Trading online, vademecum per i principianti

Chi frequenta internet è bombardato ogni giorno da messaggi pubblicitari sul trading. Una dimostrazione ulteriore, questa, che tale attività è diventata appannaggio della massa. Il merito va senz’altro all’introduzione dell’online e alla creazione di piattaforme sempre più accessibili. La curiosità a molti profani, quindi, è venuta.

Il pericolo più grande è approcciarsi a questo mondo con leggerezza. La perdita del capitale è dietro l’angolo: è necessario essere preparati. Sembra una banalità ma non lo è: i messaggi pubblicitari spesso veicolano l’idea che il trading online sia simile al gioco d’azzardo. Niente di più sbagliato. Ecco, dunque, cosa il principiante deve sapere.

Come si guadagna, come si investe

Esistono principalmente due modalità. La prima è molto intuitiva, ed è la compravendita. E’ proprio come nella “vita reale”, quando magari si acquista un immobile a un prezzo e lo si vende a un prezzo superiore, marginando anche cifre considerevoli. Nel trading online – sempre limitatamente alla modalità compravendita – si acquista un asset (ossia una merce, un prodotto) e lo si rivende a un prezzo più alto. Il difficile sta nell’intuire i movimenti dei prezzi e guadagnarci di conseguenza. Il trading permette di farlo con qualsiasi tipo di asset, dalle commodity (le materie prime come l’oro) alle valute, alle azioni.

Una seconda modalità è detta “opzioni binarie”. In questo caso non si comprano o si acquistano merci, ma si investe su un dato evento, che riguarda – quest’ultimo – ovviamente i prezzi. Si chiamano binarie perché, molto banalmente, quell’evento può verificarsi o non verificarsi, non esiste una terza alternativa. Si può puntare sul raggiungimento di una certa soglia di prezzo a una data scadenza, o sull’aumento dello stesso (piuttosto che su una eventuale discesa). Le opzioni binarie in genere vengono considerate una modalità meno complicata rispetto all’altra, proprio perché il meccanismo assomiglia a quello della scommessa. Il proprio guadagno, anche in presenza di trade vincenti, può essere compromesso dal guadagno del broker, ossa dell’intermediario che offre software e strumenti per il trading. Nelle opzioni binarie, il broker in genere viene retribuito per mezzo delle commissioni. In modalità alternative, come il forex (ossia il mercato delle valute), per mezzo dello spread, ossia una differenza in termini di millessimi di lotto, tra il bid a l’ask – prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Commissioni e spread dipendono dai broker.

Broker e piattaforme

I broker sono i protagonisti, insieme ai trader, del forex. Sono società specializzate nel trading, offrono strumenti e software affinché un investitore possa tradare. I broker offrono piattaforme – i software – o possono “agganciarsi” a piattaforme esterne. Nel primo caso, spesso il broker è una banca.

Questa particolare tipologia di intermediari finanziari ha sulle spalle parecchie responsabilità perché, in linea di massima, possono infliggere penalizzazioni ai clienti-trader (succede nel caso in cui questi utilizzi tecniche considerata scorrette come lo Scalping). Per questo è assolutamente necessario fare riferimento a realtà affidabili. Lo spartiacque tra l’affidabilità e l’inaffidabilità è dato dalla presenza – o meno – di una licenza certificata presso un ente regolatore. In Italia è la Consob, ma la più importante è la Cysec, con sede a Cipro. Non è un caso: proprio nell’isola del Mediterraneo hanno base molti broker riconosciuti a livello internazionale – ovviamente è una questione fiscale.

I broker nella stragrande maggioranza dei casi mettono a disposizione delle promozioni che possono incidere sul trading. Una tipologia è rappresentata dai bonus e dai depositi minimi. I primi consistono in capitale omaggio – da utilizzare esclusivamente per gli investimenti – in genere quantificato in percentuale sul primo deposito. I depositi minimi corrispondono alla soglia con il quale è permesso aprire un account e iniziare a tradare. In genere si parla di poche centinaia di euro (o dollari).

I broker (e le piattaforme) possono essere di due tipi. Una è l’ECN ed è per gli esperti. L’interfaccia è stringata, l’intermediazione è ridotta al minimo e il broker funge solo da canale. E’ paragonabile a una sorta di piazza in cui le persone possono comprare e vendere.

Il secondo tipo risponde al nome di Market Maker. In questo caso il broker “crea” il mercato perché assicura sempre le esecuzioni degli ordini. In che senso? Ammettiamo che un trader voglia comprare a un dato prezzo un dato asset. Da un’altra parte, ci deve essere qualcuno disposto a comprare. Se non c’è, è il broker stesso a interpretare il ruolo del compratore. L’erogazione di questo servizio ovviamente alza i costi, e nello specifico alza lo spread.

Inoltre, i market maker – almeno rispetto agli ECN – sono più accessibili. Offrono una interfaccia più semplici, mettono a disposizione strumenti – e spesso guide – per la comprensione del mercato.

Analisi tecnica, fondamentale, segnali

Quali sono gli ingredienti di un trade vincente? Le risposte possono essere molteplici, ma va evidenziata l’importanza enorme che ricopre lo studio. Nella fattispecie, lo studio del mercato allo scopo di prevedere con margine di tempo utile il movimento dei prezzi. Questo tipo di studi offre due approcci, che però non si escludono l’un l’altro. L’analisi fondamentale, che prende in considerazione i dati forniti dai grafici; e l’analisi fondamentale, che prende in considerazione gli avvenimenti che si verificano nella realtà è che possono incidere sui prezzi.L’analisi tecnica si basa sugli indicatori ossia su dati elaborati e che procedono dalla statistica e dalla matematica. Sono l’espressione di modelli di comportamento che gli asset tendono a seguire. I valori che risultano dagli indicatori forniscono “segnali”, ossia previsioni di prezzo. Molto spesso i broker offrono i segnali già belli e pronti per essere interpretati.

Per eseguire una buona analisi fondamentale è necessario invece una conoscenza dell’economia e della finanza a 360 gradi, e quindi serve esperienza. Esperienza per capire cosa un dato evento può modificare in termini di asset e in che misura.