

Valore azioni Ferrari: conviene acquistare titoli?

Il titolo Ferrari  è in fase di buona ripresa dopo i minimi dell’11 febbraio che hanno riguardato la generalità dei titoli italiani, giornata nera in cui il titolo è sceso a quota 28. Da lì una lenta ripresa, fino a toccare quota 38.10 il nove marzo, per poi scendere leggermente e superare a fine aprile quota 39. Come spiega Eugenio Sartorelli su Milano Finanza, l’idea di fondo è che il supporto intorno a 35 euro possa tenere ancora per parecchie settimane. Considerando che 1 opzione muove 100 titoli Ferrari, si incasserebbero circa (0,79-0,435)*100= 35,5 euro, ma si può fare l’operazione su più contratti. Questo è l’utile massimo. La perdita massima si avrebbe per Ferrari sotto 32 euro e sarebbe pari a 164,5 euro, data dalla differenza fra gli strike a cui bisogna sottrarre quanto incassato dall’operazione. La perdita è ben maggiore del guadagno. L’unico problema si avrebbe per Ferrari  tra 35 e 33 euro alla scadenza delle Opzioni in data 17 giugno. In questo caso andrebbe in esercizio la sola Put venduta e quindi si vedrebbero assegnate 100 azioni a 35 euro ciascuna. In questo caso si potrebbe rivendere subito Call strike 35 scadenza luglio per incassare un ulteriore premio e puntare a Ferrari che ritorni oltre tale valore.