Unione Europea: storia e quali sono i Paesi membri

Il numero dei paesi membri è cresciuto negli anni, con altri paesi in lista di attesa

L’Unione europea trova le sue origini nel 1952, quando sei Paesi decisero di creare una Comunità per facilitare lo scambio e la collaborazione economica. Essi erano Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Questi ultimi tre indicati con l’acronimo Benelux. Dopo un periodo di trattative, diedero vita alla cosiddetta Ceca, stante per Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Nel 1957 la Ceca assunse il nome di Cee (Comunità economica europea) mediante il Trattato di Roma. A partire dal 1973 la sua famiglia si è sempre più allargata attraverso nuove adesioni, raggiungendo il numero di ventotto Paesi odierno, con altri Stati in ”lista d’attesa”. Di seguito proseguiamo con la storia dell’Unione europea e vediamo quali sono i Paesi membri.

Storia dell’Unione europea e Paesi membri dell’Ue

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Le bandiere degli stati membri dell’Ue

Come detto, a partire dal 1973 la famiglia dei paesi aderenti all’Unione europea è vistosamente aumentata. Nel 1973 all’allora Cee aderirono Regno Unito, Irlanda e Danimarca. Otto anni dopo fu la volta della Grecia. Mentre nel 1986 si aggregarono Spagna e Grecia. Questi tre Paesi del mediterraneo provenivano tutti da anni di arretratezza economica, cui le dittature clerico-fasciste li avevano costretti. Nel 1992 ci fu un’ulteriore svolta, che diede la formazione attuale dell’Ue: il Trattato di Maastricht, che sancì la denominazione ufficiale di Unione Europea. A metà anni ’90 vi aderirono Svezia, Finlandia e Austria.

L’anno in cui vi è stato il più alto numero di adesioni è stato il 2004: ben dieci. In particolare, le adesioni vennero soprattutto dall’Est Europa: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Malta e Cipro. Come si evince tanti paesi ex Urss o in orbita sovietica, distaccatisi dalla Russia e aderenti al sistema occidentale. Nel 2007 fu la volta di altri due Paesi ex comunisti: Bulgaria e Romania. Nel 2013 l’ultima adesione: la Croazia.

Unione Europea: Paesi che vorrebbero aderire

Unione europea
L’Unione europea è destinata ad ampliarsi ancora

Ma sono ancora tanti altri i Paesi che vorrebbero aderire all’Unione europea. Altri ex jugoslavi, come già fatto da Slovenia e Croazia: ossia Macedonia, Montenegro, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo. Con questi ultimi in Pole position rispetto ad altri, ancora non del tutto soddisfacenti i requisiti previsti. Un altro paese dell’ex post-comunista è l’Albania, che ha fatto registrare un’esponenziale miglioramento economico (al punto che molti cittadini italiani e imprese nostrane la stanno scegliendo). Tentativi di adesione però giungono anche dall’estremo nord europeo: ossia dall’Islanda.

Unione Europea: motivi difficoltà per Turchia e Ucraina

Putin Erdoğan
Putin ed Erdoğan, avversati dall’Ue

Menzione a parte meritano Turchia e Ucraina, Paesi anch’essi desiderosi di farvi parte. Sull’opportunità di far entrare la Turchia nell’Unione europea, il dibattito è molto acceso da anni da parte del Parlamento europeo. Se è vero che il Paese turco ha fatto registrare una forte occidentalizzazione a partire dagli anni ’90, è al contempo vero che il Paese è ancora fortemente ancorato alle sue tradizioni con forti spinte conservatrici endogene. La presidenza di Recep Erdogan, che da anni ha riportato la Turchia su posizioni tradizionaliste, con un’involuzione autoritaria della democrazia turca, non sta certo favorendo la discussione. Inoltre, il Paese sta collaborando molto poco alla lotta al terrorismo, tanto che per qualcuno lo sta anche indirettamente spalleggiando.

Quanto all’Ucraina, questo Stato è stato palcoscenico di un’aspra guerra civile tra fine 2013 e inizio 2014, proprio per il suo tentativo di rendersi maggiormente indipendente dalla vicina Russia. In Ucraina c’è un’ampia presenza di popolazione filorussa contraria ad un ulteriore spostamento ad ovest del baricentro geo-politico europeo, che un’adesione all’Ue di fatto comporterebbe. Il Paese è oggi spaccato in due, come se ci fosse un muro come quello di Berlino, seppur invisibile. Almeno per ora.