La riforma Inps deve essere fermata

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L’importanza della riforma dell’Inps viene riconfermata anche dal presidente Tito Boeri, di fronte alle autorità della Commissione Parlamentare. Nella giornata di ieri il presidente dell’Inps Tito Boeri, si è presentato difronte alla Commissione Parlamentare di controllo degli Enti Previdenziali, difendendo la recente riforma organizzativa che, tra le varie manovre, comporta un riassetto nel territorio nazionale delle direzioni Inps le quali sono attualmente 22 territoriali (anziché 15) e 14 centrali (anziché 33). Secondo Boeri tale riforma è necessaria non solo per garantire una maggiore efficienza dell’Istituto, ma soprattutto per poter mettere in atto l’APE – Anticipo pensionistico – con il quale sarà possibile andare in pensione con un anticipo di 3 anni e 7 mesi prima.

Opposizione dei Ministeri Vigilanti

Secondo i Ministeri Vigilanti in alcuni atti amministrativi risultano degli aspetti critici che Tito Boeri dovrà correggere, se non addirittura eliminare. Le opposizioni maggiori sono state mosse sulla questione della divisione dei poteri e dei ruoli tra il Direttore Generale ed il Presidente e l’iter di selezione dei Dirigenti affidata ad una Commissione di Esperti attraverso una funzione istruttoria, tuttavia davanti ai punti appena menzionati, il Presidente Inps si è dichiarato disposto ad attuare una possibile revisione, ha dichiarato inoltre che con la messa in atto della riforma l’Istituto avrà un taglio dei costi (sia diretti che indiretti) per un ammontare di circa 8 milioni di Euro, i quali verranno investiti in un piano di assunzioni per 900 laureati.

Pietro Iocca presenta il ricorso al Tar

Anche Il Presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto – Civ – Pietro Iocca ha espresso davanti alla Commissione le motivazioni in opposizione alla riforma. Secondo Iocca, Boeri ha commesso un’irregolarità non presentando preliminarmente al Civ il piano della riforma, venendone a conoscenza solo per mezzo di un allegato presente nella documentazione dei revisori, presentando una ricorso al Tar, Pietro Iocca si è comunque dichiarato disponibile al ritiro del ricorso, nel caso in cui il Presidente Boeri ritirerà la riforma previdenziale o correggerà gli aspetti che concernono il Civ, il Direttore Generale ed il Collegio dei Sindaci, senza i quali a suo parere non è possibile garantire la democrazia.