USA: la FED lascia i tassi di interesse invariati

Come ampliamente previsto, ieri la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha preso la sua decisione: per ora i tassi di interesse rimangono invariati allo 0-0,25%. Rimane comunque ancora aperta la strada per un possibile rialzo del costo del denaro durante la riunione di dicembre, ma si attendono i segnali giusti da occupazione e inflazione.

Nel comunicato finale, il Federal Open Market Committee (FOMC), la commissione che si occupa delle operazioni di mercato della FED, ha ribadito che alzerà il costo del denaro quando avrà visto un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e quando sarà “ragionevolmente fiducioso” che l’inflazione si muoverà verso l’obiettivo del 2%.
Nel comunicato si legge: “L’aumento dei posti di lavoro negli USA ha rallentato, il tasso di disoccupazione è stabile. Ciononostante, gli indicatori mostrano che il sottoutilizzo di risorse del lavoro è diminuito dall’inizio dell’anno. L’attività economica si sta espandendo a ritmo moderato, la spesa delle famiglie è solida, gli investimenti fissi delle imprese sono in crescita a tassi sostenuti, il settore immobiliare è ulteriormente migliorato.” I rischi per l’economia e il mercato del lavoro appaiono quindi bilanciati ma la FED “sta monitorando gli sviluppi economici e finanziari globali”.

Giunta la comunicazione della presa di posizione odierna, le probabilità di un’azione nella prossima riunione prevista per i prossimi 15 e 16 dicembre sono aumentate dal 32 al 48%, stando ai future sui Fed Funds che misurano le chances di variazione della politica monetaria. Mentre si ipotizza che la Banca centrale a stelle e strisce avvii presto un ciclo di politica monetaria in restringimento, la Bce sembra in procinto di ampliare il programma di Quantitative easing, sempre entro la fine dell’anno. Questa divergenza non ha fatto altro che rafforzare il dollaro: l’euro è infatti sceso sotto quota 1,10.