Uscire dalla Crisi: a cosa servono gli Eurobond?

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In questi mesi si fa tanto parlare di eurobond. Da molti – politici, giornalisti, esponenti della finanza – vengono salutati come la panacea per i mali europei, come lo strumento più adatto per risolvere la crisi del debito. Di cosa si tratta? E quali vantaggi apporterebbero?

Il problema dei paesi in crisi finanziaria – Spagna, Italia, Grecia – è che non riescono a finanziare la propria economia con prestiti a basso interesse. La Germania “compra denaro” (ossia emette titoli di Stato) a un interesse bassissimo, che si aggira intorno al punto percentuale. La Spagna e l’Italia, invece, devono accontentarsi di prestiti ad interessi nettamente più alti, vicini al 4 e a volte al 5%. Ciò non fa che acuire i problemi, in quanto ad interessi più alti corrisponde l’aumento del debito complessivo.

Gli eurobond non sono altro che titoli di Stato emessi dalla Banca Centrale Europea. La garanzia, dunque, sarebbe perciò rappresentata dall’istituzione emettente, la Bce, ben più solida dei singoli stati in sofferenza. Il tasso di interesse, pertanto, sarebbe molto più basso e incredibilmente vicino a quello tedesco. Il motivo per cui gli eurobond sono osteggiati dalla Germani è evidente: si tratterebbe di spalmare il rischio dei paesi in crisi su tutti i paesi dell’Unione Europea, in primis sulla Germania che sta bene a prescindere dagli eurobond.

Per fortuna, pur addensando nelle sue mani un’enorme potere di contrattazione, la Merkel non è onnipotente e Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, ha fatto più volte intendere che, nel caso si rendesse estremamente necessario, si prenderebbe in seria considerazione l’emissione di eurobond. L’affermazione più emblematica – e che ha funto da tranquillante per i mercati – è stata “faremo tutto il possibile per salvare l’euro”.

L’emissione di eurobond, inoltre, risulterebbe un toccasana per risolvere non solo la crisi finanziaria ma anche quella economica. L’emissione di debito europei, infatti, assomiglierebbe in tutto e per tutto, alle operazione di “creazione di moneta” che in genere gli stati mettono in atto per finanziare la propria economia. Come molti sanno, stampare moneta attualmente non è possibile, proprio perché i membri dell’Eurozona hanno ceduto la sovranità monetaria a livello comunitario. Ma se un ente garante può emettere tutti i titoli che vuole a un interesse minimo, e “girare” il ricavato ai singoli stati, allora ciò equivale alla ricezione di denaro per le singole economie nazionali, che così potranno finanziare la crescita. Il rischio, però, è quello paventato dai tedeschi, e che tanto li terrorizza: l’inflazione. Essa, tuttavia, è da considerarsi come una eventualità remota, poiché l’aumento del denaro in circolazione sarebbe steso lungo i quattro angoli dell’Europa, e quindi troppo poco “denso” per trasformarsi in leva inflattiva.