Tregua USA-Iran vacilla: Wall Street torna in rosso, PCE +2,8%
Il mercato rialzista dura lo spazio di una mattinata. Dopo il rally record di mercoledì, e oltre 1.300 punti guadagnati dal Dow Jones in una sola seduta, gli investitori si ritrovano di nuovo a fare i conti con la realtà.
La tregua tra Stati Uniti e Iran è già scricchiolante, il petrolio ha ripreso a salire e i futures di Wall Street aprono la giornata del 9 aprile 2026 in territorio negativo.
Non è una sorpresa. Fidarsi di un cessate il fuoco di soli quattordici giorni, in una delle regioni più instabili del mondo, richiederebbe una buona dose di ottimismo. Il parlamento iraniano ha già accusato Washington di aver violato i termini dell’accordo, citando i raid israeliani in Libano. Lo Stretto di Hormuz, la porta del petrolio mondiale, resta chiuso o aperto a singhiozzo, il che per i mercati è quasi peggio.
In mezzo a tutto questo, oggi arriva il dato PCE di febbraio: l’inflazione vista dagli occhi della Federal Reserve. Un numero sbagliato, e i tassi potrebbero restare alti più a lungo del previsto. Una combinazione non proprio ideale per chi sperava in un’estate tranquilla sui mercati.
Sommario
Mercoledì da incorniciare, giovedì da dimenticare?
Quello che è successo il 9 aprile era quasi scritto. Quando un indice guadagna oltre 1.300 punti in una sola seduta, come ha fatto il Dow Jones l’8 aprile, qualcuno prima o poi prende i profitti.

Ma qui non si tratta solo di prese di beneficio tecniche: la causa del ritiro è sostanziale. Le dichiarazioni del presidente del Parlamento iraniano, che ha accusato USA e Israele di aver violato almeno tre clausole del cessate il fuoco, hanno dato ulteriore incertezza.
I futures sull’S&P 500 cedono circa lo 0,4% nelle prime ore di contrattazione. Il VIX, tornato sotto 22 punti durante il rally, si stabilizza su valori comunque più bassi rispetto al picco della crisi. Il mercato non è in panico, ma nemmeno in festa.
È in attesa dell’evoluzione del conflitto, dei dati macro, della Fed.
I tecnologici e i ciclici: chi aveva guadagnato, adesso cede
Nvidia, Meta, Amazon, TSMC: i grandi vincitori della seduta di mercoledì mostrano già qualche cedimento nelle contrattazioni pre-mercato.
Non è insolito: i titoli che corrono di più nei rally di sollievo sono anche quelli che ripiegano prima quando il sollievo si rivela temporaneo.
| Nome | Prezzo | Var % |
|---|---|---|
| NVIDIA Corporation NVDA | $201,68 | ▲ +1,68% |
| Amazon.com, Inc. AMZN | $250,56 | ▲ +0,34% |
| Taiwan Semiconductor Manufacturing Company Limited TSM | $370,50 | ▲ +1,97% |
| Meta Platforms, Inc. META | $688,55 | ▲ +1,73% |
Le compagnie aeree, protagoniste di recuperi spettacolari mercoledì (+7-8%), aprono il 9 aprile con un passo più incerto.
Lo stesso vale per le crociere, che avevano guadagnato anche l’11%. Questi settori sono direttamente esposti al prezzo del carburante: se il petrolio torna a salire, i margini si riducono. Ed è esattamente quello che sta succedendo.
Il PCE: un numero che vale milioni (+2,8%)
Nel pomeriggio italiano è arrivato il dato che in molti aspettavano con il fiato sospeso: il core PCE di febbraio. Gli analisti si aspettavano un valore intorno al 3,1% su base annua, ben oltre il target del 2% della Fed. Un dato superiore a questa soglia rallegrerebbe i falchi della banca centrale e chiuderebbe probabilmente la porta a qualsiasi taglio dei tassi nel 2026.
Wells Fargo ha già preso posizione in modo netto il 6 aprile: nessun taglio previsto quest’anno. Jerome Powell, nella riunione di marzo, si era mantenuto sul filo del rasoio, né rialzi, né tagli, solo pazienza.
Nelle prime ore di questo pomeriggio è arrivato il dato Core che segnala un +3%, in leggero miglioramento rispetto al dato precedente.
L’indice è aumentato dello 0,4% mentre a Febbraio si segnala un aumento dell’inflazione PCE pari al +2,8%, quindi lontano ancora dal target previsto.
Borse europee: tra sollievo e prudenza
In Europa, la giornata di oggi si apre in ordine sparso. Dopo il balzo del 3,9% dello STOXX Europe 600 di mercoledì, il miglior giorno dell’anno per le borse continentali, i principali listini correggono moderatamente. Il FTSE MIB registra una flessione contenuta; i titoli della difesa tengono meglio rispetto ai ciclici.
| Nome | Prezzo | Var % |
|---|---|---|
| DAX ^GDAXI | €24.368,66 | ▼ -1,35% |
| FTSE 100 ^FTSE | £10.603,62 | ▼ -0,60% |
| CAC 40 ^FCHI | €8.333,06 | ▼ -1,09% |
| FTSE MIB FTSEMIB.MI | €48.178,93 | ▼ -1,41% |
| Euro Stoxx 50 ^STOXX50E | €5.975,78 | ▼ -1,35% |
Il cambio euro/dollaro scivola sotto 1,17 dopo aver sfiorato i massimi da fine febbraio. Un segnale che il mercato valutario è più scettico di quello azionario sulla tenuta della tregua e sulle sue implicazioni per l’inflazione globale.
Conclusioni
Le prossime 48 ore diranno molto sulla direzione dei mercati. Se i colloqui di Islamabad, previsti per questo fine settimana, produrranno segnali concreti di de-escalation e di riapertura dello Stretto di Hormuz, il rally potrebbe riprendere. Se invece la tregua dovesse sgretolarsi ulteriormente, la settimana si chiuderà con perdite significative su tutti i listini.
Una cosa è certa: questo mercato non premia i coraggiosi, almeno non nel breve termine. Premia chi sa aspettare e capisce che, in un contesto come questo, la pazienza è l’unico vantaggio competitivo sostenibile.
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