Trading quantitativo: cos’è, come funziona, vantaggi e svantaggi

Cos’è il trading quantitativo? Come funziona il trading quantitativo? A cosa serve il trading quantitativo? Praticare il trading quantitativo conviene? Cosa significa trading quantitativo? Quali sono i vantaggi del trading quantitativo? Quali sono gli svantaggi del trading quantitativo?

Per comprendere cosa sia e come funzioni il trading quantitativo, basta fare un paragone con le previsioni del Meteo. Uno stazionamento meteorologico perverrà a previsioni analizzando i dati climatici mediante sensori piazzati in una determinata area. Ad esempio, dicendo che ci sono 90 probabilità su 100 che piova, 5 che sia solo nuvoloso e il restante 5 che ci sia il sole.

L’analisi quantitativa computerizzata rivela modelli specifici nei dati. Quando questi modelli vengono confrontati con gli stessi schemi nello storico dei dati sul clima (il cosiddetto backtesting), e 90 volte su 100 il risultato è proprio la pioggia, allora il meteorologo riterrà esatta proprio la previsione del 90% di pioggia.

Così anche il trading quantitativo. Solo che invece delle previsioni meteo, qui si cerca di prevedere cosa farà un determinato asset in un altrettanto determinato lasso di tempo. Il calcolo della probabilità è dunque la base anche di questa metodologia previsionale.

Prima di vedere meglio cos’è il trading quantitativo, rispondendo alle domande poste nell’incipit segnaliamo ai lettori di Web Economia che la piattaforma migliore per questo scopo è senza dubbio quella offerta da eToro. Si tratta di un broker che permette di copiare automaticamente e replicare le operazioni dei migliori investitori, di quelli che fanno profitti seriamente.

66% dei trader retail perde soldi facendo trading con questo broker CFD. Dovresti considerare i rischi di perdita di denaro

Trading quantitativo cos’è

Cos’è il trading quantitativo? Nel gergo di Wall Street, è una strategia di investimento tecnico che si basa su formule matematiche e calcoli per riconoscere le opportunità di investimento. In parole povere, è un sistema basato su computer che tiene traccia di ciò che sta accadendo ad un determinato asset al fine di comprarlo o venderlo al prezzo giusto.

Trading quantitativo come funziona

Come funziona il trading quantitativo? La strategia basata sul trading quantitativo utilizza programmi software e fogli di calcolo per tracciare modelli o tendenze dell’asset posto in esame. Queste tendenze derivano dal prezzo dello stock e dal volume o dalla frequenza con cui vengono scambiati.

Le borse di solito scambiano cicli al rialzo e al ribasso e il trading quantitativo punta a capitalizzare su tali tendenze. L’obiettivo del trading quantitativo è trovare opportunità di investimento in titoli quotati e / o per reperire beni eccessivamente quotati. I

l trading quantitativo cerca di eliminare gran parte dell’elemento umano dalle decisioni di investimento. Il ragionamento dietro di esso è che alcuni “comportamenti” in un’azione potrebbero essere ignorati dalle persone, dove invece un software di investimenti potrebbe intervenire.

È una grande alternativa al trading qualitativo, che è una tecnica di investimento basata su analisi e approfondimenti di esperti finanziari. Ma non è completamente privo del tocco umano.

Quale parte giocano gli umani nel trading quantitativo? Una volta raccolte da questa strategia, le informazioni devono ancora essere analizzate. Ciò è dove il quant, che vedremo successivamente chi è, inizia il suo lavoro.

Ovvero quello di selezionare tutti i dati raccolti per decidere se hanno individuato una tendenza e determinare se c’è un punto di vendita o di acquisto. E non è tutto. Potrebbe iniziare il processo sviluppando software per trovare prezzi, copertura e gestione del rischio.

Trading quantitativo storia

Il trading quantitativo è iniziato negli Stati Uniti negli anni ’70. Fu allora che alcuni investitori iniziarono a usare le formule matematiche per quotare titoli e obbligazioni. Stavano basando i loro sforzi sulla tesi di ricerca del 1952 del premio Nobel Harry Markowitz, uno dei primi documenti per adattare formalmente i concetti matematici alla finanza.

Markowitz ha mostrato come calcolare il rendimento medio e le variabili per un determinato portafoglio azionario. È importante notare che, dopo la crisi finanziaria del 2008, il trading quantitativo è stato oggetto di pesanti critiche: i metodi informatici utilizzati non erano abbastanza accurati quando si trattava di comprare e vendere scorte e che portano a una grande svendita nei mercati.

Gli sforzi per migliorare i metodi quantitativi sono stati studiati.

Non a caso, già a partire dagli anni ‘90 nel Mondo della Finanza ha preso sempre più posto l’idea che non occorresse puntare tutto su freddi numeri e calcoli statistici. Bensì, anche il lato umano, quello fatto di sentimenti ed emozioni da parte di chi investe, aveva un suo peso rilevante. Non a caso, sono ormai già 4 i Premi Nobel che hanno basato i loro assunti su questo schema di pensiero.

Ecco perché, il trading ideale è quello che mixa sia analisi quantitativa che quella qualitativa. Proprio per soppesare al meglio i due fattori: matematico e umano.

Ma torniamo a Harry Markowitz. Dopo aver ricevuto il suo Ph.B. in Liberal Arts, Markowitz ha deciso di continuare i suoi studi presso l’Università di Chicago, scegliendo di specializzarsi in economia. Lì ha avuto l’opportunità di studiare sotto importanti economisti, tra cui Milton Friedman, Tjalling Koopmans, Jacob Marschak e Leonard Savage.

Ha completato il suo A.M. in Economics dall’università nel 1950.

Markowitz ha scelto di applicare la matematica all’analisi del mercato azionario come argomento della sua tesi. Jacob Marschak, che era il consulente di tesi, lo incoraggiò a perseguire l’argomento, sottolineando che era stato anche un interesse preferito di Alfred Cowles, il fondatore della Commissione Cowles. Durante la ricerca sull’attuale comprensione dei prezzi delle azioni, che al momento consisteva nel modello del valore attuale di John Burr Williams, Markowitz si rese conto che alla teoria manca un’analisi dell’impatto del rischio.

Questa intuizione portò allo sviluppo della sua seminale teoria dell’allocazione del portafoglio in condizioni di incertezza, pubblicata nel 1952 dal Journal of Finance. Nel 1952, Harry Markowitz andò a lavorare per la RAND Corporation, dove incontrò George Dantzig. Con l’aiuto di Dantzig, Markowitz ha continuato a ricercare tecniche di ottimizzazione, sviluppando ulteriormente l’algoritmo della linea critica per l’identificazione dei portafogli medi-varianza ottimali, facendo affidamento su quella che fu in seguito chiamata la frontiera Markowitz.

Nel 1954, ha conseguito un dottorato in economia presso l’Università di Chicago con una tesi sulla teoria del portfolio. L’argomento era così nuovo che, mentre Markowitz stava difendendo la sua tesi, Milton Friedman sosteneva che il suo contributo non era in favore dell’economia.

Durante il 1955-1956 Markowitz trascorse un anno alla Cowles Foundation, che si era trasferita alla Yale University, su invito di James Tobin. Pubblicò l’algoritmo della linea critica in un articolo del 1956 e usò questa volta alla fondazione per scrivere un libro sull’allocazione del portafoglio che fu pubblicato nel 1959.

Markowitz vinse il Premio Nobel per le Scienze Economiche nel 1990 mentre un professore di finanza a Baruch College of the City University di New York. Nell’anno precedente, ha ricevuto il John von Neumann Theory Prize della Operations Research Society of America (ora Institute for Operations Research e the Management Sciences, INFORMS) per i suoi contributi nella teoria di tre campi: portfolio theory; metodi a matrice sparsa; e programmazione della lingua di simulazione (SIMSCRIPT).

I metodi a matrice sparsa sono ora ampiamente usati per risolvere sistemi molto grandi di equazioni simultanee i cui coefficienti sono per lo più zero. SIMSCRIPT è stato ampiamente utilizzato per programmare simulazioni al computer di produzione, trasporto, sistemi informatici e giochi di guerra. SIMSCRIPT (I) includeva il metodo di allocazione della memoria di Buddy, anch’esso sviluppato da Markowitz.

Trading quantitativo a cosa serve

A cosa serve il trading quantitativo? Viene utilizzato principalmente da hedge fund e fondi comuni di investimento, che dispongono delle risorse e del know-how tecnico.

Facendo affidamento su formule matematiche, un consulente per gli investimenti potrebbe essere maggiormente in grado di vedere i punti deboli in un portafoglio che potrebbero portare a potenziali perdite se non si interviene.

Un analista quantitativo è una persona che lavora nella finanza usando tecniche numeriche o quantitative come appunto il trading quantitativo. In gergo finanziario anglosassone, un quant è proprio una persona che esegue analisi quantitative.

Trading quantitativo esempi

Quando il prezzo di un titolo inizia a mostrare segni di entrare in un periodo di trend basato su modelli storici, potrebbe essere individuata un’opportunità di investimento. Ci sono vantaggi legati al commercio quantitativo.

I consulenti per gli investimenti spesso diversificano tra più titoli in diverse regioni. Uno stile di negoziazione quantitativo è progettato per ridurre il costo di acquisto e vendita di molti titoli in varie transazioni snellendo tali operazioni.

Trading quantitativo vantaggi e svantaggi

Quali sono i vantaggi del trading quantitativo? Quali sono gli svantaggi del trading quantitativo? L’obiettivo del trading è calcolare la probabilità ottimale di eseguire un trading proficuo.

Un tipico trader può effettivamente monitorare, analizzare e prendere decisioni di trading su un numero limitato di titoli prima che la quantità di dati in arrivo travolga il processo decisionale.

L’uso di tecniche di negoziazione quantitativa illumina questo limite utilizzando i computer per automatizzare le decisioni di monitoraggio, analisi e negoziazione. Il superamento dell’emozione è uno dei problemi più diffusi nel trading. Che si tratti di paura o avidità, quando si fa trading, l’emozione serve solo a soffocare il pensiero razionale, che di solito porta a perdite. I computer e la matematica non possiedono emozioni, quindi il trading quantitativo elimina questo problema.

Sono tutte rose e fiori? Ovviamente no. Il trading quantitativo ha i suoi problemi. I mercati finanziari sono alcune delle entità più dinamiche che esistono. Pertanto, i modelli di negoziazione quantitativi devono essere altrettanto dinamici per avere un successo coerente. Molti trader quantitativi sviluppano modelli che sono temporaneamente redditizi per le condizioni di mercato per cui sono stati sviluppati, ma alla fine falliscono quando cambiano le condizioni del mercato.

Ed è in questi cambiamenti che deve subentrare la flessibilità dell’essere umano rispetto alla rigidità di un software. Ecco perché prima dicevamo che la cosa migliore è utilizzare sia trading quantitativo che trading qualitativo.

Trading quantitativo con eToro: copytrading e copyportfolios

Un Broker col quale mettere in pratica il trading quantitativo è senza dubbio eToro. Per quanti non lo conoscono ancora, si tratta di una piattaforma per il trading online israelo-cipriota che ha superato i 10 milioni di clienti ed in continua evoluzione. Nonché molto sicuro, dato che gode di molte licenze da parte degli organi preposti al controllo del mercato finanziario per operare.

Come la nostra Consob, ma anche la CySEC Cyprus Securities & Exchange Commission (CySEC), considerato l’organismo di controllo più importante a livello europeo. In quanto la maggior parte dei Broker più importanti hanno sede lì, visto che una volta Cipro era un Paradiso Fiscale. Status perso da quando è entrato a far parte dell’Unione europea.

Ancora, eToro gode della licenza britannica da parte della Financial Conduct Authority (FCA). Mentre in Australia, i servizi e i prodotti sono forniti da eToro AUS Capital Pty Ltd. (“eToro Australia”).

Come detto, eToro non è un Broker che ama sedersi sugli allori. Infatti, l’ultima novità in ordine di tempo riguarda la decisione di azzerare le commissioni su ogni operazione che riguardi azioni ed ETF che avviene sul territorio europeo. Un’altra mossa molto allettante che sfida la concorrenza.

Etoro offre una miriade di servizi ai suoi clienti. Tra questi, ricordiamo il Conto demo, per non rischiare i propri capitali reali facendo pratica da neofiti; assistenza clienti efficace; segnali di trading; Grafici; tanti asset su cui poter investire; e-book, corsi e-learning e Webinar per potersi formare.

Due però sono i servizi su cui vogliamo soffermarci: copytrading e copyportfolios. Ecco di cosa si tratta.

Copytrading eToro cos’è e come funziona

Il sistema di Copy Trading è semplice. Tu copi un trader e ogni volta che quel trader fa uno scambio, il tuo account farà lo stesso anche in tempo reale. Per distribuire il trading, gli asset vengono assegnati a un trader e le transazioni vengono copiate usando quell’allocazione nella stessa proporzione del trader.

Quindi, se un trader usa l’1% del saldo del suo conto per fare una compravendita di azioni, il suo account farà lo stesso scambio usando l’1% dei fondi che hai assegnato a quel trader. Copiare lo scambio ti consente di trarre beneficio dall’esperienza e dalla conoscenza dei migliori traders.

Il trading non è certo un gioco e comprenderlo subito non è facile. Quindi, perché non permettere a qualcuno che ha più esperienza di commerciare per te? Questo è fondamentalmente ciò che fa il Copytrading. Su eToro puoi sfogliare i profili di milioni di trader. Puoi vedere quali operazioni hanno fatto in passato e quanto sono stati redditizi.

Tutto è aperto e trasparente. Quindi non stai solo copiando un trader basato su un pitch di vendita. Puoi scegliere di copiare i trader che hanno ottenuto buoni risultati solo in passato e scambiati con strategie a basso rischio.

Copyportfolios cos’è e come funziona

A novembre 2016, eToro ha lanciato un nuovo servizio: CopyPortfolios ™. Invece di essere obbligati a sfruttare migliaia di possibilità per selezionare i trader e le strategie di investimento da copiare, gli operatori possono utilizzare CopyPortfolios ™ per semplificare e velocizzare il processo scegliendo tra una selezione di portafogli di copia preconfezionati che racchiudono tra loro una selezione di trader o investimenti strategie / posizioni nei mercati di scelta.

Come funzionano etoro CopyPortfolios? Esistono due tipi di CopyPortfolios ™: Top Trader CopyPortfolios e Market CopyPortfolios.

Entrambi sono selezionati sulla base di criteri proprio della piattaforma di trading online israelo-cipriota con sede a Limassol (la capitale). E si impegnano a fornire una ponderazione di investimento equivalente a una selezione di trader di eToro attivi e performanti.

I portafogli Copy sono gestiti da algoritmi automatici che selezionano chi entra e chi esce dal paniere. Sebbene non manchi la supervisione “umana” da parte di un comitato di esperti.

eToro quali criptovalute prevede

Quali criptovalute prevede eToro? Le seguenti:

  • Bitcoin
  • Ethereum
  • Litecoin
  • Ethereum classic
  • Dash
  • Ripple
  • Bitcoin Cash
  • Stellar
  • NEO

Questi i passaggi da seguire per investire in criptovalute su eToro:

Per prima cosa, come si fa in occasione di ogni tipo di registrazione su un sito internet, è importante scegliere un nome utente e una password per gli accessi personali ai servizi del broker.

Dalla pagina ufficiale del broker è presente il log in per accedere ai principali servizi di eToro. E’ inoltre importante procedere al primo accesso anche per il primo deposito online di 200 euro e con differenti modalità di pagamento ad oggi accettate come bonifico bancario, carte di credito dei principali circuiti internazionali, quali paypal, webmoney, skrill e neteller.

Per le prime operazioni di investimento, è possibile selezionare le criptovalute del momento dal menù cCripto.

Scegliere la criptovaluta desiderata e completare la procedura di investimento su eToro.

Per investire sulla criptovaluta selezionata cliccare su ” Investi ” , previo login del proprio account eToro ( inserendo credenziali di accesso ) ed inserire l’importo che si intende negoziare.

eToro mette a disposizione anche la possibilità di investire in un paniere contenente le criptovalute prima elencate, il cosiddetto CryptoCopyPortfolios, che in tal caso si chiama cryptofund. Contenente le migliori cripto del momento come Bitcoin (con una percentuale maggiore del 60%), Ethereum e Ripple. Ma anche quelle innovative come Stellar e Neo.

Disclaimer: eToro è una piattaforma multi asset che consente dio investire sia in azioni che in criptovalute, e di fare trading sui CFDs.

Considera che i CFD sono strumenti complessi con un alto rischio di perdere denaro dovuto alla leva finanziaria.66% dei trader retail perde soldi facendo trading con questo broker CFD. Dovresti considerare i rischi di perdita di denaro.Criptoasset non sono regolati e possono subire ampie variazioni di prezzo, dunque non sono appropriati per tutti gli investitori. Il trading di criptoasset non è regolamentato da alcuna normativa Europea.

Le performance passate non sono indicatori di risultati futuri.

Questo contenuto è da intendersi per fine educativo e non dovrebbe essere considerato come alcun consiglio di investimento.
Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY