Vaccini obbligatori 2017: la situazione, scadenze, sanzioni

Nella politica italiana c’è grande dibattito e molte polemiche intorno alla volontà del Governo Gentiloni in carica di imporre i vaccini obbligatori destinati ai più piccoli. Un tema delicato considerando che si tratta della salute di soggetti anagraficamente incapaci di effettuare delle scelte, alla luce dei sospetti sui presunti danni alla salute che potrebbero causare e delle accuse di combutta con lobby farmaceutiche scagliate contro chi vuole renderli obbligatori. Cerchiamo comunque di fare il punto della situazione sui vaccini obbligatori 2017, riguardo a quali sono le scadenze e le sanzioni previste dal decreto vaccini, ma anche sul perché in Italia c’è questa crescente diffidenza e come gli altri Paesi affrontano la questione.

Vaccini obbligatori 2017: cosa prevede testo

Le vaccinazioni obbligatorie scatteranno dal prossimo anno scolastico 2017-2018, a partire dal prossimo mese di settembre per la fascia di età compresa dai zero ai sei anni. Sebbene il ciclo della vaccinazione obbligatoria riguarda fino ai sedici anni di età, sebbene con modalità diverse. Per obbligatorietà si intende che il minore non vaccinato dai zero ai sei anni non potrà accedere ad asili nido e scuole materne. Ciò, nelle intenzioni del Ministero della salute guidato da Beatrice Lorenzin, per tutelare anche la salute degli altri bambini.

Dai sei ai sedici anni, invece, si prevede un’altra serie di misure. Ad esempio, si dovrà presentare alla scuola nella quale si è iscritto il figlio, il certificato di vaccinazione. In caso di mancata esibizione all’atto dell’iscrizione, il dirigente scolastico potrà fare una segnalazione alla Asl del Comune di appartenenza, la quale a sua volta dovrà contattare la famiglia ed imporre un lasso di tempo entro il quale essa dovrà provvedere alla vaccinazione del minore. Qualora i genitori decidano di rifiutarsi di vaccinare il figlio, scatteranno una serie di sanzioni molto pesanti a carico della famiglia.

Quali sono i vaccini obbligatori

Ecco quali sono i vaccini resi obbligatori dal decreto:

Le 4 vaccinazioni già oggi obbligatorie sono:

  • antidifterica,
  • antitetanica,
  • antipoliomelitica,
  • antiepatite virale B.

Ad essi si aggiungono:

  • antipertosse,
  • antimeningococco B,
  • antimeningococco C,
  • antimorbillo,
  • antirosolia,
  • antiparotite,
  • antivaricella,
  • il vaccino contro l’Aemophilus influenzae.

Il Ministro Lorenzin ha specificato che alcuni di essi si fanno in gruppo e non tutti singolarmente. Gli stanziamenti rientrano nel già stabilito nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale, valido per il triennio 2017-19. I soldi stanziati sono pari a 413 milioni di euro.

Vaccini obbligatori 2017: quali sono le sanzioni

Se per gli under 6 anni la mancanza di vaccini obbligatori preclude totalmente l’iscrizione scolastica, per quanti hanno dai 6 ai 16 anni sono come detto previste pesanti sanzioni. Il decreto prevede sanzioni dalle dieci alle trenta volte maggiori di quelle già vigenti. Pertanto, i genitori che si rifiuteranno di effettuare i vaccini anche dopo il richiamo dell’ASL, la multa amministrativa comminata dall’azienda sanitaria stessa va dai 500 ai 7.500 euro.

Vaccini obbligatori, ritiro potestà genitoriale

Ma i genitori inadempienti nei confronti degli obblighi sanitari, vanno incontro anche ad altre pesanti situazioni. Il genitore o chi ne fa le veci che violi l’obbligo di vaccinazione “è segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale”.

Al fine di accertarsi che i vaccini obbligatori vengano eseguiti, i controlli saranno resi annuali. Certo, occorre anche considerare che per l’anno solare in corso sono un milione i minori da vaccinare. Inoltre, per rendere il sistema strutturale occorre adeguare le strutture scolastiche e sanitarie. Che in Italia, non sono proprio impeccabili.

Vaccinazioni, il preoccupante calo in Italia

Per rendersi conto di quanto la situazione vaccini sia sentita, basta dire che il governo americano ha avvisato i propri cittadini del fatto che viaggiando in Italia rischiano alcune patologie come il morbillo o la rosolia. I dati sul calo dei vaccini in Italia sono del resto inquietanti. Le vaccinazioni nel nostro Paese sono scese sotto la soglia del 95%, la soglia minima prefissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per considerare una popolazione immune da epidemie. Gli unici vaccini che superano ancora quella soglia sono quelli contro pneumococco e meningococco. Secondo i dati della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, solo nell’ultimo anno si è avuta un’inversione di tendenza positiva che non si verificava dal 2000. Le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B) avevano raggiunto quota 95%, una soglia significativa.

L’anno horribilis viene considerato il 2013, soprattutto per quanto riguarda i vaccini contro morbillo e rosolia, calati al 90,4%. Mentre due anni dopo la percentuale era scesa all’85,3% nel 2015. Generalmente ogni anno si registra un calo dell’1% dei vaccini. Un vero fallimento del nostro Paese riguardo l’eliminazione delle malattie, stabilito come obiettivo principale dal 2003 dall’Oms mediante il cosiddetto Piano globale. Anche per tutelare i bambini.

Le principali accuse rivolte ai vaccini

Perché stanno diminuendo i vaccini in Italia? Perché, soprattutto a causa della controinformazione che circola sul web, si sta diffondendo l’idea che i vaccini facciano male. Portando all’autismo o, in assurde idee bigotte, provocando tendenze gay da adulti. In realtà, l’OMS ha definito i vaccini “la più grande scoperta medica dell’umanità”. Grazie ai vaccini sono state soppresse malattie prima molto diffuse come il vaiolo (dal 1980) e la poliomielite (dal 2002). Inoltre, si sono ridotte al minimo patologie quali differite, poliomielite, tetano, epatite B, haemophilus influenzae tipo b., rosolia, morbillo, pertosse e parotite.

Ma davvero i vaccini fanno male? Secondo gli esperti i rischi sarebbero minimi e per di più legati ad eventuali reazioni cutanee nella zona dove viene fatta l’iniezione. In alcuni casi si sono verificati febbre o nervosismo. Ma sono controindicazioni che si risolvono nel giro di pochi giorni. Falsa anche l’idea che il vaccino riduca le capacità protettive del sistema immunitario. Lo scopo, al contrario, è proprio quello di renderlo efficace contro le malattie.

Davvero i vaccini contro il morbillo provocano l’autismo?

Comunque, come dicevamo, l’accusa principale rivolta ai vaccini è che essi provochino l’autismo. Nella letteratura medica è opinione prevalente che l’autismo preceda la nascita, per poi affiorare dopo qualche anno di vita (come accade per le malattie degenerative ad esempio). In genere, l’autismo inizia a manifestarsi intorno ai 18 mesi, quando si evidenziano capacità nel piccolo di interagire. Ecco perché lo si associa ai vaccini, poiché è in quel periodo della sua esistenza che viene sottoposto al vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (la tipologia di vaccino più accusata). L’accusa rivolta ai vaccini quali causa dell’autismo è sorta nel 1998, quando un medico inglese asserì di aver trovato anticorpi del virus del morbillo nell’intestino di bambini autistici. Ma il suo lavoro si scoprì un clamoroso falso. Da allora però questa credenza si è perpetuata nel tempo, soprattutto grazie, come dicevamo al web. L’effetto indesiderato che viene rammentato riguarda il fatto che, avendo il vaccino del morbillo il virus vivo, può provocare tutt’al più febbre a distanza di una decina di giorni dalla sua somministrazione (chiamato “morbillino”).

Come gli altri Paesi gestiscono le vaccinazioni

I vaccini, in misura diversa, sono resi obbligatori un po’ in tutti i Paesi. Sebbene l’esibizione da parte dei genitori del certificato vaccinale ai fini dell’iscrizione a scuola del minore in Europa viene perseguita solo dalla Germania. Mentre al di fuori del vecchio continente solo negli Stati Uniti e in Canada. In seno all’Ue, secondo uno studio condotto dal progetto Vaccine European New Integrated Collaboration Effort (noto con l’acronimo dal gusto italiano Venice) e pubblicato sulla rivista Eurosurvellance, la metà dei Paesi membri ha almeno una vaccinazione obbligatoria per i minori dai 0 ai 6 anni.

Per il periodo di vita successivo all’età di sei anni, sono quindici i Paesi membri dell’Ue che non prevedono alcuna vaccinazione obbligatoria: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito. Per quanto concerne i vaccini obbligatori, ad esempio in Francia oltre a difterite, tetano e polio come in Italia, troviamo la tbc. In Belgio e Olanda obbligatorio è solo il vaccino antipolio, in quanto gli ultimi casi europei di questa malattia si sono verificati in questi 2 Stati.

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