Trasferimento del dossier titoli a un altro broker (2026)
Trasferire il dossier titoli a un altro broker: costi reali, tempi, modulo TDT e fiscalità. La guida 2026 passo dopo passo.
Spesso di ha la necessità di “portare” i propri investimenti ad un altro broker. In questa guida voglio parlare del trasferimento del dossier titoli, che spesso viene vista come operazione difficile.
Magari hai aperto il conto anni fa e oggi ti accorgi che le commissioni sono un tantino alto. Oppure vuoi cambiare un broker estero in regime dichiarativo per passare a una banca italiana magari come sostituto d’imposta.
In tutti questi casi, trasferire i titoli da un broker all’altro è una operazione che puoi fare gratuitamente. L’alternativa, cioè vendere tutto e ricomprare altrove, ti costringe a realizzare subito le plusvalenze, tassate al 26%, e a pagare due volte le commissioni di negoziazione. Capirai che quest’ultima opzione non conviene per niente.
Il trasferimento del dossier titoli funziona in modo leggermente diverso: è uno spostamento puramente amministrativo. Azioni, obbligazioni ed ETF passano dal vecchio conto al nuovo conto titoli e conservano i prezzi di carico originali. Senza vendita non c’è plusvalenza e quindi non paghi tasse.
Andiamo a vedere allora come si fa, come funziona la procedura standardizzata TDT (Trasferimento Dossier Titoli), quando si usa quella tradizionale, quale modulo compilare e quali dati tenere a portata di mano.
Cos’è il trasferimento del dossier titoli
Il trasferimento del dossier titoli è la procedura con cui si spostano praticamente gli strumenti finanziari custoditi presso un intermediario, banca o broker, verso un altro istituto, senza passare dalla vendita.
E’ una procedura che pul riguardare tutti gli strumenti in deposito, con la contestuale estinzione del vecchio rapporto, oppure solo una parte di essi. Cioè puoi decidere se spostare alcuni strumenti o in parte o tutti.
Quali strumenti puoi trasferire? Praticamente tutti: azioni, obbligazioni, ETF, certificati, titoli di Stato, fondi comuni e SICAV, italiani ed esteri.
Trasferire i titoli o vendere e ricomprare: la differenza fiscale
La prima domanda è: meglio trasferire i titoli o liquidare tutto e ricomprare sul nuovo conto? Quasi sempre conviene la prima.
Vendere un titolo in guadagno significa realizzare una plusvalenza, tassata al 26% (12,5% per i titoli di Stato italiani e dei Paesi in white list). Liquidare un portafoglio da 50.000 euro con 10.000 euro di plusvalenze latenti costa subito 2.600 euro di imposte. A cui devi sommare le commissioni di vendita, quelle di riacquisto e qualche giorno fuori dal mercato.
Con il trasferimento invece evitit tutto questo. Le posizioni restano aperte al prezzo di carico iniziale, non realizzi plusvalenze né minusvalenze, non versi imposte e non corri il rischio di rientrare a prezzi più alti.
Lo svantaggio vero è uno solo: devi aspettare un pò di tempi “tecnici”. Durante il trasferimento i titoli sono bloccati e non puoi venderli.
Quando può aver senso vendere e ricomprare? In tre casi estremi: portafogli piccoli con plusvalenze irrisorie, posizioni in perdita che vuoi comunque chiudere per generare minusvalenze compensabili, oppure strumenti che il nuovo broker non tratta proprio.
Quali strumenti puoi trasferire e chi può richiederlo?
La regola di base è la stessa: tutti gli strumenti dematerializzati e accentrati in un sistema di gestione viaggiano con la procedura standardizzata. Parliamo di azioni, obbligazioni, ETF, certificati e titoli di Stato.
Fondi comuni e SICAV seguono invece, spesso, la strada del cambio collocatore, che funziona solo se il nuovo intermediario ha un accordo di collocamento con la SGR o la SICAV.
Restano fuori dalla procedura standardizzata i titoli non dematerializzati, gli strumenti con vincoli contrattuali, quelli in periodo di blocco all’ingresso di un fondo e le posizioni con impedimenti giuridici o tecnici.
Capitolo a parte per i prodotti esclusivi di certe piattaforme: le criptovalute reali su wallet (Trade Republic le offre), i fondi di private equity e alcuni derivati non si possono spostare verso broker che non li supportano. Lì le opzioni sono due: vendi prima, oppure li lasci sul vecchio conto.
Naturalmente la quasi totalità dei nostri lettori su Webeconomia credo usi la procedura standard in quanto consente di spostare gli strumenti su cui (più o meno) investiamo tutti come Azioni, ETF e strumenti tradizionali.
Per le crypto ancora ci sono molti utenti che usano gli exchange e poco gli ETP.
Approfondimento Cosa sono gli ETF?Come funziona la procedura di trasferimento
Vediamo come trasferire effettivamente il nostro conto titoli. Ci sono sostanzialmente due possibilit: la procedura standardizzata, costruita sul servizio TDT (Trasferimento Dossier Titoli), e quella tradizionale, non automatizzata.
A queste si affianca il cambio collocatore, riservato a fondi comuni e SICAV. Non sei tu a scegliere il canale: dipende dagli strumenti e dall’ampiezza del trasferimento. In pratica il TDT sposta l’intera posizione in un colpo solo; per i trasferimenti parziali serve la procedura tradizionale.
Ad esempio Fineco adotta la procedura semplificata, e in un attimo puoi spostare i tuoi strumenti.
eToro
raccomandato da WebEconomia- Copy Trading: copia i migliori investitori
- Smart Portfolios per diversificare
- Zero commissioni su azioni reali
La procedura standardizzata TDT (Trasferimento Dossier Titoli)
Il servizio TDT è la procedura interbancaria automatizzata che trasferisce in un’unica soluzione tutti gli strumenti del dossier: azioni, obbligazioni, ETF, certificati, titoli di Stato e quote di OICR.
Per iniziare la procedura devi partire dal tuo broker attuale. Poi devi fare una serie di passi semplici:
- apri il conto sul nuovo broker (quello dove vuoi portare i titoli)
- apri il conto titoli
- avvii la pratica
Il nuovo broker ti sta acquisendo come cliente, quindi è il soggetto più motivato a seguire la pratica fino in fondo.
Da un punto di vista tecnico passaggi operativi sono questi:
- recuperi i dati del vecchio deposito (numero del conto, IBAN, elenco degli strumenti da spostare).
- ontrolli che i due depositi abbiano la stessa intestazione, condizione senza la quale scattano effetti fiscali.
- compili e firmi il modulo di richiesta TDT generato dal nuovo intermediario, con la firma di tutti i cointestatari se il dossier è cointestato.
- controlli la pratica e verifichi l’esito dall’home banking.
Il TDT ha delle tempistiche definite contrattualmente per tipologia di strumento: in media circa 20 giorni lavorativi.
Se cambi idea, puoi revocare il trasferimento entro 13 giorni lavorativi dalla firma del modulo.
La procedura tradizionale e il cambio collocatore per fondi e SICAV
La procedura tradizionale è il canale non standardizzato. Serve in due situazioni in pratica: quando vuoi trasferire solo alcuni titoli specifici (trasferimento parziale) e quando di mezzo ci sono strumenti non dematerializzati.
Il meccanismo se vogliamo è più “artigianale” cioè trasmetti alla banca di origine una disposizione di trasferimento firmata (via PEC, raccomandata o allo sportello) e ne mandi copia al nuovo intermediario. I
tempi qui non sono garantiti (non c’è una meida) e dipendono dalla complessità dell’operazione, dalle procedure interne e da quanti interlocutori sono coinvolti.
Per fondi e SICAV c’è il cambio collocatore: il passaggio totale o parziale delle quote da un collocatore all’altro, possibile solo se il nuovo intermediario ha sottoscritto un accordo di collocamento o distribuzione con la SGR o la SICAV.
Prima di avviarlo devi fare due verifiche, ISIN per ISIN: che i comparti da trasferire siano effettivamente collocati dal nuovo intermediario e che i PAC associati risultino chiusi. Se il nuovo collocatore non distribuisce alcuni fondi, quelle posizioni restano dove sono, oppure le disinvesti.
Scalable Capital
raccomandato da WebEconomia- PAC totalmente gratuiti
- Oltre 1.171 ETF senza commissioni
- Liquidità non investita remunerata
Come si compila il modulo di trasferimento?
A seconda del broker che scegli cambia la procedura. Trovi anche dei nomi diversi per la procedura, ad esempio su Fineco trovi la voce “Trasferimento Titoli in Entrata”.
Le informazioni richieste però sono sempre le stesse:
- i tuoi dati anagrafici e il codice fiscale
- il numero del deposito titoli di origine con l’IBAN associato
- gli estremi del nuovo deposito.
- l’elenco degli strumenti da trasferire con ISIN e quantità, oppure l’indicazione di spostare l’intera posizione.
Devi poi scegliere tra trasferimento totale, con estinzione del vecchio deposito, o parziale. Firma obbligatoria di tutti i cointestatari.
Molti broker hanno digitalizzato tutto: su Fineco trovi la funzione nell’area Trading/Servizi, su Trade Republic trovi tutto in da Profilo > Ricevi Assistenza > Investimenti, su Directa dall’area clienti. Oppure c’è un modulo in genere da scaricare.
Un consiglio: conserva sempre una copia del modulo firmato, ti servirà come riferimento per eventuali solleciti. Qui sotto i ho riassunto i tempi “medi” che puoi prendere come una indicazione generale.
Tempi medi del servizio TDT per tipologia di strumento.
Costi di trasferimento titoli: facciamo un confronto
Quanto costa trasferire i titoli da un broker all’altro? Andiamo a fare un confronto tra i broker più utilizzati e conosciuti.
In Italia il trasferimento tra banche è gratuito per legge (D.lgs. 24 gennaio 2015, art. 2). In entrata, poi, è gratis praticamente ovunque: nessun broker fa pagare chi gli porta nuovi asset.
I costi veri, quando ci sono, sono in genere imposti dal broker che stai lasciando.. Ed è qui che la distanza tra intermediari italiani ed esteri è abbastanza netta.
Fineco e Directa: trasferimento gratuito per legge
I due broker italiani più usati per il trading online non applicano costi né in uscita né in entrata. Fineco non addebita nulla per il trasferimento di titoli e fondi, in entrambe le direzioni: la richiesta in entrata parte dalla funzione dedicata nell’area Trading/Servizi, quella in uscita con il modulo di “Trasferimento Titoli in Uscita” da inviare via email o PEC.
Directa lavora con il TDT, senza commissioni. Quanto ai tempi reali, da Directa a Fineco si parla di 7-20 giorni lavorativi per i titoli italiani, fino a tre settimane e oltre per gli esteri; nella direzione opposta si scende a 5-10 giorni lavorativi per gli strumenti italiani.
C’è poi un vantaggio fiscale: entrambi sono sostituti d’imposta in regime amministrato, quindi il passaggio dall’uno all’altro non ti chiede alcun adempimento. Prezzi di carico e zainetto fiscale sono in pratica molto simili.
- 701 ETF senza commissioni
- 701 ETF in PAC gratuiti
- Regime Sostituto d'imposta
- Sostituto d'imposta: fiscalità automatica
Investire comporta rischi. Il tuo capitale è a rischio.
- 1171 ETF senza commissioni
- 2294 ETF in PAC gratuiti
- Regime Sostituto d'imposta
- PAC totalmente gratuiti
Investire comporta rischi. Il tuo capitale è a rischio.
- Regime Nessun supporto fiscale
- Copy Trading: copia i migliori investitori
- Smart Portfolios per diversificare
- Zero commissioni su azioni reali
52% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando opera con questo fornitore di CFD. Dovreste valutare se potete permettervi di correre il rischio elevato di perdere il vostro denaro.
- 2118 ETF in PAC gratuiti
- Regime Sostituto d'imposta
- PAC totalmente gratuiti
- Carta di debito inclusa con cashback
Investire comporta rischi. Il tuo capitale è a rischio.
I broker esteri:Scalable Capital, Trade Republic e gli altri
Tra i broker esteri le politiche sono leggermente diverso. Al momento in cui scrivo questa guida, Degiro è il più caro in uscita: 20 euro per posizione (per singolo ISIN), più eventuali costi esterni. E se il titolo deve cambiare borsa di quotazione, si parte da 25 euro a posizione. Quindi per esempio lasciare Degiro con un portafoglio di 15 tra ETF e azioni può costare 300 euro o più.
Scalable Capital non applica costi di uscita; la richiesta si gestisce con il modulo del broker di destinazione o con quello fornito da Scalable.
Trade Republic non fa pagare il trasferimento in nessuna direzione, e la pratica si avvia direttamente dall’app, nella sezione assistenza.
Occhio però alle azioni e titoli frazionati: Trade Republic e Scalable permettono di comprare frazioni di azioni ed ETF, che non si possono trasferire e vengono vendute prima del passaggio.
Interactive Brokers, invece, consente il trasferimento di posizioni complete senza commissioni proprie sulla maggior parte dei mercati (ACATS negli USA, position transfer FOP in Europa), anche se su alcuni mercati specifici possono spuntare costi di depositari terzi.
Broker | Costo uscita | Costo entrata | Tempi indicativi | Note |
Fineco | 0 € | 0 € | 5-20 gg lavorativi | Regime amministrato; promo “Porta titoli” con buono Amazon (fino al 26/06/2026) |
Directa | 0 € | 0 € | 7-20 gg lavorativi | Regime amministrato; trasferimento via TDT |
Degiro | 20 €/posizione + costi esterni | 0 € | 1-3 settimane | Cambio borsa da 25 €/posizione; regime dichiarativo |
Scalable Capital | 0 € | 0 € | 1-3 settimane | Regime dichiarativo (report fiscale); frazioni non trasferibili |
Trade Republic | 0 € | 0 € | fino a 3 settimane | Amministrato disponibile con filiale italiana; frazioni vendute prima del trasferimento |
Interactive Brokers | 0 € (position transfer) | 0 € | 1-3 settimane | Regime dichiarativo; possibili costi di depositari terzi su alcuni mercati |
Costi e tempi di trasferimento titoli dei principali broker attivi in Italia.
I broker che rimborsano i costi di trasferimento
Ci sono però alcuni broker che consentono il trasferimento e rimborsano i costi di trasferimento. Molti usano questa pratica per attrarre ovviamente nuovi clienti.
Fineco, per esempio, rimborsa spesso le commissioni di uscita addebitate dal broker estero e lancia periodicamente promozioni dedicate.
Anche Interactive Brokers e altri intermediari internazionali riconoscono, su richiesta, rimborsi dei costi di trasferimento per portafogli di importo significativo. Prima di avviare la pratica, quindi, scrivi all’assistenza del nuovo broker, chiedi nero su bianco se rimborsa i costi di uscita e fatti confermare condizioni e modalità. Su un portafoglio con molte posizioni parliamo di centinaia di euro.
Confronto dei costi di trasferimento in uscita per posizione tra i sei broker principali.
Tempi del trasferimento del dossier titoli: cosa aspettarsi davvero
Ma quali sono i tempi reali che ci possiamo attendere? Nei casi più lineari (titoli italiani tra due banche italiane via TDT) bastano 4-5 giorni lavorativi.
La norma, però, è attendere da una a tre settimane. E nei casi complicati (titoli esteri, fondi OICR esteri, intermediari lenti) si arriva a 6 settimane, con punte di 2-3 mesi.
Il servizio TDT almeno mette nero su bianco i tempi “medi” ovvero circa 19 giorni lavorativi, 23 per quelli su depositari esteri, 21 per gli OICR italiani e ben 46 per gli OICR esteri, che richiedono verifiche manuali e coinvolgono più soggetti: il Soggetto Incaricato dei Pagamenti, il Transfer Agent, altri intermediari.
Ricorda che durante il trasferimento le posizioni restano inaccessibili. Non puoi venderle, non puoi movimentarle. Scegli quindi un periodo in cui non prevedi di dover toccare il portafoglio.
Cosa succede ai dividendi staccati durante il trasferimento
Un titolo stacca il dividendo mentre il trasferimento è in corso? Niente panico, non perdi nulla. Il dividendo arriva sul conto del broker di partenza, perché alla data di stacco i titoli risultavano ancora lì.
Completato il passaggio, i dividendi successivi verranno accreditati sul nuovo conto. Stesso discorso per le cedole obbligazionarie e per i proventi degli ETF a distribuzione. Non chiudere quindi il conto presso il vecchio intermediario finché tutti i flussi pendenti non sono arrivati. Meglio aspettare qualche settimana dopo la fine del trasferimento prima di estinguere il rapporto.
Approfondimento Migliori ETF Dividendi 2026Trasferimento bloccato o in ritardo: a chi rivolgersi
Se i tempi si allungano oltre le attese, il referente della pratica è il broker di destinazione: la gestisce lui, e ha tutto l’interesse a chiuderla. Un pò come quando trasferisci l’assicurazione dell’auto.
Contatta la sua assistenza citando la data della richiesta e chiedi a che punto è la pratica. In parallelo puoi scrivere o chiamare la banca di origine per verificare che la disposizione sia stata ricevuta.
Generalmente nascono problemi per intestazioni che non coincidono, PAC o servizi collegati ancora aperti, titoli non supportati dal nuovo broker, vincoli sul deposito come ad esempio un sequestro.
Se vedi che si va troppo oltre con i tempi puoi inviare una PEC, un reclamo per iscritto o rivolgerti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) di Consob.
Fiscalità del trasferimento titoli: regime amministrato e dichiarativo
Diamo come sempre un’occhiata alle tasse, perché un errore qui può costarti una tassazione non dovuta o la perdita di minusvalenze compensabili.
Tieni a mente una cosa: il trasferimento tra depositi con la stessa intestazione non genera alcun effetto fiscale, e le quote passano al prezzo medio di carico. Intestazione diversa? Allora il trasferimento diventa a titolo oneroso: i titoli passano al prezzo di mercato e le plusvalenze maturate vengono tassate prima del passaggio.
Qui trovi una guida completa sulla tassazione degli ETF ad esempio.
Trasferimento tra due intermediari in regime amministrato
Il caso più semplice è quello del regime amministrato in cui il broker fa da sostituto d’imposta: calcola e versa le imposte al posto tuo e gestisce direttamente i dati fiscali delle posizioni.
Quando trasferisci i titoli da un intermediario amministrato a un altro la banca d’origine trasmette al nuovo intermediario tutte le informazioni fiscali rilevanti: prezzo medio di carico, plusvalenze, minusvalenze. Tu non devi fare niente.
E quindi il nuovo broker riparte da dove si era fermato il vecchio. Una sola verifica consigliata a passaggio completato: confronta l’estratto del vecchio deposito con quello del nuovo, controlla che quantità e prezzi di carico coincidano e segnala subito eventuali incongruenze che dovessi rilevare.
Approfondimento Broker in Italia: solo 3 su 10 fanno da sostituto d’impostaDa broker estero a broker italiano: dal dichiarativo all’amministrato
Il passaggio da un broker estero a uno italiano è il caso più frequente. I broker esteri senza stabile organizzazione in Italia operano in regime dichiarativo: tocca a te calcolare plusvalenze e minusvalenze in dichiarazione, compilare il quadro RW per il monitoraggio delle attività estere e versare l’IVAFE, l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. T
rasferendo i titoli a un intermediario italiano in regime amministrato ti liberi di tutto questo: dal momento del passaggio il nuovo broker fa da sostituto d’imposta. Su quelle posizioni il quadro RW e l’IVAFE non servono più, e l’imposta di bollo dello 0,2% la applica direttamente l’intermediario.
Il passaggio delicato è la certificazione dei prezzi di carico. Il broker italiano non sa a quanto hai comprato i titoli presso l’intermediario estero. Senza documentazione, rischia di assumere come prezzo di carico il valore di mercato al momento del trasferimento o, peggio ancora, un valore convenzionale che ti penalizza.
Quindi ti consiglio entro pochi giorni dal trasferimento di inviare al nuovo intermediario la certificazione dei prezzi medi di carico (estratti conto, note di eseguito o il report fiscale del vecchio broker).
Così il broker italiano imposta correttamente il tuo zainetto fiscale e, alla vendita, pagherai le imposte solo sulla plusvalenza reale maturata dall’acquisto originario.
Approfondimento Migliori Broker Italiani: i 5 più affidabili del 2026<br />Prezzi di carico, zainetto fiscale e minusvalenze: come non perdere nulla
Lo zainetto fiscale è l’insieme delle minusvalenze pregresse che puoi usare per compensare future plusvalenze, entro il quarto anno successivo a quello di realizzo. Come si comporta nel trasferimento?
Tra due intermediari amministrati con stessa intestazione, se il vecchio deposito resta aperto le minusvalenze rimangono lì, utilizzabili su quel rapporto. Se invece chiudi del tutto il vecchio deposito, l’intermediario uscente ti rilascia una certificazione delle minusvalenze residue: la presenti al nuovo broker e lo zainetto ti segue, pronto a compensare le plusvalenze sul nuovo conto.
Ecco un riepilogo pratico. Nota: prendi questi esempi come una indicazione di massima, poi ti devi comunque rivolgere ad un commercialista esperto di materia fiscale.
Aspetto | Regime amministrato | Regime dichiarativo |
Chi calcola e versa le imposte | L’intermediario (sostituto d’imposta) | L’investitore in dichiarazione (quadro RT) |
Quadro RW e monitoraggio fiscale | Non richiesto | Obbligatorio per attività estere |
Imposta su deposito | Bollo 0,2% applicato dal broker | IVAFE 0,2% versata in dichiarazione |
Prezzi di carico nel trasferimento | Trasmessi automaticamente tra intermediari | Da certificare al nuovo broker (estratti, report fiscale) |
Minusvalenze | Zainetto fiscale trasferibile con certificazione alla chiusura | Restano nel quadro RT, non trasferibili nello zainetto |
Broker tipici | Fineco, Directa, Trade Republic (filiale italiana) | Degiro, Interactive Brokers, Scalable Capital |
Confronto tra regime amministrato e regime dichiarativo nel trasferimento titoli.
Casi particolari: PAC in corso, frazioni di ETF e conti cointestati
Oltre alla procedura standard, ci sono quattro situazioni che possono portare altri problemini pratici.
PAC in corso: perché va chiuso prima di avviare il trasferimento
Hai un piano di accumulo attivo su fondi, ETF o azioni? Va chiuso prima di avviare il trasferimento. I piani di accumulo e i servizi collegati al deposito vengono chiusi prima di eseguire il trasferimento, e la verifica della chiusura dei PAC è uno dei controlli preliminari obbligatori. Il motivo è operativo: un PAC genera acquisti ricorrenti che modificherebbero la posizione proprio mentre viene fotografata e trasferita.
Attenzione però a non fraintendere: chiudere il PAC non significa vendere quanto accumulato. Le quote già acquistate restano nel dossier e si trasferiscono normalmente, con il loro prezzo medio di carico. Finito il passaggio, riattivi un nuovo PAC sugli stessi strumenti presso il nuovo broker.
Approfondimento Piano di Accumulo del Capitale (PAC): guida completa (2026)Frazioni di ETF e azioni frazionate: cosa succede davvero
Le frazioni possono portare qualche problemino. Trade Republic e Scalable Capital permettono di comprare azioni frazionate o piccole “frazioni” di ETF, soprattutto attraverso i piani di accumulo.
Il problema è che i sistemi di regolamento interbancari trasferiscono solo quote intere. Le frazioni quindi verrebbero liquidate, cioè vendute, prima del trasferimento. Hai così una vendita forzata che è a tutti gli effetti un evento fiscale quindi paghi le tasse.
Su importi piccoli l’impatto è modesto. Ma su un PAC pluriennale le frazioni accumulate possono valere centinaia di euro. Prima di avviare il trasferimento, valuta l’arrotondamento: compri la frazione mancante per arrivare alla quota intera, che a quel punto si trasferisce insieme al resto.
In alternativa accetti la vendita, e se operi in regime dichiarativo tieni traccia della plusvalenza o minusvalenza realizzata per la dichiarazione dei redditi.
Conti cointestati e intestazioni diverse: i vincoli da conoscere
Il trasferimento funziona solo tra depositi con la stessa intestazione. Dossier di partenza cointestato? Anche quello di arrivo deve essere cointestato, agli stessi nominativi. Un dossier individuale può andare solo verso un altro dossier individuale della stessa persona.
La ragione è fiscale: la normativa considera il trasferimento tra depositi con intestazione diversa un atto a titolo oneroso, quindi le quote passano al prezzo di mercato con tassazione delle plusvalenze maturate. È il meccanismo che impedisce di “regalare” titoli in guadagno per azzerare il capital gain.
Devi davvero spostare titoli da un’intestazione a un’altra, per esempio dal conto singolo a quello cointestato con il coniuge? Mettilo in conto: pagherai le imposte sulle plusvalenze latenti, e sul modulo serviranno le firme di tutti i cointestatari.
E’un meccanismo per evitare che qualcuno faccia qualche “furbata” per pagare meno imposte.
Titoli quotati su borse non supportate dal nuovo broker
Un caso che quasi nessuno considera: il broker di destinazione deve supportare le borse su cui sono quotati i tuoi titoli. Hai comprato un ETF su Xetra e il broker di arrivo lavora solo su Borsa Italiana? Servirà il cambio di borsa, un’operazione che non tutti gli intermediari supportano e che può costare.
Ad esempio su Scalable si opera sulle borse tedesche e non su quella italiana. La cosa positiva è che ogni titolo o ETF ha in pratica un corrispettivo su ogni borsa.
Prima di firmare il modulo comunque ti consiglio di confrontare l’elenco delle borse supportate dai due broker e chiedere all’assistenza del broker di destinazione una verifica preventiva degli ISIN in portafoglio.
Trasferimento del dossier titoli: le domande frequenti (FAQ)
In media da 1 a 3 settimane. Con il servizio TDT i tempi medi vanno da 19 giorni lavorativi (titoli italiani) a 46 (fondi OICR esteri). Nei casi complessi si può arrivare a 6 settimane.
No, se i due depositi hanno la stessa intestazione: i titoli passano al prezzo medio di carico senza evento fiscale. Con intestazioni diverse il trasferimento è a titolo oneroso e le plusvalenze vengono tassate.
Sì, nella maggior parte dei casi puoi trasferire solo alcuni titoli usando la procedura tradizionale. Il servizio TDT standardizzato, invece, trasferisce l’intera posizione in un’unica soluzione.
Considerazioni finali
Siamo arrivati alla fine di questa guida. Come avrai capito un punto fermo riguarda la convenienza fiscale: trasferire i titoli invece di venderli e ricomprarli ti permette di conservare i prezzi di carico originali, evitare la tassazione immediata delle plusvalenze al 26% e risparmiare le commissioni di negoziazione.
Attenzione ai costi. Come sai in Italia il trasferimento tra banche è gratuito per legge, e quasi tutti i broker (Fineco, Directa, Scalable Capital, Trade Republic, Interactive Brokers) non applicano costi di uscita.
Parti sempre dal nuovo broker: apri il deposito, avvia da lì la richiesta, usa il suo modulo. E se arrivi da un broker estero in regime dichiarativo, prepara la certificazione dei prezzi di carico da consegnare al nuovo intermediario.
E infine attenzione ai tempi che in media vanno da 1 a 3 settimane ma possono arrivare anche a più di 50 giorni per i broker esteri. Qui sotto ti lascio ai migliori broker italiani se vuoi iniziare a trasferire i tuoi titoli.
Per iniziare è fondamentale partire da broker regolamentati. Vi lasciamo con i link ufficiali che sono mediati dal server di WebEconomia in modo da garantire l’accesso sicuro:
- Accedi al conto di Scalable Capital facendo click qui.
- Apri il tuo conto gratuito su Trade Republic da qui.
- Accedi al conto di trading proposto da Fineco qui.
Sono le migliori piattaforme con cui potete operare su ETF ed azioni.