Trasporti pubblici, è guerra ai “portoghesi” del bus

La bozza di decreto sui servizi pubblici locali stringe la morsa contro gli evasori del trasporto pubblico. Ma scatta il rimborso se bus e metro sono in ritardo

Autobus e metro sempre più a servizio dei passeggeri, per lo meno di quelli che pagano il biglietto. Il governo ha approvato in prima bozza il decreto sui servizi pubblici locali, testo unico attuativo della riforma Madia, che riserva grande spazio al trasporto pubblico locale (tpl).
Il decreto deve ancora ottenere il visto di conformità e copertura della Ragioneria centrale, la cosiddetta “bollinatura”, ma se il testo verrà confermato si annuncia una svolta nell’erogazione dei servizi di tpl, soprattutto riguardo all’introduzione del rimborso per i ritardi superiori ai 30 minuti e per il contrasto al diffuso fenomeno dell’evasione dal pagamento dei titoli di viaggio.

Trasporti: stangata in vista per chi non paga il biglietto sul bus

Non timbrare il biglietto su bus e metropolitana è una cattiva consuetudine di molti italiani. In una metropoli come Roma si stima che il 40 per cento dei passeggeri non paghi il biglietto, contribuendo a portare l’azienda municipalizzata della Capitale ATAC a un passivo di oltre 140 milioni.
Il nuovo decreto sui servizi pubblici preannuncia multe salate per chi non paga il biglietto. In assenza di leggi regionali che dispongano altrimenti, agli evasori potrà essere comminata una sanzione pecuniaria pari a 60 volte il valore del biglietto ordinario, fino a una multa massima di 200 euro.

Per la caccia ai “portoghesi” in servizio anche agenti di polizia

Aumentano gli strumenti di controllo per arginare il fenomeno dell’evasione nel settore dei tpl. Per dare la caccia ai “portoghesi” le aziende di trasporto potranno assoldare agenti accertatori esterni o richiedere al Ministero dell’Interno, dietro pagamento delle rispettive spese, di affiancare agenti di polizia giudiziaria ai propri ufficiali. Le riprese delle videocamere interne potranno essere utilizzate come mezzo di prova per identificare i trasgressori sfuggiti all’identificazione da parte dei controllori.
Il decreto prevede altresì l’introduzione della “strisciata” obbligatoria dei titoli di viaggio ad ogni corsa. Una misura che intende generalizzare il controllo a vista, come deterrente nei confronti dell’evasione, ma che pare di difficile applicazione nei confronti degli abbonati o di chi possiede un biglietto a tempo. Molte aziende di trasporto locale, inoltre, negli ultimi anni si sono dotati di app per smartphone e tablet per consentire ai passeggeri di acquistare on line i titoli di viaggio, con vidimazione automatica all’emissione: come introdurre in questi casi la strisciata obbligatoria?

Se il bus è in ritardo scatta il rimborso, ma per Codacons è solo una bufala

Tra le misure introdotte nella bozza di decreto ministeriale, un’altra novità riguarda il diritto dei passeggeri di ottenere il rimborso del biglietto nel caso di ritardi superiori ai 30 minuti, per il trasporto cittadino, o ai 60 minuti, per spostamenti a raggio locale, sempre che i ritardi non siano dovuti a scioperi, calamità naturali o altri eventi imprevedibili.
Una svolta per i passeggeri del trasporto pubblico locale? Per il Codacons il decreto non produrrà alcun effetto nel migliorare la puntualità e l’efficienza dei servizi di trasporto. Il rimborso non sarebbe altro che “una bufala, che rischia di tradursi in una colossale presa in giro per gli utenti”. Per Carlo Rienzi, Presidente di Codacons, in molte città gli orari dei bus non sono definiti con precisione, rendendo impossibile stabilire l’entità dei ritardi. Inoltre, le aziende potranno appellarsi a imprecisati “eventi imprevedibili”, come potrebbe essere un’auto parcheggiata in doppia fila alle condizioni meteo avverse. Praticamente per gli utenti la richiesta di rimborso sarebbe “un vero e proprio percorso ad ostacoli, che quasi sempre li vedrà perdenti”.