Tutti gli attori del mercato Forex

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Chi frequenta il Forex? La risposta è meno scontata di quanto si possa immaginare. Soprattutto, rispondere vuol dire in qualche modo scoprire le origini del Forex stesso. Quando il mercato valutario non aveva ancora preso piede tra la massa degli investitori, veniva utilizzato come strumento di “difesa”, principalmente dalle fluttuazioni dei tassi di cambio. Chi investiva all’estero, infatti, rischiava, a causa del gioco di svalutazioni e rivalutazioni che un tempo era assai più diffuso, di perdere quote ingenti di denaro. I primi attori, quindi, furono banche e grandi multinazionali. Col passare dei decenni, però, ci si accorse che il Forex era un’attività redditizia a prescindere e quindi anche investitori “normali” presero a praticarla. Infine, con l’avvento delle nuove tecnologie anche la gente comune iniziò a entrare in questo mondo. Questo breve riassunto è utile per farsi un’idea dell’eterogeneità che caratterizza i partecipanti al Forex.

Di seguito, una lista esaustiva.

Le banche. Sul motivo della loro partecipazione è già stato anticipato qualcosa durante l’introduzione ma, c’è da dire, le cose sono abbastanza cambiate rispetto alla “preistoria” del Forex. Il cambiamento sta nel fatto che anche le banche frequentano il mercato valutario a fini speculativi, e non solo per proteggere gli investimenti, magari dei piccoli risparmiatori.

Detto questo, è opportuno specificare che le banche sono gli attori che “se la passano meglio”. La ragione è semplice: hanno possibilità di interpretazioni migliori rispetto al resto dei partecipanti. Inoltre, essendo grandi per definizione, muovono una massa di denaro assolutamente considerevole e possono dunque influenzare la situazione dei mercati. Si pensi alla Deutsche Bank per esempio: da sola possiede un quinto di tutto il mercato.

Multinazionali e grandi aziende. Questi “attori” si preoccupano molto del mercato valutario. Anche in questo caso gli approcci sono due, uno difensivo e uno speculativo. Su quest’ultimo non è necessario spendere parole, anche perché è il più intuitivo. Sul lato difesa, però, è utile fare alcune specificazioni. Le imprese con una forte presenza all’estero devono utilizzare il Forex e lo devono fare per non perdere risorse. Ecco un esempio: se l’azienda x produce in Cina ma vende in Europa, se all’improvviso lo yuan si rivaluta sull’euro è costretta a subire un esborso di risorse nei fatti ingiustificato. Si tratta, in estrema sintesi, di proteggere i costi. Ovviamente, come accennato sopra, uno degli obiettivi è anche la speculazione ma nella maggior parte dei casi non è il core business.

Bance centrali. Bce, Fed, Boj… Questi istituti hanno come scopo quello di preservare la stabilità monetaria delle nazioni di riferimento o di riparare eventuali distorsioni. Ovviamente, la leva Forex è, per le banche centrali, una sorta di strumento non formale, non convenzionale, ma comunque molto utile. E’ però evidente che quando questi istituti si muovono, lo fanno per influenzare il mercato in modo decisivo.

Speculatori. Sono i trader classici, piccoli o grandi che siano, esperti e non esperti. Il loro obiettivo è, come facilmente intuibile dal nome, di ricavare un profitto. L’universo degli speculatori è molto frammentato e vario e riescono a influire sul mercato solo quando si muovono in massa verso la stessa direzione. Non capita spessissimo e quando accade ciò è responsabilità di un “sentiment” molto forte.