Trading: come puntare alla massimizzazione dei prezzi azionari?

La gran parte dei modelli teorici che si studiano alla base della finanza aziendale e del trading sono costruiti con il presupposto che l’obiettivo unico nel processo decisionale sia la massimizzazione del prezzo azionario. Sebbene, ciò possa sorprendere, ci sono tre ordini di motivi che dobbiamo subito mettere in evidenza, prima di procedere con l’argomentazione. Per prima cosa, il lettore e potenziale investitore deve sapere che il prezzo azionario è un parametro immediatamente e costantemente osservabile per giudicare l’operato di una quotata in Borsa.

A differenza di altri parametri quali utili e fatturati, i prezzi azionari vengono continuamente aggiornati e riflettono istantaneamente l’operato di un’azienda. Ciò consente al management di avere un riscontro immediato delle iniziative intraprese. Ad esempio si prenda in considerazione la reazione dei mercati finanziari all’annuncio di un progetto di acquisizione; nella maggior parte dei casi, i prezzi azionari dell’impresa che tenta la scalata scendono notevolmente, a testimonianza del fatto che i mercati sottopongono a vaglio critico le informazioni del management. Sottolineato già questo punto, possiamo esaminare ed approfondire perché e come sia importante per un investitore o trader puntare alla massimizzazione dei prezzi azionari.

Prezzi azionari: massimizzare i titoli è uno scenario solo ideale?

I titoli azionari, in un mercato razionale, riflettono gli effetti di lungo termine delle politiche aziendali. Diversamente da altri parametri quali il fatturato o la quota di mercato, che riflettono in maniera immediata l’operato di un’impresa, il valore di un’azione riflette anche gli effetti di medio-lungo termine e gli outlooks prospettici del divenire aziendale. In un mercato razionale, i prezzi azionari rappresentano il tentativo degli investitori e dei trader di misurare questo valore. Anche se tale processo è soggetto ad un mergine di errore e di incertezza, una stima approssimativa del valore di lungo termine va preferita ad una stima più precisa che riflette solo la capacità reddituale corrente; ecco perché analizzare solo i risultati contabili evidenziati nei Bilanci delle quotate porta ad essere miopi nelle scelte di investimento prospettiche.

Vista la rilevanza della massimizzazione del pricing e del corso dei titoli azionari, nella tecnica di borsa e nel trading, vale la pena chiedersi in quali circostanze sia ragionevole valersi di questo obiettivo ambizioso. Esiste uno scenario in cui la massimizzazione dei prezzi azionari rappresenta il “giusto” obiettivo, senza effetti collaterali negativi né conflitti di interessi.

Massimizzare il prezzo azionario: accorgimenti utili

Le alternative di massimizzazione del prezzo azionario presentano diversi problemi da prendere in considerazione. I meccanismi tradizionali di controllo (assemblee annuali e consigli di amministrazione) spesso e volentieri si rivelano inefficaci per risolvere i conflitti di interessi che nascono e corrono tra azionisti e management. Questo, però, non significa che il gap tra i due gruppi sia così profondo da non poter essere sanato, riducendo le divergenze di interessi e/o aumentando il potere degli azionisti sul management. Altro escamotage è ridurre i conflitti di interessi che intercorrono tra azionisti ed obbligazionisti, migliorare la qualità dell’informazione, rendere i mercati più trasparenti ed efficienti.

Quali sono i motivi per scegliere la massimizzazione del prezzo azionario come obiettivo?

L’obiettivo della massimizzazione del prezzo azionario si rivela superiore agli altri, in quanto è l’unico ad avere una capacità intrinseca di autocorreggersi, per effetto di tre fattori che occorre enucleare di seguito:

  • Reazione del mercato: la prima e più immediata reazione viene dai mercati finanziari e dalle innumerevoli operazioni di trading e di compravendita. Si ricordi, ad esempio, il caso Enron; non solo, il mercato ha punito la stessa Enron con una forte riduzione nelle fluttuazioni del prezzo delle sue azioni ed obbligazioni, ma ha punito anche le altre imprese caratterizzate da problemi simili, vale a dire una struttura di corporate governance debole ed una contabilità poco trasparente.
  • Maggiore attivismo: ogni eccesso da parte di un gruppo porta all’indignazione da parte dei gruppi che ne sono vittime, con conseguente maggiore attivismo da parte di questi ultimi. Un esempio utile per conseguire una maggiore massimizzazione del prezzo azionario, dovrebbe essere quello di coinvolgere maggiormente nella gestione delle imprese e delle società quotate le banche e le Compagnie assicurative.
  • Innovazione dei mercati: i mercati spesso trovano nuove soluzioni per risolvere certi problemi. Ad esempio, le nuove forme di titoli obbligazionari, volte a tutelare meglio gli interessi degli obbligazionisti o il quantificare i costi sociali cagionati dalle imprese sono dei validi esempi utili a capire come i mercati si rinnovano in maniera continua per rispondere alle varie esigenze degli stakeholders.

Mercati finanziari e trading: migliorare l’efficienza e la trasparenza

L’informazione trasmessa ai mercati finanziari è imprecisa e fuorviante; spesso e volentieri, il prezzo che emerge nei mercati finanziari non è corretto ma subisce e riflette gli effetti distorti delle operazioni di compravendita. Una migliore informazione non può essere imposta per legge, anche i mercati non possono essere resi più efficienti semplicemente con un intervento normativo. Condizioni necessarie, anche se non sufficienti, sono ascrivibili alle seguenti:

  • L’attività di trading dovrebbe essere poco costosa e semplice da eseguire. Più alti sono i costi delle transazioni, più difficile è eseguirle e, meno efficienti, saranno i mercati;
  • Ci dovrebbe essere più ampio e libero accesso all’informazione concernente il modo di fare business delle imprese,
  • Gli investitori devono poter beneficiare delle scelte delle azioni giuste e devono essere penalizzati quando, invece, compiono azioni sbagliate.

Ogni tipo di limite imposto alle operazioni di trading, anche se adottato con le migliori intenzioni, spesso conduce a maggiori inefficienze sui mercati.

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