Trump, arriva la prima sconfitta: come hanno reagito i mercati dopo 60 giorni di presidenza

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Abile uomo di affari, imprenditore miliardario, acuto conoscitore del mercato immobiliare e uomo di spettacolo: Donald Trump ha ispirato fiducia in milioni di americani.

Una speranza ed una fiducia che si è riversata anche sugli investitori all’interno del mercato finanziario americano sin dal primo giorno dopo le elezioni.
Wall Street con Mr. Trump ha avuto un vero e proprio rally.

Il “Trump Rally”

Bisogna riportare due dati che fanno subito capire quanto i mercati abbiano reagito positivamente dopo le elezioni americane.
Il Dow Jones Industrial Average (il più noto indice azionario della borsa di New York) registra un ritorno di circa il 5,4% dopo i primi effettivi 50 giorni di presidenza Trump.
L’indice S&P 500 ha registrato uno degli andamenti migliori dal primo mandato del 1993 di Bill Clinton (dove aveva sfiorato il 4,7%).

Quindi, con Mr. Trump, stiamo parlando del quarto miglior rendimento per un presidente nella metà del primo mandato in base percentuale e della settima migliore performance di un presidente americano nella storia dell’indice di Dow.
Inoltre, i mercati finanziari hanno fatto registrare la miglior performance per un leader repubblicano salito alla White House.

Stock Open Slightly Higher On The New York Stock Exchange

Cosa sta succedendo ora?

Sembra proprio che il rally dell’azionario, che ha, fino ad ora, fatto gioire gli investitori, stia per subire una brusca frenata. Dopo molta euforia si prospetta un periodo di cupe preoccupazioni. Wall St. si sta ritirando dai suoi massimi rendimenti.

Cosa sta frenando la crescita dei mercati?

La prima sconfitta di “The Donald”

Uno degli elementi chiave è proprio nell’avversione di Trump nei riguardi dell’Obama Care.
Il neo-presidente si è scagliato più e più volte sulla storica riforma sanitaria introdotta nel 2014 dal suo predecessore, Barak Obama.
Il partito repubblicano nelle scorse settimane era in grande confusione: alcuni membri sembravano essere a favore dell’eliminazione della riforma sanitaria, altri più scettici poichè il testo di riforma presenta numerose lacune e interrogativi, ponendo nei confronti dell’amministrazione americana un grande problema: beneficiare degli aspetti positivi dell’Obamacare senza però doverne pagare i costi.
Ieri, Venerdì 24 Marzo, il verdetto finale in merito alla questione.

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Il tycoon, Donald Trump, subisce la prima sconfitta da presidente USA. La sua proposta di riforma dell’Obamacare è stata ritirata alcuni minuti prima che venisse messa a votazione dalla Camera, dove molto probabilmente, secondo gli exitpoll di note testate americane, sarebbe stata bocciata.
Più di trenta deputati americani avevano apertamente dichiarato che non avrebbero approvato il testo di riforma di Trump. La riforma di Trump, sostenuta a gran voce da Paul Ryan, prevedeva grandi vantaggi per i più ricchi e per i giovani, e proprio per questo non è stata gradita dalla maggior parte dei partiti repubblicani e di conseguenza non avrebbe trovato spazio tra gli elettori.

La conferenza stampa del presidente Trump dopo il risultato negativo ha avuto un tono cupo e fievole. Trump ha dichiarato di aver “imparato la lezione” durante una settimana piena di negoziati. In seconda battuta, ha cercato di dare la colpa del ritiro della riforma ai Democratici senza, però, far nomi o scendere nel particolare. Ha lasciato la possibilità di trovare un compromesso per trovare un punto di accordo nel testo di riforma dell’Obamacare.

Paul Rayan, speaker della camera, dichiara “Oggi è un giorno deludente per noi”, “abbiamo deluso le aspettative”.
Insomma, una sconfitta amara che fa toccare con mano le instabilità del presidente. Per ora lo staff di Trump non si è preso le dirette responsabilità per il ritiro della riforma, ma dalle dichiarazioni finali si evince che la presidenza Trump è determinare a rivoltare le carte. “Vivremo con l’Obamacare solo per l’immediato futuro”, “L’Obamacare esplderà”.

La crescita economica

Altro elemento che desta instabilità sui mercati finanziari dopo i primi 60 giorni di presidenza Trump è quello della crescita economica.
La Fed di Atlanta ha fornito le previsioni sulla crescita economica.
Il Pil del primo trimestre del 2017 ha avuto una crescita dello 0,9%: una crescita assai inferiore rispetto al +2,5% previsto nei mesi scorsi.

Il Pil arresta la crescita, che ne sarà del rally di Wall Street?

La produzione industriale americana ha registrato una crescita bassissima nel mese di Febbraio. Questo anche per le politiche industriali toccate dalle minacce di Trump. Nell’ultimo trimestre 2016, il Pil ha deluso le attese degli analisti: è cresciuto solo dell’1.9%, con un conseguente crollo del prezzo petrolifero.
Secondo alcuni dei più importanti strategist le tariffe sui prezzi di importazione promesse da Trump, sin dagli albori della campagna elettorale, avranno un risvolto negativo sul Pil USA e quindi sugli indici delle materie prime in Wall street.

 

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