Treni pendolari, lo Stato ha tagliato il 22% delle risorse in meno di 8 anni

In Italia si sta investendo molto sull’alta velocità, con l’ultimo progetto che riguarda la tratta Napoli-Bari. La cui realizzazione è prevista entro il 2020. Il mercato è stato anche liberalizzato, con Italo che ha affiancato Ferrovie dello Stato, spingendo così anche quest’ultima ad offrire un servizio migliore. Ed ecco che Napoli e Roma sono raggiungibili in 50 minuti, Milano e Bologna in circa mezz’ora, Milano e Roma in circa 3 ore.

Ma a fare da contraltare al miglioramento dell’alta velocità, ci pensa la linea dei treni pendolari. Sempre più bistrattata e poco efficiente. Eppure trasporta ogni giorno centinaia di migliaia di italiani. A scattare l’ultima “fotografia” sullo stato dei treni pendolari in Italia è come ogni anno l’associazione ambientalista Legambiente, tramite il suo rapporto Pendolaria. Ecco cosa ci dice sul sistema dei treni pendolari italiani.

Fondi per i treni pendolari ridotti di oltre il 22 percento in meno di 8 anni

Il rapporto di Legambiente ci dice che in quasi 8 anni i trasferimenti in favore dei treni pendolari sono stati ridotti di quasi un quarto. Con il decreto legge 50 del 2017 tutti i trasferimenti sono stati di fatto accorpati nel fondo per il trasporto pubblico locale gestito da Ferrovie dello Stato. Risorse. Fondo con il quale vengono finanziati pure i contratti di servizio che Trenitalia, controllata di Ferrovie dello Stato, ha in corso con le regioni. E’ infatti accaduto che sono venuti meno quei fondi che provenivano anche dal trasporto pubblico locale su gomma e dai soldi derivanti dalle accise.

Pertanto, siamo passati dagli oltre 6 miliardi del 2008 a poco meno di 5 miliardi del 2018.

Mentre i fondi vengono ridotti i pendolari aumentano…

Ma c’è un dato che va in contraddizione con tutto ciò. Infatti, se da un lato si riducono i fondi in favore dei treni pendolari, dall’altro aumenta l’utenza che utilizza questo servizio. Soprattutto quanti si spostano dalla provincia al centro o viceversa per lavoro o per l’Università. Rispetto al 2014 sono cresciuti del 7,4% e ora superano i 5,5 milioni di passeggeri ogni giorno.

Secondo il Rapporto Pendolaria di Legambiente sono quasi 3 milioni i passeggeri che utilizzano ogni giorno la rete regionale, e oltre 2 milioni e mezzo quelli che utilizzano la linea metropolitana.

Il Governo Pd e il trasporto pubblico: i numeri

Il Partito democratico ha governato per 5 anni, cambiando tre Premier e altrettanti governi. Periodo a cui si può aggiungere l’anno passato a sostegno del governo dei Professori guidato da Mario Monti. Quali sono i numeri di questi 5 anni di governo? Abbiamo oltre 217 chilometri di tratte nuove, compresa la Brebemi, il quadrilatero Marche e Umbria e parte della Asti-Cuneo. Peccato che invece la rete metropolitana nelle grandi città sia cresciuta solo di 58 chilometri e quella dei tram di 34.

Il trasporto su ferro risolverebbe problemi atavici come traffico e smog.

Ridotti anche i treni a lunga percorrenza

Ma i treni ad alta velocità stanno soppiantando sempre più anche i treni a lunga percorrenza. In sei anni infatti, sempre stando al rapporto Pendolaria di Legambiente, l’offerta di convogli Intercity da parte di Trenitalia è crollata del 15,5%. Ma la causa non è solo ascrivibile alla Tav, implementata come detto dall’arrivo della privata Italo (la quale però non sembra versare in una buona situazione finanziaria). Di fatti, una parte la si deve anche agli autobus lowcost, che hanno ridotto del 40 percento il numero dell’utenza di questo tipo di servizio. Si pensi al servizio Flixbus, che se prenotato con largo anticipo, consente di viaggiare su lunghe percorrenze, anche internazionali, a pochi euro.

Pertanto, se prima (anno 2007, quindi 11 anni fa) Roma e Milano erano collegate da 17 Eurostar al giorno, questo inverno risultano esserci tra le due città 50 Frecciarossa a cui sommare 25 treni Italo. Pertanto, l’offerta di vettori al giorno è aumentata del 435 percento.

Rapporto Pendolaria, Sud arretrato anche qui

Il rapporto di Legambiente Pendolaria conferma l’esistenza di una “questione meridionale” anche per quanto concerne le ferrovie. Nelle sei regioni del centrosud ci sono meno convogli che in tutta la Lombardia. Per il tratto che collega Potenza e Matera, le due principali città della Basilicata, praticamente non ci sono linee ferroviarie dirette. Quindi, per percorrere 100 chilometri servono 4 ore e 50 minuti ed un cambio. E anche il materiale rotabile al Sud è più vetusto che nelle altre parti di Italia. Difficili anche i collegamenti da e per il Molise. Di fatti, queste due regioni sono più facilmente raggiungibili con i bus. Con tutto ciò che ne consegue per la lentezza del servizio.

In Calabria, ad esempio, il record di lentezza spetta alla tratta Crotone-Cosenza: 115 Km da dover fare in 3 ore, con un cambio. In Puglia la tratta Lecce-Taranto non prevede cambi, ma per percorrere 107 Km ci si impiegano comunque un’ora e cinque minuti. Chiude il quadro la Sicilia, dove il tratto più disagiato è Ragusa-Palermo: ci vogliono 4 ore e mezza, 250 Km e un cambio.

Altro paradosso: si riduce il servizio ma aumenta il prezzo

A fronte della riduzione del servizio, oltre all’aumento dell’utenza si sta verificando un altro paradosso: l’aumento del costo del biglietto. In sette anni, proprio per effetto del minore trasferimento da parte dello Stato, sono cresciute le tariffe dei biglietti. Con un costo aggiuntivo a carico del passeggero del 21%. Dulcis in fundo, sono state chiuse oltre milletrecento chilometri di linee ferroviarie.

Analizzando regione per regione, dal 2010 al 2017, gli aumenti più rilevanti li abbiamo visti in Campania con un +48,4%, Liguria con un +48,9%, Piemonte +47,3%. Più indietro la Lombardia con un +30%, Toscana e Abruzzo con un rispettivo +25%.

Cosa fare per migliorare il servizio pendolare

Come sempre, oltre a scattare una foto triste dei disservizi su rotaia, Legambiente prova anche a dare qualche proposta per risolvere il problema. Secondo l’associazione che ha come simbolo un cigno, bisognerebbe dare priorità alle città e al sud negli investimenti infrastrutturali. Spostando la metà delle risorse per le infrastrutture nel periodo 2017-2030 nei nodi urbani (con un programma di nuove linee di Tram e Metropolitana) e al Sud. Servono più treni, potenziando il servizio ferroviario regionale con 500 milioni di euro all’anno per aumentare i treni in circolazione. Attingendo dai sussidi all’autotrasporto e portando la spesa delle Regioni al 5% del bilancio.

Quindi, in conclusione, l’investimento che occorrerebbe sarebbe di 500 milioni di Euro l’anno per dieci anni, da finanziare anche con gli introiti delle concessionarie autostradali (stimati in 6 miliardi di Euro di entrate annue). Concentrando qui le risorse del Piano Juncker dei fondi strutturali previsti per il periodo 2014-2020 della BEI.

Chi è Legambiente

Chi è Legambiente, autrice del rapporto Pendolaria? Si tratta di una associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni settanta. Nacque nel 1980 nell’ambito dell’ARCI, da cui si è successivamente resa autonoma col nome di Lega per l’Ambiente. Modificato poi nel 1992 in Legambiente, onde evitare confusioni con altri movimenti ambientalisti o politici.

Legambiente è riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nelle vesti di associazione di interesse ambientale. Fa parte dell’Ufficio Europeo dell’Ambiente, l’organismo che raccoglie tutte le principali associazioni ambientaliste europee e dell’International Union for Conservation of Nature. È riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come ONG di sviluppo.

Legambiente cosa fa

I principi fondativi di Legambiente sono:

  1. “pensare globalmente, agire localmente”, ossia pensare alle problematiche ambientali a livello globale ma agendo nella tutela del proprio territorio di riferimento (una sorta di “cambiare il Mondo incominciando da se stessi)
  2. l’ambientalismo scientifico, vale a dire fondare ogni iniziativa per la difesa dell’ambiente su una solida base scientifica e non puramente ideologica. Ma anche accompagnando i No con proposte alternative, concrete, realistiche e praticabili
  3. forte attenzione alle problematiche legate al degrado ambientale ed urbanistico delle città ed alla correlazione tra economia e ambiente
  4. interesse permanente per l’educazione e la formazione dei cittadini con varie iniziative sul territorio
  5. approccio originale ed innovativo alle questioni legate alla conservazione della natura e alla politica delle aree protette. Cosicché parchi, oasi, riserve si trasformino in laboratori all’aria aperta per uno sviluppo economico e turistico equilibrato e sostenibile.

Legambiente iscritti

Legambiente poggia su numeri importanti: oltre 115.000 tra soci e sostenitori, mille gruppi locali (chiamati circoli), 30mila classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3mila giovani che ogni anno partecipano ai campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali.

Legambiente iniziative

Legambiente mette in campo ogni anno molte iniziative per sensibilizzare i cittadini. Si pensi a:

  • Goletta Verde, un vascello che circumnaviga l’Italia per prelevare campioni di acqua di mare ed esaminare lo stato di salute delle coste italiane
  • Goletta dei Laghi, che fa lo stesso ma per i laghi italiani.
  • Treno Verde, che percorre tante città italiane per sensibilizzare i cittadini ad un trasporto sostenibile
  • Spiagge pulite, dove i volontari ripuliscono alcune spiagge italiane per spingere i cittadini a mantenerle pulite
  • Puliamo il Mondo, edizione italiana di Clean Up the World, la giornata mondiale durante la quale i volontari si dedicano alla pulizia di parchi, aree urbane, aree fluviali
  • Rapporto Ecomafie, che denuncia con dati alla mano, la correlazione tra attività mafiosa e inquinamento e abusivismo edilizio in Italia. Particolare attenzione è stata posta al disastro rifiuti in Campania, dove la Camorra ha lucrato sugli stessi dissotterrando i rifiuti tossici provenienti anche dal Nord. Aumentando esponenzialmente i casi di tumore in Italia. Fenomeno partito ad inizio anni ‘90 e proseguito fino alla fine anni duemila. Con le istituzioni locali in alcuni casi conniventi col fenomeno
  • Rapporto Pendolaria, come visto, dove Legambiente descrive lo stato del sistema pendolare italiano
  • Altre iniziative: mobilitazione contro lo smog e i referendum del 1987 e del 2011 contro il nucleare; lotta all’abusivismo edilizio; alle discariche abusive; a sostegno del risparmio energetico, della salvaguardia delle aree protette; contro il dissesto idrogeologico
  • Ambiente Italia: accurata analisi sulla situazione dell’ambiente nel nostro paese
  • Voler Bene all’Italia, un’iniziativa per la tutela e la valorizzazione della Piccola Grande Italia, ovvero i Comuni con meno di 5.000 abitanti che rappresentano una parte importante del patrimonio storico e culturale italiano. Comuni piccoli solo per il numero di cittadini che vi risiede, ma che hanno un patrimonio storico, culturale e naturalistico notevole. Tra musei, chiese, castelli, palazzi storici, parchi e aree naturali, percorsi escursionistici o luoghi di interesse archeologico
  • Festambiente, festival che dal 1989 a Ripescia (Grosseto) mette in mostra i risultati delle campagne nazionali dell’associazione. Conta oltre 80mila visitatori ogni anno. Festambiente si svolge però in maniera itinerante con oltre 30 eventi sparsi sul territorio nazionale
  • Pubblicazione mensile della rivista La Nuova Ecologia, dove vengono presentate le iniziative dell’associazione, esposte problematiche, ecc.
  • Mal’aria, campagna che si tiene nei mesi di gennaio e febbraio, atta a promuovere il rilancio del trasporto pubblico a scapito del mezzo privato, principale responsabile della cattiva qualità dell’aria delle città, in particolare produttore delle polveri sottili (PM10). Una delle iniziative più caratteristiche di Mal’aria era l’esposizione dei “lenzuoli acchiappasmog”, vale a dire semplici lenzuoli bianchi che vengono esposti all’aria aperta (da finestre, balconi ecc.) su edifici ubicati in aree soggette allo smog, come centri urbani, aree industriali, scuole. Dopo un mese l’annerimento del lenzuolo è al tempo stesso un indicatore molto evidente e “low tech” per dimostrare la qualità dell’aria che respiriamo.

Interessate fu anche l’iniziativa del docufilm Biutiful Cauntri, mediante il quale venne denunciata la piaga dell’emergenza rifiuti in Campania. Protagonista era l’allora Direttore di Legambiente Campania Raffaele Del Giudice (attuale vicesindaco di Napoli), che si batteva contro lo scempio ambientale in atto soprattutto nella provincia a Nord di Napoli (in particolare il giuglianese). Fu realizzato nel 2007 da Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero.

È stato presentato a novembre 2007 nell’ambito del Torino Film Festival, dove ha ricevuto una menzione speciale, ed è poi uscito il 7 marzo 2008 in dieci sale italiane. Il 15 luglio 2008 il film è uscito nelle sale francesi, dove è stato recensito piuttosto positivamente dal quotidiano Le Monde.

Il film è stato edito in DVD insieme a un breve libro nella collana Senza Filtro della Biblioteca Universale Rizzoli.

Tra i premi vinti ricordiamo:

  • 2008 Nastro d’argento Miglior documentario uscito in sala
  • 2008 Globo d’Oro Migliore documentario
  • 2008 Ciak d’oro ad Esmeralda Calabria per il Miglior Montaggio
  • 2009 Premio Giancarlo Siani – 1º premio ex aequo per l’Audiovisivo (16 ottobre 2009)

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