È ufficiale, Birra Peroni diventa Giapponese

Si sono da poco concluse le trattative durate quasi un anno, tra il gruppo SABMiller e Asahi Europe per la vendita della birra tricolore Peroni. La fusione tra SABMiller ed InBev era stata assoggettata dalle autorità europee per questioni di antitrust, imponendo la vendita dei marchi europei di proprietà della SABMiller. Tra le varie compagnie interessate all’acquisizione della Peroni, alla fine ne è uscita vincitrice l’Asahi Europe di cui fanno già parte Royal Grolsh e Meantime Breweries. A questo punto l’AB InBev potrà concludere l’acquisizione di SABMiller.

Peroni continuerà la produzione in Italia

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Mantenendo i suoi 170 anni di tradizione, l’azienda birraia italiana continuerà la produzione negli stabilimenti di Roma, Padova e Bari, anche la materia prima rimarrà invariata, infatti, non verrà cessato il rifornimento del malto dalla Malteria Saplo di Pomezia. Birra Peroni ha raggiunto una chiusura di bilancio in positivo, ottenendo un utile di 21,5 milioni e 360 milioni di ricavi, il passaggio alla compagnia giapponese segna per il marchio italiano un nuovo percorso di sviluppo internazionale, nonché di crescita.

Neil Kiely, Managing Director di Birra Peroni ha sottolineato l’importanza che questo storico marchio ha nel territorio nostrano, assicurando che il legame con l’Italia non verrà reciso, per tale motivo si è deciso di mantenere la produzione negli stabilimenti nazionali, in maniera sempre più sostenibile.

Accordi Roma-Tokyo

L’acquisizione di Asahi Group Holdings di Birra Peroni è solo l’ultimo di una serie di accordi tra Roma e Tokyo. Negli ultimi 18 mesi il Presidente del Consiglio, Mattero Renzi, ha visitato due volte la capitale giapponese per rafforzare i rapporti con Shinzo Abe. Recentemente il Gruppo Hitachi ha acquisito Ansaldo Breda ed Ansaldo Sts per un totale di 2,2 miliardi, per Hitachi Rail sono già stati investiti 10 milioni tra Napoli, Reggio Calabria e Pistoia e sono già in cantiere altri progetti per 5 milioni di euro.