La truffa dell’IMU: non è così che si risolvono i problemi

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Un Berlusconi sorridente e trionfante ha annunciato qualche giorno fa la sua vittoria sul fronte dell’IMU: la celeberrima tassa sugli immobili non si pagherà, almeno per ora e almeno per la prima casa. Si tratta veramente di una vittoria? Il calcolo elettorale e la necessità di fare campagna anche in presenza di una certa stabilità di governo dicono di sì. Il buon senso, di contro, dice di no. Le ragioni sono semplici e sono due.

Primo, il Consiglio dei Ministri ha decretato semplicemente uno slittamento di tre mesi della tassa, tempo entro il quale si dovrà giungere a una riforma della tassazione degli immobili. Questo non vuol dire che alla fine, dopo l’eventuale (imponente) ristrutturazione gli italiani, si troveranno a pagare di meno per gli immobili di cui sono proprietari.

Secondo, i problemi prioritari sono altri, l’IMU è solo la miserabile punta dell’iceberg. Certo, quel centinaio di euro risparmiato (sempre se alla fine si giungerà a un risparmio concreto, vedi punto uno) andrà nelle tasche delle famiglie, ma lì si fermerà. La tassazione sulla prima casa affligge soprattutto chi ha un basso reddito, gente che – giustamente – se si vede nel portafoglio qualche euro in più non va a scialacquarlo.

Dunque, l’impatto esercitato sui consumi sarà limitato. Il problema acquista la sua giusta dimensione se si pensa che il crollo dei consumi ha raggiunto livelli spaventosi, sostenuto dalla disoccupazione in aumento e per nulla arginato dal basso livello di inflazione. Possiamo immaginare uno scenario alternativo, destinato, purtroppo, a rimanere tale. Se i 4 miliardi utilizzati per lo slittamento dell’IMU, che comunque sono tanti soldi, fossero stati indirizzati per alleggerire la pressione fiscale sulle imprese, magari agevolandone nell’atto di assumere nuovi lavoratori, cosa sarebbe successo? Sarebbero state incentivate ad assumere, avrebbero creato occupazione, dunque reddito per i giovani e quindi si sarebbe concretizzato un aumento dei consumi.

Purtroppo il Governo ha deciso di mettersi prono di fronte alle richieste di Berlusconi e spendere una montagna di denaro in una iniziativa poco produttiva. Senza contare che lo slittamento/cancellazione dell’IMU sulla prima casa comporta alcuni gravi effetti collaterali. Uno su tutti, la privazione di risorse agli enti locali. Da quest’anno, infatti, il gettito dell’IMU sulla prima casa va ai Comuni che dunque possono migliorare i servizi e possono risanare le loro casse, per la maggior parte in evidente difficoltà a causa dei tagli dei governi Berlusconi IV e Monti.

Insomma, il Governo Letta è partito col piede sbagliato, anche se i media lo hanno incensato per la mossa sull’IMU, fermandosi all’apparenza e non considerando le alternative. D’altronde la compagine di Letta jr sembra sempre più in balia del Pdl, soggetto che meno di altri teme le urne e dunque non ha paura – ancora in maniera implicita – ad agitarle nel tentativo, quasi sempre andato a buon fine, di strappare concessioni sul programma Pd ormai in dissesto politico.

Foto originale by dalbera