Trading materie prime: come funziona il commodity trading

Investire sulle materie prime può rivelarsi sempre una ottima “via di fuga”, considerando che è una delle più tradizionali forme per investire. Si pensi a Oro, Argento, Petrolio, Rame, ecc., storici materiali da sempre appetiti, ma, al contempo oggetto di notevoli variazioni di prezzo a seconda del contesto storico. Anche le materie prime possono essere oggetto di trading. Ma bisogna andarci cauti. Anche per le materie prime esiste la certezza che non esistono certezze. Sebbene esse siano in genere meno volatili. Si pensi a quando, nel 2014, si previde che il prezzo del petrolio del greggio Brent fosse certamente salito. Ma in realtà ciò non avvenne, e i trader che ci avevano scommesso hanno imparato la lezione l’anno successivo.

Di seguito vediamo proprio come fare trading materie prime. Una guida utile tanto per chi è alle prime armi, quanto per i trader esperti.

Piattaforme di trading sulle materie prime(commodities)

Prima di iniziare ad approfondire tutti gli argomenti legati al commodity trading, vi segnaliamo un elenco di piattaforme autorizzate e sicure per iniziare ad operare sulle materie prime:

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Come funzionano le materie prime in Borsa

Occorre dire che ci sono due modi per fare trading sulle materie prime. O puntando direttamente a scommettere sull’andamento dei loro prezzi, oppure investendo sulle azioni delle società ad esse correlate. Si pensi sempre al petrolio e come sia influente per le società energetiche (estrattrici, fornitrici, ecc.). Va da sé che il prezzo del petrolio cala, anche il valore delle azioni di queste società cala.

Le materie prime vengono scambiate su numerose borse internazionali, di cui le più grande si trovano negli Stati Uniti, nella fattispecie a Chicago: la Chicago Mercantile Exchange e la Chicago Board of Trade, conosciute come CME Group. Ma ne esistono anche nei paesi asiatici, come Giappone, Cina e India. Esistono altresì diversi enti di regolamentazione che supervisionano e vigilano sul trading di materie prime. Negli Stati Uniti, abbiamo la Commodities Futures Trading Commission (CFTC), mentre in Europa continentale abbiamo la European Securities and Markets Authority (ESMA). Nel Regno Unito il trading di materie prime viene supervisionato dalla Financial Conduct Authority (FCA).

Quali sono le materie prime

Prima di parlare di investimenti, è giusto conoscere cosa sono e quali sono le materie prime. Le materie prime sono beni tangibili, a differenza di beni immateriali come forex o azioni. Vengono poi classificate in 2 grandi famiglie:

  1. Soft: le materie prime che vengono coltivate o allevate
  2. Hard: le materie prime estratte dalla terra.

Se poi si vuole scendere più nel dettaglio, allora avremo 4 categorie di materie prime:

  1. Prodotti energetici: categoria che include diverse forme di gas naturale e petrolio
  2. Metalli: categoria che include sia i metalli preziosi, quali oro, argento e platino, sia i metalli più comuni come rame e alluminio
  3. Prodotti agricoli: categoria che include tutti i prodotti alimentari che vengono coltivati. Si pensi a grano, soia, zucchero, caffè, cacao
  4. Carne e bestiame: forse si ignora il fatto che attorno alla carne circoli un interesse internazionale considerevole. Suini e bovini sono di fatti tra le materie prime maggiormente scambiate.

Trading materie prime: importanza di oro e petrolio

Tra queste però sarebbe da stupidi non ammettere che le regine siano da sempre l’oro e dall’ottocento anche il petrolio. L’oro ha un valore commerciale millenario e solo l’emergere di banconote prima e dei pagamenti virtuali poi, ha sostituito. Tuttavia, resta un bene stabile, come vedremo, su cui i trader fanno sempre riferimento in momenti burrascosi della borsa. Quanto al Petrolio, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, è esso stesso a determinare gli equilibri geopolitici del Mondo. Dalla sua estrazione e dalla sua distribuzione dipendono di fatto le industrie, i trasporti, la produzione, i rapporti di forza tra le nazioni. Il prezzo del petrolio influenza qualsiasi cosa compresa la bolletta della luce che ci arriva a casa. Dagli anni ‘90 hanno iniziato a diffondersi energie alternative, in favore dell’ambiente. Ma la sua sparizione è dura a morire. Anzi, le superpotenze sono sempre a caccia di nuovi pozzi. Si pensi che Usa e Russia stanno cercando di approfittare anche dello scioglimento dei ghiacciai, per estrarre petrolio rispettivamente in Alaska e Antartide.

Del resto, il petrolio assume diverse forme di uso comune: carburante, plastica, abbigliamento, la corrente elettrica domestica. Il prezzo del petrolio aumenta e diminuisce e ciò influenza di riflesso il prezzo di una pluralità di beni. Il petrolio muove il Mondo. In fondo purtroppo, dato che è altamente inquinante. E’ un bene dotato di alta volatilità e risente moltissimo di tutto ciò che accade nel mondo, soprattutto ovviamente nei paesi che lo producono e lo esportano di più. Quindi, il suo prezzo varia molto anche nell’arco della stessa giornata. A volte anche di 5 dollari. Poi c’è la questione dell’alta liquidità. Possiamo investirci con gli strumenti più disparati: cfd, opzioni binarie, azioni in borsa dirette sul petrolio o delle società che ci lavorano.

Il prezzo del petrolio continua a crescere, anche grazie ai paesi emergenti. Inoltre, ci si mette pure il fatto che viene considerata una risorsa limitata e non rinnovabile, mentre aumenta la domanda. Anche nei tempi di crisi finanziaria, il petrolio non ne ha risentito. Tutt’altro. Si pensi alla fase più acuta della crisi globale: il 2010. Il petrolio ha raggiunto il picco più alto e un crollo del suo prezzo è un fatto ancora alquanto lontano.

Trading materie prime: conviene investire sul rame?

Se oro e petrolio possono essere considerate le materie prime regine del mercato finanziario, il rame potrebbe comunque finire sul podio. Motivo? E’ un materiale estremamente importante per l’economia mondiale, in quanto è utilizzato per tantissimi scopi differenti. Oggettistica, conduttore di corrente, per lavorare altri metalli. Inoltre, se la domanda è crescente, d’altro canto l’offerta va riducendosi. E’ ciò, per la più elementare delle teorie economiche, porta ad un aumento dei prezzi irrimediabile. La volatilità del rame è molto buona. Il suo prezzo è stato molto variabile a causa della crisi, anche se si prevede che la tendenza sul lungo termine sarà al rialzo.

Conviene fare trading sulle materie prime?

Come si può immaginare, per la loro natura, buona parte di queste materie prime sono oggetto di trading da millenni. Altre da secoli. Ma con la globalizzazione dei mercati, il loro prezzo è facilmente influenzabile da eventi regionali, nazionali o internazionali. Una crisi diplomatica, una guerra vera e propria, un pesante attentato, catastrofi naturali, eventi meteorologici inaspettati, colpi di stato, cadute di governi di paesi influenti. Tutto ciò può influenzare pesantemente il loro prezzo. Del resto, basta pensare che prodotti come cacao e caffè provengono dai paesi sudamericani, notoriamente oggetto di instabilità politica. O che il petrolio proviene in buona parte dai paesi mediorientali, da anni in fermento.

Ecco dunque che fare trading sulle materie prime implica avere una conoscenza a 360 gradi non solo di trading finanziario, ma anche di tutti gli altri fattori che incidono sui prezzi. In fondo, però, la volatilità è un’arma a doppio taglio. Che se sfruttata nel modo giusto può dare vita a notevoli guadagni.

Commodity trading

Le materie prime vengono scambiate proprio come la maggior parte degli altri asset finanziari: valute, azioni, indici. I trader possono quindi acquistare o vendere diverse materie prime allo scopo di generare un profitto. In che modo? Sia vendendo la materia prima ad un prezzo maggiore rispetto al prezzo di acquisto, sia acquistando la materia prima ad un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita precedente. Il trader non arriverà a possedere la materia prima sottostante, ma farà trading prevedendo i movimenti di prezzo della materia prima stessa.

E lo faranno tramite i Futures. Il valore del future è basato sul prezzo di una materia prima futuro, appunto, e può riferirsi a giorni, settimane o mesi. Il contratto future funziona quindi così: si chiuderà ad una data ed orario preciso stabilito da contratto, nel quale si genererà un profitto o una perdita. L’una o l’altra sarà determinata dal prezzo di chiusura in relazione al livello di prezzo di apertura dell’operazione. Le piattaforme di trader offrono una pluralità di materie prime su cui investire tramite i Futures, rientranti nelle categorie viste prima.

Facciamo un esempio comune: l’oro. Ammettiamo che il suo prezzo di acquisto e di vendita sia di 1.279.6/1.280 e stabiliamo di investire 10 euro per punto di movimento. Poi stabiliamo se vogliamo vendere o acquistare. Il giorno seguente l’oro è scambiato a quota 1.282,6/1.283 e quindi decidiamo di chiudere l’operazione. Se abbiamo acquistato inizialmente a 10 euro per punto e in seguito abbiamo acquistato a 1.280 e il prezzo di vendita attuale è di 1.282,6, vuol dire che abbiamo 2.6 punti a nostro favore e dato che dobbiamo moltiplicare per 10, abbiamo acquisito un profitto di 26 euro. All’opposto,, se abbiamo venduto a 10 euro per punto, e quindi abbiamo venduto a 1.279,6 mentre il prezzo di acquisto è attualmente pari a 1.283, siamo di fronte ad una differenza di 3.4 punti. Cosa significa quindi? Che se stabiliamo di chiudere l’operazione in quel dato momento abbiamo perso 34 euro.

Oltre ai Futures e all’acquisto di azioni, vediamo altri principali strumenti finanziari per fare trading online:

ETC

Gli Exchange Traded Commodities (ETC) sono strumenti finanziari emessi a fronte dell’investimento diretto dell’emittente o appunto in materie prime fisiche (in questo caso sono chiamati ETC physically-backed) o in contratti derivati su materie prime. Il loro prezzo è collegato direttamente o indirettamente all’andamento del sottostante. Proprio come gli ETF, gli ETC:

  • Sono negoziati in Borsa come delle azioni
  • Replicano passivamente la performance della materia prima o degli indici di materie prime a cui fanno riferimento

Gli ETC si ampliano le opportunità d’investimento: permettono ai trader di posizionarsi su di una singola materia prima, cosa che non è possibile fare con gli ETF. Strumenti che devono garantire un certo grado di diversificazione.

ETF

Acronimo di exchange-traded fund, gli ETF sono un tipo di fondi d’investimento e appartengono alla famiglia degli ETP (Exchange Traded Products). Le principali caratteristiche degli ETF sono:

  1. la gestione passiva: ciò vuol dire che il loro rendimento è legato alla quotazione di un indice borsistico e non all’abilità di compravendita del gestore del fondo. La “gestione passiva” li rende estremamente economici, con spese di gestione in genere inferiori al punto percentuale e per questo estremamente competitivi rispetto ai fondi attivi
  2. la loro quotazione in borsa con le stesse modalità di azioni ed obbligazioni

Opzioni binarie

Le opzioni binarie sono operazioni dove il pay-off (guadagno) è limitato ad un ammontare fisso (come parte di un asset) oppure nullo. Si chiamano così poiché l’esito dell’investimento ha due soli possibili risultati: previsione corretta o incorretta. Il ricavo è fissato al momento della stipulazione del contratto. E’ pertanto una vera e propria scommessa su un trend (andamento) di un certo titolo, che potrà essere a ribasso o a rialzo in un lasso di tempo che va dal breve, al medio o al lungo termine.

Il ritorno economico è espresso in termini di percentuale, che può variare in base alla scadenza, al tipo di asset scelto, alla tipologia di opzione binaria stessa.

Su quali materie prime puntare per trading?

Abbiamo detto come le materie prime siano le più disparate: dall’oro alla soia, passando per il petrolio e il grano, fino al rame e alla carne. Ecc. Quindi la domanda fatidica è: quale trading materie prime scegliere? Anche qui la risposta non può essere univoca. I fattori da prendere in considerazione sono molti. E li elenchiamo di seguito:

Scegliere la materia prima più adatta alle nostre esigenze

Il primo errore da non compiere è credere che tutte le materie prime funzionino nello stesso identico modo. Proprio perché appartengono alle categorie più disparate, sono oggetto di distinti livelli di volatilità e liquidità. E poi va fotografata la situazione di un determinato momento. Magari in un determinato periodo vanno meglio i metalli anziché i prodotti agricoli; oppure le risorse energetiche anziché la carne. E poi dobbiamo capire che tipo di trading è più adatto a noi: uno di lungo periodo o uno dal risultato immediato? Anche in ciò ogni materia prima dice una cosa diversa.

Aggiornarsi continuamente

E’ molto importante anche restare aggiornati costantemente sulle materie prime, in quanto, diversamente dalle azioni, non vi è ad esempio il rischio di M&A (Mergers and Acquisition). E’ anche vero che, per le ragioni sopra dette, le materie prime possono andare incontro ad una volatilità estrema. Si pensi a tutte le cause prima descritte, di origine naturale, diplomatica, di cronaca. Dato che gli eventi soprattutto naturali non possono essere predetti, salvo ad esempio uragani che possono essere anticipati di un paio di giorno, meglio agire subito per limitare i danni. Se uno Stato annuncia di voler attaccare un altro Stato; se si parla di un Virus che si sta espandendo tra il bestiame; se una malattia delle piante ha colpito il grano, e così via, meglio prendere subito provvedimenti.

Asset correlati

Tale strategia risulta migliore quando si ha a che fare sia con le materie prime che con altre tipologie di prodotti. Essa si basa sul fatto che i movimenti di determinati asset possono avere ripercussioni su altri asset a loro correlati. Si pensi al fatto che la scesa dei prezzi dell’oro nero può portare ad un corrispettivo calo del valore di diverse azioni del settore energetico in diversi indici finanziari. Questo è uno dei motivi per cui diversi trader includono almeno una materia prima all’interno del proprio portafoglio, dato che ciò permette loro di tracciare meglio i movimenti di società che sono correlate alla materia prima in oggetto. Occorre però dire che tale tecnica di trader richiedere anche una certa dimestichezza, dato che è alquanto facile interpretare erroneamente la reazione di un’azione conseguenti ai movimenti di una materia prima.

Materie prime come rifugio

Le materie prime sono considerate da molti trader come beni rifugio. In particolare ciò accade per i metalli preziosi, su tutti l’oro. E così, in periodi di estrema volatilità del mercato finanziario, gli investitori acquistano oro perché è visto come un prodotto a basso rischio. L’oro risulta ideale per quanti aspettano che la tempesta di volatilità passi, per poi rifarsi vivi solo quando i movimenti rapidi sui mercati sono calati.

Trading materie prime: cos’è il mean reverting

Il mercato delle materie prime, dette anche commodities, è un mercato caratterizzato dal mean reverting. Ovvero, il valore tende sempre a tornare medio, quindi reale. In sostanza, i loro prezzi oscillano intorno al loro valore reale, alternando momenti in cui i prezzi della materia prima sono sopravvalutati, e momenti in cui i prezzi sono sottovalutati. Tuttavia, se il trader conosce il valore medio storico di una materia prima, puoi investire sul lungo termine in questo modo:

  1. Se il prezzo è troppo sopravvalutato, tenderà a scendere e tornare al suo valore medio. Pertanto, in questo caso prima ancora che inizi a scendere si può pensare di entrare vendendo la materia prima. In questo modo il trader può guadagnare per tutta la durata delle nuova tendenza verso il ritorno alla media del prezzo
  2. Se il prezzo è troppo sottovalutato, tenderà di contro a salire. Pertanto, in questo caso il trader prima che inizi a risalire può valutare se acquistare la materia prima. Al fine di lucrarci fino a quando il prezzo non sarà tornato sulla media naturale.

Occorre però dire che il valore medio non è sempre lo stesso. Ma cambia nel tempo. E anche in questo caso rientrano gli eventi che abbiamo elencato prima: catastrofi naturali, eventi politici, scarsità del benem malattie, andamento delle valute, crisi dei trasporti.

Trading materie prime: quali sono i migliori broker

A prescindere dalla materia o dalle materie prime che si scelgono per fare trading e allo strumento finanziario per farlo al meglio, occorre anche scegliere su quale piattaforma per il trading online – o broker – farlo. La scelta deve ricadere su quelle piattaforme online che offrono una pluralità di servizi al trader, che siano riconosciute dalla CONSOB – autorità garante del mercato finanziario – e magari pure dal CYSEC, massima autorità europea con sede a Cipro. Di seguito indichiamo le 3 piattaforme che generalmente sono definite le migliori per il trading materie prime.

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