Trimestrali Apple e Amazon: la guidance frena Cupertino, il cloud fa volare Seattle
Apple e Amazon battono entrambe le stime, ma il mercato reagisce all'opposto: Apple -4% per la guidance, Amazon +10% con AWS al ritmo più veloce da 18 trimestri.
Ieri sera a mercati chiusi, Apple e Amazon hanno alzato il velo sui conti trimestrali. E le reazioni sono andate in direzioni opposte. Guarda i numeri e ti sembrerà strano: entrambe hanno battuto le stime degli analisti, sia sui ricavi sia sugli utili.
Eppure nell’after-hours Amazon è arrivata a guadagnare il 10%, mentre Apple ha lasciato sul terreno più del 4%, con momenti in cui il ribasso ha toccato il 6%. Come mai?
Secondo quanto ricostruito da CNBC, la differenza sta tutta nelle prospettive. Da una parte c’è una guidance prudente, appesantita da costi delle memorie in continua salita e da forniture che restano un problema. Sul fronte opposto, un cloud che cresce come non accadeva da 18 trimestri, abbastanza da far accettare al mercato un piano di investimenti nell’intelligenza artificiale da 220 miliardi di dollari.
Il momento, poi, è decisivo: queste trimestrali chiudono una settimana in cui il settore tecnologico ha rialzato la testa, con il balzo storico di Microsoft di mercoledì ancora fresco negli occhi degli operatori.
Qui trovi i dati pubblicati dalle due società, quello che è emerso dalle conference call, compresa l’ultima di Tim Cook da amministratore delegato di Apple, e i movimenti degli altri titoli che hanno riportato i conti nella stessa serata.
Apple supera le attese, ma la guidance delude il mercato
Il trimestre chiuso a giugno è il terzo dell’esercizio fiscale 2026 di Apple. L’utile per azione è stato di 2,02 dollari, contro gli 1,57 dollari di un anno prima. I ricavi hanno toccato quota 109,42 miliardi di dollari. È il terzo trimestre di fila con una crescita del fatturato oltre il 15%. L’utile netto è salito a 29,79 miliardi dai 23,43 miliardi precedenti; dentro ci sono anche 11 centesimi per azione di rimborsi tariffari, che hanno spinto il margine lordo fino al 50,1%.
A trainare è stato soprattutto l’iPhone: 54,25 miliardi di ricavi, il 22% in più rispetto a un anno fa e sopra le stime di 53,86 miliardi. Ha stupito anche il Mac, che ha incassato 10,35 miliardi (+29%) contro gli 8,74 attesi.
Merito, ha spiegato Tim Cook, del MacBook Neo, il portatile economico costruito attorno a un chip derivato dall’iPhone e lanciato a marzo. I punti deboli? I Servizi, fermi a 30,74 miliardi contro i 31,22 previsti, e la Grande Cina, anche lei sotto le attese come segnala Yahoo Finance.
Il vero problema però è la guidance. Per il trimestre in corso Apple prevede ricavi in crescita tra il 9% e l’11%, mentre gli analisti si aspettavano un 12%. Il titolo, che aveva chiuso la seduta ordinaria a 333,43 dollari (-1,41%), nell’after-hours ha perso oltre il 4%.
L’ultima call di Tim Cook
Quella di giovedì è stata anche l’ultima conference call di Tim Cook da CEO. Dal 1° settembre il timone passa a John Ternus, 25 anni in azienda e attuale capo dell’hardware, mentre Cook diventerà executive chairman. Fortune racconta che Cook ha voluto congedarsi con una nota di fiducia: mai stato così ottimista, ha detto, sulle opportunità che aspettano Apple. Il quadro che ha descritto agli analisti, però, è parecchio più complicato.
Il nodo sono i prezzi delle memorie. Cook ha parlato di una «hundred-year flood», un’alluvione centennale dei prezzi dei chip: Apple paga costi più alti da tre trimestri consecutivi e si aspetta di pagarne ancora di più.
Il mercato DRAM, ha ricordato, è di fatto in mano a tre soli produttori (Micron, SK Hynix e Samsung) e l’azienda sta «valutando tutte le opzioni» sul fronte fornitori. Una crisi che ha già lasciato il segno: a giugno Cupertino ha alzato i prezzi di Mac e iPad, e parecchi analisti sentiti da CNBC scommettono che entro fine anno toccherà anche agli iPhone.
C’è poi la partita prodotto: a settembre debutta la nuova Siri, ridisegnata con tecnologia Google, insieme ai nuovi iPhone. Un esame importante per un’azienda che il mercato giudica in ritardo sull’intelligenza artificiale.
Amazon: AWS cresce al ritmo più veloce da 18 trimestri
In casa Amazon la serata ha preso tutt’altra piega. Il gruppo di Seattle ha chiuso il secondo trimestre sopra le attese su ricavi e utili, ma il dato che ha scatenato gli acquisti è un altro: Amazon Web Services è cresciuta del 37% anno su anno, quando Wall Street si fermava al 31%. Per la divisione cloud, il vero motore dei profitti, è il ritmo più veloce degli ultimi 18 trimestri, scrive CNBC.
Il rally è arrivato nonostante l’annuncio di un budget di spesa più alto per l’anno: un piano di investimenti legato all’intelligenza artificiale da circa 220 miliardi di dollari. In un mercato che da settimane si interroga sulla sostenibilità del capex del settore, un annuncio del genere poteva innescare vendite.
È successo il contrario. Il titolo, già in rialzo del 3,90% a 235,50 dollari in chiusura di seduta, nell’after-hours è arrivato a +10% prima di assestarsi attorno al +9%. La lettura degli operatori è semplice: se la domanda cloud corre più degli investimenti, il capex non fa più paura. Anzi.
Da Rivian a Coinbase: gli altri movimenti dell’after-hours
La serata ha dato segnali anche per altre aziende. Rivian Automotive ha guadagnato circa il 2% dopo il taglio dei piani di spesa per il 2026, previsioni di perdita limate e la conferma del target di consegne tra 65.000 e 70.000 veicoli. Bene anche First Solar, su di oltre il 3%: utile di 3,92 dollari per azione.

Variazioni percentuali after-hours dei principali titoli che hanno pubblicato i conti il 30 luglio 2026. Fonte: elaborazione su dati CNBC
Sul fronte opposto, Reddit ha perso più del 7% nonostante un trimestre sopra le attese e una guidance migliore delle stime: pesano i dubbi sul traffico in arrivo dalle ricerche Google, che il CEO Steve Huffman ha definito «altalenante» nel trimestre.
Male anche Coinbase, giù di oltre il 5% dopo la terza perdita trimestrale consecutiva: 359,5 milioni di dollari, cioè 1,36 dollari per azione, quando gli analisti mettevano in conto un rosso di appena 17 centesimi. I ricavi, 1,22 miliardi, sono rimasti sotto gli 1,31 miliardi stimati.
Conclusioni
Cosa ci dicono le trimestrali del 30 luglio? Apple ha pubblicato numeri record, ma tra guidance prudente, costi delle memorie fuori controllo e cambio al vertice, l’entusiasmo si è raffreddato in fretta.
Amazon ha annunciato una spesa enorme, eppure l’accelerazione di AWS l’ha trasformata in un segnale di forza. Se investi nel tecnologico, tieni d’occhio i prezzi delle memorie DRAM, che per Cook saliranno ancora, e il debutto di John Ternus alla guida di Apple, con i nuovi iPhone e la nuova Siri attesi a settembre.
Conta anche quanto i big del cloud riusciranno a far crescere i ricavi a fronte di investimenti mai visti prima. Questa stagione degli utili ha premiato chi dimostra che l’intelligenza artificiale genera già ricavi. Il prossimo appuntamento è già in agenda: 1° settembre, il primo giorno di Ternus da CEO.
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