Tobin Tax: il ministro Vittorio Grilli apre alle consultazioni

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L’inserimento della cosiddetta Tobin Tax nella Legge di Stabilità ha lasciato molti a desiderare. A destra, le accuse hanno riguardato un’eccessiva tassazione, mentre a sinistra, viceversa, le critiche si sono incentrate su una presunta leggerezza del provvedimento.

Le misure adottate dal governo, però, necessitano di un decreto attuativo. Il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha organizzato un tavolo di consultazioni per redigere norme il più possibile condivise.

Attualmente, però, la Tobin Tax appare come una “legge” già bella e fatta, nel senso che la maggior parte dei nodi è stata sciolta nonostante l’assenza del decreto attuativo.

Si sa con certezza, ad esempio, che la Tobin Tax non coinvolge le transazioni compiute dai fondi di risparmio, che quindi risultano esenti.

Si sa, inoltre, che la base imponibile verrà ricavata dal saldo giornaliero, ossia dalla differenze tra le azioni comprate e le azioni vendute. Questa decisione ha fatto storcere il naso a molti, visto che esclude a priori i trader online che per “costituzione” sono costretti a un saldo in pareggio a fine giornata. Ad ogni modo, per differenza, in questo caso, non si intende la classica differenza algebrica, ma la seguente operazione: calcolo del valore degli acquisti, calcolo del valore delle vendite, differenza tra questi due termini moltiplicata per il numero di transazioni trattate.

E i derivati? Proprio questi “bizzarri” strumenti finanziari sono attualmente al centro dell’attenzione mediatica. Il tutto a causa dello scandalo Monte dei Paschi di Siena, scoppiato a seguito di un utilizzo sopra le righe dei derivati. I derivati non sono esenti dalla Tobin Tax. Certo, però, alcune forze politiche stanno premendo affinché il decreto attuativo tassi maggiormente i derivati di quanto la legge, allo stato attuale, suggerisca. Ad ogni modo, dal testo di legge si evince: “al prelievo le operazioni di sottoscrizione, cancellazione anticipata o modifica di derivati cartolarizzati così come di strumenti finanziari derivati indicati dall’articolo 1 del Tuf, sia se negoziati su mercati regolamentati sia se sottoscritti o negoziati al di fuori di questi mercati o di sistemi multilaterali di negoziazione” (fonte Il Sole 24 Ore & Il Ministro dell’Economia e delle Finanze).

Il prelievo è, a dire il vero, molto modesto (su questo punto si sono scatenate le proteste del Partito Democratico). Si parla di un’aliquota al 0,20% e dello 0,22% ma solo per il 2013. Addirittura, se la transazione avviene in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione l’aliquota si dimezza e si attesta allo 0,1%.

La Tobin Tax entrerà in vigore dal 1° marzo 2013 per le transazioni azionarie, e dal 1° luglio 2013 per i derivati.