Turismo: incidenza sul Pil regge, ma nel mondo perdiamo posizioni

Il turismo italiano non decolla, nonostante la continua crescita del settore a livello globale. Il giro d’affari complessivo del turismo tocca i 7200 miliardi di dollari (il 9,8% del Pil mondiale) e promette di salire di un altro 4% nel 2016, ma noi fatichiamo a ricavare in proporzione dall’industria turistica. I nostri concorrenti nel mondo, per di più, fanno meglio di noi e ci superano nella classifica dei Paesi con il maggiore impatto del turismo sul Pil.
Nonostante le difficoltà geopolitiche di molti competitors turistici dell’Italia, che sulla carta dovrebbero favorirci, non ci schiodiamo dai 10 punti di contributo percentuale del turismo sul Pil nazionale. Nel 2015 gli occupati nel settore turistico restano poco più di un milione, o 2,6 milioni se si considera anche l’indotto (ad esempio i lavoratori delle aziende che producono ombrelloni da spiaggia). Circa un occupato su dieci, dunque, che è di certo un ragguardevole impatto per la nostra debole economia ma che resta decisamente al di sotto delle potenzialità del Bel Paese: la Germania, che attraverso il turismo riesce a fatturare meno del doppio rispetto all’Italia, impiega nel settore quasi il triplo dei nostri occupati.

Il contributo del turismo al Pil italiano è di 67 miliardi di euro

TurismoI dati contenuti nel rapporto 2015 del World Travel & Tourism Council (WTTC), il maggiore forum no profit del settore tutistico a livello globale, parlano chiaro: l’anno scorso il contributo del turismo al Pil italiano si è fermato a 76,3 miliardi di dollari (poco più di 67 miliardi di euro), facendoci perdere un’altra posizione nella classifica globale.
Ormai lontani i tempi in cui eravamo nelle prime posizioni al mondo, negli anni Settanta del secolo scorso, siamo adesso ottavi dietro a Stati Uniti (con ben 488 miliardi di dollari contributo al Pil nazionale), Cina (224 miliardi), Germania (130,7 miliardi), Giappone (106,7 miliardi), Gran Bretagna (103,7 miliardi), Francia (89,2 miliardi) e adesso anche al Messico, che con i suoi 79,7 miliardi di dollari di contributo al pil nel 2015 ci ha superato.

turismo e indotto
Dal turismo, con l’indotto, 2,6 milioni di occupati

WTTC: in Italia sempre meno investimenti sul turismo

Se si tiene conto anche dell’indotto del settore turistico, ossia tutta la ricchezza creata in maniera indiretta dal turismo, e si misura l’impatto complessivo sul Pil nazionale, l’Italia sfiora i 186 miliardi di dollari. Restiamo lontani dagli Stati Uniti (ben 1470 miliardi di dollari) e dalle altre potenze globali del turismo, ma almeno resistiamo all’avanzata del Messico, che si ferma a 172,3 miliardi di dollari. Veniamo però superati dalla Spagna, che nel 2015 ha ricevuto dall’indotto turistico un contributo al proprio Pil di 192 miliardi di dollari e ci strappa così la settima posizione.
Quali le ragioni del mancato decollo del turismo italiano, incapace di cogliere le opportunità del boom del settore a livello globale, nonostante le enormi potenzialità? Una facile risposta la si può trovare nelle stesse tabelle del WTTC, e più precisamente in quelle che riguardano gli investimenti pubblici sul turismo: anche qui nel 2015 siamo scesi di un gradino nella classifica globale rispetto al 2014, scivolando dal 15° al 16° posto. Fonte: WTTC World 2016 Economic Impact Report