Ue e Piano Juncker: l’Italia è il Paese guida

Il Piano Junker, come rivela il report della Commissione Europea, è guidato dall’Italia: i dati riportati confermano che il Bel Paese si sta dimostrando come il migliore nell’efficienza delle iniziative intraprese.

Il Piano Juncker, che prende il nome del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, è un piano mirato a rilanciare la crescita economica, e a produrre investimenti senza produrre nuovo debito pubblico.

Il Piano Juncker si è impegnato a “depoliticizzare” i progetti

Appena fu lanciato, più di un anno fa, il Piano Juncker ha subito previsto di “depoliticizzare” la scelta dei progetti, in modo da non assegnare quote prestabilite, a ciascun paese. Per questo, il Piano ha deciso di selezionare solo i migliori progetti, su cui la BEI si è impegnata per misurare il grado di rischio, caso per caso, un processo in cui un gruppo indipendente di esperti, non composto da politici o tecnocrati, è stato coinvolto per prendere la decisione finale.

piano juncker

Ad oggi, l’Italia è stata coinvolta nel Piano Juncker, con ventinove iniziative, tra accordi di finanziamenti e progetti infrastrutturali, mentre le risorse impiegate ammontano a 1,7 miliardi. Si tratta di cifre che fanno del Bel Paese la guida della classifica dei Paesi beneficiari del Piano Juncker.

Ma le aspettative sono ancora migliori: se si considera l’effetto “leva”, in futuro potrebbero essere attivati investimenti pari a 12 miliardi, si tratta di un’ipotesi della Commissione Europea, pubblicata sul sito del Mef, che contiene gli ultimi dati relativi al Fondo Europeo per gli investimenti Strategici (Feis). E’ uno strumento di garanzia che estende l’operatività della Banca Europea per gli investimenti (Bei), con l’intenzione di attuare l’iniziativa europea.

Piano Juncker e “Finestra Pmi”: ecco le cifre

In particolare, il Piano Juncker, nell’ambito della “Finestra Pmi”, ad oggi ha approvato 21 operazioni per 318 milioni di euro, a beneficio di 44.000 imprese. Gli investimenti sono di circa 7,3 miliardi di euro, mentre l’intervento si concretizza in accordi di finanziamento stipulati tra il Fondo Europeo per gli investimenti (Fei), e le banche impegnate ad erogare nuovi prestiti alle piccole e medie imprese.

Alle 21 intese del Piano Juncker, si aggiungono otto progetti appartenenti al ramo “Infrastrutture e Innovazione”, i quali hanno ricevuto finanziamenti pari a 1,4 miliardi di euro, registrando un investimento totale di 4,8 miliardi di euro.

Secondo le stime, gli investimenti sarebbero mirati ad attivare oltre 3.200 nuovi posti di lavoro in Europa, e tutte le iniziative intraprese, sono rivolte a diversi settori come: infrastrutture di trasporto e telecomunicazione (strade, ferrovie, banda larga), efficienza energetica con maggior tutela ambientale, innovazione e industria (bioplastica e tecnologie).