Uniswap: cos’è e come funziona (2026)

Cos'è Uniswap, il DEX numero uno della DeFi: AMM, liquidity pool, token UNI, V4, UniswapX. Guida pratica con tabelle e dati.

Se la DeFi ti ha incuriosito anche solo da spettatore, il nome Uniswap lo avrai incrociato decine di volte.

Oggi questo protocollo da solo gestisce oltre un terzo del volume mosso dai DEX nel mondo, ha visto interagire più di 119 milioni di portafogli unici e a metà 2026 sfiora i 4 trilioni di dollari di volume cumulato. Dietro queste cifre, però, c’è un’idea semplice: contrastare il predominio degli exchange tradizionali come Binance o Coinbase fornendo una alternativa “decentralizzata”.

Uniswap nasce nel 2018 dall’intuizione di Hayden Adams, ingegnere meccanico che si era buttato a studiare smart contract dopo un licenziamento. La sua dimostrazione è semplice: si possono scambiare asset in automatico, senza intermediari, senza chiedere il permesso a nessuno.

Da quel punto di partenza il protocollo ha attraversato quattro versioni, ha lanciato il token di governance UNI, ha aperto la strada a UniswapX e oggi vive su oltre quindici blockchain, dalla mainnet Ethereum a Layer 2 come Base, Arbitrum e Unichain.

In questa guida voglio approfondire il funzionamento di Uniswap.. Ti spiego anche, un passo alla volta, come fare il tuo primo swap, quali sono i rischi di fornire liquidità e quando ha senso preferire un DEX a un exchange centralizzato.

Alcune sezioni saranno molto tecniche ma sono necessarie per capire veramente qual è stata l’evoluzione di quello che secondo me è uno dei migliori protocolli Defi da conoscere.

Le origini di Uniswap: chi l’ha creato e perché è importante

Uniswap: le metrice 2026

Hayden Adams e l’intuizione dell’automated market maker

La storia di Uniswap inizia da un licenziamento. Adams perde il posto in Siemens a metà 2017 e il suo amico Karl Floersch, ricercatore della Ethereum Foundation, lo convince a mettersi a studiare Solidity.

È in quei mesi che incrocia un post di Vitalik Buterin sugli automated market maker, un sistema capace di gestire scambi on-chain senza un order book. L’idea è geniale: un AMM risolve il classico problema della liquidità dei DEX e apre la porta a scambi anche su token poco diffusi, basta che ci sia un minimo di riserva nella pool.

Adams trasforma quell’intuizione in codice. Il 2 novembre 2018, durante la Devcon 4 di Praga, il deploy di Uniswap V1 va in mainnet Ethereum.

La liquidità iniziale è simbolica, circa 30.000 dollari, ma è solo l’inizio: chiunque può aprire una pool tra ETH e un token ERC-20, chiunque può scambiare in pochi secondi e i liquidity provider incassano una quota delle fee proporzionale al capitale immobilizzato.

🛠 GUIDA PRATICA Come funziona un Decentralized Exchange (DEX) ? Leggi la guida →

È il pilastro su cui crescono, negli anni successivi, migliaia di altri DEX, da SushiSwap a PancakeSwap.

Le tappe del protocollo dal 2018 a oggi

Dopo V1, ogni rilascio aggiunge un pezzo importante.

A maggio 2020 arriva V2 con le coppie ERC-20/ERC-20 dirette, gli oracoli di prezzo TWAP e i flash swap.

A maggio 2021 V3 introduce concentrated liquidity e quattro tier di fee, moltiplicando per oltre quattromila la capital efficiency rispetto a V2.

Il 31 gennaio 2025 il team di Uniswap Labs presenta V4: riscrittura completa, architettura singleton, flash accounting basato su EIP-1153 e, novità più chiacchierata, gli hooks, contratti che si possono agganciare a qualsiasi pool per personalizzare logiche di trading, fee dinamiche, oracoli o intent matching.

Nel 2026 i numeri parlano da soli: oltre 119 milioni di swap unici, più di 4 trilioni di dollari di volume cumulato, una quota di mercato del 35,9% sui DEX globali e una presenza su 17 reti diverse, dalla mainnet Ethereum fino alla L2 proprietaria Unichain.

Non è solo una questione di volumi: ogni release ha consolidato lo standard tecnico della DeFi e ha ispirato fork e variazioni in tutto l’ecosistema crypto.

Come funziona Uniswap: liquidity pool e formula

Per capire Uniswap dimentica l’idea del tradizionale order book dei CEX. Qui non esistono compratori e venditori che si trovano: esistono pool.

Ogni pool contiene due token in proporzione variabile, per esempio ETH e USDC, e il prezzo non viene scritto da nessuno, deriva dal rapporto tra le riserve.

Come funziona una Liquidity Pool

Quando apri app.uniswap.org e vendi 1 ETH per ricevere USDC, il tuo swap modifica le riserve della pool e quindi anche il prezzo che la pool offrirà a chi arriva subito dopo.

Uniswap Home

Tutto questo è codificato in uno smart contract immutabile, ed è quello che permette agli scambi di funzionare ventiquattro ore su ventiquattro, senza dover chiedere permesso a nessun gestore.

Chi sono i liquidity provider e quanto guadagnano

I liquidity provider sono gli utenti che depositano coppie di token nelle pool. In cambio ricevono LP token (su V2) oppure NFT di posizione (su V3 e V4) che rappresentano la loro quota.

A ogni swap, la pool trattiene una fee e la distribuisce ai LP in proporzione al capitale fornito. V1 e V2 applicano una fee fissa dello 0,30%, V3 introduce quattro tier (0,01%, 0,05%, 0,30% e 1%), V4 lascia che sia un hook a decidere la fee in base a volatilità, volume o altri segnali di mercato.

Il rendimento per un LP dipende da tre variabili: il volume scambiato sulla pool (più alto, più fee maturano), il tier di fee scelto e la profondità della liquidità (più capitale c’è, meno tocca a ciascuno).

Le pool stablecoin/stablecoin lavorano in genere sullo 0,05% o sullo 0,01% e producono rendimenti annualizzati nell’ordine del 2-6%.

Le pool su asset volatili come ETH/USDC pagano molto di più sulle fee ma espongono anche all’impermanent loss, di cui parliamo più avanti.

Pricing automatico, slippage e impatto della pool sul prezzo

La formula chiave è x · y = k, dove x e y sono le riserve dei due token nella pool e k è una costante che il protocollo cerca di tenere ferma prima e dopo ogni swap.

Faccio un esempio così ci capiamo subito.

Mettiamo che la pool contenga 10 ETH e 30.000 USDC: k vale 300.000.

Se un trader inserisce 1 ETH, la pool deve restituire una quantità di USDC tale che (10 + 1) · (30.000 − y) ≈ 300.000. Il calcolo dà circa 2.727 USDC in uscita, contro un prezzo di mercato teorico di 3.000.

La differenza, che chiamiamo slippage, è proprio l’effetto dello swap sulla pool: più lo scambio è grande rispetto alla profondità, più lo slippage cresce.

Per questo su app.uniswap.org puoi impostare uno slippage tolerance: se lo scostamento effettivo supera la tua soglia, la transazione viene annulla prima della firma. Con la firma invece confermi la transazione in modo definitivo.

Qui sotto ti ho riassunto uno schema semplificato

Come funziona una Pool Uniswap

Esempio numerico sul funzionamento di una pool Uniswap V2 ETH/USDC.

Le versioni del protocollo: dalla V1 alla V4

Nella documentazione puoi trovare i dettagli sulla versione dei protocolli di Uniswap.

Uniswap V1 e V2: i primi mattoni della DeFi

V1, rilasciata a novembre 2018, accetta solo coppie ETH/ERC-20: una scelta lineare ma vincolante, perché scambiare due ERC-20 richiede due swap consecutivi passando da ETH. V2 (maggio 2020) sblocca le coppie ERC-20/ERC-20 dirette, riduce i costi per i trader e fa esplodere la liquidità.

Con V2 arrivano anche gli oracoli di prezzo time-weighted (TWAP), che permettono ad altri protocolli DeFi di leggere prezzi resistenti alla manipolazione, e i flash swap, scambi atomici da ripagare nello stesso blocco che hanno abilitato strategie di arbitraggio complesse.

🛠 GUIDA PRATICA Oracoli: cosa sono e come funzionano Leggi la guida →

Uniswap V3 e la svolta della concentrated liquidity

Con V3, rilasciata il 5 maggio 2021 e firmata da Adams e Noah Zinsmeister, il protocollo cambia paradigma.

Invece di spalmare la liquidità su tutta la curva di prezzo come faceva V2 (da 0 a infinito), gli LP scelgono un intervallo in cui concentrare il capitale.

Una posizione USDC/USDT, per esempio, può vivere soltanto tra 0,995 e 1,005 dollari e in quell’intervallo lavora con un’efficienza fino a quattromila volte superiore a V2.

Che significa praticamente? Che gli LP guadagnano molto di più quando il prezzo resta nel loro range, ma smettono di incassare fee se il prezzo esce dall’intervallo, finché non rientra.

V3 introduce anche quattro livelli di fee (0,01%, 0,05%, 0,30% e 1%) e converte le posizioni in NFT con metadati personalizzati.

Uniswap V4 e gli hooks: cosa cambia nel 2025-2026

V4 è live dal 31 gennaio 2025 ed è la versione più recente.

Il protocollo vive in un unico contratto singleton, una scelta architetturale che riduce del 99% il gas necessario a creare una nuova pool.

Il flash accounting sfrutta EIP-1153 (transient storage) per regolare i saldi solo a fine transazione, abbattendo i costi di routing multi-pool.

La grande novità però sono gli hooks: smart contract esterni che si agganciano al ciclo di vita di una pool (beforeSwap, afterSwap, beforeAddLiquidity, afterRemoveLiquidity, e via dicendo) per implementare fee dinamiche, limit order on-chain, time-weighted AMM (TWAMM), oracoli personalizzati, RFQ matching.

A metà 2025 erano già stati creati oltre 150 hooks e più di 2.500 pool ne montavano almeno uno: un segnale chiaro che V4 sta diventando una piattaforma sopra la quale altri protocolli costruiscono.

VersioneData rilascioCoppie supportateFeeInnovazione principale
V12 nov 2018ETH ↔ ERC-200,30% fissaPrimo AMM x·y=k on-chain
V2Maggio 2020ERC-20 ↔ ERC-200,30% fissaOracoli TWAP, flash swap
V35 mag 2021ERC-20 ↔ ERC-200,01% / 0,05% / 0,30% / 1%Concentrated liquidity, NFT positions
V431 gen 2025Tutte (singleton)Dinamica via hooksHooks, singleton, flash accounting

Tonfronto sintetico tra le quattro versioni di Uniswap. Fonti: docs.uniswap.org, blog.uniswap.org.

UniswapX: l’evoluzione intent-based del DEX

Come funzionano le aste e il ruolo dei filler

UniswapX, lanciato a luglio 2023 e ormai operativo a regime nel 2026, è il passaggio successivo. Invece di firmare una transazione che incide direttamente su una pool, l’utente firma off-chain un intent: una dichiarazione del tipo «vendo 1 ETH e voglio almeno 2.950 USDC entro tre minuti».

L’intent finisce in una mempool privata accessibile ai fillers, market maker permissionless che hanno depositato collaterale a garanzia.

I fillers entrano in un’asta: il prezzo a cui possono permettersi di chiudere lo swap migliora a ogni blocco, fino a quando uno di loro decide che vale la pena eseguire. Vince chi offre il prezzo migliore e l’utente riceve il netto promesso, né più né meno.

Swap gasless, protezione MEV e routing cross-chain

Il vantaggio più immediato di UniswapX è che lo swap risulta gasless dal lato utente: il filler paga il gas e si rifà sulla differenza tra il prezzo on-chain e quello firmato.

È un cambio importante per chi opera sulla rete di Ethereum, dove un singolo swap nei picchi di traffico può costare anche 20-30 dollari.

Il secondo è la protezione contro il MEV: gli intent restano off-chain finché non vengono eseguiti, quindi un sandwich bot non riesce a incastrarsi nello stesso blocco.

Il terzo è il routing cross-chain: UniswapX combina liquidità su Ethereum, Base, Arbitrum e Unichain in un solo intent, abilitando swap nativi tra catene diverse senza che tu debba pensare a un bridge separato.

E abbiamo visto come i bridge siano spesso fonte di insicurezza e come spesso vengano hackerati.

Il token UNI: governance, supply e distribuzione

L’airdrop storico del 2020 e l’allocazione iniziale

Il 17 settembre 2020 Uniswap fa una mossa a sorpresa: distribuisce 400 UNI a tutti i wallet che avevano interagito con V1 o V2 entro il 1° settembre 2020.

L’airdrop tocca oltre 250.000 indirizzi e mette in circolazione il 15% del supply totale, cioè 150 milioni di UNI. Quel giorno il token quota intorno a 2,5 dollari, quindi ogni airdrop vale circa 1.000 dollari: un evento che ha praticamente definito lo standard per gli airdrop DeFi successivi.

Token UNI: l'allocazione

L’allocazione iniziale parte da un supply totale di 1 miliardo di UNI distribuiti così: 60% alla community (600 milioni, tra airdrop, liquidity mining e tesoreria), 21,51% al team e ai dipendenti con vesting di 4 anni, 17,080% agli investitori con vesting di 4 anni e 0,69% agli advisor.

Terminato il vesting (settembre 2024), il protocollo ha attivato un’inflazione perpetua del 2% annuo, pensata per mantenere risorse a disposizione della governance senza una diluizione eccessiva.

Quanto vale UNI nel 2026: prezzo, capitalizzazione, governance

A Giugno 2026 UNI scambia tra 2,26 e 2,60 dollari, con una capitalizzazione intorno ai 1,6 miliardi di dollari e un circolante di circa 620 milioni di token.

Quotazione Uniswa (UNI) Giugno 2026.- Coinmarketcap

Sul piano della governance, UNI dà diritto di voto su proposte di sistema: attivazione del fee switch (cioè la possibilità di destinare una quota delle fee al treasury), deployment su nuove chain, finanziamenti dal Uniswap Grants Program.

Una proposta diventa votabile solo se il proponente porta 2,5 milioni di UNI delegati, una soglia che di fatto limita la governance a entità grandi come fondazioni, fondi e DAO.

Il dibattito di questi ani2024-2026 riguarda proprio il fee switch. Attivarlo significherebbe redistribuire una parte delle fee dei LP ai possessori di UNI (un meccanismo simile a buy and burn), ma cambierebbe gli equilibri di profitto dei liquidity provider professionali.

Diverse proposte sono passate in fase consultiva, nessuna ha raggiunto finora il quorum di esecuzione: un segnale che la community è divisa tra l’incentivare la liquidità e premiare gli holder.

Ecco la quotazione attuale del prezzo di UNI:

Uniswap
Uniswap
UNI #51
$ 2,57
+4,18% (24h)
Market Cap
$ 1,60B
Volume 24h
$ 147,0M
Circulating
622,7M UNI
Max Supply
1,00B UNI
1H
+0,2%
24H
+4,2%
7G
-14,8%
30G
-30,4%
Andamento prezzo

Kraken
★ 8,5/10
Fee: 0,16% Crypto: 200+ Reg: MiCA EU ✅ Staking

Come usare Uniswap passo dopo passo

Prepara un wallet self-custodial e carica gli asset

Per usare Uniswap ti serve un wallet self-custodial, cioè un wallet di cui solo tu controlli la chiave privata.

I più usati sono MetaMask, Rabby, Coinbase Wallet, l’app mobile Uniswap Wallet e l’Uniswap Extension lanciata nel 2024 come alternativa a MetaMask.

🛠 GUIDA PRATICA Metamask: come funziona il wallet Leggi la guida →

Una volta installato il wallet, salva subito la seed phrase di 12 o 24 parole su carta o su un dispositivo offline: chi ottiene la seed ha pieno accesso ai fondi. Dopodiché carica il wallet con due asset: ETH (o il token nativo della L2 che userai) per pagare le commissioni di rete e il token che vuoi scambiare.

Connetti il wallet e seleziona la blockchain giusta

Apri app.uniswap.org dal browser desktop o dal mobile, premi «Connect Wallet» in alto a destra e seleziona il provider corretto.

Uniswap: collega il wallet

Approva la connessione dal popup del wallet. Subito dopo, dal selettore di chain in cima all’interfaccia, scegli la rete su cui vuoi operare.

Per chi parte da zero conviene una Layer 2 come Base, Arbitrum o Optimism: il gas costa pochi centesimi, contro i diversi dollari che servono sulla mainnet Ethereum, e la finalità della transazione resta garantita da Ethereum stesso.

Controlla che gli asset siano sulla chain selezionata, altrimenti l’interfaccia mostrerà saldo zero anche se hai ETH altrove.

Imposta slippage, deadline e firma la transazione

Inserisci il token di partenza (per esempio ETH) e quello di arrivo (per esempio USDC), poi l’importo.

Uniswap: esempio swap ETH->USDC

Uniswap calcola in automatico il prezzo migliore disponibile, mostra il prezzo di esecuzione, l’impatto sulla pool e la fee di rete.

Nell’esempio della foto sto scambiando 1 ETH in USDC e sto usando la rete Arbitrum, come vedi le fee sono molto basse.

Apri il menu impostazioni e controlla due parametri: lo slippage tolerance (di default 0,25%, da alzare a 1-3% per token volatili o pool sottili) e la transaction deadline (di default 30 minuti).

Uniswap: impostazioni slippage

Se è la prima volta che usi quel token devi firmare una transazione di approval ERC-20 oppure, se la dApp supporta Permit2, una firma off-chain gratuita.

A quel punto premi «Swap», controlla nel popup del wallet quanto stai per ricevere netto, e firma.

Verifica lo swap on-chain e gestisci gli errori più comuni

Dopo la firma, Uniswap mostra una notifica con il link al blockchain explorer (Etherscan per Ethereum, BaseScan per Base, Arbiscan per Arbitrum).

Aprilo e controlla che lo stato sia «Success» e che il token ricevuto compaia nel wallet. Se lo swap fallisce, i motivi più frequenti sono tre: gas troppo basso (alza il gas price o riprova quando la rete è meno congestionata), slippage superato (alza la tolerance se il mercato si muove in fretta), token che non rispetta lo standard ERC-20 (alcuni token con fee on-transfer richiedono la modalità «Fee-on-transfer» nelle impostazioni).

In ogni caso, le commissioni di gas pagate non ti vengono rimborsate, neppure quando la transazione fallisce.

Le blockchain supportate da Uniswap nel 2026

Uniswap è partito su Ethereum, ma oggi è multi-chain in senso pieno. Il deployment iniziale del 2018 era solo su Ethereum mainnet; a dicembre 2021 il team ha portato V3 su Polygon, Optimism e Arbitrum, aprendo la strada ai Layer 2 come ambienti naturali del protocollo.

🛠 GUIDA PRATICA Come funzionano i layer 2 su Ethereum Leggi la guida →

Negli anni successivi sono arrivate altre chain, Base, Avalanche, Blast e zkSync.

Nel 2025 Uniswap Labs ha lanciato Unichain, una L2 proprietaria basata sull’OP Stack, pensata per offrire fee minime e finalità rapida ai trader DeFi.

A metà 2026 il protocollo gira su 17 network e oltre il 67,5% del volume scambiato passa per le L2, segno che la mainnet Ethereum è ormai usata soprattutto per scambi di grandi dimensioni e per la liquidità più profonda.

BlockchainAnno lancio su UniswapTipoRuolo strategico
Ethereum2018Layer 1Liquidità più profonda, scambi grandi
PolygonDic 2021Layer 2 PoSFee basse, retail asiatico
OptimismDic 2021Layer 2 OP RollupEcosistema DeFi maturo
ArbitrumDic 2021Layer 2 OP RollupTVL elevato, derivati
BaseAgo 2023Layer 2 OP StackHub retail di Coinbase
BNB ChainFeb 2023Layer 1 EVMLiquidità asiatica, volumi alti
Unichain2025Layer 2 OP StackChain proprietaria, fee minime
Avalanche / Blast / zkSync / Celo2022-2024L1/L2 variDiversificazione cross-chain

Mappa delle principali blockchain su cui gira Uniswap nel 2026. Fonti: support.uniswap.org, blog.uniswap.org.

Uniswap a confronto con gli altri DEX e con gli exchange centralizzati

PancakeSwap, SushiSwap e Curve: dove Uniswap vince e dove perde

PancakeSwap è il principale rivale. Nato come fork di Uniswap V1 su BNB Chain nel settembre 2020, applica fee dello 0,25% e gas molto bassi, e mette sul piatto feature aggiuntive come yield farming, lottery e IFO.

Nel 2025 ha persino superato Uniswap per volume annuo (circa 1,2 trilioni di dollari contro 1,1 trilioni), ma su TVL e market share globale Uniswap resta avanti grazie al multi-chain e alla profondità della mainnet Ethereum.

SushiSwap, fork di V2 dell’agosto 2020 reso celebre dal cosiddetto vampire attack, ha perso slancio negli anni e oggi è fuori dalla top dieci dei DEX per volume.

Curve è il riferimento per swap tra stablecoin e asset correlati: la formula StableSwap unisce constant product e constant sum, riducendo lo slippage sugli scambi grandi tra USDC, USDT e DAI.

Curve Finance

Le fee partono dallo 0,04% e l’efficienza è imbattibile sulle stablecoin, ma diciamo è più tecnico da usare.

Quando ha senso usare un DEX e quando un exchange centralizzato

Un DEX come Uniswap ti dà self-custody, accesso permissionless a migliaia di token (anche quelli appena lanciati), trasparenza on-chain e nessun rischio di insolvenza dell’exchange.

Come funziona un DEX

Sono vantaggi grossi per chi vuole controllare i propri asset e per chi cerca token che le piattaforme grandi non quotano. Un exchange centralizzato come Binance o Coinbase ti dà invece on-ramp fiat (compri crypto con bonifico o carta), interfacce semplici, leva e derivati, supporto clienti e protezioni regolatorie.

La scelta razionale non è esclusiva: la maggior parte degli utenti DeFi usa un CEX per entrare e uscire dal mondo crypto, poi sposta i fondi su un wallet self-custodial per operare sui DEX.

Se la sicurezza dei tuoi asset è prioritaria e ti senti a tuo agio con seed phrase e gas, Uniswap è la strada. Se preferisci semplicità e supporto, un CEX resta più comodo, almeno come punto d’ingresso.

Oppure se non ti interessa proprio la custodia ma solo il prezzo punta su strumenti regolamentati come gli ETP crypto.

Impermanent loss, sicurezza e rischi da conoscere prima di fornire liquidità

Cos’è l’impermanent loss spiegato con un esempio numerico

L’impermanent loss è la perdita relativa che subisce un liquidity provider quando il prezzo dei token nella pool si muove rispetto al momento del deposito.

Qui sotto vedi una infografica in cui ho spiegato con un esempio come funziona:

Esempio di Impermanent Loss

Si chiama «impermanent» perché si annulla se il prezzo torna ai livelli iniziali, ma diventa reale nel momento in cui ritiri la liquidità. La formula per una pool V2 50/50 è IL = 2·√d / (1 + d) − 1, dove d è il rapporto tra il nuovo prezzo e il prezzo iniziale.

Supponiamo di avere questi dati:

  • Capitale a disposizione: 2000$
  • Vogliamo finanziare la pool ETH / USDC
  • Prezzo di 1 ETH: 1000$ (arrotondiamo per semplificare)

Passo 1 : Sul nostro AMM effettuiamo lo swap tra ETH e USDC per avere un rapporto 50-50 quindi avremo:

  • 1 ETH al prezzo di 1000$
  • 1000 USDC (per il prezzo di 1000$)
  • Totale liquidità: 2000$

Passo2: Supponiamo che il prezzo di ETH arrivi a 2000$. In questo caso, poiché, nella pool abbiamo una stablecoin ovvero USDC il suo prezzo rimane invariato.

In questo caso le operazioni di arbitraggio mirano a bilanciare la pool nel rapporto 50-50 e dunque si rimuovono ETH finché il rapporto non riflette il prezzo attuale.

Questo arbitraggio viene fatto dall’automated market maker che porta la pool a questo rapporto:

  • 0,707 ETH
  • 1414,22 USDC

Abbiamo ora due scenari.

Scenario1: Hold

Se avessimo semplicemente tenuto i fondi in un wallet alle condizioni attuali di mercato avremmo:

  • 1 ETH x 2000$ = 2000 $
  • 1000 USDC
  • Totale = 2000 $ + 1000$ = 3000 $

Scenario 2: Pool ETH / USDC

  • 0,70711 ETH x 2000$ = 1414,21 $
  • 1414,21 USDC = 1414,21$
  • Totale = 2828,43 $

Di fatto mantenendo in hold le nostre posizioni avremmo avuto un guadagno maggiore dunque l’impermanent loss in questo caso è di 3000 – 2828,43 = 171,57 $ cioè del 5,72%.

Variazione prezzo (d)Impermanent loss teorica (V2)
1,1x (ETH da 100 a 110)0,41%
2x (ETH da 100 a 200)5,72%
3x13,40%
4x20,00%
5x25,46%

Impermanent loss in funzione della variazione di prezzo su una pool V2 50/50. Fonte: docs.uniswap.org, formula IL = 2·√d/(1+d) − 1.

Sicurezza degli smart contract e best practice per proteggersi

Gli smart contract di Uniswap V2, V3 e V4 hanno superato audit ripetuti firmati OpenZeppelin, Trail of Bits, ABDK e Certora, e il codice è open source dal day one.

Il rischio principale a livello protocollo è quindi basso, ma restano tre zone d’ombra.

La prima sono gli hooks di V4: codice di terzi che il pool esegue, e un hook malevolo può prosciugare la pool. Verifica sempre che l’hook sia auditato e che la pool che stai usando lo monti volontariamente.

La seconda sono i token contract malevoli: chiunque può aprire una pool su qualsiasi token ERC-20, comprese scam coin con funzioni di freeze, mint infinito o blacklist. Controlla l’indirizzo del contratto su Etherscan e affidati a token con fonte verificata.

La terza è il phishing: i frontend cloni di Uniswap sono frequenti, esegui sempre l’app dal dominio ufficiale app.uniswap.org e diffida dei link sponsorizzati nei motori di ricerca.

E fai attenzione agli annunci di airdrop che spesso non esistono, Twitter X ne è pieno.

Uniswap: le domande più frequenti (FAQ)

Uniswap è sicuro e legale in Italia?

Il protocollo ha superato numerosi audit e controlli e l’accesso è permissionless, quindi sì, il livello di sicurezza del codice è alto. In Italia il suo uso è lecito ma sei tenuto a dichiarare i profitti nella dichiarazione dei redditi e a indicare gli asset nel quadro RW se superi le soglie. Con MiCAR sono i fornitori di servizi crypto a dover essere autorizzati, mentre il singolo utente che usa un DEX deve fare la dichiarazione.

Quante commissioni si pagano su Uniswap?

Le fee variano dallo 0,01% all’1% sul singolo swap a seconda del tier della pool, e finiscono interamente ai liquidity provider. A queste va sommato il gas di rete: su Ethereum mainnet può oscillare da 2 a 30 dollari nei picchi, su Layer 2 come Base e Arbitrum scende a pochi centesimi.

Conviene fornire liquidità su Uniswap o limitarsi agli swap?

Dipende dal capitale, dalla coppia e dalla tua tolleranza all’impermanent loss. Le pool stablecoin (USDC/USDT, USDC/DAI) producono rendimenti annualizzati del 2-6% con impermanent loss praticamente nullo.
Le pool su asset volatili come ETH/USDC pagano molto di più ma espongono a IL importanti in caso di trend forti.

Perché Uniswap resta il punto di riferimento della DeFi

Uniswap non è semplicemente un DEX di successo: è il prototipo concettuale su cui si è costruita l’intera finanza decentralizzata.

Quando Adams ha messo online V1 a novembre 2018, la DeFi non aveva ancora un volto: c’erano alcuni esperimenti, prestiti collateralizzati su MakerDAO, qualche order book on-chain.

Uniswap ha cambiato veramente tutto perché ha reso possibili scambi automatici per qualsiasi coppia di token con un costo computazionale bassissimo. Da lì sono nati tutti i cloni. Senza il modello AMM concepito da Uniswap, una buona metà dei protocolli DeFi che oggi conosci non esisterebbe.

I numeri del 2026 confermano che il primato di questo protocollo: una market share del 35,9% sui DEX globali, oltre 4 trilioni di dollari di volume cumulato secondo le stime di metà anno, 119 milioni di portafogli unici e una presenza su 17 reti diverse.

Usare Uniswap richiede comunque conoscenza anche tecnica su slippage, funzionamento delle liquidity pool e fee. Ecco perché con questa guida spero di averti aiutato a capire tutte le caratteristiche di un protocollo che vale la pena conoscere a approfondire.

Se vuoi fare trading o acquistare crypto qui sotto ti lascio ad una serie di piattaforme da cui partire.

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Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.

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