Cinque consigli per una strategia di trading vincente: non farsi condizionare dalle emozioni

trading stress

Nel fare attività di investimento, soprattutto nel breve termine, dobbiamo essere pronti ad affrontare alcuni aspetti psicologici di fondamentale importanza: quando ci assumiamo dei grossi rischi legati ad operazioni di trading, i nostri comportamenti diventeranno molto spesso imprevedibili, contraddittori e occasionalmente goffi.

Per riuscire ad avere dei buoni rendimenti nelle sessioni di analisi di mercato settimanali, dobbiamo, innanzitutto, capire che per capire fino in fondo i mercati finanziari è necessario comprendere gli aspetti irrazionali dei nostri comportamenti.

trading stress

Molti snobbano l’aspetto psicologico della mente del trader, ma lo studio della psicologia degli errori di valutazione è indispensabile quanto l’analisi di un bilancio di un’azienda quotata.
L’unione tra l’aspetto tecnico-economico e il fattore psicologico viene definito “Finanza comportamentale”.

1. “Se credi di poter fare una cosa, o di non poterla fare, ci riuscirai in entrambi i casi”.

Cosa vuol dire? Semplicissimo. Se un trader neofita, parte con la convinzione che avrà dei guadagni bassi nel corso della sua attività di trading finanziario, nel 90% dei casi, inconsciamente, andrà ad adottare delle strategie che lo porteranno a generare delle perdite.
Quindi, il consigio è quello di offuscare totalmente le rappresentazioni mentali che ci si vengono a parare di fronte.

2. “Non essere troppo sicuro di te stesso”

Molti studi psicologici, all’interno della cosiddetta finanza comportamentale, hanno riscontrato come gli errori di valutazione in fase di investimento si verifichino perchè le persone sono eccessivamente sicure di sè.

Questo lo possiamo riscontrare in vari ambiti, non solo all’interno della materia finanziaria.

Un esempio? Immaginiamo di chiedere ad un campione di popolazione maschile, quanto sia brava a guidare la macchina. L’85% delle risposte saranno più che positive. Tutti abili ed esperti guidatori!
La sicurezza in se stessi, non è una cosa negativa. Anzì, alle volte può aiutare a superare situazioni difficili.
Ma il suo eccesso è ben altra cosa, e può essere particolarmente pericoloso quando si tratta di questioni finanziarie.

3. Il trading è un lavoro.

Quante volte ci viene propinata la solita storiella secondo cui è possibile fare trading dove, quando e quanto si vuole?
Potremo tradare direttamente da una spiaggia alle Maldive o su una pista da sci tramite il nostro Pc o smartphone.

Non c’è nulla di più sbagliato. Il trading è un lavoro vero e proprio.
Soprattutto per un neofita, che ancora non possiede un’analisi veloce dei grafici e un controllo reale degli strumenti di lavoro, sono richieste più di due ore di assoluta concentrazione sull’operazione prima di chiudere l’ordine.
Il trading è un lavoro che richiede vere e proprio competenze. Per fare trading bisogna avere sia un’ottima preparazione teorica sia aver fatto molta pratica.

Perciò, l’importante non è farsi ingannare. Acquistare e vendere strumenti finanziari sulle piattaforme offerte dalle banche o dai vari broker online non è semplice, veloce ed intuitivo come appare.

Il consiglio per chi vuole fare trading, pur mantenendo il proprio lavoro principale, è di ricavarsi degli orari fissi in cui studiare, analizzare ed operare.

trading

4. “Maggiori conoscenze di trading = maggiori profitti? Non è proprio così

Siamo tutti d’accordo che è il trader che prende le decisioni: queste ultime sono diretto risultato delle sue conoscenze in materia ma anche e soprattutto delle sua psicologia.
Le decisioni di un trader neofita, non vengono sempre prese seguendo un ragionamento razionale ma spesso derivano dallo stato d’animo di chi opera.

Ogni essere umano è diverso l’uno dall’altro. Se sottoponiamo due soggetti con stesso livello di preparazione teorica all’analisi di un grafico, entrambi lo interpreteranno in modo diverso, prendendo decisioni operative diverse.
Questo perchè?
Dopo aver analizzato le proprie conoscenze in materia e raccolto tutte le informazioni sul grafico, entrambi (quasi incosciamente) adatteranno quei fattori di studio alle proprio esperienze personali ed alla propria mentalità operativa.

Quindi per fare buon trading, bisogna avere preparazione tecnica ed esperienza. Per esercitarsi senza mettere a rischio il proprio capitale, conviene in un primo momento operare in trading simulato. In tal modo il trader neofita riuscirà ad acquisire (dai 6 ai 12 mesi) il polso del mercato. Solo quando le perdite in paper trading saranno circoscritte e limitate e si avrà la capacità di capire quali errori operativi sono stati commessi si potrà passare al trading con capitale investito.

buy&sell

5. Calma e freddezza

Un buon trader deve possedere calma e freddezza per cercare di individuare solo le situazioni grafiche più interessanti. Questo vuol dire, che il trader non dovrà aprire posizioni ogni giorno. Le posizioni vanno aperte solo quando si ritiene opportuno e conveniente farlo.
Ci saranno giornate dove si apriranno molte posizioni e giornate in cui non sarà necessario di fare assolutamente nulla.

La freddezza del trader sta proprio nella valutazione del rischio, ricordandosi sempre la regola più importante: non perdere denaro.

Quindi: “più operazioni = più guadagno” è una formula assolutamente sbagliata e fallimentare. E’ fondamentale mantenere un aspetto costruttivo per ottenere risultati positivi.

LEAVE A REPLY