TFR in busta paga, ecco come funziona

Il TFR in busta paga ci sarà, ma la tassazione sulla liquidazione “anticipata” e a rate, non sarà conveniente come originariamente era stato reso immaginabile. È solo questa una delle tante novità che sono state introdotte da un recente comunicato Ansa, nel quale si anticipano alcuni punti di attenzione della legge di stabilità presentata da Matteo Renzi e dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.

Cominciamo ad ogni modo proprio dal TFR in busta paga. Stando a quanto affermato dall’Ansa, al TFR in busta paga è dedicato l’art. 6 della bozza, che precisa come non vi sarà alcuna riduzione fiscale per la liquidazione mensile, e che il TFR potrà essere liquidato mensilmente dal primo gennaio. La richiesta, se effettuata, sarà irrevocabile almeno fino al 2018.

Purtroppo, l’importo sarà assoggettato a una tassazione ordinaria, e quindi non potrà più godere della tassazione agevolata della rendita pari all’11% (dal 2011). Una particolarità che potrebbe scoraggiare molte persone dal ricorrere all’acquisizione del TFR “anticipato”, visto e considerato che la perdita sarebbe notevole, rispetto al lasciare il fondo fino al naturale esaurimento del rapporto di lavoro. Emergono poi, sempre dalla bozza diffusa dall’Ansa, alcuni dettagli sulle tempistiche: la norma scatterà infatti per le retribuzioni con decorrenza dal primo marzo 2015 al 30 giugno 2018, e rimarranno esclusi dalla possibilità di conseguire il TFR in busta paga i lavoratori pubblici, i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo, oltre a quelli che lavorano da meno di 6 mesi.

A proposito di lavoratori pubblici, viene proposto il blocco del contratto degli statali per un altro anno, fino al 31 dicembre 2015. Viene inoltre rinviato di un anno, fino al 2018, il pagamento dell’ indennità di vacanza contrattuale e il blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato. Come già anticipato, sono esclusi dal blocco degli scatto contrattuali (che dura oramai da due anni) i magistrati, gli avvocati e i procuratori dello Stato, il personale militare e quello delle Forze di polizia e i diplomatici.

Infine, quanto al taglio dei contributi per i neo assunti a tempo indeterminato, per tre anni, nella bozza si legge che il taglio avrà un limite massimo annuo di 6.200 euro, e che l’azzeramento dei contributi può arrivare fino a uno stipendio di 19 mila euro. Niente taglio contributo per i lavoratori a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti. Il prossimo anno ci sarà invece un incremento di 2 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, che passa da quota 112 miliardi di euro nel 2015 ai 115,4 miliardi di euro nel 2016.